Qualifiche professionali 2024, Di Cuia: «Taranto penalizzata nella distribuzione delle risorse»


Il consigliere regionale di Forza Italia chiede alla Regione di rivedere l’assegnazione dei fondi e valuta un’audizione in Commissione

TARANTO – «Taranto rischia di essere penalizzata nell’ambito dell’avviso regionale “Qualifiche 2024”». A sollevare il caso è il consigliere regionale di Forza Italia Massimiliano Di Cuia, che chiede alla Regione Puglia un intervento sulla distribuzione delle risorse destinate alla formazione professionale.

Secondo i dati richiamati da Di Cuia, su 456 istanze ammesse alla valutazione di merito, 242 sono state finanziate, mentre soltanto 40 riguardano la provincia di Taranto. Di queste, 15 sono state finanziate attraverso il PR Puglia FESR-FSE+ e 25 tramite il PN JTF. Nessuna, invece, sarebbe stata finanziata con le risorse dell’Accordo per la coesione/Fondo di rotazione POC.

Il consigliere regionale richiama anche la posizione espressa da Confcommercio Taranto, che ha evidenziato, attraverso simulazioni tecniche, la possibilità di utilizzare le risorse dell’Accordo per la coesione anche per le istanze tarantine, consentendo al PN JTF di svolgere una funzione realmente aggiuntiva e di finanziare un numero maggiore di progetti formativi.

«La questione è tutt’altro che marginale – sottolinea Di Cuia – perché riguarda opportunità di formazione, occupazione e crescita per un territorio che vive una fase delicata di transizione economica e industriale».

Per il consigliere regionale, prima di ipotizzare nuovi bandi sarebbe necessario verificare la possibilità di finanziare le domande già presentate e dichiarate ammissibili, alla luce del fabbisogno formativo già rilevato.

«Taranto non chiede corsie preferenziali, ma trasparenza ed equità», afferma Di Cuia, che si rivolge all’assessore regionale Di Sciascio chiedendo di «intervenire, aggiustando il tiro, per il pieno utilizzo di tutte le opportunità».

Il consigliere annuncia infine che potrebbe depositare una richiesta di audizione in Commissione qualora dalla Regione non arrivassero rassicurazioni sulla possibilità di rivedere l'utilizzo delle risorse e valorizzare le istanze già presentate.