Lama Balice, catturati 32 cinghiali dal 2025: prosegue il piano di contenimento della specie nel Parco
BARI - Proseguono gli interventi per il contenimento della popolazione di cinghiali nel territorio del Parco naturale regionale di Lama Balice. Dall’inizio del 2025 a oggi sono stati catturati 32 esemplari nell’ambito del Piano regionale per gli interventi urgenti (PRIU), che ha rafforzato la collaborazione tra il Parco e il dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente dell’Università degli Studi di Bari.
Nel corso del 2025 sono stati prelevati 23 cinghiali, appartenenti soprattutto a classi di età adulta e subadulta. Nel 2026, invece, gli interventi effettuati fino ai primi giorni di giugno hanno portato alla cattura di altri 9 individui, tutti esemplari giovani con il caratteristico mantello striato.
Monitoraggio e riproduzione sotto controllo
L’attività di monitoraggio condotta all’interno dell’area protetta ha permesso di ricostruire la composizione della popolazione presente nel parco. Nei primi mesi dello scorso anno era stata rilevata una presenza prevalente di maschi adulti, con l’avvistamento occasionale di nuclei familiari composti da femmine e piccoli nati durante le stagioni riproduttive del 2025 e del 2026.
In particolare, gli studi hanno consentito di accertare la riproduzione di almeno due femmine appartenenti allo stesso gruppo, che hanno dato origine a due diverse cucciolate.
Il piano di contenimento dei cinghiali a Lama Balice, in realtà, è iniziato circa dieci anni fa, prima ancora dell’attuale PRIU. Complessivamente, nel corso degli anni, sono stati catturati circa 300 esemplari.
Fototrappole e tecniche di cattura
Uno degli strumenti principali utilizzati dagli operatori è il monitoraggio faunistico attraverso fototrappole posizionate nei principali corridoi ecologici frequentati dagli animali. Le immagini e i video raccolti non servono soltanto a censire la presenza dei cinghiali, ma rappresentano un supporto scientifico fondamentale per seguire gli spostamenti degli esemplari, pianificare gli interventi e valutare l’efficacia delle strategie adottate.
I dati raccolti permettono infatti di analizzare la distribuzione della specie, la consistenza numerica e l’evoluzione della popolazione, fornendo indicazioni utili sia nella fase precedente alle catture sia durante le operazioni di controllo.
Per gli interventi sono state utilizzate tre gabbie-trappola dotate di sistemi di attivazione a inciampo. Le catture sono state agevolate attraverso piste di alimentazione con esche a base di mais, mais schiacciato, carrube e avena, oltre al foraggiamento preventivo delle gabbie. Tutte le operazioni sono state effettuate seguendo precise procedure per ridurre la presenza di odori umani, elemento che potrebbe compromettere l’efficacia delle catture.
“Necessaria la continuità degli interventi”
Secondo i risultati dell’équipe coordinata da Lorenzo Gaudiano, la presenza dei cinghiali all’interno del parco ha subito una progressiva e significativa riduzione. Attualmente, la popolazione residua risulterebbe limitata a pochi individui solitari che frequentano l’area solo occasionalmente.
“Nonostante i risultati ottenuti, risulta fondamentale garantire la continuità delle operazioni nel medio e lungo periodo”, ha spiegato Lorenzo Gaudiano. “Mantenere la densità della popolazione a livelli minimi è indispensabile per prevenire il potenziale biologico di ricolonizzazione, perché il cinghiale è una specie caratterizzata da un elevato tasso riproduttivo e da una grande capacità di adattamento”.
Secondo il coordinatore, interrompere gli interventi in questa fase potrebbe provocare un rapido aumento della popolazione, il cosiddetto effetto “rebound”, vanificando il lavoro svolto e le risorse impiegate. Il controllo costante consentirebbe inoltre di limitare l’arrivo di nuovi gruppi familiari provenienti dalle aree circostanti, riducendo l’attrattività ecologica del territorio.
L’équipe di UNIBA comprende, oltre a Gaudiano, gli operatori tecnici faunisti Prospero L’Erario e Lorenzo Pucciarelli e il responsabile scientifico Giuseppe Corriero.
