Londra, l'euroterrorismo continua

(ANSA/AP) di NICOLA ZUCCARO - "Evento terroristico". La conferma a stretto giro di Scotland Yard - in attesa della 'de...

mercoledì, marzo 22, 2017

Londra, attacco al Parlamento: 4 morti, 20 feriti VIDEO

(ANSA/AP)
di PIERO CHIMENTI - E' stato ucciso l'attentatore che ha ferito 20 persone. Quattro in tutto le persone uccise e venti i feriti dopo l'attacco davanti al Parlamento inglese.

L'attentatore, un uomo di origini asiatiche, è stato ucciso da dei colpi di pistola sparati da agenti in borghesi nei pressi del cancelli del Westminster.

(ANSA/AP)
Nel frattempo è scattato il piano di sicurezza in difesa della regina che si troverebbe a Buckingham Palace, con agenti armati e la chiusura dei cancelli.

IL BILANCIO: 1 VITTIMA, 12 FERITI - Attimi di paura a Londra, dove 20 persone sono rimaste ferite in un attacco al Parlamento. Quattro le vittime.

Un agente di polizia è stato accoltellato nel cortile del Parlamento dall'assalitore che era sceso dalla macchina dopo essere passato sul Westminster bridge. Lo riferisce il leader dei Comuni, David Lidington.

Un uomo "dai tratti asiatici, un quarantenne": così i testimoni descrivono l'aggressore.


L'IRRUZIONE IN 4X4 SULLA FOLLA - L’individuo a bordo di un’auto ha prima investito diversi pedoni lungo il Westminster Bridge – il ponte che conduce al Parlamento di Londra – prima di andarsi a schiantare contro la recinzione di ferro dello stesso Palazzo di Westminster. Dopo lo schianto, l’uomo sarebbe uscito dall’auto con l’intenzione, secondo diversi media, di penetrare all’interno del Parlamento; imbattutosi in un poliziotto lo ha accoltellato, ferendolo; l’agente ha reagito prontamente abbattendolo a colpi d’arma da fuoco.

In una nota, la polizia ha dichiarato che i fatti di Westminster “sono al momento trattati come incidente terroristico sino a diversa prova”.

Sospesa la seduta ed evacuata dal Parlamento di Westminster la premier britannica Theresa May che si trovava al suo interno quando è avvenuto l'attacco. Ne dà notizia un testimone a Sky News. Secondo i media l'assalitore, armato di coltello, è stato colpito e ucciso.

Secondo il racconto di testimoni l' uomo ha tentato di fare irruzione attraverso i cancelli del compound del Parlamento a Westminster. Due persone giacciono a terra davanti alla Westminster Hall.

"THERESA MAY STA BENE" - La premier britannica Theresa May sta bene e “non è stata coinvolta nell’incidente”, aveva fatto sapere Downing Street dopo le notizie di un’evacuazione d’urgenza della premier. Testimoni oculari hanno visto un gruppo di agenti di sicurezza che scortavano la May verso una Jaguar color argento.

Londra, l'euroterrorismo continua

(ANSA/AP)
di NICOLA ZUCCARO - "Evento terroristico". La conferma a stretto giro di Scotland Yard - in attesa della 'definitiva' rivendicazione - indica lapidariamente il ritorno, a partire da Londra, del terrorismo. Dopo Parigi, e a distanza di 1 anno dagli attentati di Bruxelles, l'Europa continua ad essere il bersaglio di atti che, forse anche per la Capitale del Regno Unito, hanno come unica regia quelle cellule collegate all'Isis.

L'attentato di mercoledì 22 marzo 2017 nel cuore di Londra assume una maggiore risonanza nel momento in cui si pensa, e con non poca preoccupazione, all'imminente evento a Roma di sabato 25 marzo 2017, con la celebrazione dei 60 anni dalla firma dei Trattati europei del 1957.

L'innnalzamento del livello d'allerta sarà sufficiente a prevenire un attentato con una dinamica simile se non identica a quello di Londra? Nell'auspicio che ipotesi di codesta portata vengano cancellate, resta quell'amara certezza rappresentata dal ritorno nel Vecchio Continente della paura per una nuova escalation del terrorismo. Riuscirà un'Europa che a tutt'oggi appare disunita a far fronte comune contro questa riedizione del terrore?

