Il turismo che restituisce ai territori: AperiTour 2026 arriva in Sicilia con le tappe di Catania e Sciacca in attesa del Vivere di Turismo Festival di Rimini a novembre
I due incontri in Sicilia concludono un tour che ha toccato 12 città italiane da nord a sud e aprono la strada al grande appuntamento dell’anno: il Vivere di Turismo Festival, il 17 e 18 novembre 2026 al PalaCongressi di Rimini.
AperiTour 2026, laboratori on the road di turismo generativo, si prepara alle sue tappe conclusive: Catania, 28 aprile 2026 Le Village, Via Ursino 58 e Sciacca, 29 aprile 2026 Multisala Badia Grande, Piazza Gerardo Noceto. Con la partecipazione straordinaria del duo "The Host in Power – Peppe & Ciccio" con la loro comicità irriverente.
Quelli in Sicilia sono gli ultimi due di dodici appuntamenti pensati per dodici città con un filo conduttore unico: le persone prima delle strutture, le relazioni prima del business, la cultura dell'accoglienza prima della semplice prestazione di servizio.
Non convegni di settore, ma momenti di ascolto e confronto in cui host, property manager, operatori locali e amministrazioni costruiscono insieme un’idea più matura e responsabile di cosa significa fare ospitalità. Da questo percorso sta emergendo un’evidenza: il settore extralberghiero è diventato uno dei principali laboratori di turismo sostenibile in Italia, con pratiche già diffuse e un forte orientamento culturale verso modelli più responsabili.
È emerso anche fine settimana scorso, a Cagliari, dal palco di EXTRA — Salone Nazionale del Settore Extralberghiero organizzato da Maurizio Battelli, che ha riunito operatori, istituzioni ed esperti in tre giornate dense di confronto. Danilo Beltrante con il suo intervento, partendo dal quesito ‘cosa rimane nei territori quando i turisti ripartono’, ha disegnato il ruolo delle comunità locali nella nuova prospettiva che si sta sempre più consolidando e che guarda al turismo come opportunità, con una filosofia che guarda ai territori come un unicum tra bellezze paesaggistiche e ricchezze culturali, da custodire e da raccontare, nei quali le comunità e dunque le persone assumono un ruolo importantissimo.
Danilo Beltrante: il turismo extralberghiero come motore di comunità.
L’Economia della Felicità: il turismo del futuro parte da qui
La visione di Danilo Beltrante ha trovato in ogni tappa dell’AperiTour un immediato interesse. La sfida è rispondere a quello che i numeri del settore extralberghiero, seppur da record, da soli non riescono a dire: a chi appartiene la crescita? Chi ne beneficia davvero? E cosa rimane, quando i turisti ripartono? Riflessioni che vanno oltre i dati che raccontano il comparto e che sono un invito a guardare al turismo come strumento di benessere collettivo, non solo di crescita economica individuale.
Il filo che attraversa tutto il lavoro di Vivere di Turismo è una convinzione precisa: il turismo non è un’industria estrattiva. È un sistema in cui chi produce il servizio abita il territorio, ne conosce le storie, ne custodisce il patrimonio. E ha tutto l’interesse a renderlo migliore.
"Noi siamo cittadini ospitali: viviamo i territori in cui lavoriamo e abbiamo tutto l’interesse a renderli più vivi, attrattivi e ricchi di opportunità per giovani e famiglie" Danilo Beltrante.
Questa visione, che Beltrante chiama "Economia della Felicità", non è solo un’etica.
Il dato che cambia tutto
In Italia, oltre il 55% dei posti letto non si trova in una camera d'albergo. È in un appartamento nel centro storico, in un B&B nel borgo medievale, in una masseria tra gli ulivi. Un dato che fino a pochi anni fa quasi nessuno conosceva e che oggi le istituzioni hanno iniziato a vedere.
Non perché il fenomeno sia nuovo. Ma perché l'introduzione del Codice Identificativo Nazionale ha reso visibile qualcosa che esisteva già da tempo: un sistema di ospitalità capillare e radicato nei territori, che muove persone, economie e comunità.
"Oggi è importante fare un passo in avanti - sottolinea Beltrante - Il turismo non può più essere misurato solo in arrivi e presenze. Deve generare valore per i territori e per le persone che li abitano".
Una ricerca dell'Università di Firenze, coordinata dalla professoressa Lucia Varra e realizzata in collaborazione con Vivere di Turismo, offre un ritratto inaspettato di chi gestisce B&B, case vacanze e affitti brevi in Italia. Non speculatori, non multinazionali del turismo: persone radicate, consapevoli, impegnate nel territorio in cui vivono.
I dati sorprendono: più dell'83% utilizza fornitori locali per la propria attività; oltre il 75% racconta attivamente agli ospiti il patrimonio culturale del territorio; l'80% coinvolge i collaboratori nella missione della struttura. E nel 67% dei casi è presente almeno un laureato, segnale di una professionalizzazione crescente che smonta lo stereotipo del "affitto il divano per arrotondare".
È un'economia di prossimità che si autoalimenta: chi dorme in una casa vacanze tende a mangiare nel ristorante del paese, a comprare al mercato, a frequentare le attività locali. Un’economia del turismo che resta sul territorio e che ha ricadute per l’intera comunità.
Novembre a Rimini: il Festival che mette le persone prima dei numeri
Le tappe siciliane chiudono un percorso e ne aprono un altro. Tutto converge al Vivere di Turismo Festival, il 17 e 18 novembre 2026 al PalaCongressi di Rimini. Il più grande evento italiano dedicato al turismo extralberghiero non è una fiera nel senso tradizionale ma un festival culturale nel quale una community, che conta oltre 15.000 persone sparse in tutta Italia, si ritrova e si confronta.
A Rimini oltre a presentare i risultati della ricerca dell’Università di Firenze, relatori, workshop, tavole rotonde e storie di chi ha scelto di fare del proprio territorio un luogo migliore attraverso l’ospitalità. Il palco del Festival è aperto a chi ha qualcosa da raccontare, non solo a chi ha qualcosa da vendere.
Un evento che è, prima di tutto, una cassa di risonanza di valori, di pratiche virtuose, di un’idea di turismo che misura il suo successo non solo nel tasso di occupazione delle strutture, ma nella qualità della vita delle comunità che ospita.
Note su Vivere di Turismo
Vivere di Turismo, fondata da Danilo Beltrante nel 2006, dal 2024 è una Società Benefit. Con una community di oltre 15.000 operatori, un editore (collana Bed & Business, 26 manuali pubblicati) e una business school, è un laboratorio di idee per ripensare il turismo come strumento di sviluppo autentico per i territori italiani.
