UniBa, al via il corso executive per Strategic Financial Controller: alta formazione per i CFO del territorio


L’Università di Bari, Confindustria Bari BAT e Banca d’Italia insieme per formare manager e professionisti della finanza d’impresa. Il percorso prevede 40 ore di formazione su pianificazione finanziaria, sostenibilità, digitalizzazione, gestione dei rischi e intelligenza artificiale.

BARI – Rafforzare le competenze finanziarie e manageriali delle imprese pugliesi, formando professionisti capaci di affrontare le nuove sfide economiche, tecnologiche e normative. È l’obiettivo del nuovo Corso Executive per Strategic Financial Controller, promosso dall’Università degli Studi di Bari Aldo Moro in collaborazione con Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani e Banca d’Italia, sede di Bari.

Il percorso si rivolge a Chief Financial Officer (CFO), direttori amministrativi e finanziari, imprenditori e professionisti coinvolti nei processi decisionali e nella gestione strategica delle aziende.

Il ruolo del CFO è infatti sempre più centrale: accanto alle tradizionali funzioni amministrative e contabili, questa figura è chiamata a contribuire alla pianificazione strategica, all’innovazione, alla sostenibilità e alla creazione di valore.

L’iniziativa punta a rafforzare il capitale manageriale del territorio, favorendo il dialogo tra università, istituzioni e sistema produttivo attraverso un percorso interdisciplinare, orientato all’applicazione concreta delle competenze.

Finanza d’impresa, ESG e intelligenza artificiale

Tra i temi affrontati durante il corso figurano la pianificazione economico-finanziaria, il controllo strategico, la gestione della liquidità e delle fonti di finanziamento, la valutazione degli investimenti e il risk management.

Spazio anche alla sostenibilità e ai criteri ESG, alla compliance normativa, alla business intelligence, alla digitalizzazione dei processi amministrativi e all’utilizzo dell’intelligenza artificiale a supporto delle decisioni aziendali.

Particolare attenzione sarà riservata agli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili, con l’obiettivo di approfondire il ruolo del CFO nella costruzione di sistemi di monitoraggio e controllo in grado di individuare tempestivamente situazioni di rischio.

Il corso avrà una durata complessiva di 40 ore, articolate in 10 moduli da quattro ore ciascuno. Le attività si svolgeranno attraverso casi reali, workshop operativi, strumenti applicativi, momenti di confronto tra partecipanti e occasioni di networking.

La direzione scientifica è affidata ai professori Vito Peragine, Francesco Campobasso e Pierfelice Rosato. Le lezioni si terranno presso il Centro di Eccellenza di Ateneo per l’Innovazione e la Creatività dell’Università di Bari, oltre che nelle sedi di Confindustria e Banca d’Italia.

Bellotti: «Competenze al servizio dello sviluppo del territorio»

Il rettore dell’Università di Bari, Roberto Bellotti, ha sottolineato il valore della collaborazione tra mondo accademico, istituzioni e imprese.

«Con questa nuova iniziativa l’Università di Bari conferma la propria vocazione al dialogo con il sistema produttivo e il proprio impegno nel mettere conoscenza, competenze e ricerca al servizio dello sviluppo del territorio», ha dichiarato.

Secondo Bellotti, la collaborazione con Confindustria Bari BAT e Banca d’Italia consente di coniugare il rigore scientifico con le esigenze concrete delle imprese. Formare CFO e manager sui temi della sostenibilità, della digitalizzazione, della finanza d’impresa e dell’intelligenza artificiale significa, ha aggiunto, investire nella competitività del tessuto economico e contribuire alla crescita di una nuova classe dirigente.

Aprile: «Servono imprese con una solida cultura finanziaria»

Anche il presidente di Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani, Mario Aprile, ha evidenziato la necessità di rafforzare le competenze finanziarie delle aziende, in un contesto internazionale caratterizzato da tensioni geopolitiche e continui cambiamenti degli equilibri economici.

«Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani ha voluto questo corso per CFO per elevare la cultura e le competenze finanziarie all’interno delle imprese», ha spiegato Aprile, sottolineando l’importanza di imprenditori e direttori finanziari dotati di solide competenze e visione manageriale.

Tra gli ambiti su cui sviluppare nuove professionalità ha indicato fusioni e acquisizioni (M&A), venture capital e private debt. L’obiettivo è fornire strumenti per governare i processi di crescita e diversificare le opportunità di finanziamento, con il supporto dell’Università di Bari.

PMI del Mezzogiorno, la sfida della finanza

A motivare l’iniziativa contribuiscono anche i dati riportati nel materiale illustrativo del progetto sul mercato degli investimenti e sulla struttura finanziaria delle piccole e medie imprese.

Secondo le elaborazioni citate di AIFI, il Sud e le Isole assorbono circa il 3% dell’ammontare nazionale degli investimenti in capitale di rischio e M&A, mentre la quota si concentra prevalentemente al Nord, con circa il 73%, e al Centro, con circa il 20%.

La Puglia risulta prima tra le regioni meridionali per numero di operazioni indicate, con 30 operazioni, seguita dalla Campania con 28. Un dato che evidenzia, tuttavia, la distanza rispetto alla Lombardia, alla quale vengono attribuite 372 operazioni.

Il materiale richiama inoltre le analisi di Confindustria e Cerved sulla situazione finanziaria delle PMI, segnalando per le imprese del Mezzogiorno livelli di indebitamento più elevati rispetto al capitale netto e una maggiore incidenza degli oneri finanziari sui margini. Tra le criticità evidenziate figurano anche la dipendenza dal credito bancario tradizionale e i ritardi nei pagamenti.

In questo scenario, il nuovo corso intende offrire competenze utili ad affrontare la pianificazione finanziaria evoluta, il budgeting, la digitalizzazione della funzione finance, l’emissione di obbligazioni, i criteri ESG e la gestione delle difficoltà finanziarie, compresi gli strumenti di tutela nei rapporti con gli istituti bancari.