Taranto, nuova perizia sulla morte della piccola Vittoria Murianni: il gip dispone incidente probatorio
TARANTO - Una nuova perizia medico-legale dovrà fare luce sulle cause della morte di Vittoria Murianni, la bambina di tre anni deceduta lo scorso febbraio all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto. Lo ha disposto il giudice per le indagini preliminari Francesco Maccagnano, accogliendo la richiesta di incidente probatorio avanzata dalla Procura in seguito alla consulenza tecnica presentata dai legali della famiglia.
La prima perizia, commissionata dalla Procura, aveva concluso che il decesso fosse stato provocato da un improvviso evento cardiaco, ritenuto imprevedibile e non correlato all’infezione per la quale la bambina era stata ricoverata. Gli esperti avevano inoltre escluso profili di responsabilità a carico del personale sanitario che l’aveva presa in cura.
Di diverso orientamento, invece, i consulenti nominati dai genitori della piccola. Secondo la loro ricostruzione, Vittoria avrebbe sviluppato una vasculite coronarica riconducibile alla Malattia di Kawasaki, insorta come conseguenza di un’infezione già documentata. I consulenti sostengono che i sintomi della patologia fossero presenti nei giorni precedenti al decesso e che avrebbero dovuto spingere i medici a effettuare approfondimenti cardiologici e ad avviare tempestivamente una terapia specifica che, con elevata probabilità, avrebbe potuto evitare l’esito fatale.
Nell’inchiesta restano indagati dodici medici. Sarà ora il medico legale Alberto Tortorella, insieme agli altri specialisti nominati dal giudice, a eseguire i nuovi accertamenti. L’obiettivo dell’incidente probatorio sarà stabilire con precisione le cause della morte della bambina, verificare se il decesso fosse evitabile e accertare l’eventuale sussistenza di responsabilità sanitarie.
La prima perizia, commissionata dalla Procura, aveva concluso che il decesso fosse stato provocato da un improvviso evento cardiaco, ritenuto imprevedibile e non correlato all’infezione per la quale la bambina era stata ricoverata. Gli esperti avevano inoltre escluso profili di responsabilità a carico del personale sanitario che l’aveva presa in cura.
Di diverso orientamento, invece, i consulenti nominati dai genitori della piccola. Secondo la loro ricostruzione, Vittoria avrebbe sviluppato una vasculite coronarica riconducibile alla Malattia di Kawasaki, insorta come conseguenza di un’infezione già documentata. I consulenti sostengono che i sintomi della patologia fossero presenti nei giorni precedenti al decesso e che avrebbero dovuto spingere i medici a effettuare approfondimenti cardiologici e ad avviare tempestivamente una terapia specifica che, con elevata probabilità, avrebbe potuto evitare l’esito fatale.
Nell’inchiesta restano indagati dodici medici. Sarà ora il medico legale Alberto Tortorella, insieme agli altri specialisti nominati dal giudice, a eseguire i nuovi accertamenti. L’obiettivo dell’incidente probatorio sarà stabilire con precisione le cause della morte della bambina, verificare se il decesso fosse evitabile e accertare l’eventuale sussistenza di responsabilità sanitarie.
