Spiritosa 2026, la scommessa della Distilleria De Giorgi è vinta: tre giorni tra gusto, cultura e convivialità


SAN CESARIO DI LECCE – Bilancio positivo per la quarta edizione di Spiritosa – Festival del Bere Bene, che dal 26 al 28 settembre ha portato negli spazi della Distilleria De Giorgi di San Cesario di Lecce professionisti, appassionati, produttori e operatori del mondo beverage.

Tre giornate che hanno trasformato gli spazi dell’antico stabilimento in un luogo di incontro, formazione e convivialità, con oltre 100 ospiti tra speaker, bartender e chef e più di 300 etichette provenienti da tutto il mondo. Il programma ha spaziato tra masterclass, talk, degustazioni guidate, incontri professionali, cocktail competition, proposte gastronomiche, mercatini vintage, visite, dj set e musica dal vivo.

«Siamo molto soddisfatti di questa edizione – commenta Michele Manca, ideatore di Spiritosa e di Sartoria degli Spiriti – perché abbiamo visto concretizzarsi quello che era il nostro obiettivo: costruire un festival capace di mettere insieme professionisti e pubblico, aziende e appassionati, formazione e intrattenimento. Sono state tre giornate molto intense, ricche di contenuti e di occasioni di confronto, ma soprattutto di relazioni».

La nuova location ha rappresentato uno degli elementi caratterizzanti dell’edizione 2026. La scelta della Distilleria De Giorgi, storico sito di archeologia industriale destinato a diventare il futuro Museo dell’Alcol – Officina degli Spiriti, ha contribuito a rafforzare l’identità del festival, creando un dialogo tra la storia del luogo e i contenuti della manifestazione.

Le sale e gli ambienti dell’antica distilleria hanno ospitato le diverse anime di Spiritosa, dagli spirits ai sodati, dalle bevande naturali al caffè, dalla birra artigianale al vino e alle bollicine. Una cornice che ha permesso di vivere il festival anche come un percorso nella storia e nella cultura della distillazione salentina.

«La Distilleria De Giorgi si è rivelata una scelta che ha dato ulteriore forza al progetto – aggiunge Manca –. È uno spazio con una storia importante, con un carattere molto forte e con un enorme potenziale. Portare Spiritosa qui significa anche contribuire a far conoscere un luogo che sta vivendo una nuova fase della propria storia e che presto ospiterà il Museo dell’Alcol».

Tra i temi al centro dell’edizione 2026 c’è stato anche il concetto di consumo consapevole. Spiritosa ha voluto infatti ampliare il significato di “bere bene”, includendo non soltanto gli spirits, ma anche prodotti analcolici e low alcohol, fermentati, sodati, caffè e altre proposte legate alla convivialità.

«Vogliamo continuare a sdoganare un concetto per noi fondamentale: bere bene non vuol dire necessariamente bere alcol – sottolinea Manca –. Significa scegliere prodotti di qualità, conoscere quello che si sta bevendo e vivere la convivialità in maniera consapevole. L’alcol può esserci, ma non è l’unico protagonista».

Grande spazio è stato dedicato alla formazione e al confronto professionale attraverso gli appuntamenti della Spiritosa Academy, i talk e le masterclass, che hanno coinvolto esperti, produttori, brand ambassador, importatori, distributori e protagonisti della scena nazionale del beverage.

A questi si sono aggiunti la Spiritosa Cocktail Competition, con bartender arrivati da diverse parti d’Italia, gli appuntamenti gastronomici, le esperienze inclusive e le guest che hanno animato i punti bar allestiti all’interno della distilleria. Attraverso le interviste di Collabo è stato inoltre approfondito il mondo del beverage e dei suoi protagonisti.

La musica ha accompagnato le tre giornate con dj set, live e performance, diventando parte integrante della formula del festival e contribuendo a creare un’esperienza che è andata oltre la semplice degustazione.

«Abbiamo voluto mantenere fede alla nostra idea di “business ricreativo” – conclude Manca – creando uno spazio in cui incontrarsi, formarsi, lavorare, divertirsi e stare insieme. Il risultato di questi tre giorni ci conferma che la direzione è quella giusta e ci spinge già a lavorare alla prossima edizione».

Con la quarta edizione, Spiritosa conferma così la propria vocazione a mettere in relazione cultura del bere, formazione, impresa, territorio e intrattenimento, guardando già alla nuova vita della Distilleria De Giorgi come luogo dedicato alla memoria e alla cultura dell’alcol e della distillazione.