Frode sportiva, indagine sul sistema arbitrale: indagato il VAR Luigi Nasca


MILANO – Si allarga l’inchiesta della Procura di Milano sul sistema arbitrale italiano, che sta scuotendo il mondo del calcio dopo le rivelazioni dell’ex guardalinee di Serie A Domenico Rocca. Dalle sue dichiarazioni e dal successivo esposto è nato un fascicolo investigativo complesso, in cui si ipotizza l’esistenza di un meccanismo in grado di condizionare designazioni, valutazioni e regolamenti, con possibili favoritismi e alterazioni nella gestione delle gare.

L’indagine, coordinata dal pm Maurizio Ascione e condotta dal Nucleo operativo metropolitano della Guardia di Finanza, sta analizzando alcune partite finite sotto osservazione, tra cui Inter-Verona e Salernitana-Modena, ritenute centrali per la ricostruzione degli investigatori.

Tra i nomi finiti nel registro degli indagati per concorso in frode sportiva figura quello di Luigi Nasca, 49 anni, arbitro VAR originario di Bari. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il suo ruolo sarebbe collegato proprio alle gare attenzionate, nelle quali era presente in sala VAR.

L’inchiesta coinvolge complessivamente cinque persone: l’ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi, che si è autosospeso, l’ex supervisore VAR Gervasoni, e gli arbitri Nasca, Patierno e Di Vuolo. Gli investigatori, tuttavia, non escludono che il quadro possa ampliarsi ulteriormente, anche in considerazione di ipotesi di reato contestate in concorso.

Gli inquirenti stanno verificando l’eventuale esistenza di interventi impropri o accordi tra più soggetti in grado di influenzare decisioni arbitrali e andamento delle partite. Al momento il fascicolo è in fase istruttoria e resta aperto a ulteriori sviluppi e accertamenti.