Ex Ilva, Acciaierie d’Italia ferma gli impianti: sciopero di 24 ore da lunedì


TARANTO - Acciaierie d’Italia annuncia lo stop delle attività nei siti produttivi, mentre è in corso il confronto tra governo e sindacati. La comunicazione è stata trasmessa alle istituzioni locali di Taranto, Genova, Novi Ligure e della Puglia. Nel capoluogo ionico il fermo è già iniziato: nella notte è stata effettuata l’ultima colata dell’altoforno 2, che verrà successivamente messo in preriscaldo. A Genova e Novi Ligure, invece, lo stop è previsto dal 15 novembre.

Sul fronte degli interventi economici, il governo mette in campo un decreto legge che prevede 80 milioni di euro per la cassa integrazione in deroga destinata ai lavoratori delle imprese appaltatrici e dell’indotto. Altri 45 milioni saranno stanziati per integrare il trattamento di cassa integrazione straordinaria dei dipendenti di Acciaierie d’Italia e Ilva. Le misure avranno copertura fino a giugno.

L’esecutivo starebbe inoltre valutando una norma che consenta di salvaguardare gli altiforni almeno fino alla pronuncia della Cassazione, senza depotenziare il decreto della Corte d’Appello di Milano. Nel corso del vertice a Palazzo Chigi, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha confermato l’impegno del governo sul percorso di decarbonizzazione e ha assicurato che le risorse previste saranno destinate a Taranto.

Restano però aperti diversi nodi sul fronte del lavoro. Durante l’incontro non si è discusso delle misure per i prepensionamenti, degli incentivi all’esodo, del riconoscimento dell’esposizione all’amianto e dell’inquadramento del lavoro siderurgico tra le attività usuranti.

I sindacati esprimono forte criticità per l’assenza di novità sul piano industriale e annunciano, a partire da lunedì, uno sciopero di 24 ore in tutti i siti del gruppo. Intanto, è saltato l’incontro al Ministero del Lavoro inizialmente previsto per oggi.