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di NICOLA ZUCCARO — "Abbiamo solo 3 giorni per preparare questa gara". Nel ricordare i suoi trascorsi a Bari e, soprattutto, a...

mercoledì, agosto 24, 2016

INTERVISTA. Luigi De Magistris: "Al contrario di Higuain io non tradirò mai la città di Napoli"

di NICOLA RICCHITELLI — Referendum e Napoli, questi i temi su cui poggia la nostra chiacchierata con il primo cittadino della città di Napoli alla vigilia dell’autunno caldo che culminerà con il referendum costituzionale di ottobre: «Io sono convintamente schierato perché si vada a votare e si voti NO».

Netta e chiara la posizione di Luigi De Magistris, che sul tema della riforma costituzionale rimarca: «Non dobbiamo pensare di andare a votare per Renzi o contro Renzi, qua si va a votare per la difesa della Costituzione repubblicana nata dalla difesa dal nazifascismo, in cui sono garantiti gli equilibri democratici, oppure andare a votare per stravolgere tutto questo, creare una società più autoritaria, più oligarchica, con meno contrappesi…».

D: Dott. De Magistris, partiamo dai temi del referendum: il suo sarà un “Si” o un “No”?
R: «Io sono convintamente schierato perché si vada a votare e si voti NO. Ne siamo convinti, dico siamo perché abbiamo fatto una riflessione anche come giunta e maggioranza, ci siamo espressi in questa direzione. La Costituzione è sotto attacco, la Costituzione nasce dalla resistenza al nazifascismo, è la costituzione più bella del mondo, è una costituzione che invece di modificare bisognerebbe attuare perché ci sono ancora tanti principi fondamentali che non sono stati attuati, se pensiamo all’uguaglianza dei cittadini, se pensiamo alla tutela delle minoranze, se pensiamo alla tutela del paesaggio, alla democrazia intesa come sovranità popolare, noi quindi cercheremo nel nostro piccolo e con le capacità che abbiamo di spiegare le nostre ragioni e quindi le ragioni del No all’opinione pubblica e a chiunque ci voglia invitare alle varie manifestazioni pubbliche, in televisione, radio, dibattiti, in qualunque luogo cercheremo di mobilitare i cittadini del nostro paese a non rimanere indifferenti e a capire la posta gioco e soprattutto non si discute di soldi ai poveri e di lotta al terrorismo, questa è propaganda politica becera. Qui stiamo ragionando su altri temi».

D: Votare “No” al referendum non significa dire “No” a Renzi?
R: «Si, questa è una cosa che Renzi ha volutamente inteso personalizzare, noi non dobbiamo pensare di andare a votare per Renzi o contro Renzi, qua si va a votare per la difesa della costituzione repubblicana nata dalla difesa dal nazifascismo, in cui sono garantiti gli equilibri democratici, oppure andare a votare per stravolgere tutto questo, creare una società più autoritaria, più oligarchica, con meno contrappesi, e non c’entra nulla con la propaganda che Renzi sta facendo. Io ho sentito dire in questi giorni che se si vota Si, si danno più soldi ai poveri, addirittura il ministro Boschi va dicendo che si migliora la lotta al terrorismo, questo vuol dire trovarsi di fronte ad un fatto molto grave, perché il Governo entra a gamba tesa nella campagna elettorale addirittura sul referendum dove deve decidere il popolo liberamente».

