Al Festival “Il Libro Possibile” si presenta il volume “Giudizio penale e intelligenza artificiale”
VITTORIO POLITO - Nell’ambito della XXV edizione del Festival “Il Libro Possibile”, che gode del patrocinio dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, sabato 11 luglio 2026, alle ore 20.00, a Polignano a Mare (Terrazza Santa Candida), sarà presentato in anteprima nazionale il volume “GIUDIZIO PENALE E INTELLIGENZA ARTIFICIALE. UNA RIFLESSIONE SISTEMICA”, curato da Antonio Incampo e Nicola Triggiani. A dialogare con i curatori, il Direttore de “La Gazzetta del Mezzogiorno” Mimmo Mazza.
Il volume, pubblicato in open access nella Collana dell’Editore Cacucci “Unità del sapere giuridico. Quaderni di scienze penalistiche e filosofico-giuridiche”, diretta da Antonio Incampo, Vito Mormando e Adolfo Scalfati, esplora l’impatto dell’intelligenza artificiale sul diritto, mettendo in luce le profonde trasformazioni ontologiche, epistemologiche e normative che i sistemi esperti introducono nella razionalità giuridica contemporanea.
Attraverso l’originale intreccio interdisciplinare di contributi teorici, tecnici e applicativi, l’opera riflette criticamente sulle nuove sfide poste dall’automazione dei processi decisionali e dai rischi connessi alle forme predittive di governance penale e all’uso della logica algoritmica nei contesti giudiziari e amministrativi.
Ne emerge il ritratto di un diritto in transizione, chiamato a confrontarsi con un linguaggio “muto e opaco”, fondato sul calcolo più che sul significato, e con l’esigenza di preservare la centralità dell’essere umano in un ecosistema digitale dominato dalla potenza computazionale e dall’interconnessione globale.
Il libro costituisce uno dei risultati delle ricerche condotte nell’ambito del Progetto F.A.I.R. (Future Artificial Intelligence Research), un progetto di partenariato esteso alle Università, ai centri di ricerca e alle aziende per il finanziamento di progetti di ricerca di base nell'ambito del programma M.U.R. del P.N.R.R., e in particolare dello Spoke 6, relativo all’intelligenza artificiale simbiotica, coordinato dal Prof. Donato Malerba, Ordinario di Sistemi di Elaborazioni delle Informazioni presso l’Università di Bari Aldo Moro.
Suddiviso in tre parti, dedicate, nell’ordine, a “Tecnologie”, “Diritto” e “Filosofia”, il lavoro raccoglie i contributi di accademici di differenti discipline, ovvero informatici, penalisti, processualpenalisti, medici legali, tributaristi e filosofi del diritto afferenti a diverse Università italiane (Bari, Cagliari, Catanzaro, Chieti-Pescara, Padova, Roma Tor Vergata, Milano Statale, Torino) e al C.N.R., ma anche saggi di magistrati e manager, consentendo al lettore di acquisire una visione complessiva e interdisciplinare. Ben ventidue contributi, alcuni scritti a più mani, per un totale di ventinove autori coinvolti.
Le diverse sfaccettature della tematica vengono chiarite sin dalla “Prefazione” dei curatori, che pongono in risalto la ragione della tripartizione del lavoro: l’avvento dell’AI presenta opportunità senza precedenti, alle quali però si accompagnano concreti rischi per i diritti fondamentali della persona e il giusto processo, sicché è necessario fondere le competenze e favorire al massimo l’intersecazione e la contaminazione dei saperi.
Il volume ben si inquadra nel tema della XXV edizione del “Libro Possibile” (in programma a Polignano a Mare dall’8 all’11 luglio, per poi proseguire a Vieste dal 21 al 25 luglio) ovvero “Discorso all’Umanità”, ispirato al celebre monologo finale del film “Il grande dittatore” di Charlie Chaplin.
Il grande attore fa appello alla parte più vulnerabile dell’essere umano: la capacità di riconoscersi nell’altro, di non cedere alla violenza, di trasformare il progresso in bene comune, di scegliere la conoscenza invece della paura. Un messaggio e un invito che il “Libro Possibile” fa suo e rivolge soprattutto ai giovani, vera leva del cambiamento e protagonisti del futuro.
Ma chi sono i curatori del volume?
Antonio Incampo – autore nel volume del saggio intitolato “L’intelligenza artificiale a confine dell’universo del diritto” – è Professore Ordinario di Filosofia del Diritto all’Università di Bari Aldo Moro. È stato Direttore del “Dipartimento per lo studio del Diritto penale, del Diritto processuale penale e della Filosofia del diritto” e Presidente dei Corsi di laurea della Seconda Facoltà di Giurisprudenza nella stessa Università. È autore di numerosi studi di filosofia della validità giuridica, di semiotica e logica del linguaggio normativo ed è stato insignito nel 1998 della “Gran Decorazione d’Onore” per meriti culturali dalla Presidenza della Repubblica d’Austria
Nicola Triggiani – che firma nel volume il contributo dal titolo “L’utilizzo investigativo e probatorio dei sistemi automatici di riconoscimento facciale dopo l’AI Act e la l. n. 132/2025: dubbi e perplessità” – è Professore Ordinario di Diritto Processuale Penale all’Università di Bari Aldo Moro e avvocato. È stato Direttore del “Dipartimento per lo studio del Diritto penale, del Diritto processuale penale e della Filosofia del diritto” e Coordinatore del Dottorato di ricerca in “Sistema penale e processo” nella stessa Università, nonché Giudice onorario presso il Tribunale per i minorenni di Bari. Autore di monografie e altri studi soprattutto in tema di investigazioni, prove e rapporti tra media e giustizia penale, è componente del comitato di direzione della rivista di classe A “Processo penale e Giustizia” e condirettore, per i tipi di Cacucci, della collana editoriale “Giustizia penale della post-modernità”.
Triggiani partecipa per la terza volta al Festival: nel 2022 ha presentato il volume da lui curato “Informazione e giustizia penale. Dalla cronaca giudiziaria al processo mediatico” (Cacucci) – che analizza il fenomeno dei “processi paralleli” in TV, in grado di condizionare pesantemente l’opinione pubblica e di incidere potenzialmente anche sullo stesso svolgimento e sugli esiti del processo –, mentre l’anno scorso era sul palco per presentare il volume in tre tomi “A spasso nel Teatro di Domenico Triggiani – Opere in lingua e in dialetto barese”, da lui curato insieme a Rosa Lettini per la linea editoriale “Leggi la Puglia” del Consiglio Regionale Pugliese (Cacucci).
