Commissione antimafia in Puglia, FdI chiede che diventi permanente: “La criminalità non può aspettare i tempi della politica”


BARI -La Commissione di studio e inchiesta sulla criminalità in Puglia deve diventare un organismo permanente. È la richiesta avanzata dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia dopo l’approvazione, all’unanimità, della proposta di legge che conferma la Commissione anche per la legislatura in corso.

A intervenire sono stati il presidente del gruppo Paolo Pagliaro e i consiglieri di Fratelli d’Italia Tonia Spina, vicepresidente, Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Andrea Ferri, Nicola Gatta, Renato Perrini, Tommaso Scatigna, Antonio Scianaro e Giampaolo Vietri.

“Con l’approvazione della proposta di legge, condivisa in modo bipartisan, la Commissione viene confermata anche per la legislatura in corso”, spiegano da Fratelli d’Italia, sottolineando però come il provvedimento sia arrivato, a loro giudizio, con ritardo rispetto alle altre commissioni permanenti del Consiglio regionale.

Secondo il gruppo, infatti, l’organismo dovrebbe avere carattere stabile: “I fenomeni criminali non possono aspettare i tempi della politica”, è la posizione espressa nella nota. Fratelli d’Italia richiama in particolare l’aumento di episodi criminali in Puglia, citando tra gli esempi gli assalti ai bancomat e ai portavalori.

Il voto unanime viene indicato come una conferma della necessità di un luogo istituzionale dedicato al confronto e all’approfondimento sui fenomeni legati alla criminalità organizzata, anche attraverso il contributo di magistrati, forze dell’ordine, associazioni e di quanti operano quotidianamente nel contrasto alle mafie.

Fratelli d’Italia ricorda inoltre il lavoro svolto nella precedente legislatura dalla Commissione, presieduta prima da Renato Perrini e poi da Luigi Caroli, ai quali il gruppo ha rivolto un ringraziamento, insieme agli auguri al futuro presidente dell’organismo.

Infine, il gruppo ha evidenziato la scelta di condividere l’approvazione della proposta di legge senza prevedere un’indennità per il presidente della Commissione, ritenendo la decisione un segnale di contenimento della spesa pubblica in una fase economica definita difficile per i cittadini pugliesi, alle prese con un carico fiscale regionale e comunale considerato tra i più elevati d’Italia.