Cisl Bari: i proclami sulla ripresa? Solo fumo

BARI - “Siamo ancora in emergenza. Si susseguono in maniera incessante le crisi aziendali con gravi perdite di posti di lavoro. Non ci convincono le dichiarazioni su una ipotetica ripresa, fatte da Renzi. I fatti e i numeri dicono ben altro. Aumentano le vertenze con le aziende, chiudono le attività commerciali, aumenta la perdita di posti di lavoro” A dirlo il segretario generale Cisl Bari Vincenzo Di Pace.

Il dato della riduzione dell’utilizzo della cassa integrazione guadagni ordinaria apparentemente  può significare ripresa dell’occupazione ma può essere interpretata anche come un ulteriore segnale di crisi che costringe le imprese a ricorrere direttamente alla riduzione di forza lavoro. Allo stesso modo va considerato il calo del ricorso agli ammortizzatori in deroga, la cui platea si è ridotta drasticamente senza offrire possibilità occupazionali alternative. Su questo versante sarebbe necessario liberare ulteriori risorse per attivare i cantieri di cittadinanza”.

Le ore di cassa integrazione ordinaria e straordinaria sono in aumento. La Cigd  continua ad essere invocata da un tessuto produttivo fragile, malgrado la penuria di risorse. Situazione che rischia essere aggravata dalla scelta politica di tagliare nel 2015, a chi ne farà richiesta, 7 mesi su 12 con la conseguenza inevitabile di produrre nuovi licenziamenti e far salire il tasso di disoccupazione, già di per sé allarmante, in Puglia. In un momento storico in cui il Governo Renzi si accinge a rimodulare la cassa integrazione, sarebbe necessario per l’intera economia nazionale irrobustire e non depotenziare questo strumento che consente di salvaguardare migliaia di posti di lavoro ogni anno”.

Relativamente agli indicatori, con un rialzo dello 0,1% sul 2013, dopo Taranto è  Bari  ad avere un tragico primato tra le province Pugliesi con il più alto numero di ore autorizzate dall’Inps con 17,7 milioni.  Nel dettaglio, in ordine alla cassa ordinaria (Cigo), con quasi 5,1 milioni di ore è la provincia di Bari che registra il maggior numero di richieste nel corso del 2014.

I  proclami sulla ripresa sembrano carta straccia di fronte ai dati che vengono diffusi . E’ evidente che non siamo ancora usciti dal lungo tunnel della crisi anche se si intravede la possibilità, più o meno remota, di alcuni segnali di rilancio del sistema economico-sociale.
La regione Puglia – conclude Di Pace – avrebbe le potenzialità per riprendersi, a condizione che, terminata la fase elettorale il nuovo Presidente e la Giunta futura lavorino con le parti Sociali con continuità alla soluzione dei tanti problemi presenti al fine di dare risposte concrete a sostegno della ripresa e dell’occupazione.