Salento, allarme polveri sottili: “Salvaguardare in primis la salute dei cittadini”
LECCE - “Le autorità competenti avviino delle indagini serie e risolutive per comprendere le cause dello sforamento massimo delle polveri sottili rilevate oltre la soglia tollerata di 50 microgrammi per metro cubo al giorno sui territori di Arnesano e Campi Salentina.” questo il commento del consigliere regionale salentino M5S Antonio Trevisi dopo la notizia dello sforamento dei dati sulle polvere sottili nei comuni di Campi Salentina e Arnesano, in provincia di Lecce, nei quali si sono registrate le più alte concentrazioni di particolato (Pm 10) di tutta la regione.
A certificare la sentenza sono i dati provenienti dalle rispettive stazioni di rilevamento della presenza di polveri sottili, raccolti dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale e passati al setaccio dall’associazione Salute Salento.
“Campi Salentina e Arnesano si trovano in asse verticale con la centrale Federico II di Cerano - sottolinea Trevisi che prosegue - nella vicina Guagnano i superamenti sono stati 13, due in meno nei pressi dell’abbazia di Santa Maria a Cerrate e 17 a Surbo, in contrada Croce. Le polveri sottili è un killer lento e silenzioso, in quanto sono così piccole da poter penetrare nei nostri polmoni fino ad accumularsi nel sangue e danneggiare il nostro organismo e la salute umana. Si depositano nel suolo agricolo e sul manto stradale e il traffico automobilistico oltre ad essere una concausa di queste emissioni le alza e i passanti le respirano, danneggiandosi inconsapevolmente. Bisogna ripensare quanto prima i trasporti al fine di limitare l’uso dell’auto sostituendola con la bici e i mezzi pubblici nonché controllare le combustioni nel territorio fuori norma e/o illecite.
I primi tre mesi dell’anno sono quelli in cui avviene il maggior numero di sforamenti, poi di nuovo da settembre a dicembre. Come già sottolineato in altre circostanze. Fino al 23 dicembre scorso sono stati 34 sforamenti a Campi Salentina e 33 sforamenti ad Arnesano, i giorni in cui è stato registrata una concentrazione superiore ai 50 microgrammi per metro cubo.
In questa ultima stazione il 17 ottobre scorso ci fu un clamoroso sforamento, con 190 microgrammi per metro cubo. Nella circostanza l’Arpa riferì che “l'incremento maggiore di concentrazione si è avuto nelle ore pomeridiane. I tecnici della ditta preposta alla manutenzione hanno segnalato la presenza di un forte odore, tipico della combustione di biomassa e di scarti di vegetazione da potatura di ulivo nell’area attorno alla stazione di monitoraggio. In concomitanza ai picchi di Pm 10, si sono rilevati sensibili aumenti della concentrazione di altri inquinanti gassosi”.
“Le istituzioni devono assolutamente farsi carico con urgenza di questa preoccupante emergenza per preservare la salute dei cittadini, dal momento che come è noto - conclude Trevisi - l’inquinamento atmosferico è considerato una concausa nell’insorgenza di patologie tumorali, alcune delle quali si presentano in zone del Salento con dati decisamente superiori alla media”.
A certificare la sentenza sono i dati provenienti dalle rispettive stazioni di rilevamento della presenza di polveri sottili, raccolti dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale e passati al setaccio dall’associazione Salute Salento.
“Campi Salentina e Arnesano si trovano in asse verticale con la centrale Federico II di Cerano - sottolinea Trevisi che prosegue - nella vicina Guagnano i superamenti sono stati 13, due in meno nei pressi dell’abbazia di Santa Maria a Cerrate e 17 a Surbo, in contrada Croce. Le polveri sottili è un killer lento e silenzioso, in quanto sono così piccole da poter penetrare nei nostri polmoni fino ad accumularsi nel sangue e danneggiare il nostro organismo e la salute umana. Si depositano nel suolo agricolo e sul manto stradale e il traffico automobilistico oltre ad essere una concausa di queste emissioni le alza e i passanti le respirano, danneggiandosi inconsapevolmente. Bisogna ripensare quanto prima i trasporti al fine di limitare l’uso dell’auto sostituendola con la bici e i mezzi pubblici nonché controllare le combustioni nel territorio fuori norma e/o illecite.
I primi tre mesi dell’anno sono quelli in cui avviene il maggior numero di sforamenti, poi di nuovo da settembre a dicembre. Come già sottolineato in altre circostanze. Fino al 23 dicembre scorso sono stati 34 sforamenti a Campi Salentina e 33 sforamenti ad Arnesano, i giorni in cui è stato registrata una concentrazione superiore ai 50 microgrammi per metro cubo.
In questa ultima stazione il 17 ottobre scorso ci fu un clamoroso sforamento, con 190 microgrammi per metro cubo. Nella circostanza l’Arpa riferì che “l'incremento maggiore di concentrazione si è avuto nelle ore pomeridiane. I tecnici della ditta preposta alla manutenzione hanno segnalato la presenza di un forte odore, tipico della combustione di biomassa e di scarti di vegetazione da potatura di ulivo nell’area attorno alla stazione di monitoraggio. In concomitanza ai picchi di Pm 10, si sono rilevati sensibili aumenti della concentrazione di altri inquinanti gassosi”.
“Le istituzioni devono assolutamente farsi carico con urgenza di questa preoccupante emergenza per preservare la salute dei cittadini, dal momento che come è noto - conclude Trevisi - l’inquinamento atmosferico è considerato una concausa nell’insorgenza di patologie tumorali, alcune delle quali si presentano in zone del Salento con dati decisamente superiori alla media”.