"Sud Europa ha speso soldi in alcool e donne", nessuna scusa da Dijsselbloem

ROMA - Non ha presentato alcuna scusa, ieri, il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem per le polemiche provocate dalle sue frasi choc sui Paesi del Sud Europa, che a suo dire avrebbero “speso soldi in alcool e donne”. A chi, in serata, gli chiedeva se si scusava ha risposto chiaro e tondo: “No, certamente no”. Ma le critiche nei suoi riguardi sono piovute da più parti, persino dalla commissione europea.

Il suo futuro a capo dell’Eurogruppo era già incerto in virtù del fatto che non è scontato che mantenga la carica di ministro delle Finanze (necessaria al momento della nomina alla testa del gruppo), dopo che la sua formazione è uscita sconfitta delle recenti elezioni in Olanda.

Ad oggi Dijsselbloem ha dichiarato che il suo mandato all’Eurogruppo scadrà a gennaio e che se prima di allora dovesse non essere più ministro la questione verrà valutata dall’Eurogruppo stesso.

"Schaeuble apprezza il lavoro di Jeroen Dajsselbloem. E noi contiamo sul fatto che l'eurogruppo sia ancora pienamente funzionante per il resto della legislatura". Così la portavoce di Wolfgang Schaeuble, alla conferenza stampa di governo, rispondendo a una domanda sulle diverse richieste di dimissioni, arrivate dopo l'intervista rilasciata alla Faz da Jeroen Dijsselbloem. "Io non do voti alle interviste", ha aggiunto.

Svizzera, deraglia treno: 7 feriti

(ANSA/AP)
LUCERNA - Paura sulle rotaie in Svizzera. Un treno italiano è deragliato nei pressi di Lucerna. I passeggeri, secondo quanto riporta la polizia svizzera, sono rimasti intrappolati. Il treno era partito da Milano ed era diretto a Basilea. Almeno sette i passeggeri rimasti feriti.

Il treno è deragliato all'uscita della stazione di Lucerna. Un vagone si è sdraiato sul fianco danneggiando delle infrastrutture ferroviarie.

Interrotto almeno fino a stasera il traffico ferroviario sulla linea. Sono stati istituiti bus sostitutivi. Non sono note per ora le cause dell'incidente.

NUMERO PER I PARENTI DEI PASSEGGERI - Le Ferrovie svizzere hanno istituito un numero - 0800 722 233 - a disposizione delle persone che ritengono di aver parenti fra i passeggeri del treno proveniente da Milano e deragliato a Lucerna. Lo riferisce la Radiotelevisione svizzera sul proprio sito. Gli utenti, aggiunge Rsi, possono invece avere informazioni allo 0800 99 66 33.

Corea del Nord, fallito nuovo test missilistico VIDEO

(Epa)
PYONGYANG - Non è andato a buon fine il nuovo lancio di un nuovo missile nordcoreano. L’ha dichiarato il ministero della Difesa della Corea del Sud, due settimane dopo che Pyongyang ha lanciato quattro missili in un ulteriore test vietato dalle risoluzioni Onu.

Il missile sarebbe stato lanciato dal porto orientale di Wonsan stamani, ma “si ritiene che il lancio sia fallito”, ha detto in un comunicato il ministero.

“Stiamo analizzando che tipo di missile fosse”, ha proseguito. Pyongyang mira a sviluppare missili in grado di colpire gli Usa e le basi americane in Giappone.

CHAMPIONS. Juventus-Barcellona in chiaro su Canale 5

di REDAZIONE - In attesa della "seconda" - proveniente dal campo per una eventuale vittoria - la tifoseria juventina impossibilitata nel raggiungere martedì 11 aprile lo Stadium di Torino può già assaporare una prima gioia per la diretta tv in chiaro e su Canale 5 di Juventus-Barcellona. La gara di andata dei quarti di Champions League avrà inizio alle 20.45.

XYLELLA. M5S: "Istituito ennesimo poltronificio a spese dei pugliesi"

BARI - “Questo pomeriggio (ieri, ndr) è stata approvata una legge che speculando sull’emergenza Xylella ha istituito l’ennesimo poltronificio inutile a spese dei pugliesi” questo il primo commento dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle che hanno votato contro la legge approvata dal Consiglio regionale.

