Bari, al via la lotta biologica contro le cocciniglie dei lecci: rilasciate le prime coccinelle


BARI - È partita questa mattina dal plesso Iqbal Masih del Circolo Re David la sperimentazione per contrastare le cocciniglie che infestano i lecci cittadini. Il primo intervento ha previsto il rilascio di insetti antagonisti naturali, comunemente conosciuti come “coccinelle”, alla presenza di alunni e insegnanti.

L’iniziativa rientra nel più ampio protocollo di monitoraggio e trattamento avviato dall’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia insieme al Comune di Bari e all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro. All’appuntamento hanno partecipato l’assessora comunale al Clima, Transizione ecologica e Ambiente Elda Perlino, l’assessore regionale all’Agricoltura e Sviluppo rurale Francesco Paolicelli, il dirigente dell’Osservatorio Fitosanitario regionale Salvatore Infantino e la presidente del Municipio II Alessandra Lopez.

Il programma prevede l’impiego di insetti utili appartenenti alla famiglia dei Coccinellidi, in particolare Exochomus quadripustulatus e Cryptolaemus montrouzieri, con l’obiettivo di contenere le popolazioni di cocciniglie presenti su lecci e pini e ridurre il ricorso ai prodotti fitosanitari.

La sperimentazione durerà 24 mesi e prevede un approccio integrato. Sono programmati almeno tre sopralluoghi all’anno per monitorare lo stato di salute delle piante, la presenza delle cocciniglie e degli insetti utili, oltre a eventuali altri organismi dannosi.

Gli interventi comprenderanno anche azioni per migliorare le condizioni del terreno e delle radici, riducendo la compattazione e gestendo il fabbisogno idrico, potature e rimozioni mirate dei rami più compromessi e, quando necessario sulla base delle valutazioni tecniche, l’utilizzo di prodotti fitosanitari autorizzati. Sono previste inoltre prove pilota per confrontare diverse modalità di intervento, con il coinvolgimento dell’Università di Bari.

Il controllo delle cocciniglie rappresenta però soltanto una parte del percorso. Il fenomeno del deperimento e del disseccamento dei lecci baresi è infatti complesso e le sue cause non sono state ancora individuate in maniera univoca. Il cosiddetto Complesso del Disseccamento delle Querce (Co.Di.Que.) è oggetto di studi a livello regionale e nazionale.

Le cocciniglie, tra cui Kermes vermilio e Nidularia pulvinata, sono diffuse sui lecci cittadini e possono contribuire a indebolire piante già sottoposte a condizioni di stress, ma non è stato accertato che siano la causa del disseccamento. Gli accertamenti hanno evidenziato anche la presenza di funghi e batteri.

«Questa sperimentazione è un tentativo di salvare i nostri lecci e di contrastare l'invasione delle cocciniglie apparse anche sui pini», ha spiegato Elda Perlino, ricordando che Bari è stata scelta come città modello per sperimentare, insieme all’Osservatorio fitosanitario regionale, un protocollo di trattamenti e azioni di contrasto.

Secondo i rilievi del Comune, i lecci presenti in città sono circa 3.000 e oltre 1.700 risultano interessati dalla problematica. «I lecci sono alberi identitari della nostra città e rappresentano un patrimonio di grande valore ambientale e paesaggistico», ha aggiunto Perlino.

Per Francesco Paolicelli, la sperimentazione consentirà di verificare nell’arco di 24 mesi l’efficacia di un insieme di strumenti, dal monitoraggio alle potature, fino agli interventi sul suolo e al controllo biologico. La scelta della scuola Iqbal Masih come sede del primo rilascio assume inoltre un valore educativo, mostrando agli studenti il ruolo della biodiversità nella tutela del verde urbano.

«Ci troviamo di fronte a una malattia di cui non conosciamo ancora le cause», ha sottolineato Salvatore Infantino. «Quello che facciamo oggi è intervenire su un fattore concreto, la presenza della cocciniglia, attraverso insetti utili che possono contribuire a ridurne la popolazione. Non siamo però sicuri che la cocciniglia sia la causa del disseccamento».

Particolare attenzione sarà riservata al momento dei rilasci. La lotta biologica richiede infatti di individuare la fase del ciclo della cocciniglia nella quale l’organismo è più vulnerabile. Per questo gli ispettori fitosanitari, insieme ai tecnici del Comune e dell’Università, stanno monitorando costantemente le piante. Al primo intervento seguiranno altri lanci.

Il protocollo interessa, tra le altre aree, gli oltre 200 lecci di piazza Umberto e i circa 480 di corso Cavour, oltre alle alberature di piazza Garibaldi e di altre zone della città.

Dopo il primo rilascio alla scuola Iqbal Masih, l’iniziativa è stata replicata al parco 2 Giugno, nella Pineta San Luca e nel giardino di piazza Garibaldi.

Il prossimo appuntamento è previsto per il 6 ottobre, quando gli insetti antagonisti saranno rilasciati nella scuola dell’Infanzia e Primaria statale Armando Diaz a Carbonara, nel Parco Romita al San Paolo e in piazza Stazione e/o piazza Bellini a Palese.

L’obiettivo è duplice: contenere nel breve periodo uno dei fattori di stress che interessano i lecci e, parallelamente, approfondire le cause del disseccamento attraverso monitoraggio, ricerca e sperimentazione, senza anticipare conclusioni che gli studi non hanno ancora raggiunto.