Omicidio del brigadiere Legrottaglie, medico legale ricostruisce la dinamica del colpo
TARANTO - Un solo colpo di arma da fuoco, esploso da una distanza superiore ai 50 centimetri: è quanto emerso dalla testimonianza del medico legale Domenico Urso durante l’udienza del processo davanti alla Corte d’assise di Brindisi per l’omicidio del brigadiere capo dei carabinieri Carlo Legrottaglie.
Il militare fu ucciso il 12 giugno scorso nelle campagne di contrada Tiberio, a Francavilla Fontana. In aula, il medico ha illustrato gli esiti dell’ispezione cadaverica e dell’autopsia, ricostruendo le circostanze della morte.
Secondo l’accusa, a esplodere il colpo sarebbe stato il rapinatore Michele Mastropietro, poi deceduto, mentre il ferramenta Camillo Giannattasio, unico imputato, avrebbe avuto un ruolo di istigazione.
Durante l’udienza è stata respinta un’eccezione sollevata dalla difesa. Presenti in aula la vedova del brigadiere, Eugenia, e il collega Costanzo Garibaldi, in servizio con lui il giorno dell’omicidio. Il processo riprenderà il 26 maggio.
