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lunedì 24 novembre 2014

Racket Foggia: 'Contro le bombe un milione di colori'

FOGGIA - Una bomba di colori, un piccolo pensiero positivo per strappare un sorriso e regalare una piacevole sorpresa ai negozianti in questa situazione pesante e delicata.

In collaborazione con l'associazione Antiracket e con un gruppo di cittadine e cittadini, sabato 21 novembre abbiamo simbolicamente posto un vaso di fiori e un messaggio di speranza davanti alle serrande di alcuni negozi del centro e di due attività colpite ultimamente da attentati. I vasi sono stati collocati prima dell'apertura pomeridiana degli esercizi commerciali. In questo modo abbiamo voluto simulare l'effetto sorpresa, tipico di chi, purtroppo sempre più spesso, recandosi nella propria attività trova danni o, peggio, bombe.

Il messaggio che abbiamo voluto lanciare è semplice e diretto: non siete soli!
Abbiamo deciso di compiere questa azione nel centro cittadino proprio per coinvolgere anche una fetta della cittadinanza e per trasmettere l'idea che ciò che sta avvenendo non è un problema solo dei commercianti ma della comunità foggiana tutta, perché se le attività chiudono a perderci siamo tutti noi.

Insieme alle piantine abbiamo distribuito i riferimenti dello sportello S.O.S. Giustizia di Libera, attivo presso la Camera di Commercio e a cui si possono rivolgere vittime di estorsioni o di usura, e della neonata Associazione Antiracket “Giovanni Panunzio”, auspicando che un numero sempre maggiore di negozianti decida di denunciare e di ribellarsi al ricatto criminale.
È stato solo il primo atto, simbolico.

Martedì pomeriggio, dalle ore 17:30 presso la Sala consiliare del Comune, è convocata un'assemblea pubblica a cui parteciperanno anche le Istituzioni, per fare il punto della situazione e per organizzare una risposta collettiva che coinvolga l’intera cittadinanza, il cui apporto è fondamentale per far rialzare la testa ad una città che non può più permettersi di dividersi o di delegare.

Il messaggio che vogliamo trasmettere e che deve unirci nella lotta quotidiana alle mafie è che il giogo del racket si può sconfiggere solo se tutte le vittime di estorsione denunciano e se queste persone hanno il sostegno di ogni cittadino e delle Istituzioni.

domenica 23 novembre 2014

'Forza Italia in piazza con Cav 29 novembre'

ROMA - "Renzi parla di un Paese più competitivo ma l'unica competizione che sta vincendo l'Italia è quella delle tasse più alte al mondo. Per dire No a questa disastrosa politica economica saremo tutti in piazza S. Fedele a Milano il 29 novembre con il presidente Silvio Berlusconi, per la manifestazione azzurra "No Tax Day". Così, in una nota, Giovanni Toti, eurodeputato e consigliere politico di Forza Italia.

Samantha tra le stelle: è iniziato il viaggio

E' avvenuto senza intoppi l'atteso lancio della Soyuz che porta nello spazio Samantha Cristoforetti, la prima donna astronauta italiana.

Inizia così Futura, la missione dell'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea e la prima di lunga durata dell'Agenzia Spaziale Italiana. Il lancio è avvenuto puntualmente alle 22.01 italiane dalla base russa di Baikonur, nel Kazakhstan.

Assieme alla nostra Samantha Cristoforetti sono partiti il russo Anton Shkaplerov e l'americano Terry W. Virts. E' l'inizio di un viaggio che in sei ore porterà i tre astronauti sulla Stazione Spaziale, dove lavoreranno per quasi sei mesi.

"E' tempo di andare, ci sentiamo dallo spazio!": è questo l'ultimo tweet scritto da @AstroSamantha prima della partenza.

"Grazie a tutti del supporto e dell'entusiasmo", ha aggiunto l'astronauta che ha anche twittato il link alla canzone 'It's the final countdown' degli Europe e ha scritto di aver appena fatto "quella che probabilmente è stata la più lunga doccia della mia vita" prima del "nostro pasto finale".

Nelle immagini dall'interno della Soyuz è visibile il pupazzo bianco Olaf (dal cartone animato Frozen), utilizzato dagli astronauti come indicatore di gravità.

Regionali: crolla affluenza in Calabria ed in E-R. Civati, 'disarmanti primi dati'

Crolla l'affluenza per le regionali della Calabria che scende sotto il 50%. Alla chiusura dei seggi, con il dato di quasi tutte le sezioni, ha votato il 43,9% degli aventi diritto. Alle precedenti regionali, nel 2010, l'affluenza, alla era stata del 59,26%. Allora si votò anche di lunedì. Alle Europee del maggio scorso i votanti, in Calabria, furono il 45,77%.

