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Senato dice no alla Lega sulla sfiducia a Conte, M5S-Pd votano insieme

ROMA - Il Senato ha bocciato la proposta della Lega sul voto di sfiducia il 14 agosto al governo Conte. Questo dopo che Matteo Salvini ha aperto al taglio dei parlamentari caro a M5s con una mossa imprevista: 'votiamolo la prossima settimana e poi andiamo subito al voto'. Non senza aver ammonito i pentastellati: pensate 3 volte prima di allearvi con il Pd.

L'INTERVENTO DI SALVINI IN SENATO - "Come sono lontani i riti della politica dal Paese reale con l'idea che non si debbano disturbare i poveri parlamentari a ferragosto", ha detto Matteo Salvini in Aula al Senato. "Non capisco visto che per bocca del senatore Renzi avete già vinto tutta questa agitazione nervosismo, maleducazione", ha detto Matteo Salvini in Aula parlando delle proteste all'inizio del suo intervento. "Invidio un po' alcune abbronzature...", aggiunge. "L'Italia vuole avere certezze e cosa di più bello, democratico, trasparente, lineare, dignitoso che dare la parola al popolo. Cosa c'è di più bello. Non capisco la paura, il terrore, la disperazione", ha detto ancora. "Capisco il terrore da parte del senatore Renzi, comprensibilissimo: perché sa che con i disastri che ha fatto gli italiani lo mandano a casa immediatamente quindi piuttosto che lasciare la poltrona sta qua col Vynavil", ha aggiunto Matteo Salvini in Aula al Senato. "Il bello è che saremmo noi gli antidemocratici e i fascisti che non vogliono andare alle elezioni e non vogliono far parlare la gente...", ha detto ancora Salvini.

RENZI: "ACCORDO POSSIBILE PER IL PAESE" - "Si deve avere la forza di fare un governo. Il governo del cambiamento ha fallito. Il secondo fallimento è quello di Capitan Fracassa Salvini: nei sondaggi è evidente che la sua fama di uomo invincibile sta affondando". Così l'ex segretario dem Matteo Renzi nella conferenza stampa convocata prima del voto al Senato sulla calendarizzazione dei passaggi parlamentari della crisi di governo, dopo la spaccatura avvenuta ieri in conferenza dei capigruppo.

"Il segretariato del mio partito ha chiesto che ci sia unità e che sia la segreteria a gestire questo passaggio. Credo che siano richieste comprensibili e assolutamente da accogliere", ha aggiunto il senatore del Pd, "dobbiamo essere uniti per fermare la deriva Papeete". "Io penso che se crediamo alla democrazia parlamentare crediamo alla democrazia parlamentare. Siamo in presenza di democrazie illiberali che non governano per una legislatura. Salvini ha in questo Parlamento il 17 per cento. Il Pd con il 19 all'opposizione. Per scelta politica", dice ancora l'ex premier, "io penso che non crescerà il consenso di Salvini, credo che sia in difficoltà. Salvini ha aumentato il consenso nell'anno in cui è andato al governo".