Agricoltura ed export, il MET Puglia lancia un piano in tre punti: «Grottaglie diventi un hub del fresco»


Lettera aperta alla Regione: il Movimento Equità Territoriale propone una moratoria fiscale di 24 mesi, incentivi al trasporto aereo delle merci e un consorzio unico per l’export pugliese.

BARI – Sostenere le aziende agricole pugliesi in difficoltà e rafforzare la capacità di esportazione delle produzioni locali, collegando il settore primario alle potenzialità logistiche dell’aeroporto di Grottaglie. È l’obiettivo del piano in tre punti presentato dal Movimento Equità Territoriale (MET) Puglia attraverso una lettera aperta al presidente della Regione e agli assessori regionali all’Agricoltura e ai Trasporti.

La proposta nasce dalle difficoltà che, secondo il movimento, stanno mettendo sotto pressione numerose aziende agricole storiche del territorio, alle prese con l’aumento dei costi di produzione e con gli adempimenti burocratici e ambientali. Per il MET, la valorizzazione delle infrastrutture logistiche deve procedere di pari passo con la tutela della capacità produttiva regionale.

«Se le aziende chiudono, non vi sarà alcuna merce d’eccellenza da esportare», sottolinea il movimento, indicando nell’aeroporto cargo di Grottaglie un’infrastruttura strategica da integrare con le esigenze delle imprese agricole.

Il primo punto del piano riguarda il sostegno economico alle aziende in difficoltà. Il MET propone una moratoria di 24 mesi su TARI, IMU agricola e contributi INPS per le realtà che rispondono a determinati requisiti, oltre all’istituzione di un Fondo regionale anti-burocrazia destinato a coprire i costi legati ai vincoli ambientali europei.

Il secondo pilastro punta a trasformare lo scalo jonico in un hub specializzato nella movimentazione di prodotti freschi. Il progetto prevede la realizzazione di celle frigorifere, il potenziamento dei controlli fitosanitari e procedure rapide di sdoganamento attraverso i cosiddetti Fast Corridor. A questo si aggiungerebbe un «Bonus Volo Cargo» per incentivare le spedizioni verso mercati esteri caratterizzati da una maggiore capacità di spesa.

Il terzo punto riguarda la creazione di un Consorzio unico dell’export capace di riunire i produttori delle sei province pugliesi. L’obiettivo è superare la frammentazione dell’offerta, rafforzare il potere contrattuale delle imprese e favorire accordi di filiera con prezzi minimi tutelati.

Il Movimento Equità Territoriale Puglia chiede alle istituzioni regionali di valutare una strategia strutturale che unisca sostegno alle imprese, infrastrutture e apertura ai mercati internazionali.

«L’invito alle istituzioni è chiaro: abbandonare la logica dei tamponi temporanei ed erigere un ponte solido tra la fatica della terra e i mercati del mondo», conclude il movimento.

La proposta è firmata da Teresa Gaudioso, referente regionale del MET Puglia, e da Antonio Zappalà, componente del movimento in Puglia.