“La legge è frutto di un grande lavoro fatto in commissione che ha portato all’approvazione di 38 emendamenti presentati da noi che hanno contribuito a migliorare il testo iniziale. Tuttavia alcuni emendamenti chiave - dichiarano i cinquestelle -  come l’abrogazione dell’art.11 che istituisce l'agenzia regionale per l'innovazione in agricoltura (ARXIA) sono stati respinti. Per la provincia di Lecce abbiamo chiesto un piano agricolo straordinario e  un monitoraggio per studiare  il comportamento delle cultivar presenti sul territorio e che possono dimostrarsi tolleranti alla fitopatia. La risposta è stata: non ci sono soldi. Dunque ci chiediamo che senso abbia approvare una legge se non ci sono le risorse finanziarie per rispondere alle necessità delle aziende e degli olivicoltori ormai giunti al collasso?”

Respinto l’emendamento presentato da Rosa Barone che impegnava la Regione a promuovere l’olio salentino in Italia e nel mondo, per smentire la cattiva informazione riguardante l'olio derivante da ulivi colpiti da Xylella, e far capire che  non risente della malattia sia dal punto di vista del sapore che delle qualità organolettiche. Una campagna informativa importante per agricoltori e produttori, che sarebbero stati tutelati dalla Regione nella promozione del loro prodotto.

Sono stati respinti anche gli emendamenti presentati dal consigliere Cristian Casili finalizzati ad assicurare alle imprese agricole e a quelle vivaistiche l’accesso alle misure finanziarie di sostegno e all’individuazione di ulteriori risorse per il mancato reddito a causa dei disseccamenti. Ancor più grave la mancata approvazione di un altro emendamento presentato dal consigliere pentastellato che chiedeva priorità nel PSR con riferimento a una serie di misure a sostegno dei territori interessati dalla fitopatia.

“Inconcepibile - commenta Casili - come prima del Consiglio il Governo abbia finto di ascoltare il grido di dolore degli olivicoltori e dei sindaci delle zone colpite  che chiedevano con forza un sostegno economico, e successivamente abbia bocciato in Consiglio i nostri emendamenti finalizzati a garantire gli interventi finanziari tanto auspicati”.

Bari, rissa in Cara: 3 feriti

BARI - Sono rimasti feriti in modo grave due migranti nel corso di una rissa per futili motivi avvenuta nel tardo pomeriggio nel Cara di Bari. Uno è stato colpito da una coltellata alla spalla, un altro alla zona lombare, l'altro migrante avrebbe una ferita lacero-contusa alla testa. Un quarto uomo ha solo delle escoriazioni.
 
I migranti feriti sono stati condotti al Policlinico di Bari, all'ospedale San Paolo e nel nosocomio di Bitonto: due sono codice rosso, due in codice giallo. Nessuno versa in pericolo di vita.

Punta Perotti, tribunale rigetta richiesta di risarcimento di 52 mln Giem

BARI - Con una sentenza favorevole per il Comune di Bari, stamane si è concluso il primo grado del giudizio, durato più di 16 anni, promosso dalla GIEM, che aveva richiesto un risarcimento di 52.000.000 di euro per presunti danni subiti a carico dei suoli di proprietà della stessa, compresi nell’intero complesso di Punta Perotti.

Di seguito una breve cronistoria del processo.

