Aree interne, la Puglia riparte dai territori: 75,3 milioni per 55 Comuni


BARI - La Puglia punta sulle aree interne per contrastare lo spopolamento e rafforzare servizi, sviluppo e attrattività dei territori più fragili. È il tema al centro della sesta giornata di partecipazione promossa dalla Regione Puglia alla Fiera del Levante, dedicata alla Strategia regionale per le Aree interne.

La Strategia coinvolge 55 Comuni distribuiti nelle cinque Aree interne di Alta Murgia, Gargano, Monti Dauni, Sud Salento e Alto Salento, con una prima dotazione complessiva di 75,3 milioni di euro nell’ambito della Priorità IX del PR Puglia FESR-FSE+ 2021-2027.

La giornata in Fiera ha rappresentato un momento di restituzione del lavoro svolto nelle scorse settimane con il tour nei territori, che ha coinvolto amministratori, imprese, associazioni, enti del Terzo settore e cittadini. Dagli incontri sono state raccolte 66 schede di mappatura, utili a fotografare realtà, bisogni e potenzialità delle comunità locali.

A rappresentare la quota maggiore dei soggetti coinvolti sono gli enti del Terzo settore, con il 53%, seguiti da imprese e cooperative sociali (19,7%) e da gruppi informali e GAL (16,7%). Il Sud Salento è l’area che ha registrato il maggior numero di adesioni, con il 39,4%.

Tra le principali esigenze emerse c’è soprattutto quella di reperire risorse finanziarie, indicata dall’83,3% delle organizzazioni. Seguono la necessità di creare reti e partnership (59,1%) e quella di avere a disposizione spazi e infrastrutture (57,6%).

“Le Aree Interne non sono territori da assistere, ma comunità nelle quali esistono energie, competenze e risorse che dobbiamo mettere nelle condizioni di crescere e creare valore”, ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro. “Nelle aree interne esiste però anche forte il tema dello spopolamento. Dobbiamo adottare insieme quella che chiamiamo l’agenda del controesodo, cioè la possibilità di ripopolare quei luoghi che sono anche la ricchezza del nostro Paese”.

Decaro ha indicato tra le principali direttrici emerse dal confronto la destagionalizzazione e la creazione di poli culturali, la mobilità lenta e il cicloturismo, i servizi socio-sanitari ed educativi di prossimità, il turismo delle radici e le opportunità per i nomadi digitali, oltre alla valorizzazione delle filiere enogastronomiche locali.

“Il percorso che abbiamo costruito nelle aree interne pugliesi ci ha portato fuori dalle stanze della programmazione e dentro i territori, ad ascoltare chi ogni giorno li abita, ci lavora, fa impresa e costruisce comunità”, ha sottolineato l’assessora regionale alle Aree interne Marina Leuzzi.

Per Leuzzi, le aree interne devono diventare protagoniste di un modello di sviluppo capace di sperimentare nuovi servizi, dal trasporto a chiamata alla sanità territoriale, fino a scuole e servizi digitali accessibili anche nei piccoli Comuni. Tra gli elementi da valorizzare anche i servizi ecosistemici legati alla cura dei boschi, dell’acqua, del suolo e della biodiversità.

Dagli incontri territoriali sono emerse anche alcune criticità: la difficoltà di garantire una sostenibilità finanziaria stabile alle iniziative locali, la carenza di immobili pubblici utilizzabili, le debolezze del trasporto pubblico, la complessità burocratica e lo spopolamento giovanile.

La ripartizione delle risorse prevede 28,8 milioni di euro per i Monti Dauni, 13 milioni per l’Alto Salento, 13 milioni per il Sud Salento, 11,5 milioni per il Gargano e 7,7 milioni per l’Alta Murgia.

Gli interventi riguarderanno soprattutto la riqualificazione e rifunzionalizzazione di immobili e spazi pubblici, la valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale e il rafforzamento della capacità di accoglienza e dell’offerta territoriale.

Il percorso entra ora nella fase operativa. Il 15 novembre scadrà il termine per la presentazione dei progetti attuativi da parte dei Comuni. Dal 15 novembre al 15 dicembre si terranno gli incontri negoziali per la selezione degli interventi, mentre dal 15 dicembre è prevista l’approvazione dei progetti, l’adozione degli impegni contabili e la sottoscrizione dei disciplinari di attuazione.

Nel pomeriggio il confronto proseguirà con cinque tavoli tematici dedicati a servizi, welfare e abitare; giovani, lavoro e nuove economie; cultura, identità e spazi di comunità; turismo lento, paesaggio e produzioni locali; governance e capacità territoriale dei Comuni in rete.