Massimo Torrigiani direttore del polo delle arti contemporanee della città di Bari: stamattina la presentazione a Palazzo di Città

BARI - Sarà Massimo Torrigiani, barese, classe ‘66, esperto e curatore d’arte contemporanea, da anni impegnato in Italia e all’estero, a dirigere il polo delle arti contemporanee della città di Bari e a curare la programmazione delle arti visive nella Sala Murat già a partire dalla prossima estate. A presentarlo alla stampa questa mattina il sindaco Antonio Decaro e l’assessore alle Culture Silvio Maselli.

“Oggi mettiamo un altro tassello nel mosaico che stiamo componendo - ha esordito il sindaco - per dare al settore culturale della nostra città un’organizzazione stabile e integrata che dia forma alla visione che insieme a Silvio Maselli abbiamo costruito e condiviso nel corso di questi mesi. In meno di un mese è la quarta volta che ci incontriamo per presentarvi gli avanzamenti di un progetto culturale complessivo che ci vede impegnati sul lavoro per i contenitori: abbiamo acquisito al patrimonio comunale il teatro Margherita e il Mercato del pesce, abbiamo affidato la gestione del Museo Civico e della casa natale di Nicolò Piccinni e parallelamente stiamo lavorando sui contenuti: la settimana scorsa il riconoscimento ufficiale del TRIC, il Corteo di San Nicola con la regia di Sergio Rubini, la nomina di Gianrico Carofiglio a presidente della Fondazione Petruzzelli. Stiamo lavorando per lasciare a questa città qualcosa che esisterà anche dopo di noi, ben sapendo che questo tempo ci chiede di fare un ulteriore sforzo: abbiamo ben chiaro infatti che oggi, per vincere la sfida che ci siamo posti, dobbiamo essere capaci di inventare nuove modalità di gestione e valorizzazione degli spazi dedicati alla cultura".

"Oggi presentiamo la persona alla quale abbiamo scelto di affidare la programmazione delle arti visive nei mesi e negli anni a venire, a partire dall’unico spazio attualmente disponibile del futuro polo delle arti contemporanee: la nostra sala Murat. Abbiamo scelto una professionalità di altissimo profilo perché siamo convinti che i nostri sforzi andranno a buon fine solo se noi per primi ci crederemo fino in fondo. Massimo Torrigiani è un esperto di arte contemporanea che ha lavorato in tutto il mondo, da Milano, a Shangai, Colonia e Parigi; ha collaborato con i più grandi musei e le più grandi riviste di arte e moda internazionali e ha dimostrato lontano da casa, e dalla politica, di essere un professionista valido e apprezzato in Italia come all’estero. Il suo curriculum parla da solo, eppure c’è un elemento che ha fatto di lui il candidato ideale per questo ruolo: è nato e cresciuto e a Bari e qui si è formato. Questo significa che Bari è la sua terra e a lui abbiamo chiesto di condividere un pezzo di strada con noi per dar vita a un progetto di crescita e rilancio. Ciò che voglio sottolineare è che quanto siamo in grado di fare noi oggi è frutto anche di una buona semina che viene da lontano. Già qualcuno prima di noi ha lavorato perché Bari e la Puglia potessero ambire ad avere uno spazio nel panorama delle arti visive e dell’arte contemporanea. Oggi stiamo dando forma a questo sogno con le nostre energie, mettendoci la faccia, con le risorse che abbiamo e, soprattutto, provando a lanciare il cuore oltre l’ostacolo affidandoci alle professionalità che stiamo coinvolgendo e alla voglia della città di Bari e dei baresi di crescere e di mostrarsi finalmente all’altezza delle loro possibilità”.

