SERIE A. Juve, superato il Palermo, ma il gioco latita e Pjanic è da ritrovare

di ALESSANDRO NARDELLI - Ancora una vittoria per la Juventus, che, dopo il largo successo contro il Cagliari, supera in trasferta il Pal...

domenica, settembre 25, 2016

INTERVISTA. Luigi De Magistris: "Al contrario di Higuain io non tradirò mai la città di Napoli"

di NICOLA RICCHITELLI — Referendum e Napoli, questi i temi su cui poggia la nostra chiacchierata con il primo cittadino della città di Napoli alla vigilia dell’autunno caldo che culminerà con il referendum costituzionale di ottobre: «Io sono convintamente schierato perché si vada a votare e si voti NO».

Netta e chiara la posizione di Luigi De Magistris, che sul tema della riforma costituzionale rimarca: «Non dobbiamo pensare di andare a votare per Renzi o contro Renzi, qua si va a votare per la difesa della Costituzione repubblicana nata dalla difesa dal nazifascismo, in cui sono garantiti gli equilibri democratici, oppure andare a votare per stravolgere tutto questo, creare una società più autoritaria, più oligarchica, con meno contrappesi…».

D: Dott. De Magistris, partiamo dai temi del referendum: il suo sarà un “Si” o un “No”?
R: «Io sono convintamente schierato perché si vada a votare e si voti NO. Ne siamo convinti, dico siamo perché abbiamo fatto una riflessione anche come giunta e maggioranza, ci siamo espressi in questa direzione. La Costituzione è sotto attacco, la Costituzione nasce dalla resistenza al nazifascismo, è la costituzione più bella del mondo, è una costituzione che invece di modificare bisognerebbe attuare perché ci sono ancora tanti principi fondamentali che non sono stati attuati, se pensiamo all’uguaglianza dei cittadini, se pensiamo alla tutela delle minoranze, se pensiamo alla tutela del paesaggio, alla democrazia intesa come sovranità popolare, noi quindi cercheremo nel nostro piccolo e con le capacità che abbiamo di spiegare le nostre ragioni e quindi le ragioni del No all’opinione pubblica e a chiunque ci voglia invitare alle varie manifestazioni pubbliche, in televisione, radio, dibattiti, in qualunque luogo cercheremo di mobilitare i cittadini del nostro paese a non rimanere indifferenti e a capire la posta gioco e soprattutto non si discute di soldi ai poveri e di lotta al terrorismo, questa è propaganda politica becera. Qui stiamo ragionando su altri temi».

D: Votare “No” al referendum non significa dire “No” a Renzi?
R: «Si, questa è una cosa che Renzi ha volutamente inteso personalizzare, noi non dobbiamo pensare di andare a votare per Renzi o contro Renzi, qua si va a votare per la difesa della costituzione repubblicana nata dalla difesa dal nazifascismo, in cui sono garantiti gli equilibri democratici, oppure andare a votare per stravolgere tutto questo, creare una società più autoritaria, più oligarchica, con meno contrappesi, e non c’entra nulla con la propaganda che Renzi sta facendo. Io ho sentito dire in questi giorni che se si vota Si, si danno più soldi ai poveri, addirittura il ministro Boschi va dicendo che si migliora la lotta al terrorismo, questo vuol dire trovarsi di fronte ad un fatto molto grave, perché il Governo entra a gamba tesa nella campagna elettorale addirittura sul referendum dove deve decidere il popolo liberamente».

D: Un rapporto quello tra lei e il Presidente del Consiglio che può dirsi ai minimi storici negli ultimi tempi. Come si è arrivato a questo?
R: «Il Presidente del Consiglio rifiuta – almeno negli ultimi due anni e mezzo – un dialogo istituzionale con il Sindaco di Napoli. Anche adesso con la mia rielezione, io ho scritto una lettera al Presidente del Consiglio chiedendo di poterlo incontrare. Si arriva a questo perché il Presidente del Consiglio ha ritenuto di fare un atto illegittimo, una forzatura istituzionale con il commissariamento di Bagnoli, che tra l’altro è stato giudicato in modo negativo dal popolo napoletano, perché non solo il Presidente del Consiglio e il Partito Democratico ha fatto campagna elettorale su questo tema e ha perso le elezioni al Comune di Napoli non andando nemmeno al ballottaggio, ma anche perso la decima municipalità Bagnoli-Fuorigrotta dove da trent’anni governava il Partito Democratico. Quindi il tema non è come dice qualcuno quello del Sindaco che si pone sull’Aventino, del Sindaco che fa barricate e che non vuole dialogare con il Governo. Noi dialoghiamo con il Governo, e dialoghiamo a tutti i livelli, parliamo con i ministri, segretari, certo io credo sia utile per il Presidente del Consiglio – credo sia un atto doveroso – incontrare il Sindaco della terza città d’Italia, la capitale del Mezzogiorno, nonché una delle città più significative del nostro paese, non può mettere d’avanti a mio parere il dissenso politico che è si il sale della democrazia ma che non deve influire sul dialogo istituzionale».

D: Anche perché non avere un dialogo con il Sindaco di Napoli significa non avere un dialogo con i napoletani?
R: «Io credo sia la cosa più minimale che il Presidente del Consiglio e il Sindaco di una grande città si incontrino, perché ci sono da discutere di tanti problemi, da Bagnoli ai tanti progetti. Io sono uomo del dialogo fermo restando che siamo un esperienza autonoma. Se qualcuno pensa che il dialogo ci debba essere solo se si dice “signor si”, o se c’è pensiero unico e quindi l’obbedienza al padrone allora questa è un'altra cosa che non ci appartiene. Oggi Napoli è una città forte, è una città che è stata governata con le mani pulite, è una città autonoma, è una città libertaria, che ha un progetto politico, che ha l’umiltà di pensare che le altre istituzioni sono assolutamente indispensabili per il progresso di una comunità, ma non ci facciamo mettere i piedi in testa da nessuno, nè il guinzaglio, nè tanto meno ricattare».

