Taglio fondi eolico offshore su Taranto: Decaro: "Chiediamo al Governo spiegazioni. Era uno dei punti nell'agenda Taranto presentata a Palazzo Chigi"
BARI - "Al terzo punto delle proposte della Regione Puglia inserite nel documento ‘Agenda per Taranto’ consegnate lo scorso 8 settembre al tavolo interistituzionale promosso dal Palazzo Chigi sulla questione Taranto avevamo inserito: “Eolico off shore. Si chiede che il Governo dia evidenza dei progetti già in valutazione e ne fissi il cronoprogramma. Fra questi va valorizzato l’hub nazionale per l’eolico offshore galleggiante nel porto di Taranto: il decreto interministeriale n. 167 del 4 luglio 2025, individua Taranto fra i porti hub prioritari per la filiera, e l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio ha già completato l’adeguamento tecnico funzionale del Piano regolatore portuale. Si chiedono l’attivazione effettiva delle risorse infrastrutturali collegate e il collegamento esplicito tra quei cantieri e il bacino dei lavoratori dell’ex ILVA e dell’indotto, oltre alla messa a bando, con tempi certi, delle aree già disponibili dentro e fuori il perimetro dello stabilimento”.
Lo dichiara il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro.
“Avevamo chiesto, nero su bianco, di dare attuazione agli investimenti e ai progetti attivi sulla filiera dell’Off Shore proprio nell’area tarantina, perché crediamo che questo sia uno dei settori ad ampio margine di crescita, con la possibilità anche di poter ricollocare i lavoratori che potrebbero essere interessati dalla crisi legata allo stabilimento dell’ex Ilva.
Oggi, secondo le notizie riportate, lo stanziamento per lo scalo jonico passa dai 28,5 milioni di euro inizialmente previsti a poco meno di 14 milioni. Una scelta incomprensibile che chiediamo quantomeno ci venga spiegata.
Anche alla luce delle ultime dichiarazioni del Governo di voler assumere provvedimenti importanti per dare a Taranto e all’intera area jonica nuove possibilità di sviluppo, anche attraverso investimenti in settori strategici che possono davvero determinare una occasione di futuro”.
“Avevamo chiesto, nero su bianco, di dare attuazione agli investimenti e ai progetti attivi sulla filiera dell’Off Shore proprio nell’area tarantina, perché crediamo che questo sia uno dei settori ad ampio margine di crescita, con la possibilità anche di poter ricollocare i lavoratori che potrebbero essere interessati dalla crisi legata allo stabilimento dell’ex Ilva.
Oggi, secondo le notizie riportate, lo stanziamento per lo scalo jonico passa dai 28,5 milioni di euro inizialmente previsti a poco meno di 14 milioni. Una scelta incomprensibile che chiediamo quantomeno ci venga spiegata.
Anche alla luce delle ultime dichiarazioni del Governo di voler assumere provvedimenti importanti per dare a Taranto e all’intera area jonica nuove possibilità di sviluppo, anche attraverso investimenti in settori strategici che possono davvero determinare una occasione di futuro”.