“È stata quasi un’epifania, per me e per il sindaco, la scelta di Massimo Torrigiani - ha aggiunto Silvio Maselli - . Eravamo in aereo di ritorno dal primo incontro istituzionale con il ministro Franceschini, il 3 luglio del 2014, quando abbiamo pensato che il suo fosse il nome giusto cui affidare nell’immediato la Sala Murat e, in una prospettiva più lunga, la direzione del Polo delle arti contemporanee della città. Ed ora eccoci qua, nove mesi dopo, dopo un lungo lavoro fatto sui contenitori culturali della città - i contenuti hanno senso solo in relazione al contesto che li accoglie - a presentarlo alla stampa e alla città. Secondo l’art.3 dell’International council of museums (icom) “un museo è una istituzione permanente, no profit, di servizio pubblico che favorisce lo studio, l’educazione, il diletto”. Sono queste le tre funzioni che intendiamo coltivare per formare il pubblico e il gusto nella nostra città. E consentitemi anche di ricordare la frase che campeggia sul frontespizio del meraviglioso teatro Massimo di Palermo: “vano delle scene il diletto, ove non miri a preparar l’avvenire”. Perché non dobbiamo dimenticare che l’arte, la cultura, assolvono allo scopo di cambiare il tempo presente, di preparare il futuro, di migliorare le persone e le cose".

"L’Italia è un paese/museo, un museo diffuso, come si usa dire. Eppure esistono da noi 4.739 musei, di cui 399 statali: una messe di istituzioni che mal si conciliano con la crisi fiscale del Paese e la spending review. Per questo noi non creeremo l’ennesima istituzione museale, Anche d’intesa con la Regione, non daremo vita a nuovi organismi, né fondazioni, né nuovi cda: abbiamo scelto Massimo Torrigiani per la cura e la gestione del polo, mentre faremo un bando pubblico per individuare i soggetti privati cui affidare la gestione dei tre spazi che compongono il polo: la sala Murat, l’ex Mercato del Pesce e il Teatro Margherita, una volta pronti. Né miriamo ad avere una collezione permanente della città, non abbiamo i fondi per acquisirla al patrimonio comunale né potremmo sostenerla sul lungo periodo. Noi avremo uno spazio di arti contemporanee in dialogo con il territorio e con il mondo. Per questo ci serve subito iniziare a dialogare col pubblico di residenti e turisti: allestire e riallestire per abituare al gusto internazionale i nostri concittadini e proiettare Bari tra le mète importanti del gusto internazionale. Crediamo che coltivare il gusto per l’arte sia uno dei modi per stare dentro il mondo ed esprimere qualità ed attrattività territoriale. A Massimo Torrigiani chiediamo di essere medium di questo processo e ambasciatore della nostra città in Italia e all’estero.

Senza dimenticare un aspetto che è ovviamente sociale: nel tempo libero a Bari, oggi, si è solo consumatori passivi. Noi dobbiamo sconfiggere la solitudine del consumatore contemporaneo, offrendo un’alternativa di qualità: per questo la sala Murat sarà destinata unicamente all’arte contemporanea e, grazie alla Regione Puglia, ospiterà al suo interno il primo concept store creativo regionale, che, grazie ad un investimento di 150.000 euro, accoglierà pezzi unici di design di creativi e artigiani pugliesi da individuare attraverso un lavoro di scouting sul territorio regionale. Ovviamente, prima di questo nuovo corso, dovremo adeguare la sala Murat con interventi tecnici relativi all’efficientamento energetico, agli impianti e ai servizi igienici per il pubblico. A giorni pubblicheremo l’avviso per aprire a sponsor privati che vogliano farsi carico dei necessari lavori di adeguamento. Senza dimenticare il bellissimo wall drawing di Sol Lewitt che intendiamo finalmente certificare e acquisire ufficialmente al patrimonio cittadino e restaurare come si conviene ad un pezzo di quel valore".

"La programmazione artistica della Sala Murat viene affidata a MassimoTorrigiani ai sensi dell’art. 57, comma 2, lettera B  del codice degli appalti con un compenso sotto soglia del valore di 37.000 euro per quest’anno, rinnovabile per tre anni. Già a luglio potremo avere un saggio della sua direzione artistica, con la prima mostra del polo delle arti contemporanee allestita nella Sala Murat”.

