Sicilia: viadotto crolla 6 giorni dopo costruzione. Procura ordina sequestro carte appalto
In soli sei giorni un'opera stradale in Sicilia ha battuto due record: l'anticipo di tre mesi sulla consegna dei lavori (avvenuta il 23 dicembre anziché nel marzo successivo come prevedeva il contratto) e la chiusura per crollo, poco dopo, di un pezzo di quella stessa opera, un chilometro di asfalto che comprende due viadotti della Palermo-Agrigento, arteria che mantiene il non invidiabile primato di arteria più pericolosa dell'Isola. I nomi dei due viadotti che fanno parte dell'asse in questione sono Scorciavacche 1 e Scorciavacche 2, che in dialetto sta a significare scuoia vacche, e si trovano all'altezza di Mezzojuso, nel Palermitano. Per quanto il tratto di strada sia stato chiuso alle prime avvisaglie di cedimento, come sostengono l'Anas e l'impresa che ha eseguito i lavori (la Bolognetta scpa, un raggruppamento che ha come capofila la Cmc di Ravenna), quanto accaduto non rassicura certo gli automobilisti.
Intanto la Procura della Repubblica di Termini Imerese ha ordinato il sequestro negli uffici dell'Anas della documentazione dell'appalto per il viadotto Scorciavacche sulla statale 121 Palermo-Agrigento e del tratto di accesso crollato pochi giorni dopo l'inaugurazione. Il provvedimento è stato deciso dal procuratore Alfredo Morvillo e dal sostituto Francesco Gualtieri. I magistrati incontreranno nel pomeriggio alcuni consulenti che si apprestano a nominare per risalire alle cause del crollo. Solo dopo saranno decise le operazioni tecniche da eseguire. Se si tratterà di atti "non ripetibili" saranno individuate le persone da iscrivere nel registro degli indagati come adempimento tecnico dovuto in questa fase iniziale dell'inchiesta. L'area interessata al crollo e il viadotto Scorciavacche erano stati già sequestrati.
Intanto la Procura della Repubblica di Termini Imerese ha ordinato il sequestro negli uffici dell'Anas della documentazione dell'appalto per il viadotto Scorciavacche sulla statale 121 Palermo-Agrigento e del tratto di accesso crollato pochi giorni dopo l'inaugurazione. Il provvedimento è stato deciso dal procuratore Alfredo Morvillo e dal sostituto Francesco Gualtieri. I magistrati incontreranno nel pomeriggio alcuni consulenti che si apprestano a nominare per risalire alle cause del crollo. Solo dopo saranno decise le operazioni tecniche da eseguire. Se si tratterà di atti "non ripetibili" saranno individuate le persone da iscrivere nel registro degli indagati come adempimento tecnico dovuto in questa fase iniziale dell'inchiesta. L'area interessata al crollo e il viadotto Scorciavacche erano stati già sequestrati.
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