D: Dott. De Magistris, lei in passato ha definito Napoli città derenzizzata… 
R: «Questo è un post che ho scritto esattamente un anno fa e precisamente nel ferragosto del 2015 e fu un documento politico molto forte, sicuramente con contenuti radicali perché volevo appunto sottolineare il fatto che Napoli sta costruendo un modello politico, culturale, sociale ed economico alternativo alle politiche liberiste. Mentre Renzi costruisce un sistema autoritario, centralizzato, oligarchico fatto di commissioni opache tra pubblico e privato che va a strangolare finanziariamente gli enti locali, noi a Napoli stiamo cercando di costruire una società orizzontale con modelli economici in alternativa al liberismo, lavorando sulla giustizia sociale, lavorando dando peso e responsabilità e potere ai cittadini, agli abitanti con forme di autogoverno e partecipazione democratica. Noi non andiamo a privatizzare i servizi essenziali come si fa in altre parti e come vuole fare il governo Renzi, a cominciare dall’acqua pubblica, dai rifiuti, dalla scuola e dai servizi essenziali».

D: Che Napoli ha trovato nel 2011, cos’è Napoli oggi e che Napoli intende lasciare a fine mandato?
R: «Noi abbiamo ereditato cinque anni fa una Napoli sommersa dai rifiuti, senza un turista, una città moralmente e culturalmente depressa. Oggi Napoli non ha più rifiuti già da cinque anni, è la città d’Italia che cresce in termini di turismo, in questi giorni appunto registriamo il tutto esaurito nelle strutture ricettive della nostra città, ed è una città che ha una vivacità culturale senza precedenti. Nei prossimi anni, quindi, lavoreremo per consolidare sempre di più Napoli a città internazionale, miglioreremo i servizi e quindi la qualità della vita, rafforzeremo la capacità di attrazione degli investimenti, cercheremo quindi di fare di Napoli una città capitale, una città rifugio, la città della solidarietà, la città dei giovani, la città che ha riscoperto il gusto del protagonismo dei cittadini che poi è la vera novità. Oggi a Napoli i cittadini non sono più depressi ma partecipano alla vita collettiva, alla vita democratica e sociale della nostra città».

D: Quali i motivi che nel 2011 spinsero Luigi De Magistris a mettersi al servizio della città di Napoli? R: «Il motivo determinate è stato l’amore per Napoli, l’amore per la città in cui sono nato e dove ho scelto di vivere, la voglia di cambiarla e perché anche un po’ di follia. Mettersi a fare campagna elettorale senza avere apparati alle spalle, senza avere nè partiti e nè movimenti, senza avere soldi e lobby, contro tutto e tutti così un po’ come è successo in questa seconda campagna elettorale diciamo che ci vuole gran coraggio, passione e devo dire che alla fine tutto questo ci ha premiato. Perche siamo stati premiati, perché abbiamo creato una forte connessione umana, una cementificazione di rapporti umani con i nostri concittadini che si sono tradotti in sensibilità politiche comuni. Vincere come abbiamo fatto noi in questa campagna elettorale avendo contro gli apparati mediatici forti, i poteri criminali della città, tutto il centrosinistra e quindi il Partito Democratico, il Governo che si schierato con lo stesso Partito Democratico, il centrodestra e il Movimento Cinquestelle e vincere quasi al primo turno, è un risultato che si ottiene se hai governato in modo positivo, fermo restando che i problemi restano ancora tanti per la nostra città. A Napoli, inoltre, sta nascendo un nuovo modo di fare politica, molto trasversale, che chiamerei Movimento popolare di liberazione».

D: Riuscirà il suo progetto politico a varcare i confini di Napoli?
R: «Questo lo vedremo. Noi abbiamo realizzato un associazione culturale – Dem.A. Democrazia Autonomia -  in cui crediamo molto. Ed è un associazione importante perché da lì è nata tutta la programmazione culturale, strategica e quindi un agorà dove le persone si sono incontrate ed hanno ragionato insieme. Napoli possiamo dire che non è solo un esperienza amministrativa ma è diventato anche un modo di fare politica alternativo alle politiche che si sono visto in Italia fino a questo momento. Chiaro che ciò che accade a Napoli può rappresentare un qualcosa da mettere in connessione con tutto ciò che accade in altri luoghi. Noi cerchiamo molto il rapporto con altre città italiane ma anche europee, cerchiamo connessioni con reti, movimenti e associazioni, con comitati che difendono e lottano per la difesa dei beni comuni e l’espropriazione della democrazia, contro le sopraffazioni e il saccheggio della natura e dei beni paesaggistici e monumentali. Napoli è una città che è diventata comunità dove si percepisce che c’è un progetto politico che va oltre la città di Napoli, una città rifugio di chi la pensa diversamente, una città dissenziente, una città ribelle».

D: Uscirei un po’ dai temi della politica e mi sposterei su un tema che sicuramente ha tenuto banco per tutta l’estate a Napoli, l’addio di Gonzalo Higuain. Lei che idea si è fatto?
R: «Beh, i napoletani hanno preso molto male l’andata via di Higuain, sia per come è maturata, senza spiegazione alcuna, senza un rapporto con la città. Poi il legame dei napoletani con Higuain è stato incredibile e sembrava reciproco. I napoletani lo hanno vissuto come la lesione di un rapporto forte. Ormai siamo proiettati a guardare avanti, ma possiamo benissimo parlare di amore tradito».

D: Possiamo dire con certezza che lei non tradirà mai i napoletani?
R: «Questo è certo. Anzi, diciamo che in questi cinque anni mi sono davvero immolato per la città. Io non lavoro mai meno 15-16 ore al giorno. Napoli è diventata la mia vita totale e mi ha completamente assorbito».
CONDIVIDI:

Stati Uniti, spari al centro commerciale: fermato turco

STATI UNITI - Fermato un uomo di origini turche per la sparatoria di venerdì sera nel centro commerciale Cascade Mall di Burlington, vicino a Seattle, dove sono state uccise cinque persone.

In un tweet, il Dipartimento d'Emergenza della Contea di Skagit ha riportato che "il sospettato è in custodia".

