Sanità, Perrini: 'Case di comunità a Taranto rischio scatole vuote. Interrogazione per fare chiarezza su tempi e personale'


Fare chiarezza sul futuro della medicina territoriale e sull'effettivo impiego del personale sanitario nelle Case di comunità. E' quanto si chiede nell’interrogazione urgente al governo regionale di Renato Perrini, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente del consiglio.

La Regione, con una delibera di luglio 2024, ha impegnato oltre 83 mila euro di risorse dei contribuenti per la formazione di 1.200 infermieri di famiglia e comunità. Si tratta di professionisti esperti che, secondo le linee guida Agenas e il DM 77/2022, dovrebbero rappresentare il fulcro della presa in carico dei pazienti nelle nuove Case di comunità. Tuttavia, questo investimento rischia di essere vanificato dai pesanti ritardi nella consegna delle strutture, molte delle quali non saranno completate nei tempi stabiliti, salvo eccezioni tra cui Crispiano e Sava. La situazione appare particolarmente critica nella provincia ionica, un territorio già penalizzato da una rete d’emergenza in affanno con quattro pronto soccorso costantemente al collasso.

In questo scenario di incertezza Perrini, dopo interlocuzioni con i responsabili regionali del dipartimento Salute, chiede al Governatore un’azione immediata e concreta.

La richiesta principale riguarda "l’attivazione di un cronoprogramma rigoroso - dichiara Perrini- partendo dalle strutture prossime alla consegna, che definisca con chiarezza i tempi e le regole per l'inserimento dei medici, degli infermieri di famiglia e l'implementazione dei servizi telematici necessari al loro funzionamento. Senza una pianificazione precisa dei modelli assistenziali, il concetto della casa come primo luogo di cura rischia di rimanere un annuncio, privo di contenuti, lasciando i cittadini pugliesi privi delle risposte sanitarie che attendono".

Proprio per accelerare questo processo, Perrini propone un percorso rapido, sulla scorta del modello operativo già utilizzato per le liste d'attesa, in cui le Asl siano chiamate a fornire le proprie proposte operative entro un massimo di venti giorni, consultando preventivamente gli ordini professionali e le associazioni di categoria. Su questo il consigliere nei prossimi giorni incontrerà il direttore generala dell’asl di Taranto e l’assessore alla sanità, Pentassuglia,

"L'obiettivo è quello di rendere i modelli assistenziali proattivi e innovativi una realtà concreta, capace di ridurre gli accessi impropri nei reparti d’urgenza e di razionalizzare la spesa sanitaria regionale, garantendo finalmente una sanità di prossimità efficiente e realmente vicina ai bisogni delle famiglie".