D: Un rapporto quello tra lei e il Presidente del Consiglio che può dirsi ai minimi storici negli ultimi tempi. Come si è arrivato a questo?
R: «Il Presidente del Consiglio rifiuta – almeno negli ultimi due anni e mezzo – un dialogo istituzionale con il Sindaco di Napoli. Anche adesso con la mia rielezione, io ho scritto una lettera al Presidente del Consiglio chiedendo di poterlo incontrare. Si arriva a questo perché il Presidente del Consiglio ha ritenuto di fare un atto illegittimo, una forzatura istituzionale con il commissariamento di Bagnoli, che tra l’altro è stato giudicato in modo negativo dal popolo napoletano, perché non solo il Presidente del Consiglio e il Partito Democratico ha fatto campagna elettorale su questo tema e ha perso le elezioni al Comune di Napoli non andando nemmeno al ballottaggio, ma anche perso la decima municipalità Bagnoli-Fuorigrotta dove da trent’anni governava il Partito Democratico. Quindi il tema non è come dice qualcuno quello del Sindaco che si pone sull’Aventino, del Sindaco che fa barricate e che non vuole dialogare con il Governo. Noi dialoghiamo con il Governo, e dialoghiamo a tutti i livelli, parliamo con i ministri, segretari, certo io credo sia utile per il Presidente del Consiglio – credo sia un atto doveroso – incontrare il Sindaco della terza città d’Italia, la capitale del Mezzogiorno, nonché una delle città più significative del nostro paese, non può mettere d’avanti a mio parere il dissenso politico che è si il sale della democrazia ma che non deve influire sul dialogo istituzionale».

D: Anche perché non avere un dialogo con il Sindaco di Napoli significa non avere un dialogo con i napoletani?
R: «Io credo sia la cosa più minimale che il Presidente del Consiglio e il Sindaco di una grande città si incontrino, perché ci sono da discutere di tanti problemi, da Bagnoli ai tanti progetti. Io sono uomo del dialogo fermo restando che siamo un esperienza autonoma. Se qualcuno pensa che il dialogo ci debba essere solo se si dice “signor si”, o se c’è pensiero unico e quindi l’obbedienza al padrone allora questa è un'altra cosa che non ci appartiene. Oggi Napoli è una città forte, è una città che è stata governata con le mani pulite, è una città autonoma, è una città libertaria, che ha un progetto politico, che ha l’umiltà di pensare che le altre istituzioni sono assolutamente indispensabili per il progresso di una comunità, ma non ci facciamo mettere i piedi in testa da nessuno, nè il guinzaglio, nè tanto meno ricattare».

D: Dott. De Magistris, lei in passato ha definito Napoli città derenzizzata… 
R: «Questo è un post che ho scritto esattamente un anno fa e precisamente nel ferragosto del 2015 e fu un documento politico molto forte, sicuramente con contenuti radicali perché volevo appunto sottolineare il fatto che Napoli sta costruendo un modello politico, culturale, sociale ed economico alternativo alle politiche liberiste. Mentre Renzi costruisce un sistema autoritario, centralizzato, oligarchico fatto di commissioni opache tra pubblico e privato che va a strangolare finanziariamente gli enti locali, noi a Napoli stiamo cercando di costruire una società orizzontale con modelli economici in alternativa al liberismo, lavorando sulla giustizia sociale, lavorando dando peso e responsabilità e potere ai cittadini, agli abitanti con forme di autogoverno e partecipazione democratica. Noi non andiamo a privatizzare i servizi essenziali come si fa in altre parti e come vuole fare il governo Renzi, a cominciare dall’acqua pubblica, dai rifiuti, dalla scuola e dai servizi essenziali».

D: Che Napoli ha trovato nel 2011, cos’è Napoli oggi e che Napoli intende lasciare a fine mandato?
R: «Noi abbiamo ereditato cinque anni fa una Napoli sommersa dai rifiuti, senza un turista, una città moralmente e culturalmente depressa. Oggi Napoli non ha più rifiuti già da cinque anni, è la città d’Italia che cresce in termini di turismo, in questi giorni appunto registriamo il tutto esaurito nelle strutture ricettive della nostra città, ed è una città che ha una vivacità culturale senza precedenti. Nei prossimi anni, quindi, lavoreremo per consolidare sempre di più Napoli a città internazionale, miglioreremo i servizi e quindi la qualità della vita, rafforzeremo la capacità di attrazione degli investimenti, cercheremo quindi di fare di Napoli una città capitale, una città rifugio, la città della solidarietà, la città dei giovani, la città che ha riscoperto il gusto del protagonismo dei cittadini che poi è la vera novità. Oggi a Napoli i cittadini non sono più depressi ma partecipano alla vita collettiva, alla vita democratica e sociale della nostra città».