E' invece del 37,67% il dato definitivo sull'affluenza alle urne delle regionali in Emilia-Romagna. Il dato è in calo del 30,4% rispetto alle regionali del 2010 (fu il 68,13%), del 32,3% rispetto alle europee di sei mesi fa, era il 70,0%.

"I primi dati dell'affluenza alle Regionali sono disarmanti. Meno del 10% a mezzogiorno in Calabria, in Emilia poco sopra. Da domani forse sarà più chiaro che la governabilità come unica stella - senza rappresentanza - è non solo un problema, ma un vero e proprio pericolo. La sera delle elezioni sapremo chi ha vinto, forse. Ma sapremo anche che avrà perso la democrazia, se andiamo avanti così". Lo scrive sul proprio blog Pippo Civati.

AFFLUENZA IN VISTOSO CALO - E' stata del 10,75% l'affluenza registrata alle 12 per le elezioni regionali in Emilia-Romagna. Alle precedenti regionali, quando si votò però anche il lunedì, l'affluenza alle urne, alla stessa ora, era stata del 12,9%. A Bologna città ha votato il 12,56% (era il 12,4% nel 2010).

Dalle 7 alle 23: in queste sedici ore si potrebbe giocare il futuro del governo Renzi e della maggioranza. Perche', ancora una volta, le elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria hanno un valore nazionale, una sorta di elezioni di mid term americane.

Il consenso di cui gode il presidente del Consiglio e' ancora solido per scongiurare colpi di scena. E' anche vero, tuttavia, che una vittoria di misura in una regione rossa come l'Emilia rappresenterebbe la spia che il partito sta perdendo l'ala sinistra del suo elettorato.

Tuttavia il timore è che il vero vincitore sarà il cosiddetto partito dell'astensione. Un elettore su due sembrerebbe infatti intenzionato a rimanere a casa.

La sfida delle due regioni è principalmente da giocarsi contro la disaffezione verso la politica evidenziata in questo caso dai motivi del voto anticipato dovuto in entrambi i casi - pur dai contorni assai diversi - dalle dimissioni dei governatori per questioni giudiziarie. Insomma l'incognita questa volta non è tanto chi vincerà, ma come e quanto i numeri potranno legittimare questa vittoria.

Lo stesso Renzi, dal palco del comizio di chiusura a Cosenza, ha chiesto di non restare a casa perché "la regione ed il Paese non si salvano da soli". Ma paese e regioni, ha anche scandito il premier riferendosi agli esiti elettorali di domani, devono restare ben separati.

Se sulle regionali in Emilia Romagna e Calabria, ha sostenuto qualche giorno fa il premier, "qualcuno vuole fare un test di come stanno i partiti, a me va bene: negli ultimi mesi il Pd ha vinto le partite in Regioni che erano del centrodestra, come in Piemonte, Sardegna e Abruzzo. Se domenica vogliono dire come sta il Pd sarò felice, ma non darei una lettura nazionale" di questo voto. "E non la darò io stesso se, come spero, vinciamo".

Eternit, preghiere a Casale Monferrato

CASALE MONFERRATO - "Signore, rendici sensibili ai parenti delle vittime dell'Eternit. E illumina le menti degli scienziati affinché venga trovata una cura": sono le parole lette dai fedeli a Casale Monferrato durante la santa messa celebrata in Duomo da don Marco.

Al termine dell'omelia i fedeli hanno lasciato sull'altare le loro preghiere.

All'esterno del Duomo, piazza listata a lutto. Sono diversi i fiori e gli striscioni lasciati dai bimbi: "Noi vogliamo vivere in un posto sicuro".

Box Office: Hunger Games primo negli Usa

Si classifica al primo posto al botteghino Usa 'Hunger Games: Il Canto della Rivolta - Parte 1', accompagnato da critiche non certo entusiastiche.

Secondo le stime, nel weekend si è attestato su 123 milioni di dollari al debutto, al di sotto delle previsioni. Al secondo posto Big Hero 6, con 20 milioni 086 mila dollari e un totale di 135,708,069 dall'uscita.

Al terzo Interstellar con 15 milioni 100 mila e un totale che ha superato i 121 milioni.

