Consiglio regionale: approvata la Riforma del sistema di governo regionale e territoriale

BARI - Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato a maggioranza (24 a favore e 21 contrari) la Riforma del sistema di governo regionale e territoriale. Il provvedimento coniuga l'esigenza del riordino delle funzioni provinciali con la necessità di costruire un nuovo modello di governante territoriale che, partendo dalle innovazioni apportate dalla legge n. 56 del 2014, possa non solo affrontare le complessità della fase transitoria, ma anche porre le premesse per lo sviluppo del sistema territoriale nel suo complesso. Il nuovo modello territoriale è composto da Regione, Città metropolitana di Bari, Province, Comuni e loro associazioni, tutti chiamati al governo dell'ambito territoriale regionale.

La definizione del ruolo istituzionale dei diversi livelli di governo territoriale passa attraverso gruppi organici di materie: ambiente, difesa del suolo e delle coste, servizi sociali, attività culturali, lavoro, formazione professionale, agricoltura, protezione civile, attività produttive, turismo, sport e politiche giovanili e trasporti.

La legge disciplina inoltre le funzioni oggetto di riordino riservate alla Regione e, in particolare, i compiti che riguardano la vigilanza sui Comuni, sulle aree vaste e sulla Città metropolitana di Bari, nelle materie di competenza legislativa regionale.

In particolare, si pone speciale attenzione all'allocazione delle funzioni e del personale ad esse correlato, nella consapevolezza che uno dei nodi legati all'attuazione della riforma riguarderà soprattutto l'adeguatezza delle risorse umane, finanziarie e strumentali e la corretta utilizzazione delle stesse nell'ottica della salvaguardia e della valorizzazione delle professionalità acquisite.

Inoltre sarà importante attivare ogni possibile azione di integrazione e collaborazione fra enti, anche attraverso la mobilità del personale, nonché possibili collaborazioni e convenzioni interistituzionali. Si riconosce alla Regione funzioni di carattere generale, attività di indirizzo politico e amministrativo, di programmazione e pianificazione, di sviluppo e coordinamento.

Al fine di assicurare un maggior grado di efficienza nella gestione delle funzioni di elevata complessità, la Regione intende avvalersi della sinergica collaborazione delle Agenzie regionali.

Viene fissata a 180 giorni dall’entrata in vigore della legge la decorrenza dell’esercizio delle funzioni oggetto di riordino. Fino al completamento del processo di trasferimento, le funzioni continueranno ad essere esercitate dagli enti titolari (Comuni e Province). Due gli emendamenti a firma del consigliere Pd Fabiano Amati, approvati a maggioranza: il primo stabilisce che la Regione disciplini con successiva legge regionale le funzioni di Polizia provinciale e la collocazione del relativo personale.

Il secondo prevede invece che le funzioni oggetto di riordino siano trasferite agli enti entro il 30 luglio 2016. Entro 180 giorni dall'approvazione della legge, i Comuni dovranno provvedere agli adempimenti necessari per l'effettivo esercizio delle funzioni attribuite. Decorso tale termine, la Regione potrà esercitare il potere sostitutivo. L'esercizio del potere sostitutivo nei confronti degli Enti locali viene esercitato dalla Regione con le seguenti modalità: invito della Regione all'Ente locale a relazionare, in merito all'inadempimento, entro 20 giorni dalla ricezione della relativa comunicazione. Nel caso di mancato riscontro, ovvero di inadempienza al provvedimento conclusivo richiesto, la Regione comunica all'Ente locale inadempiente, l'avvio del procedimento sostitutivo diffidando l'Ente ad adempiere entro il termine di 10 giorni dalla ricezione della comunicazione. Il Presidente della Giunta regionale, decorso il termine, nomina un commissario ad acta per l'adozione degli atti e dei provvedimenti conclusivi, individuandolo tra i dirigenti e i funzionari regionali competenti per materia. Il commissario ad acta si avvarrà della collaborazione dell'Ente locale interessato.

De Leonardis: "Ennesima presa in giro per personale Province pugliesi" - “In campagna elettorale procedere con la Legge di attuazione del Decreto Del Rio e con il riordino delle funzioni e competenze tra Province e Regioni era ritenuto troppo pericoloso dal centrosinistra, in termini di consenso e di voti, e si è preferito quindi lasciare in bilico sia enti impossibilitati a chiudere i bilanci, alla luce dei tagli sopravvenuti, sia il personale rientrante nelle funzioni ‘non fondamentali’, la stragrande maggioranza. Adesso, a distanza di mesi, la farsa si è ripetuta, con una presunta ‘riforma del sistema di governo regionale e territoriale’ varata solo per evitare il commissariamento, e che rappresenta il minimo sindacale di quanto la nuova giunta e la vecchia/nuova maggioranza avrebbe potuto e dovuto fare”.

Giannicola De Leonardis, presidente del gruppo Movimento Schittulli-Area Popolare, argomenta la netta contrarietà sia nel metodo che nel merito alla legge. “Doveva rappresentare la fine di un percorso, è semplicemente un nuovo inizio che non possiamo sapere dove ci condurrà” sottolinea. “Nessuna chiarezza allora, nessuna chiarezza adesso. ‘Disciplina con successiva legge regionale’ è la formuletta alla quale si è ricorsi praticamente su ogni aspetto nonostante la rilevanza, dal personale alla sicurezza, dalle deleghe che rimangono sospese, non più appannaggio delle Province e nemmeno rientrate nella pertinenza della Regione. Oggi migliaia di cittadini, i precari delle società partecipate, i dipendenti prossimi alla mobilità, le persone che vivono il futuro come un’incognita sempre più inquietante, nonostante anni di impegno e professionalità, attendevano dal Consiglio regionale risposte che non sono arrivate” continua De Leonardis.

Riordino funzioni Province, Zullo: segno tangibile incapacità maggioranza di programmare interventi legislativi in funzione dei tempi - Il capogruppo di Oltre con Fitto, Ignazio Zullo, ha rilasciato la seguente dichiarazione.
“Il disegno di legge di riordino delle funzioni delle Province approvato oggi in consiglio è il segno tangibile dell’incapacità della maggioranza di Centro sinistra, con il sistema burocratico che ha messo in piedi in questi 10 anni di governo, di programmare interventi legislativi in funzione dei tempi, perdendosi di fatto nel rincorrere le emergenze. La legge approvata è un continuo rimando ai decreti attuativi che arriveranno chissà quando, con i tempi della politica interpretata da questa maggioranza che non coincidono con i bisogni della gente, le aspettative dei dipendenti e le responsabilità di chi ha funzioni istituzionali in quel che resta nelle Province e nei Comuni. Penso sia colpa grave non avere a cuore la sicurezza stradale, l’efficienza dell’edilizia scolastica, le sorti del personale e delle società partecipate. Per tutte questa ragioni il ddl non poteva avere la nostra approvazione”.