Libia: Gentiloni fa dietrofront, unica soluzione è politica
Il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni sta riferendo alla Camera sulla Libia. "Mentre il negoziato muove i primi passi, la situazione in Libia si aggrava. Il tempo non è infinito e rischia di scadere presto, pregiudicando i fragili risultati raggiunti" dalla mediazione Onu sostenuta dall'Italia, ha detto il ministro in un'informativa in aula. "L'unica soluzione alla crisi libica è quella politica", ha aggiunto. Non vogliamo "avventure e tantomeno crociate. Chiediamo alla comunità diplomatica di aumentare gli sforzi", ha commentato. "Il deterioramento della situazione sul territorio impone un cambio di passo da parte della comunità internazionale prima che sia troppo tardi. In Libia è evidente il rischio di saldatura tra gruppi locali e Daesh" che richiede la "massima attenzione". Dalla riunione del Consiglio di sicurezza di oggi "ci attendiamo la presa di coscienza al Palazzo di vetro della necessità di raddoppiare gli sforzi per favorire il dialogo politico" in Libia, ha concluso Gentiloni. Ieri intanto Gentiloni ha avuto in tarda serata un colloquio telefonico con il Segretario di Stato Usa John Kerry. Nel corso del colloquio i responsabili per la politica estera di Italia e Stati Uniti hanno discusso dell'evoluzione della crisi libica.
Sul fronte Isis i miliziani jihadisti hanno lanciato un massiccio attacco contro postazioni curde a circa 45 km a sudovest di Erbil, il capoluogo della regione curda irachena. Lo riferiscono fonti curde citate dalla Cnn. La fonte ha citato un collaboratore del generale Sirwan Barzani, comandante militare del settore. L'offensiva è stata lanciata da varie direzioni e i combattimenti sono continuati dopo il primo assalto dell'Isis, sferrato intorno alle 21 di ieri sera (ora locale).
"ALLERTA TERRORISTI SU BARCONI" - Il Movimento dell'Isis intende utilizzare la Libia per portare "il caos nel sud dell'Europa". E' quanto rivela il Daily Telegraph, citando documenti segreti dei jihadisti. Secondo uno dei principali reclutatori dello Stato islamico in Libia, l'Isis vuole infiltrarsi sui barconi di immigrati nel Mediterraneo e attaccare le "compagnie marittime e le navi dei Crociati". Nel frattempo l'Egitto, dopo i bombardamenti, ha compiuto un raid terrestre a Derna: 55 i miliziani Isis catturati. L'Isis avanza anche verso la Tunisia, riferisce il premier libico Al Thani.
"ALLERTA TERRORISTI SU BARCONI" - Il Movimento dell'Isis intende utilizzare la Libia per portare "il caos nel sud dell'Europa". E' quanto rivela il Daily Telegraph, citando documenti segreti dei jihadisti. Secondo uno dei principali reclutatori dello Stato islamico in Libia, l'Isis vuole infiltrarsi sui barconi di immigrati nel Mediterraneo e attaccare le "compagnie marittime e le navi dei Crociati". Nel frattempo l'Egitto, dopo i bombardamenti, ha compiuto un raid terrestre a Derna: 55 i miliziani Isis catturati. L'Isis avanza anche verso la Tunisia, riferisce il premier libico Al Thani.
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