Arcan Cetin, di origini turche e non ispaniche come si pensava inizialmente, in passato era stato arrestato una volta nella Contea di Island per aggressione. L'uomo, sospettato di avere ucciso quattro donne e un uomo, è emigrato dalla Turchia e vive legalmente negli Usa ad Oak Harbor, una cittadina a circa 45 chilometri da Burlington.
CONDIVIDI:

SERIE A. Juve, superato il Palermo, ma il gioco latita e Pjanic è da ritrovare

di ALESSANDRO NARDELLI - Ancora una vittoria per la Juventus, che, dopo il largo successo contro il Cagliari, supera in trasferta il Palermo di Roberto De Zerbi per 0-1, in un brutto match che vede i bianconeri fare un passo indietro a livello di gioco. Difatti, la gara, molto fisica, non ha lasciato spazio al bel gioco, per grossi meriti della squadra siciliana, ma anche per demeriti degli uomini di Massimiliano Allegri, ed è stata sbloccata da un'autorete del difensore rosanero Goldaniga al 49' del secondo tempo, che su un tiro di Dani Alves ha sfortunatamente trafitto il proprio portiere. Con questo successo, la Vecchia Signora consolida il primato solitario in Serie A con 15 punti, in attesa che si disputino le altre gare.

Una partita scialba e senza mordente da parte della Juventus, che è scesa in campo, probabilmente, sottovalutando un avversario che invece ha dato del filo da torcere a Khedira e compagni. Ad un'ottima difesa, ha fatto da contraltare un centrocampo privo di idee, con solo gli esterni da salvare, e un attacco con una coppia sperimentale non bocciata, ma da rivedere sicuramente. In avanti Mandzukic è stato protagonista delle più nitide occasioni da gol dei bianconeri, una salvata miracolosamente da Posavec, una sprecata dall'ex Bayern, e un gol annullato per fuorigioco. Higuain invece è stato più dedito al lavoro sporco, facendo a sportellate e arrivando fino in mediana. Migliori in campo in assoluto Bonucci, Barzagli e Alex Sandro. Il primo, efficace nell'impostare l'azione, sfruttando, visti gli spazi minimi, spesso il lancio lungo ed autore di un'ottima prova anche a livello difensivo. Il secondo roccioso e sicuro negli interventi e nella posizione, non concede quasi nulla agli avversari. Infine il brasiliano, padrone come sempre della fascia sinistra, affonda quando c'è da attaccare, e chiude con diagonali perfette quando il Palermo affonda.

Peggiori in campo Pjanic e Lemina, con il bosniaco sceso in campo in maniera svogliata, con la sua partita che si può riassumere in un assist per Higuain e un pallonetto mal riuscito a Posavec. A lui va chiesto di più, è stato uno dei grandi colpi estivi della Juventus, e finora si è reso protagonista di gare con più ombre che luci. Un calciatore da ritrovare per il bene della mediana bianconera. Lemina sbaglia invece troppi appoggi, e commette un erroraccio, quando nella prima frazione di gioco, invece di servire Cuadrado, liberissimo sotto porta, preferisce un pessimo tiro a giro.

La prossima sfida sarà disputata dalla Vecchia Signora questo martedì alle 20:45 in trasferta allo Stadion Maksimir, contro la Dinamo Zagabria, nel secondo match della fase a gironi di Champions League. Un match in cui i bianconeri dovranno a tutti i costi trovare la vittoria, dopo lo sfortunato pareggio contro il Siviglia.
CONDIVIDI:

Depardieu, l'informazione è pornografia

ROMA - Gerard Depardieu ieri è stato nella Capitale, alla Feltrinelli in Galleria Alberto Sordi, per presentare il suo libro 'Innocente' (Edizioni Clichy). Il controverso attore francese non ha deluso le attese: l'incontro con il pubblico è diventato un trascinante 'j'accuse' nel quale ha sparato a zero sulla stampa ("l'informazione è pornografia"),sui politici (tutti, bugiardi'', ''ma fanno tanto sesso''), il cinema (''non esiste più'') e Daesh (''è cattivo e ignorante''). Io mi rivolto contro l'aggressività dei media. Chi fa informazione in questo tempo reale del web, fa merda. Non si cerca la verità, ma si macinano continuamente i temi più diversi, puntando solo sugli elementi sensazionalistici. Buttate i telefoni e ascoltate la vita'', ha aggiunto Depardieu.
CONDIVIDI:

Ilva, Cgil: Emiliano rispetti nostri dirigenti

BARI - "Il presidente Emiliano, al quale noi abbiamo sempre riconosciuto grande onestà intellettuale e rispettato nei suoi ruoli istituzionali, abbia pari rispetto per chi come i nostri dirigenti sindacali ogni giorno provano a dare risposte e speranze a cittadini e lavoratori. Lo invitiamo a farlo sempre e soprattutto con i compagni della Cgil che vivono in un territorio martoriato come quello tarantino". Sono le parole del segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo, che interviene così nel 'botta e risposta' tra il segretario provinciale di Taranto dello stesso sindacato, Giuseppe Massafra, e il governatore pugliese sulla vicenda Ilva.

Il dirigente tarantino della Cgil ha accusato il presidente della Regione di voler cercare consenso attraverso i morti per infortuni sul lavoro con il suo annuncio di voler chiudere la fabbrica se non rispetta le norme; Emiliano ha risposto di non accettare insulti e di non accogliere provocazioni.
 
"Il nostro lavoro quotidiano - continia Gesmundo - deve fare i conti con i problemi legati all'Ilva, i suoi mille drammi e le tante pericolose speculazioni, con l'insufficiente risposta sanitaria e sociale, con le questioni ambientali, le incertezze sugli investimenti per le grandi infrastrutture (si pensi al porto), con la mancanza di risposte e certezze sul futuro di migliaia di lavoratori legati all'Arsenale fino al dramma di migliaia di giovani che non vedono nelle scelte delle istituzioni alcuna prospettiva per un futuro dignitoso. E potrei continuare".