Nel 2001, all'indomani della sentenza con la quale la Corte di Cassazione, pur assolvendo gli imputati (legali rappresentanti delle società Sudfondi, Mabar e Iema) da ogni reato agli stessi contestato, disponeva la confisca e l'acquisizione al patrimonio del Comune di Bari dei suoli abusivamente lottizzati, e dell'intero complesso di Punta Perotti, la società Giem s.r.l. citava in giudizio i signori Levi Montalcini, i quali avevano venduto alla medesima società un suolo ubicato in detto comprensorio, poi oggetto di confisca.
La GIEM proponeva nei confronti dei signori Levi Montalcini azione di risoluzione per inadempimento, sostenendo che i proprietari Montalcini avevano venduto il suolo come edificatorio, mentre era poi emerso, come affermato dalla Suprema Corte, che lo stesso non aveva alcuna vocazione edificatoria.
I signori Levi Montalcini, citati in giudizio da GIEM, pur respingendo la richiesta dell'attrice, sostenendo la natura edificatoria delle aree compravendute, in via subordinata chiamavano in causa il Comune di Bari per essere da questi garantito, affermando di avere fatto affidamento sulla edificabilità dei suoli attestata dal certificato di destinazione urbanistica rilasciato dal Comune di Bari e allegato all'atto di compravendita.
Il Comune si costituiva in giudizio con l'Avvocatura comunale (avv. Chiara Lonero Baldassarra e Augusto Farnelli)  e chiedeva il rigetto della domanda proposta dai signori Montalcini nei suoi confronti.
Nel 2005, la GIEM proponeva dinanzi al Tribunale di Bari un’altra azione per responsabilità da fatto illecito ex art.2043 c.c. nei confronti del Comune di Bari, sostenendo di avere perso la proprietà del suolo per effetto della confisca a causa degli atti e provvedimenti posti in essere dal Comune di Bari, il quale era inoltre rimasto del tutto inerte a fronte del provvedimento prima di sequestro e poi di confisca.
Chiedeva, pertanto, al Comune un risarcimento di € 52.000.000 così quantificando il danno sofferto. Anche in questo caso l'Avvocatura comunale si è costituita, con gli avvocati Renato Verna, Biancalaura Capruzzi, Alessandro Labellarte e Luisa Amoruso, contestando tutti i presupposti della pretesa responsabilità civile della P.a., eccependo in via preliminare il difetto di giurisdizione, e chiedendo di chiamare in causa in garanzia Ministero per i Beni culturali, la Regione Puglia e le società lottizzanti Sudfondi, Mabar e Iema, ai quali, ove ritenuta sussistente la responsabilità del Comune, erano comunque addebitabili i danni. Tutti i chiamati in causa si costituivano  in giudizio, chiedendo il rigetto di ogni domanda proposta nei loro confronti. Quest'ultima causa veniva sospesa perché la GIEM proponeva ricorso per regolamento di giurisdizione dinanzi alla Suprema Corte, la quale, con ordinanza del 2009, affermava la giurisdizione del giudice ordinario.
Successivamente, le due cause venivano riunite e riservate per la decisione, ma, per vari problemi (morte della sen. Rita Levi Montalcini, revoca della confisca da parte della Cedu per i suoli Sudfondi, Mabar e Iema, nomina di nuovi giudicanti), venivano rimesse sul ruolo più volte, e, quindi, veniva disposta una consulenza tecnica d’ufficio (Ctu), le cui risultanze erano fortemente contestate dalla società GIEM.
Di oggi la sentenza con la quale la Terza Sezione Civile del Tribunale di Bari (Giudice Valeria Spagnoletti) ha respinto tutte le domande proposte da GIEM, addebitandole per intero le spese di Ctu, e ha compensato le spese legali tra tutte le parti per la complessità delle questioni, il mutamento nel corso del giudizio della situazione dei suoli di Punta Perotti, e l'emanazione di provvedimenti giurisdizionali che hanno inciso sulla materia del contendere.
Il giudice si è quindi pronunciato in primo luogo sulla domanda proposta da GIEM nei confronti dei venditori Levi Montalcini, respingendola, affermando che il bene oggetto della compravendita era edificabile, come attestato dal certificato di destinazione urbanistica rilasciato dal Comune di Bari e allegato all'atto di compravendita, e lo stesso, come accertato dal Ctu, è ancora oggi edificabile, pur essendo necessaria l'autorizzazione paesaggistica. Pertanto  non ci sono i presupposti per una azione di risoluzione del contratto per inadempimento e neppure di nullità del contratto per impossibilità o illiceità dell'oggetto.
Sulla domanda proposta nei confronti del Comune di Bari e dei suoi chiamati in causa, parimenti il giudice ha ritenuto l’infondatezza della richiesta.
La GIEM sostanzialmente aveva fondato la sua domanda sulla perdita della proprietà del suolo per effetto della confisca e sulla perdita della possibilità di edificazione, qualità che aveva indotto la stessa società a comprare i suoli.
Il giudice ha osservato che la società GIEM è ritornata in piena proprietà dei suoli in quanto il Comune di Bari, all'indomani della sentenza Cedu, ha proposto incidente di esecuzione dinanzi al giudice della esecuzione perché ne disponesse la revoca, restando invece la GIEM totalmente inerte. Non avendo perso il suolo, la GIEM non ha diritto ad ottenere il valore del medesimo dal Comune di Bari.
Né spetta, quindi, alla GIEM alcun risarcimento per non aver potuto sfruttare il suolo secondo il programma prefissato al momento della compravendita.
Infatti, la GIEM non ha provato alcun danno, né ha mai posto in essere alcuna iniziativa concreta volta allo sfruttamento edilizio delle aree, e tanto neanche dopo la revoca della confisca; ma anche prima, tra il 1991 (data dell'acquisto) e il 1997 (data del sequestro), non ha avviato alcuna attività prodromica alla edificazione, non sottoscrivendo alcuna convenzione di lottizzazione e disinteressandosi completamente per almeno 5 anni dello sfruttamento dei suoli, pur non essendovi alcun impedimento giuridico.
Al Comune di Bari non possono essere imputati, pertanto, né i danni per la detenzione del bene durante la confisca, disposta dalla Cassazione in base alla normativa nazionale, né le conseguenze della totale inerzia della società, sia in ordine alla edificazione sia in ordine alla restituzione dei suoli dopo la sentenza della Cedu.
La stessa società è oggi proprietaria infatti di una area che il Ctu ha stimato di valore oltre 12 milioni, più di quanto abbia la stessa pagato ai Montalcini (5 milioni) e, in ogni caso, non ha dimostrato in giudizio di avere perso migliori possibilità di sfruttamento e/o danni ulteriori.
Il giudice, quindi, ha condiviso le tesi difensive sostenute dalla Avvocatura comunale nel corso di questo lungo e complesso grado di giudizio.

