Agricoltura: centrodestra presenta mozione di sfiducia


BARI - I consiglieri di centrodestra di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Area Popolare hanno presentato una mozione di sfiducia da discutere al primo Consiglio utile:

“La sentenza del Tar ha di fatto sancito il fallimento delle sue politiche agricole. I danni irreversibili al mondo agricolo, che innescheranno ulteriori problematiche con risvolti che potrebbero avere impatti negativi sul bilancio autonomo della Regione. Non possono essere più tollerati. Per questo motivo abbiamo deciso di presentare una mozione di sfiducia da presentare al primo Consiglio regionale nell’interesse degli agricoltori, ma più in generale dei pugliesi considerato che l’Agricoltura è stata da sempre un settore trainante per l’intera economia. Chiaramente la sentenza del Tar è solo la punta di un iceberg che contestiamo all’assessore all’Agricoltura.

“Emiliano deve rispondere della scellerata gestione politica-amministrativa del PSR Puglia  2014/2020 che ha di fatto incentivato l’inoltro di ricorsi al Tar da parte di numerose aziende agricole che non avevano altra possibilità per poter difendere i propri diritti. Perché nonostante da più parti, non solo politiche, fossero piovute critiche e rilievi, con arroganza che lo contraddistingue ha preferito andare avanti aggiungendo orrori (annullamento del secondo bando misura 4.1.A e modifica delle regole in corso d’opera delle misure ad investimento) ad ulteriori errori. Ed è sempre lui il responsabile degli enormi ritardi accumulati nella spesa del PSR 2014/2020 (non imputabili solo alla paralisi amministrativa frutto dei ricorsi al TAR) determinati dalle carenze organizzative e dalle scarse competenze delle Autorità di Gestione del PSR e dei dirigenti apicali dell’Assessorato all’Agricoltura individuati da Emiliano più per meriti politici che tecnici.

“Questo solo negli ultimi tempi, ma il macigno che da sempre incombe su uno dei comparti più importanti dell’Agricoltura pugliese è l’irresponsabile gestione politica e amministrativa della problematica Xylella, vera metafora dell’attività politica di Emiliano. Dapprima la sottovalutazione del rischio, poi il sostegno a guarigioni magiche propagandate da pseudo ambientalisti, paranoie complottiste, messa in discussione di autorità scientifiche, tanto da recarsi a Bruxelles per cercare di convincere la Commissione UE che ‘certe misure derivanti dai trattati internazionali e dalle regole di quarantena siano inutili ed eccessive’. Per non parlare poi del sostegno espresso senza ombra di dubbio all’inchiesta della magistratura leccese che ipotizzava che a diffondere il batterio fossero stati gli stessi ricercatori che l’avevano scoperto. Emiliano dapprima dichiarò che avrebbe valutato la costituzione di parte civile della Regione verso i dirigenti regionali coinvolti nell’inchiesta e poi si eclissò come anche l’intera indagine chiusasi con un nulla di fatto. Naturalmente senza chiedere mai scusa ai diretti interessati.

“E se tutto questo non bastasse: è sua la responsabilità della superficiale e fallimentare gestione dell’Arif che ha visto alternarsi alla guida vari commissari, tutti dimostratisi inesperti nella lotta alla Xylella. Senza parlare della compiacente gestione politica dei consorzi di bonifica commissariati che ha prodotto e produce ulteriori esborsi a carico del bilancio autonomo della Regione senza che si intraveda, a distanza di anni, la definitiva riforma degli stessi.

“Infine, ma non ultimo la populistica gestione politica dello stato di calamità relativo alla gelata del 2018 che colpì il Nord Barese azzerando del tutto la migliore produzione olivicola mondiale. Ancor oggi nonostante le promesse le aziende agricole non hanno ricevuto il ristoro dei danni subiti.

“Per molto meno, ma davvero molto meno non ci sarebbe stato bisogno di presentare una mozione di sfiducia. L’interessato avrebbe avuto il pudore e la dignità di dimettersi per i devastanti danni prodotti a causa degli errori commessi. Ma Emiliano queste parole non hanno più un senso”.
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