Ex Ilva, Turco (M5S): «Governo immobile e inadeguato, Taranto affonda tra inquinamento e promesse vuote»
ROMA – «Arriviamo a discutere l’ennesimo decreto salva-Ilva con i banchi del Governo completamente vuoti, a partire dal presidente del Consiglio e dal ministro Urso, lasciando sola la sottosegretaria Bergamotto su un’orchestra che suona mentre Taranto affonda». Lo ha dichiarato in Aula al Senato il vicepresidente del M5S, Mario Turco, intervenendo sul decreto-legge relativo alla continuità operativa degli impianti strategici.
Secondo Turco, il provvedimento sarebbe «inutile e privo di risorse» e sarebbe stato pensato, a suo giudizio, principalmente per intervenire sulle garanzie finanziarie, riducendo quelle relative ai rifiuti da pluriennali a un solo anno.
Il senatore ha quindi puntato l’attenzione sulla situazione ambientale e sanitaria di Taranto, sostenendo che la transizione ecologica e la decarbonizzazione siano rimaste «un miraggio». Nel suo intervento ha citato oltre 2.000 tonnellate di amianto da rimuovere, 2.035 casi di malattie professionali e 691 decessi accertati tra il 2005 e il 2024, oltre alla presenza di terreni e allevamenti ancora contaminati.
Turco ha inoltre contestato la gestione dei tavoli per il rilancio del territorio, richiamando alcuni finanziamenti che, secondo quanto affermato, sarebbero stati definanziati o cancellati. Tra questi ha citato l’investimento Ferretti da 220 milioni di euro, quello di Renexia da 500 milioni, l’incentivo all’esodo, un miliardo di euro del PNRR destinato all’idrogeno verde, oltre agli interventi sulla mobilità ferroviaria, al Tecnopolo e alla continuità territoriale per i voli passeggeri sull’aeroporto di Taranto-Grottaglie.
Da parte del Movimento 5 Stelle arriva quindi la richiesta di un cambio di strategia. «Basta a questo accanimento terapeutico sulla fabbrica», ha dichiarato Turco, proponendo la chiusura dell’area a caldo, le bonifiche, un accordo di programma, benefici per l’amianto, prepensionamenti e un grande progetto di riconversione economica e sociale per Taranto.
«Servono 8 miliardi? Si rinunci alla spesa in armi o ai 13 miliardi del Ponte sullo Stretto», ha aggiunto il senatore, annunciando il voto contrario del M5S al decreto e chiedendo invece un «decreto salva-Taranto».
