45 anni di abnegazione e cuore: l'Ospedale Perrino saluta Peppino Sgura, pilastro della sanità brindisina che oggi va ufficialmente in pensione
BRINDISI — C'è un rumore particolare, sospeso tra il rito burocratico e il battito del cuore, nell'ultimo bip del tesserino marcatempo. Questa mattina, all'ospedale "A. Perrino" di Brindisi, quel rumore ha segnato la fine di un'epoca e l'inizio di una leggenda silenziosa: quella di Giuseppe Sgura, per tutti semplicemente Peppino, che oggi va ufficialmente in pensione.
Dopo ben quarantacinque anni di onorato servizio nel servizio pubblico sanitario — culminati nel suo ruolo di coordinatore infermieristico presso la Direzione Sanitaria — Peppino ha timbrato per l'ultima volta. Lo ha fatto con gli occhi lucidi di emozione e la valigia colma di ricordi di una vita spesa tra i corridoi, i reparti e le emergenze di un ospedale di secondo livello che è stato, a tutti gli effetti, la sua seconda casa.
Raccontare la storia di Peppino Sgura significa ripercorrere la storia stessa della sanità del territorio attraverso i volti di chi non ha mai visto il paziente come un numero, ma come una persona da accogliere. Per decenni, Peppino è stato molto più di un professionista impeccabile: è stato il porto sicuro, il punto di riferimento imprescindibile per centinaia di cittadini, e in modo speciale per la sua Ostuni. Ogni volta che un ostunese varcava le porte del Perrino con l'ansia nel cuore e lo smarrimento negli occhi, sapeva che c'era Peppino di Ostuni pronto a tendere una mano, a rassicurare, a trovare una soluzione con quella generosità e disponibilità che in tanti anni non sono mai venute meno, neanche per un giorno.
Ma la cifra umana e professionale di Giuseppe Sgura non si è mai esaurita tra le mura nosocomiali. Uomo dinamico, radicato profondamente nel tessuto sociale e civile della sua comunità, Peppino ha saputo coniugare la dedizione alla cura della persona con l'impegno civico, ricoprendo anche il ruolo di segretario cittadino del movimento politico Con Ostuni. Una passione civile vissuta sempre con lo stesso spirito di servizio che lo ha contraddistinto in corsia: ascoltare i bisogni della gente e tradurli in azioni concrete.
Oggi, con il traguardo della pensione, l'Ospedale Perrino saluta un professionista esemplare che lascia un vuoto difficilmente colmabile in termini di esperienza e umanità, ma si apre per lui una nuova stagione. Un meritato riposo? Forse solo sulla carta. Perché chi conosce la tempra di Peppino sa bene che il suo congedo non sarà un ritiro dall'impegno, ma il trampolino di lancio per una nuova fase dedicata al sociale e al prossimo.
Il bagaglio straordinario di competenze, ascolto e umanità accumulato in quarantacinque anni non andrà disperso: continuerà a camminare sulle sue gambe, al servizio della sua terra e della sua gente.
Buon riposo e buon nuovo inizio, Peppino. E grazie di cuore.
