Xylella, le due Italie

di TOMMASO FIORENTINO - SPECCHIA (LE) - Che cosa lasceremo ai nostri figli e ai nostri nipoti? Che cosa faranno le future generazioni? Abbiamo solo legna da ardere, il paesaggio è devastato, gli ulivi secolari sono secchi, la natura l’abbiamo distrutta, e con essa l’economia legata all’olio e all’indotto della trasformazione. Irresponsabilmente abbiamo perduto tutto. Non abbiamo saputo conservare la nostra bellezza in buona salute.

Noi coltivatori non sappiamo cosa fare, nessuno ci dice niente, né la scienza né la politica (Regione Puglia). Ci dicono di estirpare le piante malate ma a noi stringe il cuore doverlo fare. E anche in questo caso l’Italia si presenta a due velocità. A Venezia, per l’acqua alta, aziende e semplici cittadini sono già stati risarciti. Il premier Conte è andato in quella città e dopo un poco le aziende hanno ricevuto 20mila euro e le famiglie 5mila per i danni sopportati.

A noi invece niente e fra poco non ci resterà manco l’aria per respirare. Su questi temi sto cercando di organizzare un convegno, a Specchia, il mio paese, a cui vorrei intervenissero la ministra Teresa Bellanova e qualche scienziato.
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