SERIE A. Roma, gioie e lacrime: 3-1 al Sassuolo, grave infortunio per Florenzi

(ANSA)
di STELLA DIBENEDETTO - Il successo della Roma in trasferta, sul campo del Sassuolo, regala a Luciano Spalletti una gioia a metà. I giallorossi battono con una gran rimonta i neroverdi di Di Francesco grazie alla doppietta di Dzeko, sempre più capocannoniere del campionato con 10 gol in 10 partite, e alla rete di Nainggolan ma perdono un uomo fondamentale come Florenzi, colpito da un gravissimo infortunio.

Il match parte in salita per la Roma che, dopo appena 12 minuti si ritrova già sotto di un gol: Politano mette al centro un cross per un liberissimo Cannavaro che di testa batte Szczesny. I neroverdi ci provano e al 17' vanno vicino al raddoppio con Defrel. La Roma risponde con Nainggolan che, al 28', fa tremare la traversa. Al 40' ci prova Salah e prima dell'intervallo i giallorossi vanno due volte vicino al pareggio: prima con Dzeko che colpisce la seconda traversa della serata e poi con De Rossi.

Nella ripresa, però, la musica cambia. La Roma sale in cattedra e dà il via ad una rimonta che le consente di mantenere la scia della Juventus, a -2. A segnare il gol del pareggio ci pensa Dzeko, sempre più trascinatore della squadra di Spalletti: Salah recupera palla e serve un pallone in verticale per Dzeko che, di sinistro, batte Consigli. Il raddoppio giallorosso arriva al 28': Lirola atterra Dzeko in area, il bosniaco si prende il pallone e la responsabilità. Dal dischetto, davanti a Consigli, non sbaglia portando i suoi sul 2-1 e segnando il suo decimo gol in campionato. A chiudere la festa giallorssa ci pensa Nainggolan, tornato ai livelli di una volta.

A rovinare la festa della Roma, però, è il grave infortunio subito da Alessandro Florenzi, uscito in lacrime e in barella. Il calciatore ha riportato la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Rientrato dalla trasferta di Sassuolo, è stato subito accompagnato a Villa Stuart dove già oggi sarà sottoposto all'intervento chirurgico. Florenzi dovrebbe restare fuori per almeno quattro mesi.