Primarie: Minervini e 'La Forza della Cultura'

BARI - “La cultura è diventata in questi anni una risorsa straordinaria per le nuove professionalità, per nuova occupazione e per un pezzo della nuova economia pugliese”. E’ l’opinione di Guglielmo Minervini, candidato alle primarie resa a margine de “La Forza della Cultura”, uno degli eventi del programma della campagna elettorale dell’assessore alle Politiche giovanili svoltosi oggi al teatro Traetta di Bitonto.

“L’industria creativa – dice - è ormai un’attività che coinvolge decine di migliaia di operatori e ha portato la Puglia nel palcoscenico culturale del Paese; penso alla musica e alle produzioni cinematografiche ma anche ai talenti letterari. Significa che la Puglia sta scoprendo la voglia di raccontarsi e di raccontare se stessa al mondo”.

Ma fare cultura è anche il progetto ambizioso di lasciare aperte le scuole tutto il giorno. “Quella promozione di cultura – spiega Minervini - ha bisogno di una effervescenza alle spalle, di un tessuto, un humus, che è determinato anche dalla moltiplicazione dei luoghi dove i giovani hanno la possibilità di coltivare linguaggi d’espressione”. Quindi conclude Minervini: “Penso alle scuole aperte il pomeriggio che, attraverso attività extracurriculari, possano diventare laboratori di sperimentazione culturale. I laboratori culturali come un pezzo di infrastutturazione, insieme sociale e culturale, della Puglia che assieme alle scuole possano rendere questo territorio fertile e dal quale emergano nuovi talenti, nuove professionalità, nuove punte di eccellenza”.

Il Lecce vince in trasferta a Benevento: tre punti d'oro per Lerda

di Francesco Loiacono - Il Lecce ha vinto per 2-1 a Benevento. Tre punti fondamentali per i salentini che si sono subito ripresi dopo il sorprendente pareggio in casa col Catanzaro nello scorso turno. La squadra di Lerda in questo modo pone una candidatura molto importante nella corsa verso la promozione in B.

Per i giallorossi pugliesi è stata una grande impresa poiché prima di questa gara il Benevento era primo in classifica da solo e non aveva mai perso. Inoltre per la prima volta nella loro storia i leccesi hanno battuto i campani a Benevento. Ora i Lerda boys sono terzi a quota 28 con soli tre punti di distacco dalla nuova capolista Salernitana. Ottima la partita disputata dai salentini che si sono contraddistinti in positivo per grande intensità, determinazione tenacia e grande continuità di rendimento in tutti i reparti. Nel primo tempo la squadra di Lerda si è resa insidiosa con Moscardelli che è stato anticipato all’ultimo momento in uscita dal portiere Pane. Ci ha provato poi Papini ma il suo tentativo si è perso alto sopra la traversa. Il Lecce è passato in vantaggio per merito di Salvi il quale con un tiro di destro da trentacinque metri ha mandato il pallone in rete. Per Salvi è stato il secondo gol stagionale.

I campani hanno replicato con Lucioni, ma la sua conclusione è terminata fuori. Salentini molto incisivi, un sinistro di Carrozza ha trovato la pronta deviazione in angolo del portiere Pane. Il Lecce ha meritatamente raddoppiato con Abruzzese molto abile con un tocco rasoterra di sinistro a sorprendere Pane dopo che un colpo di testa di Moscardelli aveva centrato la traversa. Prima rete in questo torneo per Abruzzese. Il Benevento ha cercato di riaprire la gara, un tiro al volo di Scognamiglio per poco non ha inquadrato la porta difesa da Caglioni.

Doumbia ha sfiorato il terzo gol per i pugliesi, il suo diagonale è stato bloccato bene con le mani da Pane. Nella ripresa il Lecce è entrato sul terreno di gioco deciso a chiudere in modo definitivo l’incontro. Moscardelli in rovesciata, ottimo Pane nel respingere. Benevento in avanti con Mazzeo, eccellente il portiere Caglioni nell’opporsi con la mano destra. La squadra di Lerda ha spinto sull’acceleratore, Della Rocca ha calciato al volo di destro però non ha avuto fortuna.

Il Benevento ha accorciato le distanze, Padella con un colpo di testa ha battuto Caglioni. Il Lecce purtroppo è rimasto in dieci poiché Filipe Gomes è intervenuto in modo duro due volte, prima su Marotta e in seguito ai danni di Eusepi. Campani vicinissimi al pareggio con Lucioni, il suo sinistro ha lambito il palo. Per il Lecce terza vittoria esterna stagionale dopo quelle a Salerno e Aversa. A fine partita i calciatori sono andati ad esultare sotto la curva dei 200 tifosi del Lecce che hanno seguito la squadra in Campania. La squadra di Lerda è pronta per un torneo da protagonista.

