2 giugno, Fisascat Cisl: non è obbligatorio lavorare


ROMA - In una lettera inviata a tutte le lavoratrici e lavoratori del settore commercio, a Federdistribuzione, alla Distribuzione Cooperativa, all’Associazione datoriale ANCD, a Confcommercio, a Confesercenti, a tutte le aziende del Settore Commercio e per conoscenza al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, la Fisascat Cisl ricorda ai dipendenti del settore Commercio che non è obbligatorio concedere la prestazione lavorativa nel giorno festivo.
Lo scrive il Segretario generale della Fisascat Cisl Puglia il quale sottolinea che “sulla questione delle aperture nei giorni festivi dei negozi, supermercati, Iper e Centri Commerciali e delle condizioni di lavoro in tali giornate, rilancia alle imprese e alla politica la necessità di individuare soluzioni che non vincolino la parte più debole: i lavoratori. Abbiamo proposto alla Regione Puglia di emanare un’ordinanza di chiusura per la prossima festività – osserva Arcadio – soprattutto in questo momento del paese dove la paura della pandemia Covid ancora persiste, ricevendo un immotivato riscontro sulla impossibilità di bloccare il lavoro delle attività commerciali. Sottolineiamo che si rende ormai indispensabile conciliare i bisogni e le esigenze delle famiglie dei lavoratori interessati, con le aspettative dei consumatori e le giuste necessità imprenditoriali delle aziende. La crisi del format Ipermercati, la crisi post Covid non devono diventare alibi per arrestare soluzioni legislative e contrattuali per un diverso modo di operare nel settore anche nei giorni festivi o domenicali con la giusta retribuzione e volontarietà”. Pertanto le lavoratrici e i lavoratori il 2 giugno 2020 potranno astenersi ad effettuare la prestazione in quanto non obbligatoria e retribuita. Si invitano le aziende a chiedere la disponibilità ai lavoratori, diffidando sin d’ora decisioni unilaterali di obbligo o di mancata remunerazione straordinaria che non avranno alcun valore contrattuale o legislativo.

“La presente comunicazione – conclude Arcadio – equivale a annuncio di astensione dal lavoro per quanti dovessero avere fra le condizioni contrattuali individuali l’obbligo della prestazione festiva”.
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