Professioni sanitarie, appello alla Regione Puglia: “Serve un confronto sul futuro degli studi professionali”

BARI – Oltre 30mila professionisti sanitari pugliesi chiedono alla Regione Puglia l’apertura di un tavolo di confronto per definire regole chiare e uniformi sugli studi professionali sanitari. È questo il contenuto dell’appello lanciato dagli Ordini delle professioni sanitarie della regione, che denunciano l’assenza di risposte dopo la proposta congiunta inviata lo scorso 16 luglio all’assessore regionale alla Salute Donato Pentassuglia, al direttore del Dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro e, per conoscenza, al presidente della Regione Antonio Decaro.

Al centro della richiesta c’è la necessità di fare chiarezza sulle procedure per l’apertura e l’esercizio degli studi professionali, alla luce delle criticità emerse nell’applicazione della normativa regionale e dell’imminente scadenza del regime transitorio fissata per il 25 agosto.

Una richiesta condivisa da tutti gli Ordini

L’iniziativa è stata sottoscritta unitariamente dagli Ordini dei Fisioterapisti, dagli Ordini Tsrm e Pstrp, dall’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Regione Puglia, dall’Ordine Territoriale dei Biologi della Puglia e della Basilicata, dagli Ordini delle Professioni Infermieristiche e dagli Ordini della Professione Ostetrica, rappresentando una vasta platea di operatori impegnati ogni giorno nei settori della prevenzione, dell’assistenza, della cura e della riabilitazione.

Gli Ordini sottolineano come, a distanza di settimane dall’invio della proposta, non sia ancora arrivata alcuna convocazione da parte della Regione.

Le criticità normative

La questione riguarda l’applicazione dell’articolo 5, comma 6, della legge regionale n. 9/2017 e le successive interpretazioni relative alla comunicazione di apertura degli studi sanitari e al rilascio del nulla osta da parte delle Asl.

La stessa Regione Puglia, con un provvedimento del 25 febbraio 2026, aveva riconosciuto l’esistenza di criticità tali da poter compromettere la continuità dell’assistenza sanitaria territoriale, introducendo un regime transitorio di sei mesi per consentire la prosecuzione o l’avvio delle attività professionali nelle more del rilascio delle autorizzazioni.

Con la scadenza del periodo transitorio ormai vicina, molti professionisti chiedono indicazioni certe per evitare interpretazioni difformi tra le diverse aziende sanitarie.

“Regole chiare nell’interesse dei cittadini”

Gli Ordini precisano di non chiedere deroghe alle norme sulla sicurezza o ai controlli previsti dalla legge, ma un quadro normativo chiaro, uniforme e con tempi amministrativi certi.

Secondo le rappresentanze professionali, gli studi sanitari costituiscono un presidio fondamentale della rete territoriale, garantendo quotidianamente prestazioni di prevenzione, diagnosi, assistenza e riabilitazione. Eventuali difficoltà nell’apertura o nella prosecuzione delle attività rischierebbero di ripercuotersi sull’offerta sanitaria, soprattutto nelle aree periferiche e nei piccoli comuni.

Per questo motivo le professioni sanitarie pugliesi rinnovano l’appello alla Regione affinché venga convocato al più presto un tavolo di confronto istituzionale, con l’obiettivo di individuare soluzioni condivise che assicurino certezza delle regole, uniformità delle procedure e continuità dei servizi sanitari, nell’interesse dei professionisti e dei cittadini pugliesi.