Kyma Ambiente, Lazzàro: «Termovalorizzatore, il tempo sta per scadere. Il Comune dica quale futuro ha deciso»
Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia chiede chiarezza sul futuro dell’impianto e sulle due proposte di project financing: «Il 15 settembre è una scadenza decisiva»
TARANTO – «Su Kyma Ambiente il tempo delle ambiguità deve finire». È l’appello lanciato dal consigliere comunale di Fratelli d’Italia Luca Lazzàro, che accende i riflettori sul futuro del termovalorizzatore di Taranto e sulla situazione economico-finanziaria della società partecipata interamente dal Comune.
Al centro della questione c'è la scadenza del 15 settembre 2026, data entro la quale è prevista la conclusione della proroga relativa al procedimento per il rinnovo dell'Autorizzazione Integrata Ambientale dell'impianto, fermo dal 2013.
Lazzàro ha presentato due richieste di accesso agli atti: una riguardante il futuro del termovalorizzatore e le proposte di project financing, l'altra relativa alla procedura che ha portato alla nomina dell'ingegner Gaetano Nacci come Amministratore Unico di Kyma Ambiente.
«La società attraversa una fase finanziaria estremamente delicata e il suo futuro industriale è ancora da definire – sostiene Lazzàro –. Non possiamo arrivare al 15 settembre senza sapere quale strategia abbiano in mente il Comune e la stessa Kyma Ambiente».
Le due proposte di project financing
Il consigliere richiama quanto riferito da Kyma Ambiente durante l'audizione dell'11 giugno 2026 in V Commissione del Consiglio regionale della Puglia: in quella sede sarebbe stata comunicata l'esistenza di due proposte di project financing per il rilancio del termovalorizzatore, differenti per impostazione impiantistica, autorizzativa ed economica.
Successivamente, secondo quanto riferito da Lazzàro, sarebbero emerse informazioni sulla possibile revoca, archiviazione o interruzione di una o più proposte.
«Se è accaduto – afferma – voglio sapere chi ha deciso, quando ha deciso e sulla base di quali valutazioni. Non è una curiosità politica: sono domande che riguardano direttamente il futuro della società».
Per questo l'esponente di Fratelli d'Italia ha chiesto di acquisire la documentazione relativa ai progetti, ai piani economico-finanziari, agli atti istruttori e ai pareri tecnici, amministrativi, legali ed economici, oltre agli eventuali provvedimenti di revoca, archiviazione, sospensione o mancata prosecuzione.
«Il termovalorizzatore non è un impianto qualsiasi – sottolinea Lazzàro – ma un bene della società che, se adeguatamente recuperato e valorizzato, potrebbe contribuire al futuro industriale ed economico di Kyma Ambiente».
La nomina di Gaetano Nacci
L'altra richiesta di accesso agli atti riguarda invece la governance della società e la nomina del nuovo Amministratore Unico Gaetano Nacci.
«Vogliamo conoscere quali criteri siano stati utilizzati, quali requisiti professionali siano stati valutati, se siano stati esaminati altri profili e quale istruttoria abbia accompagnato la scelta finale», spiega il consigliere.
Lazzàro chiede quindi al Comune di Taranto, socio unico di Kyma Ambiente, di rendere pubbliche le proprie scelte sul futuro della società.
«Se esiste un progetto industriale per rilanciare la società deve essere illustrato alla città. Se il project financing è stato fermato bisogna spiegare perché. Se esistono alternative devono essere messe sul tavolo».
E conclude: «Dietro Kyma Ambiente ci sono lavoratori, famiglie e un servizio essenziale per Taranto. Il 15 settembre si avvicina. Il Comune dica ai tarantini quale futuro ha deciso per Kyma Ambiente».
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