Grano duro, CIA Capitanata: "Primi numeri sconfortanti, quantità giù fino al 60%"


MILANO - "Siamo costretti, nostro malgrado, a rivedere le stime persino ottimistiche della vigilia della trebbiatura. Avevamo ipotizzato, prudenzialmente, un calo della produzione di grano duro del 20-30%. Ma a quanto pare potrebbe crollare fino a oltre il 60% in alcune aree della provincia di Foggia". Il presidente provinciale CIA Capitanata Michele Ferrandino annuncia così le nuove evidenze alla luce delle prime operazioni di trebbiatura del grano duro nella zona di Lucera, Troia, Manfredonia, San Severo e zone limitrofe nel Tavoliere, principale piazza cerealicola d'Italia e leader nazionale nella produzione. Sono gli effetti catastrofici della siccità combinata con le gelate di marzo. Com'era prevedibile, il grande freddo ha danneggiato alcuni raccolti, nella fase antecedente la spigatura. La produzione risente fortemente dei cambiamenti climatici. A macchia di leopardo, a seconda delle zone, si potrebbero registrare vertiginosi cali.

"Sapevamo che la scarsità di piogge avrebbe inciso pesantemente sulla resa quantitativa, ma speravamo che i numeri non fossero così sconfortanti - continua il presidente Ferrandino - Non va trascurato, inoltre, che assieme alle calamità quest'anno si è aggiunta la pandemia che ha determinato un aggravio di spese per le aziende, a cominciare dall'applicazione del protocollo di salute e sicurezza sul lavoro in agricoltura. È un fattore che non può non essere tenuto debitamente in considerazione".

Al momento i prezzi sono stabili, anche se nell'ultima rilevazione dell'Osservatorio Prezzi il grano duro non è stato quotato, ma dalla prossima seduta si cominceranno ad avere indicazioni sulla nuova campagna, archiviata la raccolta 2019. "Considerato che le scorte a livello mondiale si stanno riducendo e in ragione della produzione ridimensionata, ci aspettiamo che i prezzi siano remunerativi per i produttori - aggiunge il presidente regionale CIA Puglia Raffaele Carrabba - Vigileremo sul rischio di importazioni selvagge e relative speculazioni dietro l'angolo, in un mercato fortemente condizionato anche dall'emergenza Covid, nonostante la filiera abbia retto bene".
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