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Panico e l'arte come antidoto al Covid-19

FRANCESCO GRECO - ROMA. Zappe, chiodi arrugginiti, rastrelli, attrezzi da lavoro domestico delle donne dell'altro secolo. Immersi nel magma denso della terra rossa, lacerano le tele e in tal mondo chiedono di essere ascoltati, offrendo il dono dei loro antichi messaggi.

La mostra permanente dell'artista Roberto Panico (nato in Salento, a Racale, ma a Roma da oltre 50 anni) intitolata "Ruggine", alla Galleria "Arte Plus Puls" di Porta Mazzini a Roma, all'ombra del cavallo di Messina della Rai sta riscuotendo un crescente successo di critica e di pubblico.

I suddetti oggetti del mondo contadino sono rimodulati e addensati di una nuova semantica, una dialettica che interagisce con la modernità e con i suoi barocchi topoi culturali ed estetici (incluso il Covid-19). Riecheggiando la memoria, le forti radici, l'appartenenza alla Madre Terra d'origine e alla sua storia millenaria, le sue infinite sedimentazioni, al confine col Mediterraneo e il suo affollamento semantico: è questo il perimetro di valori in cui si sviluppa la sua ricerca estetica, artistica, umana in questi tempi globali, liquidi, digitali sconvolto da un maledetto virus.
DOMANDA: Maestro, cos'è la ruggine? 
RISPOSTA: "E' il trascorrere del tempo, la ruga che prende corpo sul viso del padre e della madre col passare degli anni. E' l'essenza all'apparenza demolitrice, ma che in realtà contiene una formula che costruisce. perché nella ruggine c'è stata, accumulata, tutta l'esperienza e l'umanità degli esseri umani. Anche sugli oggetti appare il trascorrere degli anni, per cui la ruggine rappresenta l'esperienza, la saggezza del tempo... e ancora... ancora...".

D. Una sezione della mostra si intitola "Tutele": cosa sono? R. "Sono le "preoccupazioni" per non disperdere l'attrezzo che rappresenta il lavoro nella storia dell'uomo per il sostentamento delle generazioni nel tempo. Proteggere ciò che poteva essere trascurato, disperso, perduto. In tal mondo li ho imprigionati per sempre nel mistero del tempo".
D. E le "emersioni" quali significati contengono? 
R. "Sono le reazioni degli utensili pregni dell'energia di chi li ha adoperati, sono intrisi di forza e di energia. Praticando tagli, aperture nelle tele, provoco una reazione: riemergono per darci tutta la loro energia e forza per continuare la loro esistenza e rinascere a una nuova vita artistica".

D. Due opere sul Covid-19, che nel frattempo è mutato, all'apparenza ottimistiche, nel senso che, secondo la sua visione. riusciremo a venirne a capo: quindi l'arte anche come contrasto al male, le paure, le tragedie epocali?
R. "Le mie opere rappresentano anche la forza dell'essere umano, del suo vivere le avversità dell'esistenza, anche annientando il virus attraverso l'arte".

D. La sua ricerca artistica contiene anche una dimensione pedagogica: le nuove generazioni sono reattive, nel senso che recepiscono i messaggi che le opere contengono? 
R. "Assolutamente si, sono sensibili, recepiscono i miei messaggi. Alla fine far crescere e migliorare il pianeta conviene a tutti. L'evoluzione è anche nella scoperta e la conquista di altri pianeti, che contengono altre vite e quindi una grande ricchezza per tutti gli esseri umani".