D: Quali i motivi che nel 2011 spinsero Luigi De Magistris a mettersi al servizio della città di Napoli? R: «Il motivo determinate è stato l’amore per Napoli, l’amore per la città in cui sono nato e dove ho scelto di vivere, la voglia di cambiarla e perché anche un po’ di follia. Mettersi a fare campagna elettorale senza avere apparati alle spalle, senza avere nè partiti e nè movimenti, senza avere soldi e lobby, contro tutto e tutti così un po’ come è successo in questa seconda campagna elettorale diciamo che ci vuole gran coraggio, passione e devo dire che alla fine tutto questo ci ha premiato. Perche siamo stati premiati, perché abbiamo creato una forte connessione umana, una cementificazione di rapporti umani con i nostri concittadini che si sono tradotti in sensibilità politiche comuni. Vincere come abbiamo fatto noi in questa campagna elettorale avendo contro gli apparati mediatici forti, i poteri criminali della città, tutto il centrosinistra e quindi il Partito Democratico, il Governo che si schierato con lo stesso Partito Democratico, il centrodestra e il Movimento Cinquestelle e vincere quasi al primo turno, è un risultato che si ottiene se hai governato in modo positivo, fermo restando che i problemi restano ancora tanti per la nostra città. A Napoli, inoltre, sta nascendo un nuovo modo di fare politica, molto trasversale, che chiamerei Movimento popolare di liberazione».

D: Riuscirà il suo progetto politico a varcare i confini di Napoli?
R: «Questo lo vedremo. Noi abbiamo realizzato un associazione culturale – Dem.A. Democrazia Autonomia -  in cui crediamo molto. Ed è un associazione importante perché da lì è nata tutta la programmazione culturale, strategica e quindi un agorà dove le persone si sono incontrate ed hanno ragionato insieme. Napoli possiamo dire che non è solo un esperienza amministrativa ma è diventato anche un modo di fare politica alternativo alle politiche che si sono visto in Italia fino a questo momento. Chiaro che ciò che accade a Napoli può rappresentare un qualcosa da mettere in connessione con tutto ciò che accade in altri luoghi. Noi cerchiamo molto il rapporto con altre città italiane ma anche europee, cerchiamo connessioni con reti, movimenti e associazioni, con comitati che difendono e lottano per la difesa dei beni comuni e l’espropriazione della democrazia, contro le sopraffazioni e il saccheggio della natura e dei beni paesaggistici e monumentali. Napoli è una città che è diventata comunità dove si percepisce che c’è un progetto politico che va oltre la città di Napoli, una città rifugio di chi la pensa diversamente, una città dissenziente, una città ribelle».

D: Uscirei un po’ dai temi della politica e mi sposterei su un tema che sicuramente ha tenuto banco per tutta l’estate a Napoli, l’addio di Gonzalo Higuain. Lei che idea si è fatto?
R: «Beh, i napoletani hanno preso molto male l’andata via di Higuain, sia per come è maturata, senza spiegazione alcuna, senza un rapporto con la città. Poi il legame dei napoletani con Higuain è stato incredibile e sembrava reciproco. I napoletani lo hanno vissuto come la lesione di un rapporto forte. Ormai siamo proiettati a guardare avanti, ma possiamo benissimo parlare di amore tradito».

D: Possiamo dire con certezza che lei non tradirà mai i napoletani?
R: «Questo è certo. Anzi, diciamo che in questi cinque anni mi sono davvero immolato per la città. Io non lavoro mai meno 15-16 ore al giorno. Napoli è diventata la mia vita totale e mi ha completamente assorbito».
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Terremoto sconquassa Lazio e Marche, morti salgono a 120. Nuove violente scosse ad Arquata

Una devastazione 'peggiore di quella dell'Aquila, mai vista una cosa così'. E' la reazione dei soccorritori al lavoro nei paesi distrutti dal terremoto della scorsa notte che ha provocato, secondo l'ultimo bilancio ufficiale della Protezione Civile, 120 morti. 'Qualche centinaio' i feriti e un numero imprecisato di dispersi.