'Storie di barlettani': femminielli e viados, vittime e carnefici, la storia di Cindy e Nicola oltre lo sguardo di Eraclio

di NICOLA RICCHITELLI - Era il 21 Agosto 1999, su un anonimo Brindisi - Bologna un giovanotto pugliese di 26 anni, travestito per mestiere, femminiello nei subborghi di Parigi, cade prigioniero di un feroce branco – tra di loro un giovane barlettano di 19 anni – violentato, malmenato per oltre un ora, calpestato come una fornica mentre il resto dei passeggeri preferivano farsi i fatti propri. Cindy aveva documenti da uomo ma un profumo di donna, sequestrato e costretto a soddisfare le voglie di una decina di giovanotti senza mestiere di Barletta e Napoli che come bestie impazzite giocarono con la loro preda, prima deridendola e poi schiacciandola senza pietà.

Cindy cercò di difendersi con le parole prima e le lacrime poi, pregandoli a lungo di lasciarla in pace: «Piangevo ma quelli non smettevano. Ho creduto di morire, più imploravo più si accanivano e mi deridevano». Su quell’Espresso Lecce – Bolzano, Cindy vi era salita da Fasano (Brindisi), alle 19 in punto. In stazione aveva conosciuto un ragazzo con i suoi stessi problemi, e con lui aveva preso posto in una carrozza di seconda classe. Tutto bene fino a Rimini, qualche chiacchiera, un pisolino, poi ancora il racconto di un pezzo della sua difficile vita passata sui marciapiedi parigini. Quasi una pellicola in bianco nero srotolata a bassa voce sotto la luce giallognola e fioca d’un treno triste. Alle tre erano tutti addormentati quando la città viaggiante, terra di nessuno, fu scossa dall’orda di barbari dei bassi napoletani e dei quartieri poveri di Barletta. Uno, quello che sembrava il capo, fece irruzione nello scompartimento cacciando in malo modo i passeggeri perchè facessero posto a una famiglia di conterranei. Poi, nota “Cindy” , il travestito, rannicchiato sul sedile, impaurito. Prima lo deride, poi chiama gli altri: per la poverina è stata la fine.

Tutti, a turno, approfittarono di lei. Nessuno, lì attorno, mosse un dito. Neanche il nuovo amico conosciuto sui binari. Tutti fecero finta di dormire, per quasi cento chilometri tutti finsero di non vedere, almeno fino alla stazione di Bologna, quando a treno fermo, Cindy ebbe il coraggio di invitare il direttore di quell’orribile orchestra ad appartarsi alla toilette, così da avere più intimità. E quello, presuntuoso, tra l’invidia dei compagni di sciagura abboccò. Ma “Cindy”, che alle brutture dei marciapiedi c'aveva fatto il callo, aveva già un piano per liberarsi: nel tragitto per il bagno scappò verso l’uscita del vagone menandosi per la porta come un fulmine. Sulla pensilina c’erano due poliziotti, gli corse incontro urlando e chiedendo aiuto. La fine dell’incubo, per lei, e l’inizio della caccia al ‘branco’. Tra il branco vi erano anche due balordi di Barletta, parlavano a stento l’italiano, uno non sapeva neppure leggere e scrivere. Non negarono di essersi divertiti, e si dettero addirittura degli imbecilli a vicenda per essersi fatti pizzicare.