Bill Cosby, 'Non rispondo su accuse di stupro'

Sebbene le accuse di stupro che lo vedono coinvolto siano state incalzanti, il papà dei Robinson Bill Cosby è stato accolto da una vera e propria standing ovation durante uno spettacolo in Florida.

Durante l'intervallo dello show a Melbourne, il comico ha in parte commentato la vicenda con un giornale locale.

"So che la gente è stanca del fatto che io non dica nulla, ma una persona non deve rispondere alle insinuazioni", ha detto il comico a Florida Today. "Le persone dovrebbero controllare i fatti e non dovrebbe rispondere alle allusioni", ha aggiunto. Poche le persone che hanno protestato davanti al teatro; una teneva un cartello con scritto "lo stupro non è uno scherzo".

Il legale di Robinson, Martin D. Singer, ha detto che le accuse "sono una escalation oltre il limite dell'assurdo" e le ha respinte come "fantasie", "prive di fondamento" e "non corroborate". Il comico, 77 anni, non è mai stato incriminato, ma la scia di accuse (sono 8 le donne che affermano di essere state violentate) hanno provocato la cancellazione di spettacoli previsti in Oklahoma, Nevada, Illinois, Arizona, South Carolina e Washington dopo che tre reti televisive avevano già annullato gli show.

Una Meazza pieno per riassaporare Milan-Inter

di Luigi Laguaragnella - É il derby più atteso d'Italia, uno tra i più titolati a livello internazionale e almeno per una sera il Meazza torna a prendersi la scena principale della serie A, nonostante le ambizioni delle milanesi siano ridimensionate nel panorama calcistico italiano. Questa sera sarà tutto esaurito per la stracittadina numero 211. La voglia dei tifosi milanisti e interisti di riappropriarsi il ruolo di protagonisti, è tanta. San Siro così pieno, di questi tempi è una rarità. Ma Milan-Inter conserva sempre i suo fascino.

Rossoneri e nerazzurri sono alla ricerca della loro identità, devono ancora scoprire le loro reali ambizioni di classifica. Il derby può decidere chi tra le due milanesi potrà almeno guardare le spalle di Juve, Roma e (forse) Napoli.

L'attesa per il posticipo di questa sera è arricchita da elementi che tengono vive le speranze dei tifosi: Inzaghi sta tentando di trasmettere la sua carica ai giocatori, lui che di derby ne ha vissuti e conosce a fondo il valore della stracittadina. Dal versante Inter si avverte maggior attesa per il ritorno di Mancini sulla panchina. È l'esordio di un'altra, nuova Inter. Il Mancio è il personaggio che aprirà il sipario a SanSiro. Dopo Mazzarri, l' ambiente nerazzurro si affida all'uomo che in passato ha dato inizio al ciclo di vittorie. L'Inter ha bisogno di uomini che tengano unito il filo anche con il recente passato. Mancini è uno di questi. Questo, da sempre, è un punto di forza del Milan. Inzaghi, nonostante le pressioni di Berlusconi, si sa imporre e anche se per il suo credo tattico i rossoneri traballano in difesa, c'è fiducia attorno all'ex attaccante.

Di gol subiti in eccesso l'Inter non è da meno. Mancini sta impostando nuovamente la squadra che fino ad ora era assillata dalla difesa a tre. Nel nuovo assetto difensivo dovrebbe farne le spese Vidic, mentre a centrocampo Guarin e Kovacic potranno trarne grosso vantaggio dagli insegnamenti del Mancio. In campo non scenderà lo squalificato Medel ed Hernanes è in panchina. Il rombo di Mancini è completato da Obi ed uno tra Kuzmanovic e Mvila.

Tra i rossoneri l'arma in più potrebbe rivelarsi Torres che in passato, proprio la prima Inter di  Mancini eliminò dalla Champions. Era l'anno del centenario e lo spagnolo era tra le fila del Liverpool. Inzaghi dovrà fare a meno di Alex in difesa (al suo posto Zapata) e Honda sembra pronto dopo la trasferta-nazionale.

Milan-Inter non vale lo scudetto o la coppa Campioni, ma vincere significherebbe quanto mai avere la supremazia all'ombra della Madonnina.

LA LETTERA | Chi ha paura della libertà?

di Paola Cristiano, Presidente Movimento Puglia - Il periodo storico che stiamo vivendo è caratterizzato non solo da una devastante crisi economica, che ha ferito in modo trasversale molte generazioni, ma anche da una profonda difficoltà nel riconoscersi in un modello di società che risulta ben distante da quel che serve all’uomo per sentirsi appagato.

