Terremoto di magnitudo 7,7 in Indonesia, almeno 20 morti: due persone sotto le macerie

ROMA – È di almeno 20 morti e sei feriti il primo bilancio del violento terremoto di magnitudo 7,7 che ha colpito l’Indonesia orientale. Due persone risultano ancora sepolte sotto le macerie.

A riferire il bilancio all’agenzia Afp è stato Fathur Rahman, funzionario dei servizi di emergenza della città di Maumere. Si tratta comunque di un bilancio provvisorio, destinato a poter cambiare nelle prossime ore mentre proseguono le verifiche sull’entità dei danni provocati dal sisma.

Le vittime sono state individuate in diverse località dell’isola, una zona particolarmente frequentata dai turisti. Nella vicina reggenza di Manggarai, due persone risultano ancora intrappolate sotto le macerie.

I soccorritori stanno setacciando gli edifici crollati alla ricerca di eventuali superstiti. «Il nostro obiettivo principale sarà quello di individuare le vittime sepolte sotto le macerie», ha spiegato Rahman. Le operazioni sono rese più difficili dalle frane, che hanno interrotto diverse strade e complicato gli spostamenti delle squadre di emergenza.

Revocata l’allerta tsunami

Nelle prime ore di sabato, gli abitanti di Nagekeo, la zona più vicina all’epicentro, si sono allontanati rapidamente verso le aree più elevate dopo aver notato il ritiro del mare, considerato un possibile segnale dell’arrivo di uno tsunami.

L’allerta tsunami è stata successivamente revocata, ma le autorità hanno invitato la popolazione a mantenere alta l’attenzione e a non rientrare negli edifici danneggiati, anche per il rischio rappresentato dalle possibili scosse di assestamento.

Sono già state registrate decine di repliche, con la più forte di magnitudo 6,1.

«Abbiamo revocato l’allerta tsunami, ma continueremo a monitorare i livelli del mare», ha dichiarato Wijayato, direttore del Dipartimento terremoti e tsunami dell’Agenzia nazionale di meteorologia, climatologia e geofisica.

Intanto, le squadre di soccorso continuano a lavorare tra le macerie. Le autorità stanno cercando di raggiungere le aree maggiormente colpite per definire un quadro più preciso delle vittime, dei feriti e dei danni provocati dal terremoto.