Bari Calcio, inchiesta su Caprile: perquisizioni e richiesta di liquidazione per il club biancorosso
BARI - La Procura di Bari ha aperto un'inchiesta che coinvolge la SSC Bari, la SSC Napoli e i presidenti Aurelio e Luigi De Laurentiis. La Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni nelle sedi delle due società e della Filmauro nell'ambito di un'indagine che ipotizza i reati di falso in bilancio e bancarotta fraudolenta impropria.
Al centro degli accertamenti c'è il trasferimento del portiere Elia Caprile dal Bari al Napoli nel 2022. Secondo gli inquirenti, il club biancorosso, pur versando in una situazione di deficit patrimoniale, avrebbe ceduto il calciatore per circa 2,2 milioni di euro, una cifra ritenuta non congrua rispetto al valore che il giocatore avrebbe successivamente espresso sul mercato, fino alla cessione al Cagliari per circa 8 milioni di euro.
La Procura ha inoltre presentato un'istanza di liquidazione giudiziale della SSC Bari, ritenendo la società in una condizione di insolvenza irreversibile. Secondo gli investigatori, il modello di gestione del club sarebbe risultato economicamente non sostenibile. La situazione, tuttavia, potrebbe essere riequilibrata attraverso una ricapitalizzazione di circa 7 milioni di euro che la proprietà dovrebbe effettuare entro la fine di luglio.
Immediata la replica congiunta di SSC Bari, SSC Napoli e dei presidenti Aurelio e Luigi De Laurentiis, che si sono detti "esterrefatti" dalle contestazioni della Procura. Le società hanno sottolineato che il valore attribuito a Caprile era stato determinato, prima del trasferimento, da una perizia giurata redatta da un professionista indipendente e hanno definito incomprensibile la richiesta di liquidazione giudiziale, evidenziando come le perdite siano sempre state ripianate dalla proprietà con risorse proprie.
I club hanno infine ribadito la piena fiducia nell'operato della magistratura, esprimendo la convinzione che la vicenda possa essere chiarita rapidamente e auspicando una tempestiva archiviazione del procedimento.
L'inchiesta ha avuto riflessi anche sulla procedura per l'affidamento della gestione dello stadio San Nicola. Il Comune di Bari, infatti, ha inviato una richiesta di chiarimenti alla SSC Bari, unica partecipante al bando per la concessione quinquennale dell'impianto, per verificare l'eventuale presenza di cause di esclusione previste dal Codice degli appalti in caso di liquidazione giudiziale o di procedure di regolazione della crisi.
Palazzo di Città ha chiesto alla società di fornire aggiornamenti sullo stato dell'eventuale procedura e sugli strumenti adottati, elementi che potrebbero incidere sull'assegnazione della gestione dello stadio.
