Bari, è morta suor Giuseppina Fragasso: una vita dedicata alla Chiesa, all’educazione e ai giovani
Adoratrice del Sangue di Cristo, è stata superiora e responsabile dell’Istituto Preziosissimo Sangue di Bari. Ha promosso percorsi educativi e professionali, sostenuto le nuove generazioni e coltivato un’intensa attività al servizio della vita religiosa e monastica.
BARI – Si è spenta a Bari suor Giuseppina Fragasso (1938-2026), Adoratrice del Sangue di Cristo e figura di riferimento per la vita religiosa e per numerose realtà educative della città. La notizia della sua scomparsa ha suscitato un’ampia ondata di testimonianze e messaggi di cordoglio, giunti alla Congregazione da sacerdoti, religiosi, comunità monastiche, laici e responsabili di istituzioni culturali.
Il ricordo che emerge è quello di una donna che ha vissuto la propria vocazione intrecciando relazioni, favorendo il dialogo e promuovendo la collaborazione tra carismi e realtà ecclesiali, nella visione di una Chiesa intesa come comunità.
A Bari, il suo impegno è stato legato in particolare all’Istituto Preziosissimo Sangue, sede della International Cambridge School, con un percorso educativo dalla sezione primavera alla scuola secondaria di primo grado. Ha inoltre ricoperto ruoli di superiora e responsabile dello storico Istituto Borea-Angeli e del CeLIPS, Cultura e Lavoro Istituti Preziosissimo Sangue, ente di alta formazione professionale impegnato nell’accompagnamento dei giovani verso il lavoro e l’acquisizione di competenze.
L’impegno per l’educazione e le nuove generazioni
Al centro della sua attività c’era una concezione integrale dell’educazione, orientata alla formazione della persona e alla crescita di un umanesimo fondato sulla ricerca del vero, del bello e del buono. Un percorso che coinvolgeva non soltanto gli studenti, ma anche le famiglie e la società, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di una comunità fondata sul bene comune, sulla verità e sulla giustizia sociale.
Il suo sguardo, rivolto con particolare attenzione alle giovani generazioni, l’aveva portata a promuovere nuovi cammini in vista del Grande Giubileo del 2000, durante gli anni in cui ricoprì la presidenza dell’Unione internazionale delle superiore generali. In collaborazione con l’Unione dei Superiori Generali, aveva sostenuto percorsi di accompagnamento vocazionale, aiutando i giovani a interrogarsi sul proprio futuro e sulla propria chiamata.
Una donna di pace e di misericordia
La pace non era per suor Giuseppina soltanto una preghiera, ma un impegno da tradurre nella quotidianità, anche attraverso gesti semplici, ascolto e attenzione alle difficoltà delle persone. La spiritualità del Sangue di Cristo si esprimeva nella capacità di riconoscere dignità e valore a ogni richiesta, con uno sguardo improntato alla misericordia.
Nel suo cammino religioso aveva maturato anche un legame speciale con la vita monastica, sostenuta attraverso il servizio come vicepresidente del Segretariato Assistenza Monache (SAM). Una dedizione che si inseriva in una più ampia attività a favore delle comunità religiose e della comunione ecclesiale.
Il suo percorso era stato segnato anche dalla stima e dall’amicizia di san Giovanni Paolo II, in particolare durante il periodo in cui la Congregazione delle Adoratrici del Sangue di Cristo visse il martirio di cinque religiose statunitensi in Liberia, ricordate dal Pontefice come «martiri della carità».
Un’eredità spirituale e umana
L’amore per la vita religiosa e per la testimonianza cristiana affondava le radici anche nella storia della sua famiglia, nella quale era vissuta Teodora Fragasso, la carmelitana suor Elia di San Clemente, prima beata di Bari.
Di suor Giuseppina resta il ricordo di una vita spesa nella formazione, nell’accompagnamento dei giovani e nella costruzione di legami tra persone e comunità. Una testimonianza che ha lasciato un segno nelle istituzioni educative baresi e nella Congregazione delle Adoratrici del Sangue di Cristo, dove continuano a giungere messaggi di gratitudine per il suo servizio e la sua vicinanza.