Qualche anno dopo, - il 25 Gennaio del 2005 - a Milano il cadavere di un 36enne di Barletta, Nicola Caporusso, viene trovato semicarbonizzato alla periferia della città. Fondamentali le analisi delle impronte digitali del dito indice e del medio di una mano. Il confronto tra i rilievi degli agenti della Polizia scientifica della Questura con le impronte prese dagli uomini del commissariato di Barletta - che lo avevano fermato molti anni prima per un episodio di ricettazione e furto - da un nome a quel cadavere martoriato dalle fiamme scoperto da un passante in via Caio Mario, una strada alla periferia di Milano. L'uomo, che da una decina di anni aveva deciso di trasferirsi stabilmente in un centro alla provincia del capoluogo lombardo, per trovare un'occupazione fissa, era stato a Barletta in occasione delle vacanze natalizie. Al termine delle festività, era tornato al nord. Gli investigatori della Squadra mobile della Questura di Milano ipotizzarono che Caporusso fu strangolato e poi bruciato per un «fattaccio» maturato nell'ambiente della prostituzione dei transessuali. Alcuni «viados», fermati subito dopo il ritrovamento del cadavere, erano stati già stati interrogati dalla polizia nei giorni precedenti al ritrovamento, prima dell'identificazione della vittima.

Straordinaria scoperta: ricercatori pugliesi trovano 5 particelle subnucleari

BARI - Straordinaria scoperta nella storia della fisica delle particelle. Due ricercatori pugliesi analizzando i dati raccolti dal 2011 al 2015 da Lhcb, uno dei quattro grandi esperimenti in corso all’acceleratore Lhc del Cern di Ginevra (l’Organizzazione europea della ricerca nucleare) dove è stato scoperto il bosone di Higgs, scoprono in un unico colpo 5 nuove particelle subnucleari, le particelle elementari OmegaC. Nella storia della fisica è un record da Guiness dei primati,  sotto il profilo scientifico apre nuove prospettive nello studio della forza nucleare.

L'articolo è pubblicato sull'archivio generale di Fisica della Cornell dello stato di New York e sarà presentato alla stampa in anteprima mondiale a Bari prima ancora della conferenza internazionale “Recontres de Moriond QCD and High Energy Interctions” programmata in Val D’Aosta dal 25 al I aprile 2017 marzo.

L’esperimento è frutto di una collaborazione internazionale di 769 fisici di 69 università e laboratori di tutto il mondo, l’Italia con 13 università ha un ruolo di primo piano sia nella costruzione che nella direzione dell’esperimento e nella produzione di risultati di fisica, ma sono due fisici pugliesi dell’Università e della sezione di Bari dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare gli autori della scoperta.  Uno è Antimo Palano, professore ordinario di Fisica all’Università di Bari, originario di Oria (Br) uno dei massimi esperti internazionali nel campo della fisica delle alte energie, della spettroscopia e della ricerca di nuove particelle, l’altro è Marco Pappagallo, fisico di Molfetta (Ba) e cervello di primo piano in fuga dall’Italia. Lavorava all’Università di Glasgow nel Regno Unito quando un bando della Regione Puglia, FutureInResearch, lo fa rientrare a casa. Tornato al Dipartimento interateneo di Fisica di Bari lavora intensamente al progetto mettendo a segno una delle scoperte destinate a cambiare la storia della fisica delle particelle.

Saranno i due ricercatori a presentare la scoperta con l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia Loredana Capone, il direttore del Dipartimento interateneo di Fisica Salvatore Vitale Nuzzo e il direttore della Sezione di Bari dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Mauro de Palma.

L’appuntamento con i giornalisti è domani, 23 marzo, a Bari alle ore 12,00 nella sala stampa della presidenza della Regione Puglia (lungomare Nazario Sauro 33, secondo piano).

Valencia, trovato morto studente italiano

di PIERO CHIMENTI - Un ragazzo di 24 anni, volato a Valencia per il progetto Erasmus, è stato trovato senza vita in camera, nella casa che condivideva con altri studenti. Il giovane marchigiano, di Fermo, si era laureato ad Ancona prima di trasferirsi a Torino per proseguire gli studi.

Mentre gli inquirenti spagnoli stanno vagliando ogni ipotesi sulle cause della morte, i genitori del giovane sono in volo per raggiungere la città spagnola.