“Lecce, i medici in visita domiciliare non possono violare il codice della strada”
LECCE -“Mi duole leggere commenti polemici improntati all’inesattezza e alla non conoscenza delle norme da parte di chi rappresenta un’associazione che difende i diritti dei cittadini e, come tale, dovrebbe farsi paladino del rispetto delle stesse. Per questo motivo mi preme fare finalmente chiarezza sulla vexata quaestio della mancata tolleranza della Polizia locale nei confronti delle autovetture dei medici ‘in visita domiciliare’”. Il Comandante della Polizia locale di Lecce Donato Zacheo risponde così al presidente dell’associazione “Sportello dei Diritti” Giovanni D’Agata intervenuto nei giorni scorsi sulla vicenda.
“Ribadisco – precisa il colonnello Zacheo - che la Polizia locale di Lecce opera sulla base della vigente ordinanza dirigenziale numero 609 del 4 luglio 2007 del settore Mobilità e Trasporti. In virtù di tale provvedimento, i medici di famiglia, muniti di regolare autorizzazione rilasciata dall’Ufficio Mobilità del Comune, che espongono sulla propria autovettura il disco orario con l’iscrizione ‘Medico in visita domiciliare’, possono transitare in tutte le zone a traffico limitato del centro storico e sostare, sino ad un tempo massimo di 45 minuti, nelle aree riservate ai residenti, con l’obbligo di indicazione dell’orario di arrivo. Inoltre, è loro consentito di sostare gratuitamente in tutte le zone tariffate cittadine, sino ad un tempo massimo di 30 minuti, sempre con l’obbligo di esposizione del disco orario”.
“Evidentemente, e non potrebbe essere diversamente - prosegue il Comandante Donato Zacheo - il provvedimento, che fu a suo tempo concordato tra l’Ordine dei Medici e l’Assessorato alla Mobilità e ai Trasporti, non autorizza i medici in visita domiciliare a violare le norme del Codice della Strada. Qualunque ‘parcheggio non proprio ortodosso’ sarà, dunque, legittimamente sanzionato dagli operatori di Polizia Locale, come è avvenuto nel caso accertato il 9 aprile scorso e portato a conoscenza dello Sportello dei Diritti”.
Secondo il Comandante della Polizia locale di Lecce, Donato Zacheo, “le dichiarazioni piccate del Presidente D’Agata che invoca una status di impunibilità tout court nei confronti delle autovetture che espongano la citata autorizzazione, oltre a dimostrare una scarsa conoscenza delle procedure amministrative, palesano una mal celata diffidenza nei confronti della Polizia locale di Lecce. Il Presidente D’Agata dovrebbe sapere benissimo che nei casi eccezionali nei quali si può appellare l’interessato dello stato di necessità ed urgenza, l’eventuale accertamento amministrativo elevato a carico del medico, non può essere annullato attivando l’istituto dell’autotutela, ma esclusivamente avanzando un ricorso alle autorità competenti che documenti tale circostanza”.
“Ribadisco – precisa il colonnello Zacheo - che la Polizia locale di Lecce opera sulla base della vigente ordinanza dirigenziale numero 609 del 4 luglio 2007 del settore Mobilità e Trasporti. In virtù di tale provvedimento, i medici di famiglia, muniti di regolare autorizzazione rilasciata dall’Ufficio Mobilità del Comune, che espongono sulla propria autovettura il disco orario con l’iscrizione ‘Medico in visita domiciliare’, possono transitare in tutte le zone a traffico limitato del centro storico e sostare, sino ad un tempo massimo di 45 minuti, nelle aree riservate ai residenti, con l’obbligo di indicazione dell’orario di arrivo. Inoltre, è loro consentito di sostare gratuitamente in tutte le zone tariffate cittadine, sino ad un tempo massimo di 30 minuti, sempre con l’obbligo di esposizione del disco orario”.
“Evidentemente, e non potrebbe essere diversamente - prosegue il Comandante Donato Zacheo - il provvedimento, che fu a suo tempo concordato tra l’Ordine dei Medici e l’Assessorato alla Mobilità e ai Trasporti, non autorizza i medici in visita domiciliare a violare le norme del Codice della Strada. Qualunque ‘parcheggio non proprio ortodosso’ sarà, dunque, legittimamente sanzionato dagli operatori di Polizia Locale, come è avvenuto nel caso accertato il 9 aprile scorso e portato a conoscenza dello Sportello dei Diritti”.
Secondo il Comandante della Polizia locale di Lecce, Donato Zacheo, “le dichiarazioni piccate del Presidente D’Agata che invoca una status di impunibilità tout court nei confronti delle autovetture che espongano la citata autorizzazione, oltre a dimostrare una scarsa conoscenza delle procedure amministrative, palesano una mal celata diffidenza nei confronti della Polizia locale di Lecce. Il Presidente D’Agata dovrebbe sapere benissimo che nei casi eccezionali nei quali si può appellare l’interessato dello stato di necessità ed urgenza, l’eventuale accertamento amministrativo elevato a carico del medico, non può essere annullato attivando l’istituto dell’autotutela, ma esclusivamente avanzando un ricorso alle autorità competenti che documenti tale circostanza”.

2015-07-25 zhengjx
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