In realtà, la nostra Repubblica, nata dopo un lungo periodo di sofferenze, è sorta per restituire agli italiani quei diritti fondamentali per cui molti hanno dato la vita, caduti per una Patria, che oggi dovrebbe vergognarsi, perché forse non è degna di questo sacrificio.

Lavoro, libertà, uguaglianza, salute, solidarietà, sicurezza, legalità, ambiente, cultura, sviluppo sono quei valori fondamentali su cui è stato costruito il nostro Paese e che, tuttavia, sono quotidianamente offesi e oltraggiati da una politica che, in tutti questi anni, non ha guardato all’uomo, alla sua realizzazione più piena, ma al profitto, che è divenuto unico metro di valutazione per ogni decisione da adottarsi, al fine di garantire la massima economicità del sistema. Per poi scoprire che, in molti casi, la politica è stata il mezzo per realizzare “il particulare”, avrebbe detto Machiavelli, quel tornaconto personale che ha tolto alla politica la fiducia necessaria ai cittadini per “affidarsi”.

Si è così creata una razionalità burocratica che, se da un lato ha voluto rendere il sistema efficiente, dall’altro ha tolto ogni slancio alla libera iniziativa dei privati, letteralmente schiacciati dagli adempimenti e certificazioni; ha creato un grosso ostacolo all’occupazione, per attribuire, invece, ai burocrati un enorme potere, che in molti casi, ha generato clientele e corruzione, ma, soprattutto, sottrazione dei diritti dei cittadini.

Il risultato qual è stato?

Una crescente ottusità nel comprendere i problemi della gente comune, degli imprenditori, degli agricoltori, degli artigiani, dei liberi professionisti, dei medici, dei pazienti, degli insegnanti, degli studenti, dei lavoratori dipendenti.

Una ottusità che ha messo in ginocchio un Paese intero, paralizzandolo in ogni suo agire e togliendogli la vera cosa che lo rendeva vivo: il lavoro.

Una ottusità che consente di affermare che la responsabilità delle case distrutte dalle recenti piogge che hanno afflitto il nord d’Italia sono da rinvenirsi nei proprietari, dimenticando che i denari che gli stessi proprietari hanno versato per il condono, sono stati chiesti per pagare gli oneri di urbanizzazione che i Comuni dovevano utilizzare per metterli in sicurezza; o che applica senza logica l’imposizione della TASI sulle case distrutte per eventi naturali o accidentali (ultimo esempio, le abitazioni crollate 15 anni fa in viale Giotto, a Foggia).

Una ottusità che, senza orgoglio, tollera la decisione degli agricoltori di far marcire i prodotti coltivati, anziché raccoglierli, per impossibilità a sostenere le spese; consente di ribassare il prezzo delle olive prodotte nel nostro sud, la loro vendita in nero, permettendo al nord il loro utilizzo per produrre olio di oliva nei loro frantoi, ingannando i consumatori, ma, quel che è peggio, svendendo non solo le olive, ma il nostro territorio e la sua preziosa identità, che, invece, dovrebbe ritrovare proprio nella terra e nel mare la fonte della sua crescita economica e sociale.

Una ottusità che consente di costruire un apposito palazzo per l’Expo 2015, ennesima occasione di corruttele e sperpero, quando nel nostro Paese ci sono moltissimi edifici esistenti, che avrebbero potuto ospitare degnamente questa manifestazione internazionale, magari in più città italiane, mostrando non solo quanto sia vario il nostro paesaggio, ma quanto sia straordinariamente ricco nei suoi prodotti naturali, come in quelli artistici e culturali, con una inevitabile quanto propizia ricaduta economica su tutta la nazione. I fondi a ciò destinati, avrebbero potuto essere impiegati per potenziare i mezzi di trasporto e la viabilità (la Salerno - Reggio Calabria è ancora da ultimare, molte linee ferroviarie sono da elettrificare e la Bari – Ancona, come la Roma - Bari sono ancora da “riconciliare”).

Una ottusità che esige che ultrasessantenni continuino a lavorare, impedendo ai giovani di entrare nel modo del lavoro, nonostante le competenze sempre più qualificate, perché non ci sono i fondi per erogare le pensioni.

