Invaso del Pappadai entra in funzione: acqua dalla Basilicata per l’irrigazione del Salento


TARANTO - L’invaso artificiale del Pappadai, nel territorio di Monteparano (Taranto), è entrato ufficialmente in funzione grazie all’arrivo di acqua proveniente dalla diga di Monte Cotugno, in Basilicata. Questa mattina si è svolto il sopralluogo del presidente della Regione Puglia Antonio Decaro e dell’assessore all’Agricoltura Francesco Paolicelli, insieme ai vertici di Acque del Sud e del Consorzio di Bonifica Centro Sud Puglia.

Una infrastruttura strategica dopo 30 anni

L’opera, progettata nel secondo dopoguerra e realizzata tra il 1994 e il 1997, viene definita strategica per il sistema irriguo del Salento. L’invaso, con una capacità di circa 20 milioni di metri cubi, raccoglie ora le acque trasferite dalla Basilicata attraverso un sistema idraulico lungo circa 160 chilometri.

Secondo quanto illustrato durante la visita, l’acqua accumulata sarà destinata all’irrigazione di circa 10-12 mila ettari di terreni agricoli del territorio ionico e salentino.

Decaro: “Risorsa fondamentale contro la crisi idrica”

Il presidente della Regione Puglia ha sottolineato come l’invaso rappresenti un tassello importante nella gestione delle risorse idriche regionali, soprattutto in un contesto di crescente siccità.

Decaro ha evidenziato anche la sinergia tra Regione Puglia, Regione Basilicata, consorzi di bonifica e società di gestione idrica, definendo il sistema un esempio di cooperazione infrastrutturale per evitare sprechi d’acqua e rafforzare la disponibilità irrigua.

Paolicelli: “Risultato concreto per gli agricoltori”

L’assessore Paolicelli ha rimarcato il valore operativo dell’intervento, sottolineando come la riattivazione del sistema rappresenti una risposta concreta per un territorio duramente colpito dalla crisi agricola e dalla diffusione della Xylella.

Il progetto di recupero

Il rilancio dell’invaso rientra nel progetto “Irrigazione Salento”, finanziato con risorse pubbliche nazionali ed europee. Sono in corso interventi di recupero e ottimizzazione delle opere idrauliche, con il completamento previsto entro il 2026.

L’obiettivo è rendere stabile l’accumulo e la distribuzione dell’acqua, migliorando la resilienza del comparto agricolo pugliese e riducendo la dipendenza da condizioni climatiche sempre più instabili.