Bari, sesta sconfitta della gestione Nicola: adesso è crisi nera!
di Francesco D'Agostino - I biancorossi sono letteralmente allo sbando. Arriva la sesta sconfitta della gestione Nicola, la quinta sconfitta interna stagionale. Numeri significativi che evidenziano come il problema del tecnico è ormai relativo. Sia Mangia che Nicola, difatti, viaggiano a una media di un punto a partita. La squadra scesa in campo ieri, come più volte verificato in quest'annata, è una squadra senza cattiveria con un assenza di un'identità di gioco. Compito ben preciso fallito da entrambi gli allenatori.
La testardaggine di Nicola, che ha voluto optare ancora una volta sul suo 3-4-1-2, ha messo in evidenza come i galletti non siano ancora abituati a giocare con la difesa a tre.
La sensazione è che dietro la schizofrenica corsa agli acquisti (quattordici nella sessione estiva e sette in quella invernale) , non ci sia stata la competenza per formare un vero gruppo di calciatori. Una squadra.
Le colpe sono equamente divise dal presidente Paparesta, dal direttore sportivo Antonelli e dai calciatori, incapaci di fare cerchio proprio come lo scorso anno. E' evidente che la cessione di Sciaudone non sia stato un caso, e che forse da inizio stagione si era creata una spaccatura nello spogliatoio tra la vecchia e la nuova guardia (il Bari targato 2013-14).
INSICUREZZE DIFENSIVE Al banco degli imputati salgono chiaramente tutti gli undici scesi in campo, nello specifico il pacchetto arretrato. Non è bastato l'inserimento di Enrico Guarna a evitare la sconfitta, che ha proiettato i biancorossi in piena zona rossa. Inutile l'inserimento di Rinaudo, vano tentativo di cambiare le sorti sciagurate della retroguardia.
Il gol del giovanissimo Petagna, punta di scuola Milan, è il frutto della disattenzione di Salviato prima, che ha lasciato crossare D'Elia indisturbato, e Rinaudo poi che ha mollato la marcatura sull'ex punta pontina. Ma non è finita qui. I galletti hanno perso la gara anche a centrocampo. L'inesistente Bellomo, gli inguardabili Defendi e Minala si sono fatti surclassare dal reparto dei vicentini. I piedi di Di Gennaro e Moretti hanno infatti dato coraggio minuto dopo minuto alla manovra avversaria.
In attacco peggio che andar di notte. Pochissime conclusioni a rete. Ebagua inesistente, idem Caputo.
Insomma è un Bari da rifondare, che dovrà ritrovare stimoli già da Sabato, dove sarà atteso al San Nicola il Lanciano di mister D'Aversa.
I MERITI DI MISTER MARINO Il Vicenza, d'altro canto, ha meritato i tre punti sopratutto per ciò che è maturato nella seconda ripresa. I ragazzi di mister Marino hanno sempre tenuto il pallino del gioco, sino ad affondare i galletti con il colpo di grazia di Pettinari. Insomma una vittoria che fa morale e proietta la squadra dell'esperto tecnico in sesta posizione. In piena zona play-off.
La testardaggine di Nicola, che ha voluto optare ancora una volta sul suo 3-4-1-2, ha messo in evidenza come i galletti non siano ancora abituati a giocare con la difesa a tre.
La sensazione è che dietro la schizofrenica corsa agli acquisti (quattordici nella sessione estiva e sette in quella invernale) , non ci sia stata la competenza per formare un vero gruppo di calciatori. Una squadra.
Le colpe sono equamente divise dal presidente Paparesta, dal direttore sportivo Antonelli e dai calciatori, incapaci di fare cerchio proprio come lo scorso anno. E' evidente che la cessione di Sciaudone non sia stato un caso, e che forse da inizio stagione si era creata una spaccatura nello spogliatoio tra la vecchia e la nuova guardia (il Bari targato 2013-14).
INSICUREZZE DIFENSIVE Al banco degli imputati salgono chiaramente tutti gli undici scesi in campo, nello specifico il pacchetto arretrato. Non è bastato l'inserimento di Enrico Guarna a evitare la sconfitta, che ha proiettato i biancorossi in piena zona rossa. Inutile l'inserimento di Rinaudo, vano tentativo di cambiare le sorti sciagurate della retroguardia.
Il gol del giovanissimo Petagna, punta di scuola Milan, è il frutto della disattenzione di Salviato prima, che ha lasciato crossare D'Elia indisturbato, e Rinaudo poi che ha mollato la marcatura sull'ex punta pontina. Ma non è finita qui. I galletti hanno perso la gara anche a centrocampo. L'inesistente Bellomo, gli inguardabili Defendi e Minala si sono fatti surclassare dal reparto dei vicentini. I piedi di Di Gennaro e Moretti hanno infatti dato coraggio minuto dopo minuto alla manovra avversaria.
In attacco peggio che andar di notte. Pochissime conclusioni a rete. Ebagua inesistente, idem Caputo.
Insomma è un Bari da rifondare, che dovrà ritrovare stimoli già da Sabato, dove sarà atteso al San Nicola il Lanciano di mister D'Aversa.
I MERITI DI MISTER MARINO Il Vicenza, d'altro canto, ha meritato i tre punti sopratutto per ciò che è maturato nella seconda ripresa. I ragazzi di mister Marino hanno sempre tenuto il pallino del gioco, sino ad affondare i galletti con il colpo di grazia di Pettinari. Insomma una vittoria che fa morale e proietta la squadra dell'esperto tecnico in sesta posizione. In piena zona play-off.
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