I calzari di San Francesco a Brindisi: fino al 4 ottobre la reliquia nella chiesa del quartiere La Rosa
BRINDISI – Ci sono oggetti che, più di altri, riescono a raccontare una storia senza bisogno di molte parole. È il caso dei calzari di San Francesco d’Assisi, una delle reliquie legate alla vita del Poverello, che in questi giorni sono accolti a Brindisi, nella chiesa parrocchiale di San Francesco d’Assisi al quartiere La Rosa, guidata da don Cosimo Schena.
La reliquia è arrivata in città il 28 settembre 2026 nell'ambito della Peregrinatio organizzata in occasione dell’ottavo centenario del Transito di San Francesco, avvenuto il 3 ottobre 1226. I calzari resteranno nella chiesa fino a domenica 4 ottobre, festa liturgica di San Francesco.
Per questi giorni Brindisi diventa così un luogo di incontro con la memoria del Santo di Assisi. I fedeli possono accostarsi alla reliquia negli orari comunicati dalla comunità e dal Comune: dalle 9 alle 12.30 e dalle 17 alle 20.
L'iniziativa di don Cosimo Schena
Ad accogliere i calzari è stata la comunità parrocchiale del quartiere La Rosa, guidata da don Cosimo Schena, promotore dell'iniziativa.
Il sacerdote ha raccontato l'emozione per l'arrivo della reliquia nella propria comunità, sottolineando come quei calzari possano riportare alla mente i piedi di Francesco, la fatica del cammino e una vita vissuta concretamente secondo il Vangelo.
Il significato dell'esposizione, quindi, va oltre la semplice contemplazione di un oggetto antico. I calzari diventano un simbolo del cammino, della scelta della povertà, dell'incontro con le persone e della capacità di Francesco di andare incontro agli altri.
La permanenza a Brindisi è inoltre particolarmente significativa perché avviene nell'anno in cui la Chiesa ricorda gli 800 anni dal Transito di San Francesco.
La storia dei calzari di San Francesco
La storia dei calzari si intreccia con quella stessa esperienza di povertà che caratterizzò la vita del Santo.
Le Fonti Francescane raccontano che, agli inizi della sua conversione, Francesco utilizzava sandali, bastone e una cintura di cuoio. Dopo aver ascoltato il passo evangelico relativo alla missione degli apostoli e aver compreso l'invito a non portare con sé calzari, Francesco scelse di toglierseli e di abbracciare una vita ancora più radicalmente povera.
Il cammino divenne così una delle immagini più forti della sua esperienza spirituale: Francesco non rimase fermo, ma attraversò città, campagne e territori annunciando il Vangelo, incontrando poveri e malati e costruendo attorno a sé una nuova fraternità.
I calzari realizzati da Santa Chiara
Alla storia dei calzari è legata anche la figura di Santa Chiara d'Assisi, compagna spirituale di Francesco e fondatrice delle Clarisse.
La tradizione francescana attribuisce infatti a Chiara la realizzazione di particolari calzature per Francesco, soprattutto quando le sue condizioni fisiche resero più doloroso il cammino. La rivista della Basilica di San Francesco ricorda che, sulla base delle condizioni dei piedi del Santo e delle testimonianze francescane, Santa Chiara gli avrebbe realizzato delle calzature particolarmente spesse per alleviare il dolore provocato dalla sua lunga itineranza.
Una reliquia conservata a Recanati, inoltre, è tradizionalmente identificata proprio con i sandali attribuiti a Francesco e intessuti da Santa Chiara. La Diocesi di Macerata li presenta nel 2026 come la “reliquia dei sandali di San Francesco d'Assisi intessuti da Santa Chiara”.
È importante distinguere, quindi, tra la documentazione storica sulle calzature utilizzate da Francesco e la tradizione devozionale che identifica specifici calzari come quelli realizzati da Chiara. Nel corso dei secoli, questi oggetti sono stati infatti conservati e venerati come testimonianze materiali della vicenda francescana.
Dalle strade di Francesco alla chiesa di Brindisi
Il significato dei calzari è particolarmente suggestivo se si considera la fase della vita di Francesco alla quale vengono associati.
Il Santo trascorse gran parte della propria esistenza camminando. Il suo non era soltanto uno spostamento fisico: il viaggio rappresentava una modalità concreta di vivere la fraternità, incontrare gli altri e portare il messaggio evangelico.
Le stesse fonti francescane sottolineano il valore dell'itineranza come elemento caratterizzante della nuova esperienza inaugurata da Francesco e dai suoi frati.
Quei calzari, dunque, possono essere letti come una sorta di simbolo materiale di una vita in movimento: piedi che hanno conosciuto la strada, la fatica, la sofferenza e la povertà.
Una reliquia nel cuore della comunità
L'arrivo a Brindisi assume un significato particolare anche per il contesto nel quale la reliquia viene accolta. Non in un grande museo, ma in una chiesa parrocchiale, nel cuore di un quartiere e di una comunità.
Il Comune di Brindisi ha sottolineato il valore dell'iniziativa collegandolo alla figura di Francesco come uomo capace di parlare ancora oggi di fraternità, vicinanza alle persone più fragili e costruzione della comunità.
Secondo quanto riportato dalla stampa locale, la reliquia sarebbe uscita dal Sacro Convento di Assisi per questa Peregrinatio, evento presentato dagli organizzatori come un passaggio eccezionale dopo circa otto secoli.
Il 4 ottobre la conclusione della Peregrinatio
La presenza dei calzari a Brindisi si concluderà il 4 ottobre 2026, proprio nel giorno dedicato a San Francesco.
La comunità del quartiere La Rosa ha accompagnato l'esposizione con momenti di preghiera e celebrazioni, trasformando la presenza della reliquia in un'occasione di incontro e riflessione.
termine della Peregrinatio, dunque, i calzari torneranno ad Assisi, ma per una settimana avranno rappresentato a Brindisi qualcosa di più di una preziosa reliquia: la memoria concreta di un uomo che fece del cammino una scelta di vita.
E forse è proprio questo il messaggio più immediato che quei semplici calzari di cuoio possono consegnare ancora oggi: ogni cammino, anche quello più difficile, acquista un significato quando conduce verso l'altro.