"Il nostro presidente Emiliano - continua Gesmundo - non pensi di essere l'interlocutore unico di quel popolo. Il presidente contenga la sua intemperanza e si rassegni all'idea che la Cgil non rinuncerà a fare la sua parte affinché la città di Taranto torni ad essere una grande risorsa per la nostra Regione e per il Paese, affinché - conclude - esca dalle attuali difficoltà frutto di vecchie scelte politiche, istituzionali e anche sindacali con le quali però, noi da tempo, abbiamo avuto il coraggio di fare i conti!".
CONDIVIDI:

Rotary, a Villa Romanazzi 'Per una pedagogia dell'accoglienza e dell'inclusione'

BARI - Mercoledì 28 settembre, alle ore 20.30, presso Romanazzi Carducci, il Rotary Club Bari Mediterraneo terrà un incontro dal titolo 'Per una pedagogia dell'accoglienza e dell'inclusione', relatore la prof.ssa Roberta Leporati, dirigente dell'Istituto comprensivo Angelo Raffaele Chiarelli di Martina Franca (Ta).

La scelta del titolo della serata non solo è in linea con la tematica del mese rotariano in corso, ma trova anche la sua giustificazione con l’attuale quadro sociale dove il fenomeno migratorio è spesso accompagnato da campagne mediatiche che promuovono il sospetto e la paura verso tutte le diversità.

La prof.ssa Leporati dimostrerà, invece, come un mirato e dignitoso inserimento degli immigrati riesca ad avvicinare la distanza tra il 'diverso' e noi, attraverso un arricchimento di valori.

Un progetto multiculturale che riesce a ben integrare gli stranieri permette anche di educare sia i giovani che gli adulti alla conoscenza e al rispetto delle diversità che fanno parte del nostro quotidiano.

La scuola diventa così anticamera per antonomasia del conflitto: evita la separazione su basi etniche, linguistiche, religiose e culturali.

Già il filosofo Lèvinas ricordava con sollecitudine che il volto dell’altro non è plastica!

Info appuntamento:

Serata a cura del Rotary Club Bari Mediterraneo
'Per una pedagogia dell'accoglienza e dell'inclusione'
Ore 20:30 - Villa Romanazzi Carducci, via Capruzzi 326 - Bari.
CONDIVIDI:

sabato, settembre 24, 2016

Roma, crolla palazzina a Ponte Milvio. I condomini: "Avevano detto di stare tranquilli"

(ANSA)
Dramma sfiorato a Roma, dove una palazzina di quattro piani è parzialmente crollata in via della Farnesina, nella zona di Ponte Milvio, quartiere a nord della capitale. Non risultano vittime né feriti dal momento che la palazzina era stata fatta evacuare nella serata di ieri dai vigili del fuoco.

All'origine del crollo potrebbero esserci delle infiltrazioni d'acqua sotterranee: è una delle ipotesi al vaglio. Sono 110 le persone evacuate.

Già nella giornata di ieri i vigili del fuoco avevano effettuato un sopralluogo nei pressi del palazzo, non molto distante da Ponte Milvio e dalla sede del Ministero degli Esteri.

Durante il sopralluogo erano state riscontrate lesioni e fessurazioni dello stabile e si era deciso di monitorare la situazione. Nella serata le lesioni si sono aggravate e i vigili del fuoco hanno deciso di evacuare non solo il palazzo ma anche alcuni stabili adiacenti.

(ANSA)
Era stato dato l'ordine di evacuazione solo ad una parte dei condomini che abitavano nel palazzo parzialmente crollato, riferiscono gli stessi abitanti del palazzo ribadendo più volte che l'ordine di sgombero aveva riguardato gli inquilini del lato dello stabile che è rimasto in piedi e non di quello che è crollato.

"A mezzogiorno - racconta un abitante del palazzo accanto - c'è stato un primo sopralluogo e i vigili hanno trovato una grossa crepa al piano terra e hanno dato l'ordine di evacuazione a chi abitava nella parte davanti del palazzo, dicendo che quello dietro era sicuro".
CONDIVIDI:

Olimpiadi, Renzi: "da giunta Raggi ammissione di incapacità"

ROMA - "Il fatto di dire che non si fanno le Olimpiadi per timore della corruzione è una incredibile ammissione di incapacità da parte della dirigenza di quella città". Così il premier Matteo Renzi oggi a Prato - ad un incontro per il 'Sì' al referendum - parlando del NO del M5S alle Olimpiadi nella capitale.

"I soldi delle Olimpiadi li puoi mettere nelle periferie di Roma se le fai - ha aggiunto il premier -, se no quei soldi vanno nelle periferie di Parigi e Los Angeles. Mi piange il cuore per i posti di lavoro persi a Roma, per le periferie di Roma".

"E se tu hai davanti otto anni - ha continuato - se hai un minimo di credibilità e autorevolezza, tu i ladri li cacci. Non si fermano le grandi opere, si fermano i ladri. Se invece dici no e hai paura hai sbagliato mestiere". "Non si fermano le grandi opere ma si fermano i ladri. Se invece dici di no, hai paura, ti fermi davanti una grande sfida e preferisci non metterci la faccia hai sbagliato mestiere", aggiunge Renzi. "L'Italia è divisa - dice - tra chi sta alla finestra a guardare e chi sta nell'arena e se vede una cosa che non va la cambia. Questa è la differenza tra la politica e il bar dello Sport".
CONDIVIDI:

OPINIONI. Aldo Moro, la nascita dimenticata

di NICOLA ZUCCARO - Lunedì 10 ottobre - come anticipato nei giorni scorsi - il Consiglio regionale della Puglia tornerà a riunirsi per commemorare il rapimento e l'assassinio di Aldo Moro e gli agenti della sua scorta, periti il 16 marzo 1978 in Via Fani. Pur nel rispettoso e doveroso ricordo di questi caduti del terrorismo, e a distanza di 20 giorni dalla seduta che nei vari interventi ha invece ripercorso il contributo dello statista democristiano dato allo sviluppo della democrazia in Italia, emerge la sovrapposizione fra questo evento, ricordato giovedì 22 settembre, e quei 55 drammatici giorni culminati con il rinvenimento del cadavere di Moro in Via Caetani, il 9 maggio 1978.

