Juve, venticinque anni fa la scomparsa di Gaetano Scirea



di Piero Ladisa – Esattamente venticinque anni fa ci lasciava Gaetano Scirea, colonna della Juventus di Trapattoni e dell’Italia di Bearzot. Mai una parola fuori posto, mai un intervento di gioco scomposto, mai un’espulsione. Questo era Scirea: un uomo dalle doti umane e morali eccelse, nonché uno dei migliori interpreti nel ruolo di libero di tutti i tempi.

In bianconero, proveniente dall’Atalanta nel 1974, disputò 14 stagioni vincendo praticamente tutto: 7 scudetti, 2 Coppe Italia, 1 Coppa Uefa, 1 Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa Europea, 1 Coppa dei Campioni e 1 Coppa Intercontinentale. In Nazionale, invece, la gioia più grande fu rappresentata dalla conquista della Coppa del Mondo in Spagna nel 1982.

Ritiratosi dal calcio giocato nel 1988, Scirea rimase alla Juventus ricoprendo il ruolo di vice allenatore (l’allenatore era Dino Zoff). Tra i suoi compiti c’era anche quello di osservatore, incarico che lo portò a visionare il Górnik Zabrze, squadra polacca che i bianconeri affrontarono nel primo turno di Coppa Uefa 1989-90. Proprio in Polonia, il 3 settembre 1989, Scirea trovò la morte in seguito all’incidente che vide coinvolta la macchina su cui viaggiava.

Nel corso degli anni, vari tornei giovanili e premi fair play sono stati intitolati alla memoria di Scirea in virtù della sua correttezza e lealtà.

La Juventus ha ricordato il suo fuoriclasse attraverso una nota pubblicata sul proprio sito: "Non passa anno da quel tragico 3 settembre di venticinque anni fa senza che la Juventus e il mondo del calcio italiano si fermino in raccoglimento per ricordare una delle più nobili figure della storia di questo sport: quella di Gaetano Scirea.
Esempio di lealtà e correttezza in campo grazie alla classe cristallina di cui era dotato, che gli permetteva di ergersi tra gli avversari con eleganza e intelligenza (mai un'espulsione in carriera), fuori dal terreno di gioco è stato un modello di umanità e garbo, stimato da tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e dalle generazioni future.  
'Gai' se ne andò nel 1989, a soli 36 anni, mentre era in Polonia per la sua Juve, ad osservare il prossimo avversario dei bianconeri in Coppa Uefa, il Gornig Zabrze.
Nel 25° anniversario della sua scomparsa, la società e tutto il popolo bianconero si stringono a Mariella e Riccardo nel ricordo dell’indimenticabile campione".  

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