Una ottusità che non fa levare la voce contro una Europa che ci impone l’accoglienza di poveri migranti che non sappiamo dove e come ospitare, mancando le strutture e, soprattutto che non ci fornisce i mezzi per dare loro una degna accoglienza, con ciò provocando intuibili attriti tra i residenti italiani; si esige, però, il rispetto delle misure destinate al risollevamento economico dell’eurozona, pretendendo dai Paesi membri sacrifici enormi, riducendo molte persone alla miseria, dimenticando che nel preambolo della Carta fondamentale dei diritti dell’Unione europea è dichiarato che “l’Unione si fonda sui valori indivisibili e universali di dignità umana, di libertà, di uguaglianza e di solidarietà”, cercando altresì di “promuovere uno sviluppo equilibrato e sostenibile”.

Da una prima analisi, tuttavia, non vi è né equilibrio, né sviluppo, almeno fino a quando non si realizzerà un fondo monetario europeo reale che sancirà la vera federazione degli Stati.

Una ottusità che ci impone di tollerare un Parlamento dichiarato dalla Corte Costituzionale illegittimo, ma che opera ed incide pesantemente sulla vita dei cittadini attraverso decisioni che non sono il risultato di un programma politico accettato dagli elettori, ma letteralmente imposto da un governo di larghe intese, in cui tutto si confonde e da cui si promana, senza alcuna forma di partecipazione attiva da parte dei cittadini, i quali non riescono a riflettersi in questo ennesimo governo, privato di qualsivoglia significato di rappresentanza politica.

Una ottusità che non approvvigiona di fondi gli istituti di eccellenza internazionalmente riconosciuta, come il CNAO, che prevede il pagamento di un semplice ticket per far accedere alla fecondazione eterologa le coppie desiderose di generare nuove creature, ma lascia in grande solitudine i malati di SLA che, solo dopo umilianti manifestazioni di piazza, ottengono qualche fondo per le cure e assistenza, grazie a qualche parlamentare più sensibile, lasciando alle famiglie e alle associazioni di volontariato tutto il peso della gestione delle malattie rare.

Una ottusità che paragona la scuola ad una azienda, nella quale l’unico vero profitto da raggiungere non è il sapere e lo spirito critico delle nuove generazioni, ma il numero degli studenti per formare più classi, i progetti europei da utilizzare per poter attingere qualche soldo in più e dare un riconoscimento maggiore agli insegnanti che si premiano non per le loro qualità professionali dimostrate durante la vita scolastica, ma per il progetto che sono in grado di far approvare.

Gli esempi da ricordare potrebbero essere ancora tanti, come la riforma della giustizia, settore che si vuole americanizzare sempre più, tradendo non solo le antiche radici del nostro sistema giuridico, ma facendo lavorare gli operatori del diritto in una continua incertezza nella sopravvenienza di norme e metodi che portano solo a elevarne i costi, riducendo inevitabilmente l’accesso al riconoscimento dei propri diritti, che sarà via via privilegio di pochi.

Ciò che emerge è che si è creato un sistema fasullo, fondato su parametri che non corrispondono alla realtà, tanto nei fini, quanto nei mezzi.

Per ripristinare una convivenza autenticamente democratica, dobbiamo lavorare per eliminare quel che Pasolini avrebbe definito come “il caos provocato dalla dittatura degli uomini medi”, dobbiamo emancipare la politica dai conformismi e dalle pratiche insignificanti che hanno omologato le masse, rendendole tutte così negativamente uguali che si ha quasi paura della libertà, avrebbe aggiunto Erich Fromm.

Vogliamo a tutti i costi assimilarci a modelli di sviluppo che non ci appartengono, quando, invece, siamo i detentori di un patrimonio storico e culturale da cui possiamo ritrovare quei principi che hanno reso immensa la nostra civiltà e che possono farla rifiorire: potremmo parlare di “phronesis”, ad esempio, di quella “saggezza” e di quel senso della misura che ha da sempre caratterizzato la cultura classica e che consiste nella capacità di applicare i principi con moderazione, che stimola l’uomo a migliorarsi e che al contempo gli dà il limite del suo agire, nel perseguimento del bene migliore.

Il Mediterraneo ha prodotto la cultura del concreto e dell’umano e la politica deve essere guidata da una visione di sistema, che oggi manca, da una idea forte e chiara che ponga al centro dell’attenzione l’uomo con le sue necessità e istanze, non solo nelle emergenze, ma sempre, costantemente. Serve aprire un’era illuminata dal senso della misura, necessario per garantire il progresso dell’uomo e il suo sviluppo personale e economico, per consentire a tutti la realizzazione del proprio progetto di vita, senza meccanismi che possano stritolarlo in falsi problemi che, pur tuttavia, lo relegano ad un forzato immobilismo e decadenza. È necessario riportare la politica nella polis, nel territorio, perché possa parlare con schiettezza e rispondere concretamente alle esigenze reali dei cittadini.