Pur in ossequio a quell'onestà intellettuale, ed in special modo storiografica, che vede individuare nella data precedentemente menzionata la conclusione della vita terrena di Aldo Moro, si dovrebbe evidenziare meglio e forse ancor di più il valore della nascita di Aldo Moro in quel di Maglie (23 settembre 1916) ed il peso che essa ha rivestito nella politica, nella società e nella cultura italiana, anzichè promuovere le repliche di quelle commemorazioni già consuetudinariamente presenti nel calendario con le date del 16 marzo e del 9 maggio.
CONDIVIDI:

Festa M5s a Palermo, Grillo: "Farò il capopolitico"

PALERMO - A Palermo la feste Cinque stelle. Presente Beppe Grillo, che sin da subito chiarisce: "Se devo fare il capo politico lo farò. Io ci sono a tempo pieno. Voglio vincere le elezioni e dimostrare che possiamo governare Torino, Roma, Livorno... anche con gli sbagli che abbiamo fatto. E ci serve questa storia".

Oltre a Grillo, anche Davide Casaleggio e il Direttorio al gran completo. Mentre la sindaca della Capitale, Viriginia Raggi, ha rinviato la partecipazione a causa del crollo della palazzina a Roma.

"Siamo davanti alla prima fase di un grande esperimento, ci sarà una seconda fase la inaugureremo stasera", ha dichiarato Grillo uscendo dall'hotel Posta e soffermandosi qualche minuti con i cronisti. Rivalità nel Direttorio?, gli è stato domandato. "Forse sì, - ha risposto - ma è normale, del resto la tv è immagine, c'è quello che funziona di più o quello che funziona meno". I parlamentari "li ho visti un po' stanchi, ma è normale", aggiunge ma a chi gli chiede se li abbia visti affascinati dal potere replica: "Quello no".

 "Bisogna tornare a quella visione, alla visione di quello che era il Movimento, ché come vogliamo vivere tra dieci anni", ha sottolineato ancora Grillo arrivando alla Festa 5 Stelle. Se cambio il Direttorio? "Il Direttorio è una parola che avete inventato voi, sono 5 persone che io e Casaleggio assieme alla Rete avevamo scelto perché il Movimento stava diventando enorme". Se ci saranno promozioni dal palco? "No, né promozioni né delazioni", sottolinea Grillo.
CONDIVIDI:

GURU. L'uomo al centro dell'Universo negli “Aforismi” di Casaleggio

di FRANCESCO GRECO - La Rete surroga tutto. La realtà virtuale è ormai “la” realtà. Noialtri 2.0 siamo prima inquilini del web e poi di casa nostra, il palazzo, la strada, il quartiere, la metropoli, il paesello, il suk, il barrio, la suburra.

Da Bill Gates a Mark Zuckerberg, l'avevano pensato nella Silicon Valley. Ma il genio italico, “visionario”, si è arrampicato sulle spalle dei Titani e ha visto oltre l'orizzonte dei cluster e dei comuni mortali dando a questa “scoperta” una valenza politica, sociale, culturale, storica.

Sino a capire che la forma-partito era ormai un retaggio del Novecento, che occorreva rimodulare l'ontologia intima della politica per andare verso “la buona politica”, riscrivendone l'etimo: non più come casta intoccabile e corrotta abbuffata di benefit, ma nuovi modelli di governo trasparenti e sinceramente democratici, inclusivi, condivisi, tenendo presente l'onestà, la lealtà, il valore del bene comune.

L'aforisma è un genere difficilissimo, che cattura l'anima del proprio tempo per consegnarlo all'immortalità. Cristallizza in un flash un'intuizione, un sentimento, una riflessione acuta, un motto morale, estetico, filosofico, spirituale. I più grandi scrittori, filosofi, pensatori, uomini di arte e di scienza, sono stati anche dei magnifici aforisti.

Dalla classicità all'èra del pixel. Da Epicuro a Giovenale, Leonardo da Vinci e Montaigne, passando per La Rochefoucauld e Goethe, Oscar Wilde e Gibran, sino a Karl Kraus, Ezra Pound e D'Annunzio, senza scordare il grande, sublime Ennio Flaiano.

Questo sconfinato background che penetra il tempo distillando gocce di elisir di una saggezza immortale, universale, che si spalmano come balsamo sulle piaghe che ci procura la modernità, fa da canovaccio agli “Aforismi”, di Gianroberto Casaleggio, Chiarelettere editore, Milano 2016, pp. XVII-92, 8 euro, collana “Reverse” (a cura di Maurizio Benzi, dal 2004 socio della Casaleggio Associati).

Chi è stato Casaleggio (Milano, 14 agosto 1954-12 aprile 2016), un uomo che è già nella Storia, di cui si può dire che sia morto giovane perché caro agli dei? Posto che un uomo si possa decifrare al suo dna, gli aforismi aiutano, sebbene la sua parabola esistenziale si sia interrotta così bruscamente, forse proprio quando era al top delle intuizioni (“La memoria della Rete è eterna”, “Internet è una rivoluzione continua, per capirlo va studiata come tale”, “La Rete è libertà di pensiero e di espressione...”) e della creatività e con Beppe Grillo, dopo aver fondato il M5S, stavano per raccogliere i frutti del loro sogno: una rivoluzione pacifica e dolce (“il sogno di cambiare in meglio questo paese”, poiché “Al punto di non ritorno, gli italiani tirano sempre dritto”) iniziata col blog nato nel 2004, proseguita nel 2009 col “Vaffa Day” e col successo alle politiche del 2013 (25,5%).

A differenza del comico genovese, Casaleggio non amava i riflettori, li sopportava a fatica. Lo svela il figlio Davide autore della prefazione (l'orazione funebre in morte del padre nell'aprile scorso): “un padre fantastico. E' bello essere orgogliosi del proprio padre”. Era timido, introverso, appartato come tutti i “guru” a cui serve il silenzio per ascoltare l'eco dei propri pensieri, quelle che Eduardo chiamava “le voci di dentro”, come tutti i filosofi (“I mezzi sono il fine”).

