Confesercenti Puglia: "Spostiamo il Black Friday"

(Pixabay)
BARI - Gli ultimi DPCM hanno diviso l’Italia in zone, limitato gli orari di apertura e chiusura delle attività commerciali, interdetto gli spostamenti e innescato un crollo dei consumi senza precedenti.

‘Tale situazione – spiega Benny Campobasso, presidente Confesercenti Puglia - è ulteriormente aggravata dalla disuguaglianza di condizioni tra negozi reali e online: mentre i primi sono chiusi d’ufficio dal governo e dalle Regioni, il canale delle vendite web di fatto agisce ed opera in condizioni di monopolio, trasferendo all’estero una grossa fetta di ricchezza generata dagli acquisti online’.

‘Chiarisco che l’e-commerce è un canale di vendita importante anche per le imprese di ‘vicinato’ che sempre di più, in particolare dopo il lockdown, hanno iniziato ad utilizzare le forme di commercio digitali ma che sono ancora lontane dall’avere quote di mercato paragonabili a quelle delle grandi piattaforme online: i primi venti siti web del commercio elettronico totalizzano il 71% del totale delle vendite, e i primi 200 il 95%. Non solo: chi vende online, oltre a godere spesso – nel caso di piattaforme internazionali – di un fisco decisamente più leggero di quello del retail fisico, ha a disposizione anche ingenti risorse per la promozione’, aggiunge Campobasso.

Si tratta di una concorrenza che altera gli equilibri di mercato, ancora più evidente oggi alla vigilia della promozione legata al Black Friday. ‘È per questa ragione che Confesercenti ha presentato un ricorso all’Antitrust, condivisa dall’associazione pugliese, perché c’è il serio rischio che venga meno la pluralità delle offerte, cosa che tutela i consumatori, e che in un mercato sano ed evoluto dovrebbe essere garantita dallo Stato. Governo e Garante della Concorrenza devono intervenire: siamo di fronte ad una distorsione gravissima della concorrenza che dobbiamo correggere al più presto’.

In Francia persino Amazon ha accettato di rinviare il Black Friday al mese di dicembre, cioè a dopo la riapertura dei negozi. ‘Perché non farlo anche da noi? Servono nuove norme sulle promozioni online: le saracinesche dei negozi delle nostre città si stanno abbassando, sempre più spesso in via definitiva, con il risultato di avere quartieri ogni giorno più deserti, privi di quei presidi sociali e di sicurezza che sono le attività di vicinato. È in gioco il nostro patrimonio di piccoli imprenditori del commercio, imprenditori che hanno reso belle, luminose ed affascinanti le nostre città’, conclude.

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