Don Vìncenzo, mancherai al calcio!
di NICOLA ZUCCARO — "Gaucci, noi siamo di Serie A!". Correva il 6 novembre 1999 quando, in un caldo dopo-gara, Vincenzo Matarrese replicava così a Luciano Gaucci che contestava la direzione della gara Perugia-Bari, affidata al Signor Pellegrino.
E in quella frase consegnata al cult televisivo per l'annessa ripresa della telecamera si individuò, forse in più di una qualsiasi delle tante uscite pubbliche del patron biancorosso, quel connubio fra società e tifoseria, troppo spesso messo in discussione per la precarietà economica dell'A.S. Bari.
In quel legame stretto, fatto di passione e di abnegazione per le sorti del club barese, Don Vincenzo esternava non solo la difesa del Bari Calcio (vista e intesa come una creatura sua e della famiglia Matarrese), ma evidenziava anche la signorilità di una piazza calcistica. In un calcio odierno, infarcito di fondi finanziari di sconosciuta provenienza, di diritti tv e di tutto quanto è business, al calcio nazionale e non solo barese-pugliese un presidente dal volto umano e dall'elevato sentimentalismo (pur appartenente ad altri tempi ) mancherà. E non poco.
E in quella frase consegnata al cult televisivo per l'annessa ripresa della telecamera si individuò, forse in più di una qualsiasi delle tante uscite pubbliche del patron biancorosso, quel connubio fra società e tifoseria, troppo spesso messo in discussione per la precarietà economica dell'A.S. Bari.
In quel legame stretto, fatto di passione e di abnegazione per le sorti del club barese, Don Vincenzo esternava non solo la difesa del Bari Calcio (vista e intesa come una creatura sua e della famiglia Matarrese), ma evidenziava anche la signorilità di una piazza calcistica. In un calcio odierno, infarcito di fondi finanziari di sconosciuta provenienza, di diritti tv e di tutto quanto è business, al calcio nazionale e non solo barese-pugliese un presidente dal volto umano e dall'elevato sentimentalismo (pur appartenente ad altri tempi ) mancherà. E non poco.