“Aiutava le altre persone a tirar fuori il meglio di sè”, ricorda Benzi. Partito dall'Olivetti di Ivrea, nel 2004 fonda la “Casaleggio Associati”. Fu un cultore dell'Utopia, ma non vaga, indefinita, fine a se stessa, sterile: ma praticabile e nonviolenta. Figlio dell'Illuminismo e dell'Umanesimo, formazione culturale vasta e profonda: classicheggiante, tutto ciò riecheggia nei suoi aforismi: la visione del mondo, la scansione in positivo dell'uomo, la sua complessità barocca, l'estrema fiducia nella ragione (“Le persone diventano ciò che desiderano”, “Bisogna eliminare le cose che producono pensieri negativi”), la “fede” nella propria mission (“L'uomo è l'unico fautore del proprio destino”), la certezza di poterlo condurre in un labirinto da cui si può sortire vincitori se solo si osa con coraggio e nobiltà d'animo e si combatte per la bellezza e la giustizia, la libertà e la dignità, aspirazioni di tutti gli uomini di buona volontà.

Il Casaleggio-pensiero, il mainstream, la weltanschauung invita all'azione (“Non bisogna aspettare che finisca il petrolio, l'età della pietra non è finita perché sono finite le pietre”). Può aiutare, in tempi di relativismo e pessimismo cosmico, leopardiano, di fine della Storia, di rassegnazione e omologazione, di pensiero unico, a ritrovare il senso delle parole e delle cose, di noi stessi, del nostro essere al mondo, ectoplasmi indistinti, amebe confuse sperdute nel cuore insonne dell'Universo.
CONDIVIDI:

Disastro ferroviario, nel 2014 si sfiorò altro incidente

BARI - Il 21 ottobre del 2014, quasi due anni fa, si sfiorò un altro incidente ferroviario analogo a quello che il 12 luglio scorso ha causato la morte di 23 persone sulla tratta Andria-Corato della Ferrotranviaria dove, per un errore umano, due convogli si sono scontrati frontalmente sul binario unico. E' quanto emerso dall'inchiesta della procura di Trani sulla strage.

Allora il capostazione di Andria dette l'ok alla partenza di un convoglio diretto a Corato, quando il binario era ancora occupato dal treno partito poco prima.

Non avvenne alcuno scontro solo perchè il primo treno era quasi in stazione e i due convogli andavano nella stessa direzione.

Due anni fa la società avviò un procedimento disciplinare che si esaurì per il pensionamento del ferroviere.
CONDIVIDI:

Virus febbre del Nilo, 14 nuovi casi

BARI - La febbre del Nilo occidentale ha di nuovo colpito in Italia, tutta colpa delle zanzare. Pochissimi ne parlano, ma lo “Sportello dei Diritti” ha continuato fin dall’inizio dell’estate appena passata a diffondere i dati relativi alla pericolosa diffusione di un virus conosciuto come “Febbre del Nilo occidentale” che anche il centro europeo per la prevenzione delle malattie e controllo (ECDC) ha tenuto sotto stretto monitoraggio. Alla data del 22 settembre sono stati registrati ulteriori 14 casi umani di “West Nile”, tre nelle province recentemente colpite di Milano (1) e Ravenna (2) e 11 su cinque in Province già contagiate dal virus: Bologna (4), Ferrara (1), Mantova (3), Modena (1) e Verona (2). Per l’Unione Europea, invece sono 149 complessivamente i casi confermati ad oggi e 205 i casi registrati nei paesi limitrofi.

Colpiti anche ruminanti: un altro caso di West Nile Virus (il nome più internazionale della nostrale Febbre del Nilo) dopo quello di inizio settembre che a Castel San Pietro Terme, in provincia di Imola, ha colpito un cavallo. Questa volta la vittima è un asino, deceduto in un allevamento di Lotzorai (Ogliastra), in Sardegna. La Asl di Lanusei ha diramato ufficialmente i risultati dell'esame condotto dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e Molise "G.Caporale", che è il centro di referenza nazionale per la sorveglianza veterinaria relativamente al West Nile Virus. La febbre del Nilo occidentale è una malattia provocata dal virus West Nile diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America. Il virus viene trasmesso principalmente dalle zanzare in particolare quelle del tipo Culex, talmente diffuse nell’area del Po da essere state ribattezzate “zanzare notturne padane”. Oltre alla trasmissione per mezzo della puntura di zanzara, il virus può essere trasmesso, molto più raramente come sottolinea l’Iss, l’Istituto superiore di Sanità, da trapianti di organi, trasfusioni di sangue e per via fetale in gravidanza.

Il periodo di incubazione varia fra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario. La febbre del Nilo occidentale è, nella maggior parte dei casi, una malattia asintomatica. I sintomi, dice l’Iss, sono febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. La loro intensità è variabile: come hanno dimostrato i due casi di agosto del lodigiano, negli anziani i sintomi possono essere più gravi, mentre nei bambini è più frequente una febbre leggera, mediamente più alta nei giovani, accompagnata da arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. In meno dell’1% delle persone infette i sintomi possono aggravarsi e possono comparire anche disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcuni effetti neurologici, continuano gli esperti dell’istituto, possono essere permanenti: in circa 1 caso su 1000 il virus può causare un’encefalite letale.

In Italia la febbre del Nilo occidentale è stata identificata per la prima volta nel 1998 in Toscana, in un focolaio che ha provocato la morte di sei cavalli, ricorda il ministero della Salute. Dal momento che non esiste un vaccino per la febbre del Nilo occidentale, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, l’unico modo per ridurre il rischio di contagio è quello di esporsi il meno possibile alle punture di zanzare. Per allontanare le zanzare può essere utile un ventilatore. Infatti le zanzare temono il vento che impedisce loro di volare e inoltre l’aria mossa allontana gli odori dell’uomo, il vero bersaglio delle zanzare. I repellenti naturali come la citronella sono spesso inefficaci perché le zanzare hanno imparato ad associare questi odori alla presenza dell’uomo, così come fanno con i profumi delle donne, i dopobarba, ecc.. Per non essere punti l’unico modo è cospargere le parti esposte con un insetto repellente. Ce ne sono di vario tipo, sono efficaci almeno nell’ora dopo l’applicazione, ma tutti hanno una certa tossicità e si assorbono. Per questo si sconsiglia il loro uso sui bambini. Tra le altre misure preventive, svuotare i vasi di piante e fiori o altri contenitori con acqua stagnante o meno come le ciotole per animali, e usare zanzariere alle finestre. Ancora, meglio evitare le zone lacustri e le pozze d’acqua e coprirsi con pantaloni, camicie o magliette a maniche lunghe.
CONDIVIDI:

SERIE B. Bari-Benevento 0-4

BARI - Il Benevento ha battuto al San Nicola per 4-0 il Bari con una prestazione attenta e incisiva soprattutto nella ripresa. I campani sono stati cinici nell'approfittare dei clamorosi errori commessi da Valiani e compagni. Fischi al termine del match contro Stellone e gli undici biancorossi.

