Ospedale pediatrico Giovanni XXIII, Caradonna scrive a Dattoli: "serve più personale medico"

BARI - Piccoli pazienti in attesa per molte ore per poter essere visitati, non è la situazione critica di una particolare giornata ma è la quotidianità del Pronto soccorso Pediatrico Giovanni XXIII che evidentemente non offre una tempestiva assistenza alle richieste. E’ prevista la presenza di un solo medico di turno, anche nei festivi e prefestivi, anche nei turni notturni quando la richiesta di assistenza aumenta.

Il Consigliere Comunale Michele Caradonna a inizio estate aveva cercato di interessare il sindaco Decaro e il Presidente della Regione Emiliano alla problematica delle lunghe file di attesa del Pronto Soccorso Pediatrico ma la situazione all’Ospedaletto è rimasta identica.

“Anche durante gli ultimi sopralluoghi effettuati è emersa la stessa situazione di mesi fa, in tarda serata più di 10 bambini in attesa di soccorso. Molte le lamentele raccolte dai genitori, preoccupati per quanto accaduto al proprio figlio e provati da una lunga attesa”.

Facilitare le attese dei bambini e delle famiglie non sarebbe poi impossibile, basta anche guardare a vicini di casa. Presso la Asl Bat, avviato prima in forma sperimentale e dal 2014 diventato una realtà consolidata, il progetto SCAP che prevede una consulenza pediatrica ambulatoriale che riduce notevolmente gli accessi impropri al Pronto Soccorso con conseguente riduzione delle file di attesa.

La Regione Puglia a febbraio di quest’anno ha previsto l’estensione del Progetto su tutto il territorio regionale, ma il bando per il reclutamento dei pediatri che su base volontaria aderiranno al progetto è stato pubblicato solo a luglio. Anche l’Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII rientra tra gli ospedali dove si prevede l’avvio del progetto.

 “Ho richiesto al Direttore Dattoli informazioni sull’avvio del progetto Scap anche presso l’Ospedaletto, soprattutto legate ai tempi previsti di attivazione del servizio, al numero di pediatri che aderiranno all’iniziativa e ai giorni e orari di apertura del servizio. Informazioni utili per poter almeno prevedere in che misura l’attivazione del nuovo servizio possa essere efficace nella risoluzione delle problematiche emerse”.

Ma per Caradonna l’avvio del progetto Scap non risolve la situazione complessa dell’Ospedaletto.  Nei criteri generali della delibera di approvazione si indica come attivazione sabato e prefestivi, domenica e festivi dalle 8 alle 20 “restano le criticità delle fasce notturne e tutte le problematiche legate a una evidente carenza di personale medico che andrebbe ad ogni modo integrato al fine di evitare turni massacranti e continui che mettono a dura prova la professionalità dei medici”.

“Gli assistiti, in questo caso minori hanno diritto a una adeguata e tempestiva assistenza. Trovo disumano che, per carenza di personale, i bambini restino in attesa anche per 4 ore prima di essere visitati, una attesa cosi prolungata può rappresentare a livello emotivo una esperienza negativa legata a sensazioni di frustrazione irritazione stress e paura per adulti e per bambini”.

La lunga attesa non è poi alleggerita in alcun modo dall’ambiente circostante. Una sala d’attesa priva di qualsiasi tipo di arredamento, intrattenimento o gioco adatto all’utenza.

“I bambini arrivano tra le lacrime, un ambiente più colorato, un gioco o matite e fogli da colorare potrebbero aiutare i genitori nel difficile compito di rasserenarli in attesa della visita, anche a Bari ci sono strutture sanitarie dove per le attese dei bambini si sono adeguati dei piccoli spazi, un piccolo investimento di tempo più che di denaro che denota comunque una attenzione che evidentemente al Pronto soccorso Pediatrico non c’è”.

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