Bari, mercoledì 4 novembre presso la libreria Roma, va in 'scena' Santa Fizzarotti Selvaggi in compagnia di madonna Poesia
GIUSEPPE CAPOZZA - Daniela Gagliano giovane anima pulsante della Libreria Roma, figlia di quel Renato cui tanto deve la cultura barese, ha organizzato, per mercoledì 4 novembre, una serata dedicata all’ultima fatica letteraria della poetessa-scrittrice-professoressa Santa Fizzarotti Selvaggi. Interverranno per disquisire con l’autrice padre Mariano Bubbico, frate cappuccino noto a Bari per essere un valente teologo, psicologo e psicoterapeuta, e il giornalista Marino Pagano, affermato scrittore di studi storici.
L'opera in questione titola “Signore sei Tu?... In compagnia di madonna Poesia“ (Gagliano Edizioni, 2026), e si presenta come una delle espressioni più mature e programmatiche della ricerca poetica dell’autrice. L'opera raccoglie 300 liriche suddivise in tre sezioni, configurandosi come una vasta riflessione sul significato ontologico, etico e spirituale della poesia contemporanea. Fin dal titolo, strutturato come una domanda aperta e sospesa, il volume introduce il lettore in una dimensione interrogativa che costituisce uno dei cardini della poetica di Fizzarotti Selvaggi. Il "Signore" evocato non coincide esclusivamente con la figura teologica della tradizione cristiana, ma diviene metafora di una presenza generatrice che attraversa il mondo, l'essere umano e l'atto creativo stesso.
La raccolta si muove così lungo una linea di confine tra mistica e letteratura, dove la poesia assume una funzione quasi sacramentale: parola che non descrive semplicemente il reale, ma lo rigenera. Particolarmente originale è l'immagine di “madonna Poesia", che dà il sottotitolo all'opera. Essa rappresenta una delle intuizioni simboliche più significative dell'intera silloge. La poesia viene personificata e innalzata a figura mediatrice tra umano e divino. Non si tratta di un semplice artificio allegorico: la Poesia assume caratteristiche quasi mariane, diventando luogo di accoglienza, rivelazione e redenzione. In questa prospettiva la scrittura poetica non è un esercizio estetico, ma un'esperienza di conoscenza e di trasformazione. La poetessa sembra suggerire che, in un'epoca segnata dalla disumanizzazione e dalla perdita di valori, la poesia possa ancora custodire una possibilità di salvezza. Tale interpretazione trova conferma nella presentazione editoriale del volume, dove la poesia è definita come "forse l'ultima occasione per ricreare il mondo".
Uno degli aspetti più interessanti dell'opera è il dialogo con la tradizione classica. La stessa autrice richiama esplicitamente Esiodo e la sua Teogonia, stabilendo un ponte tra mito antico e sensibilità contemporanea. L'intera raccolta può essere letta come una sorta di "teogonia poetica", nella quale le divinità tradizionali vengono sostituite da forze spirituali, valori umani e presenze simboliche che animano il cosmo interiore della poetessa. Questa dimensione mitopoietica rivela un carattere peculiare della scrittura di Fizzarotti Selvaggi: la capacità di trasformare l'esperienza personale in una narrazione universale, dove biografia, spiritualità e cultura classica convergono in un'unica visione. La prima parte della raccolta, significativamente intitolata In un sogno, attribuisce alla dimensione onirica una funzione creatrice. Il sogno non è evasione dalla realtà, ma spazio originario da cui emergono immagini, intuizioni e verità profonde. Il sogno diventa pertanto metafora della stessa attività poetica: vedere oltre l'apparenza, cogliere l'invisibile che abita il visibile. Un altro nucleo fondamentale è il rapporto tra memoria e rinascita. Il volume è attraversato dalla nostalgia per una natura perduta e per un'innocenza originaria che appare compromessa dalla modernità. Tuttavia, la poetessa non si abbandona mai a un atteggiamento elegiaco o pessimista. Al contrario, attraverso il logos poetico, il passato viene trasformato in possibilità futura; in tal senso il volume richiama esplicitamente il concetto eracliteo di Logos, inteso come legge invisibile che mantiene l'armonia del mondo: in esso, il poeta ricompone le fratture dell'esistenza e riconcilia gli opposti, vita e morte, eros e thanatos.
Sul piano formale, la scrittura di Fizzarotti Selvaggi si caratterizza per forte tensione lirica e meditativa, frequente ricorso a simboli religiosi e cosmici, lessico elevato ma accessibile, andamento aforistico e oracolare di numerosi testi, impiego di interrogazioni retoriche che coinvolgono direttamente il lettore, continua oscillazione tra dimensione individuale e universale. L'abbondanza delle composizioni (300 liriche) potrebbe comportare il rischio della reiterazione tematica; tuttavia, tale scelta sembra rispondere a un preciso progetto architettonico: costruire una sorta di poema diffuso, nel quale ogni lirica agisce come tessera di un mosaico spirituale più ampio.
Signore sei Tu?... In compagnia di madonna Poesia si configura come una vera e propria summa poetica dell'universo spirituale e culturale di Santa Fizzarotti Selvaggi. L'opera propone una concezione alta e militante della poesia, vista come strumento di resistenza all'impoverimento etico e simbolico del presente, ma anche come luogo di incontro tra trascendenza e umanità. Il risultato è una silloge che si colloca nel solco della grande tradizione della poesia religiosa e metafisica italiana, pur mantenendo una voce personale e riconoscibile. La sua originalità consiste soprattutto nell'aver trasformato la poesia stessa in figura teologica, facendone non soltanto il mezzo dell'espressione, ma il vero soggetto della ricerca spirituale.
