SEU dopo un contagio legato al latte crudo: salvato al Giovanni XXIII di Bari un neonato di 45 giorni
BARI - Un neonato di appena 45 giorni è stato salvato all'ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari dopo essere stato colpito da una grave Sindrome emolitico-uremica (SEU) conseguente a un'infezione da Escherichia coli. Il piccolo, arrivato in ospedale in condizioni gravissime e con una severa compromissione della funzionalità renale, è ora fuori pericolo e si prepara alle dimissioni.
Il lattante è stato ricoverato nella Rianimazione pediatrica, diretta dal dottor Cristian Mirabile, dove è stato sottoposto a manovre rianimatorie invasive ad alta complessità e a dialisi intensiva quotidiana. Con il progressivo miglioramento delle condizioni cliniche, è stato successivamente preso in carico dall'équipe della Nefrologia pediatrica, diretta dal dottor Mario Giordano.
Particolarmente significativo è il fatto che il bambino non avesse consumato direttamente alimenti contaminati. Secondo le indagini epidemiologiche condotte dall'Unità operativa di Igiene del Policlinico di Bari e successivamente confermate dall'Istituto Superiore di Sanità, l'infezione sarebbe stata trasmessa da persona a persona dopo un contagio legato al consumo di latte crudo.
“Non risultano descritti casi di Sindrome emolitico-uremica in bambini di età così precoce e i pochi casi presenti in letteratura hanno avuto esito infausto”, spiega il dottor Mirabile. “Quando il bambino è arrivato in ospedale le sue condizioni erano estremamente critiche. La capacità dell'équipe dei rianimatori e il lavoro integrato con i nefrologi hanno consentito di salvare il piccolo, accompagnandolo verso un progressivo recupero”.
Il caso ha richiesto il coinvolgimento di diverse specialità e strutture dell'ospedale, dai laboratori alla Cardiologia, nell'ambito di un percorso assistenziale multidisciplinare.
“Questo caso dimostra quanto sia determinante, soprattutto di fronte a condizioni cliniche così gravi, poter contare su competenze specialistiche e su una presa in carico multidisciplinare all'interno dello stesso ospedale pediatrico”, sottolinea il direttore generale del Policlinico di Bari, Antonio Sanguedolce. “Il risultato raggiunto è frutto della capacità dei professionisti della Rianimazione, della Nefrologia pediatrica e di tutte le altre équipe coinvolte di lavorare insieme e garantire al piccolo paziente cure ad altissima complessità in ogni fase del percorso, fino al ritorno a casa”.
La Sindrome emolitico-uremica è una complicanza grave di alcune infezioni intestinali e può provocare un'importante compromissione della funzione renale. In Puglia è attivo dal 2018 un protocollo regionale di sorveglianza, promosso dalla Nefrologia pediatrica del Giovanni XXIII, che prevede l'allerta in caso di gastroenterite emorragica e l'invio dei campioni al laboratorio di Igiene per la ricerca del batterio.
“C'è stata una drastica riduzione del numero dei casi: dagli oltre 21 registrati durante l'epidemia dell'estate 2013 ai quattro di quest'anno”, spiega il dottor Giordano, che richiama anche l'attenzione sulla prevenzione.
Le indicazioni del Ministero della Salute raccomandano di evitare tassativamente latte crudo e derivati nell'alimentazione dei bambini piccoli. Il caso di Bari, però, evidenzia anche il rischio della trasmissione interumana: “Il bambino non aveva consumato direttamente l'alimento”, sottolinea Giordano, “la trasmissione interumana dell'infezione rende necessario estendere l'attenzione anche ai comportamenti alimentari degli adulti che entrano in stretto contatto con neonati e bambini piccoli”.
Sul percorso di potenziamento del Giovanni XXIII interviene anche il direttore sanitario del Policlinico di Bari, Danny Sivo, che sottolinea il rafforzamento delle competenze e gli investimenti in corso nell'ambito del polo pediatrico aziendale. Il dottor Mirabile, arrivato da poche settimane, è già impegnato nel rafforzamento della capacità dell'ospedale di fornire risposte sempre più complete ai bisogni di salute dei bambini.
