Bari, al Museo Nicolaiano la mostra “San Nicola | Flusso di Fede e Umanità”
BARI – Il Museo Nicolaiano, all’interno dell’Accademia Cittadella Nicolaiana, ospiterà dal 30 aprile al 28 giugno 2026 la mostra fotografica “San Nicola | Flusso di Fede e Umanità” di Anthony Flowish, pseudonimo dell’artista pugliese Antonio Fascicolo.
L’esposizione propone 30 opere fotografiche in grande formato che indagano il rapporto tra spiritualità, ritualità e dimensione urbana, attraverso una rilettura contemporanea di uno dei momenti più identitari della città: la festa di San Nicola.
Un racconto visivo tra fede e movimento
Il progetto si basa su una ricerca estetica fondata sulla tecnica del mosso, scelta che trasforma la documentazione fotografica in una narrazione visiva evocativa. Le immagini non si limitano a registrare l’evento, ma ne reinterpretano la dimensione emotiva e collettiva.
Il movimento diventa linguaggio, la luce elemento narrativo, mentre la folla si trasforma in un corpo unico attraversato da fede e partecipazione.
Il cuore della festa nicolaiana
Le opere nascono dall’immersione dell’autore nelle strade di Bari durante le celebrazioni dedicate a San Nicola, momento centrale della tradizione cittadina.
In questo contesto, il sacro e il quotidiano si intrecciano in un flusso continuo che la mostra tenta di restituire attraverso immagini cariche di intensità simbolica.
Un dialogo tra contemporaneità e tradizione
L’arrivo dell’esposizione al Museo Nicolaiano rafforza il legame tra arte contemporanea e tradizione religiosa, in uno spazio profondamente connesso alla figura del santo patrono della città.
Il progetto si inserisce in un percorso già avviato dall’artista in ambito nazionale, consolidando una ricerca che unisce fotografia, sperimentazione visiva e spiritualità.
Informazioni
📍 Museo Nicolaiano – Largo Papa Urbano II, Bari
📅 Inaugurazione: 30 aprile 2026, ore 19:00
📅 Apertura mostra: dal 30 aprile al 28 giugno 2026
🕙 Orari: tutti i giorni 10:00 – 18:00
🎨 Artista: Anthony Flowish (Antonio Fascicolo)
Un invito a osservare il rito non solo come evento religioso, ma come esperienza collettiva in cui identità, memoria e comunità si fondono in un unico flusso visivo.
