Brt e piste ciclabili, Lobuono: «Turisti benvenuti, ma i baresi dove parcheggiano?»


BARI - Il presidente del gruppo Misto al Comune di Bari, Luigi Lobuono, interviene sul progetto del Bus Rapid Transit (Brt) e sulle modifiche alla viabilità cittadina, chiedendo chiarimenti sull'impatto dell'opera e sulle ricadute per residenti, lavoratori e commercianti.

«Il trasporto pubblico va potenziato, su questo non ci sono dubbi. Ma una città moderna non può migliorare un servizio creando enormi disagi ai cittadini», afferma Lobuono.

Secondo il consigliere, con l'avanzamento dei lavori del Brt fino a corso Vittorio Emanuele II, la riduzione dei posti auto e i cambiamenti alla viabilità stanno alimentando le preoccupazioni di chi vive e lavora nel centro cittadino.

Tra i punti sollevati c'è quello relativo ai mezzi destinati al Brt. «Da più parti emergono perplessità sulla loro effettiva idoneità a circolare lungo alcune arterie cittadine: secondo quanto riferito, i bus acquistati sarebbero troppo lunghi per affrontare agevolmente alcuni tratti del percorso e il Comune starebbe cercando di rivenderli. È vero?», chiede Lobuono, annunciando la presentazione di una richiesta formale agli uffici competenti.

Il presidente del gruppo Misto chiede inoltre chiarimenti sui costi energetici legati alla ricarica dei mezzi elettrici, domandandosi quale sarà l'impatto economico sulla collettività.

Altro tema evidenziato è quello dei parcheggi. «Dove parcheggeranno migliaia di automobilisti? Perché non si è pensato, contestualmente, a realizzare nuovi parcheggi sotterranei?», domanda Lobuono, ricordando di aver già posto la questione durante la campagna elettorale.

«Con la stagione turistica ormai avviata Bari accoglie ogni giorno migliaia di visitatori, ed è motivo di orgoglio. Tuttavia – prosegue – non possiamo ignorare il rischio che la città diventi sempre più accessibile per chi arriva da fuori e sempre meno fruibile per i suoi cittadini».

Secondo Lobuono, residenti, lavoratori, famiglie e anziani non possono essere costretti a rinunciare all'auto o ad affidarsi esclusivamente al trasporto pubblico, soprattutto nei mesi estivi.

«Le grandi opere devono essere il frutto di una visione politica complessiva e si misurano anche dalla loro capacità di migliorare la qualità della vita dei cittadini, non di complicarla», conclude, annunciando la richiesta di un confronto tra Regione, Comune, cittadini e categorie economiche affinché «il diritto alla mobilità non diventi un percorso a ostacoli».