Il tempo di dare speranza è finito: la politica ha il dovere di fornire risultati concreti, perché in questo consiste la sua funzione e la sua stessa esistenza; bisogna perciò impegnarsi a riempire di valore e di contenuti una politica che deve rinascere, nel segno della uguaglianza dei cittadini e della vera democrazia, che rende a tutti il diritto più grande, che oggi appare perduto, quello della libertà!


Tennis: la Svizzera di Federer vince la sua prima Coppa Davis

Un giorno che ricorderà per sempre. La Svizzera ha conquistato la sua prima Coppa Davis grazie al punto del 3-1 decisivo conquistato da suo prodigio Roger Federer, che ha battuto 6-4, 6-2, 6-2 Richard Gasquet, nella finale contro la Francia a Villeneuve d'Ascq (Lilla).

Per i padroni di casa è la seconda finale persa in cinque edizioni. Federer si è imposto in un'ora e 52', senza particolari difficoltà, su Gasquet, mandato in campo dal capitano francese Arnaud Clement al posto del numero 1 dei Bleus Jo-Wilfried Tsonga, in non buone condizioni fisiche.

Venerdì, nella prima giornata della finale - disputata nello stadio di calcio Pierre Mauroy, trasformato per l'occasione in campo da tennis indoor in terra rossa, con una capienza di oltre 27 mila spettatori - Stanislaw Wawrinka aveva battuto per 6-1 3-6 6-3 6-2 Tsonga, mentre Federer aveva ceduto per 6-1 6-4 6-3 a Gael Monfils.

Per la Svizzera, che era alla seconda finale dopo quella del 1992 persa contro gli Stati Uniti, è la prima insalatiera d'argento. La Francia invece rimane ferma a quota 9.

Torre Santa Susanna in lutto: addio alla giornalista Maura De Gaetano

(Foto Facebook)
FRANCAVILLA FONTANA - Scompare a soli 29 anni la giornalista di Torre Santa Susanna Maura De Gaetano: un improvviso malore l’ha strappata alla sua giovane e promettente carriera.

Dopo aver conseguito gli studi liceali al classico 'Vincenzo Lilla' di Francavilla, si era laureata per ben due volte portando a compimento un percorso di studi umanistici di ampio respiro e di notevole difficoltà. Maura era qualche tempo corrispondente della 'Gazzetta del Mezzogiorno', e sul quotidiano locale 'Lo Strillone News'.

'Passerotto da combattimento', così come si autodefiniva sul suo profilo facebook, mancherà ai suoi tanti lettori, ma mancherà anche a noi. Le esequie si sono svolte oggi pomeriggio nella Chiesa di Cristo Re. Tanta commozione per un addio prematuro di una collega che avrebbe fatto parlare di sè.

Basket: Azzurrina, allenamenti per 60 giovani cestiste a Francavilla Fontana

BARI - Tre annate in una sola sede di allenamento, Francavilla Fontana: per la prima volta in stagione tutte le classi coinvolte da Azzurrina, il progetto federale di reclutamento cestistico femminile, si sono allenate in un'unica mattinata, ospiti del Basket Francavilla.

Oltre sessanta le ragazze convocate fra 2000 e 2002, arrivate nel Brindisino da ogni parte della regione ed alternatesi nelle due palestre di via Gorizia, quelle degli istituti scolastici San Francesco e Calò: “Numeri davvero importanti, che acquistano ulteriore valore se si pensa che le società rappresentate sono state più di più di venti – osserva il Referente Tecnico Territoriale, Vincenzo Bifulco – Stiamo portando Azzurrina in giro per la Puglia, grazie alla sensibilità delle società che hanno accompagnato il Comitato nella condivisione di questo progetto: dopo Bari, Monopoli, Trani e Tuturano, quella di Francavilla è la quinta località interessata in appena due mesi di attività. Positiva l'attenzione e l'applicazione mostrate dalle ragazze nell'esecuzione degli esercizi proposti durante le sedute”.

Assieme al capoallenatore Antonio Alba impegnato con la selezione 2001, hanno partecipato agli allenamenti altri due tecnici, Alessandro Di Pasquale per l'annata 2000 e Leonardo Leopizzi per la classe 2002. A coadiuvarli, come in ogni appuntamento, i ragazzi del Progetto Giovani Allenatori, mentre in campo, ad allenarsi con le giovani cestiste, c'erano anche i miniarbitri coordinati dall'istruttore Nunzio Armandi. Le ragazze di PugliAzzurra hanno ricevuto per l'occasione il saluto del presidente del Comitato Fip Puglia Margaret Gonnella e del vicepresidente Pino Olive.


F1, GP Abu Dhabi: Hamilton vince gara e titolo



di Piero Ladisa – Complimenti Lewis, il titolo è tuo! A coronamento di una stagione strepitosa, Hamilton si è laureato campione del mondo per la seconda volta in carriera dopo l’iride conquistato nel 2008 a bordo della McLaren.

Ha prevalso la meritocrazia. L’inglese ha conquistato un titolo sacrosanto – nonostante la novità regolamentare del doppio punteggio potesse dare un chance in più a Nico Rosberg – come dimostrano le 11 vittorie, sei in più rispetto al compagno di squadra, ottenute in 19 Gran Premi. 

Proprio Rosberg deve recitare il mea culpa per non essere sempre riuscito, nel corso della stagione, a capitalizzare le pole position conquistate, perdendo così punti importanti in ottica iridata. Anche quest’oggi la partenza del tedesco non è stata ottimale, ma nel corso della gara ha dovuto fare i conti con un problema all’ERS che lo ha fatto sprofondare nelle retrovie (14°). 

Tra i protagonisti della corsa di Abu Dhabi c’è Felipe Massa. Il brasiliano, autore di una prestazione pressoché perfetta, è stato l’unico a tenere il passo di Hamilton. Valtteri Bottas (3°) completa la festa in casa Williams. Il team di Grove non piazzava entrambi i piloti sul podio dal GP di Monaco del 2005.

La squalifica comminata alla Red Bull – irregolarità ala anteriore – ha costretto Daniel Ricciardo e Sebastian Vettel ad una gara in salita (partenza dalla pit-lane). L’australiano, autore di una super rimonta, è giunto quarto. Il tedesco, dal prossimo anno pilota di punta della Ferrari, non è andato oltre l’ottavo posto.

L’atto conclusivo della stagione ha rispecchiato il 2014 della Ferrari. La F14-T ha palesato tutti i suoi limiti – power unit in testa – come dimostrano i distacchi abissali rimediati anche negli Emirati da Fernando Alonso (1’25) e Kimi Raikkonen (1’27), rispettivamente 9° e 10°.


-ORDINE ARRIVO GP ABU DHABI 2014 -


PosPilotaScuderia
Distacco
1Lewis HamiltonMercedes
Winner
2Felipe MassaWilliams-Mercedes
+2.5 secs
3Valtteri BottasWilliams-Mercedes
+28.8 secs
4Daniel RicciardoRed Bull Racing-Renault
+37.2 secs
5Jenson ButtonMcLaren-Mercedes
+60.3 secs
6Nico HulkenbergForce India-Mercedes
+62.1 secs
7Sergio PerezForce India-Mercedes
+71.0 secs
8Sebastian VettelRed Bull Racing-Renault
+72.0 secs
9Fernando AlonsoFerrari
+85.8 secs
10Kimi RäikkönenFerrari
+87.8 secs
11Kevin MagnussenMcLaren-Mercedes
+90.3 secs
12Jean-Eric VergneSTR-Renault
+91.9 secs
13Romain GrosjeanLotus-Renault
+1 Lap
14Nico RosbergMercedes
+1 Lap
15Esteban GutierrezSauber-Ferrari
+1 Lap
16Adrian SutilSauber-Ferrari
+1 Lap
17Will StevensCaterham-Renault
+1 Lap
   
RetKamui KobayashiCaterham-Renault
Ritiro
RetPastor MaldonadoLotus-Renault
Motore
RetDaniil KvyatSTR-Renault
Ritiro


MONDIALE PILOTI

1Lewis Hamilton384
2Nico Rosberg317
3Daniel Ricciardo238
4Valtteri Bottas186
5Sebastian Vettel167
6Fernando Alonso161
7Felipe Massa134
8Jenson Button126
9Nico Hulkenberg96
10Sergio Perez59
11Kevin Magnussen55
12Kimi Raikkonen55
13Jean-Eric Vergne22
14Romain Grosjean8
15Daniil Kvyat8
16Pastor Maldonado2
17Jules Bianchi2


MONDIALE COSTRUTTORI

1Mercedes701
2Red Bull405
3Williams320
4Ferrari216
5McLaren181
6Force India155
7Toro Rosso30
8Lotus10
9Marussia2


 
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