Marcatori: Ceravolo su rig. al 14’ s.t.; Buzzegoli al 30’ s.t.; Ciciretti al 35’ s.t.; Jakimovski al 48’ s.t.

BARI: Ichazo, Tonucci, Cassani, Fedele, Furlan, Maniero, Brienza, Sabelli, Ivan, Valiani, Capradossi. A disp. Micai, Daprelà, Romizi, Basha, Monachello, De Luca, Fedato, Martinho, Castrovilli. All. Stellone

BENEVENTO: Cragno, Lucioni, Lopez, Melara, Ceravolo, Ciciretti, Pajac, Chibsah, Padella, Venuti, Buzzegoli. A disp. Gori, Pezzi, Del Pinto, Camporese, Bagadur, Gyamfi, Cissé, Puscas, Jakimovski. All. Baroni
CONDIVIDI:

Emiliano apre il Consiglio generale dei pugliesi nel mondo: "Tenere vivo il legame e promuovere i nostri punti di forza"

BARI - “Esprimo gratitudine per la vostra presenza qui e il desiderio di far tesoro della vostra esperienza. Vogliamo tenere vivo il legame con la Puglia e mettere a profitto tutto ciò che voi rappresentate nei paesi nei quali vivete”: con queste parole il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha aperto questa mattina, a Bari presso l’hotel Majesty, i lavori dell'Assemblea plenaria del Consiglio generale dei Pugliesi nel mondo, che ha poi presieduto.

“Abbiamo bisogno di comprendere – ha proseguito il Presidente - quali sono le esigenze dei nostri compatrioti che vivono all’estero e qual è l’energia con cui la Regione Puglia può sostenere le loro attività. Quest’assemblea è un’occasione di amicizia e voglio ascoltare gli interventi uno per uno. Il Consiglio Generale deve funzionare, perché questo ci chiedono i nostri corregionali all'estero ed è questo che abbiamo intenzione di fare: abbassare il livello di celebrazione e alzare quello dell'efficienza, perché le giovani generazioni di pugliesi nel mondo ci chiedono soprattutto di mettere in moto l'economia del loro Paesi connettendola a quella dell'Italia che ora ha un disperato bisogno di tutto questo. Questa struttura così ampia e complessa è sì una responsabilità, ma soprattutto una grande opportunità per la Puglia. Mi auguro, con la dovuta pazienza, che questo nesso che lega le comunità pugliesi nel mondo sia riallacciato per bene e venga sempre più utilizzato per promuovere i nostri punti di forza”.

In apertura della giornata, la celebrazione del 60° anniversario della tragedia di Marcinelle in Belgio, uno dei più gravi disastri minerari di sempre in cui persero la vita 262 persone, tra cui 22 minatori pugliesi. Successivamente, le due relazioni, una sulle iniziative realizzate dalla Regione Puglia nel biennio 2015-2016 e una sulle nuove progettualità previste per le comunità pugliesi all'estero dal Piano 2016 “Interventi a favore dei Pugliesi nel mondo”, integrate con gli altri strumenti programmatici della Regione Puglia.

Negli ultimi anni le politiche regionali hanno puntato molto sul network globale delle oltre 180 associazioni riconosciute di pugliesi nel mondo per lo sviluppo e l’internazionalizzazione del sistema produttivo e per la promozione turistica e culturale della Puglia all’estero. Due punti molto importanti da affrontare sono stati quelli finali, relativi alla formulazione degli indirizzi futuri e all’aggiornamento della normativa vigente per la semplificazione della procedura di rinnovo del CGPM. Prossimo appuntamento, il rinnovo del Consiglio Generale dei Pugliesi nel Mondo attualmente in carica, insediatosi nell’ottobre del 2011.
CONDIVIDI:

Taranto, auto va fuori strada: grave 24enne

di PIERO CHIMENTI - Un ragazzo è stato trasportato al SS. Annunziata in prognosi riservata, per gravi lesioni. Nell'incidente non risulterebbero coinvolte altre auto. La Fiat Punto su cui guidava da Talsano, nel tarantino, in direzione SS7, è uscita rovinosamente fuori strada, per ragioni ancora da stabilire.

Sul posto sono intervenuti la Polizia insieme ai Vigili del Fuoco.
CONDIVIDI:

"Il Faro di Sant’Andrea per valorizzare tutto il Golfo di Gallipoli"

LECCE - L’Associazione Imprenditori del Turismo di Gallipoli ha invitato il Comando di Marifari Taranto a valutare congiuntamente l’opportunità di intensificare il fascio luminoso dell'affascinante Faro di Sant’Andrea.

Si tratterebbe di un gesto di grande valorizzazione di un bene meraviglioso, qual è il faro, che renderebbe l’isola di Sant’Andrea ancora più attrattiva e accattivante. Gli esiti del potenziamento del fascio luminoso di altri fari italiani, come è accaduto per esempio a Bari, dimostrano che il faro rappresenta da solo un motivo per visitare il luogo in cui esso si trova, non solo per i turisti, ma per i residenti stessi.

Il Faro di Sant’Andrea fu costruito nel 1866, e l’isola è stata abitata sino agli anni ’70 del secolo scorso, dopo di che la tecnologia ha reso superflua la presenza costante dell'uomo in tutti i fari, e pertanto le destinazioni più disagiate come Sant'Andrea di Gallipoli sono state sguarnite e vengono sottoposte a manutenzioni periodiche. Due faristi tutt’oggi in servizio (il sig. Petti a Taranto ed il sig Serafino a Bari) sono discendenti delle famiglie che hanno abitato l'isola ed ivi hanno trascorso la loro infanzia.

