Carceri: due suicidi (Ariano Irpino e Lecce) in poche ore, sei negli ultimi dieci giorni. "Qualcuno si assuma responsabilità"


LECCE - Due suicidi (Ariano Irpino e Lecce) in poche ore, sei negli ultimi dieci giorni, un vero stillicidio di vite umane nelle carceri italiane. E inteviene il segretario generale del S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria) Aldo Di Giacomo: “Due detenuti si sono suicidati in poche ore ad Ariano Irpino (Avellino) e Lecce, sei negli ultimi dieci giorni. Salgono drammaticamente a 78, dall’inizio dell’anno, il numero delle vittime della “strage di Stato” che dovrebbe garantire la vita dei detenuti. Di fronte a questa situazione che denunciamo ormai ogni giorno qualcuno dovrebbe assumersi la responsabilità. Il capo del DAP dovrebbe rassegnare le dimissioni”.

Quindi Di Giacomo aggiunge: “non è più possibile sfuggire a responsabilità e far finta che nulla stia accadendo nelle carceri. La circolare inviata già da tempo dal capo del DAP ai Provveditori e ai direttori di istituto come la task force istituita dal precedente Ministro Cartabia si sono rilevati un autentico fallimento specie ad intercettare il grave disagio, soprattutto psicologico, tra i detenuti più fragili come tossicodipendenti (l’ultimo suicidio ad Ariano Irpino) e con problemi psichici. È legittimo chiedere che chi ha pensato alla circolare, tenuto conto che la Cartabia non c’è più, ne risponda personalmente? È troppo facile – continua Di Giacomo – procedere al classico ‘scarica barile’ delle responsabilità pur sapendo che né provveditori né direttori dispongono di risorse umane (psichiatri, psicologi) e finanziarie, strumenti e strutture per intervenire". 

"E poi – aggiunge – un altro elemento sempre più preoccupante: si abbassa l’età dei detenuti suicidi a riprova che i giovani, insieme agli extracomunitari, sono i più fragili e vulnerabili. Purtroppo – dice Di Giacomo - mentre si leggono impegni politici e dichiarazioni di nuovi parlamentari ed esponenti di Governo i suicidi dovrebbero riportare alla realtà del carcere ed accelerare le misure da prendere passando dalle parole generiche e di circostanza, quasi sempre le stesse, ai fatti. Anche gli annunci per la costruzione di nuovi padiglioni lasciano il tempo che trovano. Noi da tempo che abbiamo proposto l’istituzione di Sportelli di sostegno psicologico, tanto più contando su almeno 3 mila laureati in psicologia che nel nostro Paese non lavorano con continuità oltre all’assunzione straordinaria di mediatori culturali, laureati in lingue anche africane. Come per il personale penitenziario che continua a dare prova di impegno civico e che ha già impedito alcune decine di suicidi. La Premier Meloni nella relazione programmatica ha fatto significativi riferimenti a questo come agli altri problemi del lavoro del personale penitenziario e del sistema carcerario. Anche il neo Ministro Nordio si è espresso, ed ha tenuto prime visite a carceri. Si affretti ogni intervento: questa strage silenziosa deve finire con misure e azioni concreti. Si ascoltino le proposte del sindacato di polizia penitenziaria che quotidianamente si misura con l’emergenza suicidi”.

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