“Ho appena ricevuto l’incarico ed è presto per parlare di programma - ha dichiarato Massimo Torrigiani-. Per ora abbiamo ipotizzato per la Sala Murat due mostre all’anno, e una serie di progetti generati dal piccolo gruppo di lavoro che metterò insieme, oppure ospitati, in base alle proposte che riceveremo da istituzioni o associazioni. La Sala Murat ha l’ambizione di diventare un osservatorio sulle tendenze dell’arte contemporanea internazionale per baresi e stranieri di passaggio, e il laboratorio per metter a fuoco e preparare il progetto che guiderà la programmazione del Teatro Margherita e dell’ex Mercato del Pesce, una volta pronti. Un luogo di scoperta e di stupore che ci porti a leggere più nitidamente il mondo in cui viviamo. Lasciandoci anche attraversare dalle sue zone d’ombra o dalle sue ambiguità. La città perde così uno spazio polifunzionale ma guadagna, mi auguro, un luogo nuovo, che a Bari non c’è mai stato.

Nella fase iniziale del progetto, per definirne impianto e programma - ha continuato -  ho bisogno di ascoltare gli artisti che vivono e lavorano qui; curatori, critici, giornalisti, docenti, studenti, galleristi, rappresentanti delle realtà pubbliche e private che si occupano d’arte e cultura.

Con il sindaco Decaro, l’assessore Maselli e la giunta comunale, che ringrazio per la fiducia, considero questo progetto nodale nella reinvenzione della città. Non c’è idea, non c’è azione che non nasca cosmopolita, che non sia il risultato e non contribuisca a un mondo interdipendente, ma l’arte vive male tra schemi e semplificazioni. Soprattutto se si tratta di spazi pubblici. Immagino per la Sala Murat - che è il preludio del percorso per il polo per l’arte e la cultura contemporanea a Bari - un’attività che sia il prodotto di cerchi concentrici. Che il primo la connetta al pubblico locale e alle realtà che si occupano qui di arte e cultura del presente. Il secondo dovrebbe contribuire a collegarla a esperienze e iniziative regionali. In Puglia succedono mille cose, spesso ignare le une delle altre e raramente ben raccontate. E così via, mettendoci in contatto con i progetti d’arte, ma anche di design, musica, arti applicate, internazionali più interessanti.
A proposito di Sala Murat e del bel murale di Sol Lewitt che accoglie, e che sarà restaurato, vorrei qui ricordare Marilena Bonomo, che mi ha introdotto adolescente all’arte contemporanea “dal vero” con la sua galleria e la sua casa, e la cui presenza mancherà tanto a me e a questo progetto.

L’arte contemporanea si svolge tra interferenze, rifrazioni, incomprensioni e negli interstizi tra differenti discipline, tra mezzi diversi - oggi soprattutto di comunicazione e per la condivisione. È in quel ”tra” che lavoreremo. È esplorando mondi nuovi che metteremo in prospettiva la nostra cultura: una tra le altre. L’arte e gli artisti hanno anche una funzione diseducativa e asociale. Scardinano pregiudizi, dichiarano sublime quello che generalmente è considerato brutto, si esprimono come individualità eccezionali, testimoniano casi unici, esperienze estreme. Ma anche generosità e collaborazione. Sono scopritori e inventori di mondi e danno risposte a domande che non ci sono ancora chiare; neanche a loro.

Bari è una città contemporanea - ha concluso Torrigiani - che si esprime spesso in maniera disarticolata e disordinata, e spesso con un gusto molto mediterraneo e affascinante del disordine. E per questo, paradossalmente, con grande forza: quella che fa dell’arte e della cultura esperienza; non solo una funzione dello spettacolo e dell’intrattenimento. Gallerie d’arte private, riviste ed etichette discografiche, festival, musei d’arte antica e moderna, progetti per il cinema, case editrici, vita accademica - Liceo Artistico, Accademia di Belle Arti, Università, Politecnico - con competenze in storia dell’arte, teatro e spettacolo, cinema, musica, letteratura, filosofia.... Qui c’è molto di quello che fa una città culturalmente attiva. Anche, alle volte, un’energia sulfurea che mette tutti contro tutti. Ma io tendo a considerare anche quella, non solo per ottimismo, ma strumentalmente, una grande sorgente di energia”.