Lo scorso 19 settembre, il presidente dell’associazione Imprenditori del Turismo, Angelo Ria, insieme al comandante di Marifari Taranto, Capitano di Fregata Carlo Salvati, hanno fatto un sopralluogo dell’isola e insieme valutato le possibilità di collaborare per restituire al faro l’importanza che merita.

Il Comando di Marifari ha riportato inoltre di aver già chiesto al Provveditorato Opere Pubbliche di Bari un importante progetto di ristrutturazione della colonna faro e degli alloggi sottostanti.

L’intervento restituirebbe agli edifici, che vertono ora in completo stato di precarietà, la stabilità e il rinnovamento che meritano, rappresentando per il golfo di Gallipoli e per tutta l’area del mar Ionio un baluardo simbolo della storia contemporanea.
CONDIVIDI:

Una settimana ricca di arte, fede, giovani: a Bari la 'Missione Giovani' e 'Notti sacre'

di LUIGI LAGUARAGNELLA - Per la chiesa locale di Bari-Bitonto si apre una settimana ricca di appuntamenti che coinvolgono non solo le comunità parrocchiali, ma intendono richiamare l’attenzione della città.

Dal 24 settembre al 2 ottobre due eventi animeranno le strade e i luoghi sacri del capoluogo. “Notti sacre” giunta alla settima edizione e, per la prima volta nella città, la “Missione Giovani” che impegnerà i giovani (accompagnati dal Servizio diocesano di Pastorale Giovanile), insieme ai seminaristi pugliesi, ospitati dalle famiglie e dalle comunità parrocchiali, in una vera e propria opera di evangelizzazione e testimonianza caratterizzata da momenti di incontri, condivisione, preghiere, musica.

Per la Missione Giovani in tutte le zone della diocesi, durante la settimana si vivranno diverse occasioni che permettono soprattutto ai giovani di mettere in mostra i loro talenti e di poter vivere all’esterno quello che vivono nella quotidianità delle parrocchie. Tre sono i momenti principali della Missione Giovani: la cerimonia d’apertura con il mandato missionario sabato 24 nella Cattedrale di Bari; l’incontro del 29 presso il Politecnico con don Luigi Ciotti fondatore di Libera; la festa conclusiva in piazza Prefettura l’1 ottobre con celebri ospiti (probabile la presenza dell’ex calciatore Nicola Legrottaglie) e gruppi musicali. Tra questi tre appuntamenti, numerosi altri sono stati organizzati dalle parrocchie per risvegliare il proprio territorio, i quartieri, che senza dubbio, hanno bisogno di una nuova luce, di valori positivi da poter diffondere. Aperitivi, cineforum, gruppi di lettura, rappresentazioni teatrali, preghiere e catechesi: riprendendo il tema della “Missione” i gruppi giovanili proveranno a “dare tutto” per trasmettere un messaggio di gioia e speranza. E’ sufficiente avvicinarsi alla parrocchia di appartenenza per poter partecipare. Inoltre il primo ottobre presso la parrocchia del Monte Carmelo saranno accolte le reliquie di Santa Teresina.

Anche “Notti Sacre” partirà sabato 24 settembre: dialoghi, mostre, rappresentazioni teatrali, concerti che uniscono l’arte alla fede in un binomio che ben sa intersecarsi e trasmettere bellezza. Il tema di questa edizione 2016 è “Ho sete di silenzio”, sarà inaugurato alle 22 nella Basilica di San Nicola. Da segnalare è la rappresentazione di domenica 25 in Cattedrale “Pilato e Nicodemo: un dialogo” sui testi di Massimo Cacciari, l’incontro con mons. Galantino il 28 settembre nella chiesa di San Domenico. E ancora spettacoli teatrali su Madre Teresa di Calcutta e Dante, il concerto delcoro della Fondazione Petruzzelli che eseguirà la “Petite Messe Solennelle” di Rossini nella Cattedrale il 26;  sabato 1 ottobre l’orchestra sinfonica della Città metropolitana di Bari con il parco delle Arti di Bitonto suonerà la “Nona sinfonia” di Beethoven nella Basilica di San Nicola e, infine, domenica 2 ottobre la Cappella Santa Teresa dei Maschi e il coro Florilegium Vocis eseguiranno, in prima assoluta, il “Vespro della Beata Vergine Maria” di Monteverdi. E poi la mostra “A te donna” nel Battistero della Cattedrale.

Sarà una settimana ricca e che certamente arricchirà per contenuti e splendore. L’arte, la fede, i giovani: probabilmente i cardini forti su cui la società dovrebbe puntare.

“Missione Giovani” e “Notti sacre” aprono l’anno pastorale della diocesi di cui il vescovomons. Cacucci nella settimana passata, ha delineato i programmi nella consueta Assemblea diocesana, lanciando il tema centrale sulla famiglia. Proprio la famiglia, l’altro cardine che, in questi ultimi tempi, è fin troppo messo in discussione. Durante l’anno si potrà partire propri dai temi della pastorale familiare per poter avere, se non la soluzione, almeno momenti di dialogo sule tante sfide e richieste provenienti dalle famiglie, da chi vorrebbe formarne una e altre tematiche legate al divorzio. Durante l’assemblea mons. Cacucci ha soltanto accennato ad alcune coppie della Bibbia come spunti di riflessione.

Ma ciò che non deve passare in secondo piano, in quanto bella e buona notizia per la città di Bari e la prossima visita nel capoluogo pugliese del Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I nel giorno di San Nicola il 6 dicembre. Un vero e concreto tassello nel percorso di pace e di dialogo tra cattolici e ortodossi. E Bari potrebbe sancirne l’unione definitiva.

In attesa (e nella speranza?) che al Patriarca possa giungere in Puglia anche papa Francesco, Bari non può far altro che incominciare a “far luce” a partire dalla sua gente.
CONDIVIDI: