sabato, settembre 23, 2017

Serie A: Juve Torino 4-0, doppietta di Dybala

(ANSA)
TORINO - Il terzo anticipo della 6/a giornata di Serie A, Juventus-Torino, finisce 4-0. Parte dalla panchina il derby di Higuain. Granata dal 24' in 10: espulso Baselli. Le reti: al 17' Dybala, al 40' Pjanic, al 57' Alex Sandro, al 91' Dybala).

Formazioni:

Juventus
Buffon, Lichtsteiner, Benatia, Chiellini, Alex Sandro, Matuidi, Pjanic, Cuadrado, Dybala, Douglas Costa, Mandzukic.
Torino
Sirigu, De Silvestri, Lyanco, Nkoulou, Ansaldi, Rincon, Baselli, Falque, Ljajic, Niang, Belotti.

Renzi attacca Salvini e M5S: "E poi parlano a noi di democrazia"


di NICOLA RICCHITELLI – La giornata tranese di Matteo Renzi si apre con la protesta di Alternativa Comunista nel piazzale antistante i locali del Polo Museale, per voce del suo segretario, Michele Rizzi. Fracciatina del segretario: "Essere di sinistra non vuol dire cantare 'Bella ciao' fuori di qui, vuol dire approvare lo Ius soli, fare la legge sul ”Dopo di noi” e quella sull'autismo…".

Arriva attorno alle 10 l’ex presidente del Consiglio, camicia bianca e il sorriso dei giorni migliori; dopo sorrisi e strette di mano di rito si va dritto al cuore del discorso, si parte della Lega: «Da me non sentirete mai accuse, polemiche o insulti personali; certo, io faccio le mie battaglie, se si arrabbiano perché devono restituire dei soldi allo Stato ed io dico in televisione “Lega Ladrona” e Matteo Salvini dice ti querelo, io dico anche restituisci i soldi agli italiani…», fino all’affondo al leader del “Carroccio”, Matteo Salvini: «Se ci pensate, questo ha detto che in Corea del Nord si è sentito come a casa. Salvini ha detto che lui in Corea del Nord, qualcuno li legge i giornali, si è sentito con un senso di comunità... come a casa sua. La prima domanda è che succede a casa Salvini, aiutiamolo a casa sua. Come è possibile che uno dice delle cose del genere…».  

Poi l’attacco passa all’altra sponda dell’opposizione, Beppe Grillo e Movimento Cinque Stelle: «Vedremo come andranno queste primarie sul filo dei voti, ci vorrà il fotofinish e poi vengono a dire a noi che portiamo due milioni di italiani ai gazebo, cos'è la democrazia…».

Nel mezzo dell'intervento del premier si parla del suo libro, “Avanti”, e di tutti quei risultati e obbiettivi raggiunti ma non comunicati come dovuto: «Sulla polizia e le forze dell'ordine, i governi di destra hanno chiuso il rubinetto, hanno smesso di dare i soldi, lo dico in Puglia, terra dalla quale provengono la maggioranza di persone che lavorano nell'Esercito e nelle Forze dell'ordine, rispetto al numero di cittadini. Noi abbiamo messo un miliardo di euro sullo sblocco del contratto, sulla operazione degli 80 euro, sullo scatto e rinnovi contrattuali, noi i soldi li abbiamo messi, altri hanno messo soltanto le chiacchiere e credo che questo sia chiaro ai cittadini».

Nella parte finale dell’intervento dell’ex premier a Trani spazio a elezioni, legge elettorale e futuro del Partito Democratico: «Noi siamo una squadra e come squadra forte e credibile prenderemo per mano questo paese e lo porteremo avanti. Alle camicie verdi rispondiamo che questo Paese lo cambiamo noi o nessuno. Nessuno ha posto il problema della legge elettorale, quando stai in mezzo alla gente ti parlano di chi non ce la fa ad arrivare alla fine del mese, ti parlano di chi ha un malato di Alzheimer a casa, ti parlano di come deve funzionare il sistema sanitario, di problemi veri. Certo, la legge elettorale è una questione che il parlamento affronterà, speriamo che ci siano i numeri e decideranno i parlamentari, però quello che per me è fondamentale, oggi, è parlare di problematiche concrete. Si voterà alla fine di questa legislatura, quando il presidente della Repubblica scioglierà le camere si tornerà a votare nel 2018 e per me è importante che questi mesi li passiamo non a litigare sulle poltrone ma a discutere concretamente su questioni che riguardano i cittadini, questioni vere non ideologiche. Su queste questioni il Pd è la forza più credibile. La nostra squadra, in cui ci sono io, c'è il presidente del Consiglio Gentiloni, i ministri e tanti amministratori locali e consiglieri regionali, è una squadra che ha da fare, noi discutiamo di questioni vere, gli altri parlano».

Caso Pfas: trovate tracce nel sangue degli adolescenti. Zaia: "Abbasserò i limiti"

di ANTONIO GAZZILLO - In Veneto è riesploso il caso Pfas. Sono stati eseguiti dei controlli su 1342 adolescenti, nati tra il 1997 e il 2001, di Brendola, Lonigo, Sarego e Alonte, paesi che si trovano a nord-ovest di Vicenza vicini alla fabbrica svizzera Miteni, che produce Pfas.
I risultati delle analisi hanno mostrato che i perfluoroalchilici, sostanze prodotte dalla fabbrica sopra citata e usati nel nostro quotidiano per esempio nel cartone della pizza, scorrono nel sangue dei ragazzi della provincia di Vicenza.

Il Pfas si è diffuso tramite i rubinetti e l’acqua potabile mentre si è scoperto che nel sangue di un operaio che ha lavorato per undici anni alla Miteni si sono depositati 91.000 nanogrammi di solfuro di carbonio e acido fluoridrico.

Infatti nel reparto di produzione dell’azienda dal 1965 sono morte ventuno persone su sessantanove.

Per questo non è difficile trovare nella provincia di Vicenza le cause del cancro al rene per le donne e del cancro ai testicoli per gli uomini.

In merito alla vicenda è intervenuto il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, che ha affermato di voler abbassare ai livelli della Svezia i livelli di Pfas nell’acqua.

Il ministro dell’Ambiente, Luca Galletti, invece, ha accusato Zaia di aver speso solo 8 dei 90 milioni stanziati nel 2005 dallo Stato per far fronte a tale emergenza.

Intanto i controlli proseguono nelle quattro province colpite: Vicenza, Verona, Rovigo e Padova.

Trump: "Kim è solo un piccolo pazzo"

NEW YORK - "Vogliamo un mondo in cui ci siano Paesi che cooperano tra loro. Non possiamo avere un piccolo pazzo che spara missili sugli altri": lo dichiara Trump torna a parlare di Kim Jong-un.
 
"Stiamo parlando di armi di distruzione di massa e non possiamo permettere che qualcuno metta il nostro popolo in pericolo", ha continuato Trump. "L'uomo missile doveva essere gestito molto tempo fa", ha detto il presidente Usa chiamando di nuovo Kim 'rocket man' e accusando Obama e la Clinton.

L'inner circle di Trump lo aveva messo in guardia dall'attaccare personalmente Kim, avvertendo che un affondo diretto contro il dittatore nordcoreano avrebbe portato inevitabilmente ad una ulteriore escalation delle tensioni.

M5S, Di Battista: restiamo uniti


RIMINI - "Restiamo compatti è obbligatorio". A dichiararlo Alessandro Di Battista in un videointervento trasmesso dal palco di Italia 5 stelle a sorpresa.

Di Battista ha letto il suo intervento perché ha dovuto accompagnare la compagna, che aspetta un figlio da lui, all'ospedale dopo che le sono inziate le doglie. "Luigi Di Maio si è caricato sulle spalle il Movimento, va sostenuto oggi più che mai", afferma Alessandro Di Battista in un video in cui parla ai militanti di Italia 5 Stelle. Di Battista ringrazia Beppe Grillo - "è un patriota", dice - e sottolinea come Davide Casaleggio stia "proseguendo il sogno di suo padre".

GRILLO: FICO? SE VUOLE PARLA OGGI - Oggi "se vuole, Fico parla. Lui e' un romantico. Ma va bene cosi'". A dichiararlo Beppe Grillo, rispondendo ai giornalisti a margine di una festa di compleanno di quattro parlamentari M5s organizzata a Rimini.

Fico è rimasto fuori dalla scaletta degli interventi di ieri sul palco principale. Ma Grillo non manca di lodarlo: "E' un romantico ed e' bene che ci siano. Anche io lo sono", dichiara il garante M5s.

Città del Messico trema ancora: scossa 6.2

CITTA' DEL MESSICO - Una nuova fortissima scossa di magnitudo 6.1, dopo il violento terremoto che ha colpito il centro del paese, ha provocato in queste ore momenti di panico nella popolazione, ma senza causare danni di rilievo.

La popolazione locale è stata così gettata nuovamente nell'incubo sisma, traumatizzata dal sisma che solo quattro giorni fa ha ucciso quasi 300 persone. Eliodoro Diaz, responsabile della Protezione Civile di Oaxaca - nel sudest del Paese, sulla costa pacifica - ha informato che secondo i primi dati disponibili le scosse di assestamento sono state due, una di magnitudo 5.7 e la seconda di 6.4., e hanno "causato allarme nella popolazione, ma senza conseguenze importanti". Da parte sua, il responsabile nazionale dell'agenzia, Luis Felipe Puente, ha aggiunto che la scossa "è stata sentita in forma moderata e senza che si siano registrate vittime".

Londra, non rinnovata licenza a Uber

di BEATRICE GALLUZZO - Uber, l’innovativa e fortunata app che fornisce taxi a prezzi concorrenziali in praticamente ogni angolo del globo, pare abbia esaurito il suo tempo tra le strade della capitale inglese, dal momento che la Transport for London, l’agenzia dei trasporti di Londra, non ha rinnovato la concessione del servizio alla compagnia nata nella Silicon Valley nel 2009. Dire addio a Londra non è una perdita da poco: nella sola capitale inglese l’app di trasporti aveva ben 400.000 autisti, per 3 milioni e mezzo di clienti. La speranza è che forse in questo divorzio non consensuale si possa arrivare a una riconciliazione tardiva, in quanto la concessione scadrà effettivamente il 30 settembre, e l’azienda ha 21 giorni di tempo per presentare ricorso e comunque continuare a trasportare i Londoners che usufruiscono dei taxi della compagnia a marchio Uber.

Il sindaco della capitale, Sadiq Khan ha supportato pienamente la decisione di TfL. “Bisogna seguire le regole. Voglio che Londra sia all’avanguardia nel campo dell’innovazione e delle nuove tecnologie, e sia la casa naturale per nuove compagnie che aiutino i londinesi a provvedere a nuovi e più accessibili servizi”. “Ma”- aggiunge- “tutte le compagnie devono aderire agli alti standards che ci aspettiamo, soprattutto quando si parla di sicurezza dei consumatori”.

Anche perchè, per Uber, sono stati tempi duri. Ad agosto era entrato come CEO dell’azienda Dara Khosrowshahi, una boccata di aria fresca dopo che il fondatore Travis Kalanick aveva rassegnato le dimissioni a causa degli scandali che avevano minato la credibilità dell’azienda; tra cui indagini legate a molestie sessuali, discriminazione e furto di proprietà intellettuale. Senza contare la scoperta fatta dal prestigioso New York Times dell’utilizzo da parte dei veicoli Uber del software GreyBall, il quale permette ai taxi della compagnia di rimanere nascosti alle forze dell’ordine, reindirizzando le ricerche degli agenti su dati fittizi.

Khosrowshahi comunque ha reagito alla notizia del mancato rinnovo della concessione con un mea culpa: “La verità”- ha dichiarato- “è che c’è un alto prezzo da pagare per una cattiva reputazione (...) dimostreremo che Uber non è solo un grande prodotto, ma una grandiosa azienda che contribuisce significativamente al miglioramento della società”. E con un tweet ha chiesto ai londinesi di “lavorare con noi affinchè possiamo mettere le cose apposto”. In queste ore è aperta su Change.org la petizione di Uber affinchè la decisione di TfL possa essere oggetto di rivalutazione. A firmarla, per ora, ben 426.000 utenti.

 Un altro tassello si inserisce però nella vicenda: i tassisti “classici” che da decenni accompagnano londinesi e turisti su quei black cab divenuti elementi essenziali dell’estetica della città, un po’ come le cabine telefoniche rosse e la pioggia sottile. Il segretario generale della Licensed Taxi Driver’s Associations, Steve McNamara ha dichiarato senza mezzi termini che “Uber ha violato la legge, sfruttato i suoi autisti e rifiutato di prendere le proprie responsabilità in materia di sicurezza dei passeggeri. Questa compagnia immorale non ha spazio per le strade di Londra”.

Noemi, padre: "Voglio verità per mia figlia"

ROMA - "Voglio verità e giustizia per mia figlia Noemi": così Umberto Durini, il padre di Noemi, sedicenne di Specchia uccisa il 3 settembre dal suo fidanzato di 17 anni che ha poi confessato l'omicidio. L'uomo si è affidato all'avvocato del foro di Perugia Walter Biscotti, già legale della mamma di Sarah Scazzi e difensore di Salvatore Parolisi, che si è recato appositamente nella città pugliese per incontrarlo.

Ischitella, parroco: "Puglia stretta per seconda volta in abbraccio dolore"

ISCHITELLA - "Per la seconda volta, in una settimana, la nostra Puglia è stretta in un abbraccio di dolore: prima i funerali di Noemi, a Specchia, nel profondo Sud; oggi quelli per Nicolina. Una terra che ci invidia il mondo, in cui alla luce splendida delle sue albe, si alterna l'oscurità della violenza; alla bellezza dei suoi paesaggi, l'orrore per questi crimini; alla santità che ha benedetto questa nostra diocesi, con san Michele Arcangelo e con San Pio da Pietrelcina, di cui oggi ricordiamo la festa liturgica, il terribile peccato del femminicidio". A dichiararlo nell'omelia il parroco della chiesa di San Francesco d'Assisi a Ischitella, don Dino Iacovone, ai funerali celebrati per Nicolina Pacini, la 15enne uccisa con un colpo di pistola al volto dall'ex compagno della madre.

"Non vediamo più il viso angelico, sorridente, gioioso e delicato di Nicolina: in questi giorni lo abbiamo visto troppe volte in tv e sui social. Non avremmo voluto. Avremmo desiderato incontrarlo ancora in piazza, sulla villa, vicino alla chiesa, in giro per le strade, sui banchi di scuola", ha aggiunto Iacovone.

"Ma - ha proseguito il sacerdote - non lo abbiamo perso: seppur ci è stato rapito con violenza, la nostra fede e la preghiera della chiesa afferma che il suo volto è ormai nascosto nel volto di Cristo. Il volto di Cristo è in croce, e Nicolina ha sopportato un sacrificio crudele. Nicolina non è qui, è risorta con Gesù. Vive la vita nuova, la vita con Dio. Una vita senza più sofferenza e dolore, dove niente fa paura perché c'è solo pace e luce".

Ed ha continuato: "Ora qui si fermano le indagini sociologiche e investigative, si ferma la morbosa ricerca e i pettegolezzi vari. Si fermano le voci di rabbia e di ingiuria: risuona la Parola di Dio, consolatrice, che ridona speranza al nostro cuore afflitto".

Salute: fare le pulizie di casa può salvare la vita

ROMA - "Mezz'ora di esercizio fisico quotidiano per 5 giorni a settimana basterebbe a prevenire una morte su 12. Un effetto salvavita che non vale solo per lo sport vero e proprio, ma anche per i mestieri di casa: passare l'aspirapolvere o lavare i pavimenti, come pure andare a piedi al lavoro, potrebbero garantire la giusta dose giornaliera di movimento necessaria a proteggere il cuore e guadagnare longevità" ha dichiarato uno studio pubblicato su 'The Lancet'.

"150 minuti di esercizio fisico alla settimana riducono del 28% le probabilità di morte per tutte le cause e di un quinto le patologie cardiache. Ancora superiori i vantaggi per i più attivi: camminare velocemente per oltre 750 minuti a settimana abbatte del 36% il pericolo di morire prematuramente. Non è necessario correre, nuotare o sudare in palestra: vanno bene anche i lavori domestici o la strada fatta a piedi per recarsi in ufficio. Andare in palestra è meglio, anche se non abbiamo molto tempo da trascorrere fra step e tapis roulant. Se possiamo camminare per andare al lavoro oppure a pranzo, anche questo ci aiuterà. I nuovi dati rafforzano il messaggio secondo cui l'esercizio fisico è la medicina migliore che abbiamo a disposizione per ridurre il rischio di morte precoce. Se un'azienda avesse un farmaco efficace tanto quanto l'attività fisica, avrebbe fra le mani un blockbuster da miliardi di dollari e meriterebbe il premio Nobel".

Serie A: tutto facile per la Roma, battuta l'Udinese 3-1

di STELLA DIBENEDETTO - Terza vittoria consecutiva per la Roma di Eusebio Di Francesco che, nell'anticipo della sesta giornata di Serie A ha battuto per 3-1 l'Udinese di Del Neri grazie al gol di Edin Dzeko e alla doppietta di El Shaarawy. Partita risolta già nel corso del primo tempo per il tecnico giallorosso grazie alla superiorità tecnica dei propri uomini, capaci di costruire grandi azioni da gol. Il migliore in campo è sicuramente El Shaarawy, non solo per la doppietta ma anche per il contributo dato alla squadra in tutte le azioni.

Rispetto alla gara con il Benevento, Di Francesco ha rimandato in campo Manolas, Florenzi, De Rossi e Nainggolan mentre Del Neri lascia fuori Scuffet e affida la porta a Bizzarri. Sin dalle prime battute, però, i friulani capiscono che dovranno soffrire. La Roma, infatti, passa in vantaggio subito con Dzeko che dà il via alle danze giallorosse. Il match è stato un monologo della Roma che chiude i conti con una doppietta di El Shaarwy che fissa il punteggio sul 3-0 alla fine del primo tempo.

Nella ripresa, la Roma non schiaccia il piede sull'accelleratore permettendo ai friulani di andare più volte vicino al gol. E' la Roma, però, a sfiorare il poker prima con Defrel e poi con Perotti che, per la prima volta, sbaglia un calcio di rigore. Sul finire del tempo regolamente, poi, l'Udinese riesce a trovare la rete del 3-1 ma, ormai, è troppo tardi.

"Quello che mi interessa, oltre la vittoria, che è sempre fondamentale, è dare maggiore consapevolezza a quello che propongo. Ho visto un’ottima manovra da parte della squadra, delle ottime giocate sia nel primo tempo, non all’inizio dove eravamo contratti. Peccato per il gol preso, perché a livello psicologico stavamo dimostrando di difendere bene in tante situazioni, potevamo fare qualche gol in più, siamo stati poco determinati in alcuni momenti della gara. Non posso non essere soddisfatto della crescita di questa squadra", ha dichiarato a fine match Di Francesco ai microfoni di Premium.