È di almeno 120 morti il bilancio del sisma di magnitudo 6 che alle 3,36 della scorsa notte ha scosso il centro Italia, devastando una serie di centri tra Lazio, Umbria e Marche. Il numero lo ha fornito il premier Matteo Renzi, ma il bilancio potrebbe ancora aumentare. Sono migliaia gli sfollati mentre si continua a scavare nei centri colpiti, ancora al centro di uno sciame sismico come conferma l'Ingv. La situazione sismica nella zona del terremoto infatti "continua ad essere di forte attività con molte repliche che si susseguono nell'area".

In particolare, i morti ad Amatrice (Rieti) sono almeno 35: le salme sono state depositate in due cortili. Altri 11 morti si sono avuti ad Accumoli, sempre nel reatino. Sono invece 17, ultimo dato aggiornato, le vittime portate nell'ospedale di Ascoli Piceno. Fra di loro, oltre alle persone morte ad Arquata e Pescara del Tronto.

Intanto nuova violenta scossa ad Arquata del Tronto a una manciata di chilometri dalla zona epicentro del terremoto della scorsa notte. Il terreno del campo sportivo dove è stato allestito il campo di primo soccorso ha letteralmente sobbalzato per qualche secondo scatenando il panico tra gli sfollati accorsi al centro di raccolta.

Tre in tutto le scosse più forti registrate. Una di magnitudo 6 è stata registrata alle 3:36. L'epicentro a 2 chilometri da Accumoli (Rieti) e 10 da Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) ed Amatrice (Rieti). L'ipocentro è stato a soli 4 km di profondità.  Seconda e terza scossa sono state registrate alle 4:32 e 4:33. Hanno avuto epicentro in prossimità di Norcia (Perugia), Castelsantangelo sul Nera (Macerata) e Arquata del Tronto (Ascoli Piceno). Gli ipocentri sono stati tra gli 8 e i 9 km. Oltre 50 finora (alle 6:40) le repliche di magnitudo superiore a 2, cinque delle quali di magnitudo 4 o superiore.

Danni molto gravi ad Amatrice, dove il corso principale è devastato. All'inizio della via è in corso un'operazione per salvare sei persone che sono sotto un cumulo di macerie alto almeno dieci metri. "E' un dramma. Metà paese non c'è più", ha detto il sindaco, "le strade di accesso sono bloccate". L'ospedale di Amatrice è inagibile.

Feriti e barelle vengono curati anche in strada davanti all'ospedale. Le ambulanze stanno trasferendo i feriti a Rieti, mentre i pazienti del nosocomio vengono trasferiti in altri ospedali.

Amatrice dopo la scossa
All'arrivo alle porte di Amatrice, provenendo dall'Aquila sulla strada 260 Picente, il Ponte chiamato 'A tre occhi' sopra il torrente Castellano è pericolante, si è affossato dopo il crollo di un muro sottostante. Si passa in questo punto solo a piedi o in moto. Fino a un chilometro e mezzo da Amatrice sulla 260 Picente la strada è transitabile. Alla vista non ci sono frane o edifici crollati sulla strada. Già a 15 km da Amatrice nelle frazioni di Montereale (L'Aquila) la gente è in strada.

Situazione molto grave anche ad Accumoli dove c'è almeno una vittima, e una famiglia di quattro persone - due bambini piccoli e i loro genitori - è sotto le macerie e non da segni di vita. Lo ha detto a RaiNews24 il sindaco di Accumoli, Stefano Petrucci.

Amatrice: com'era prima del terremoto
di PIERO CHIMENTI — La scossa di terremoto che ha sconvolto la notte del centro Italia è di magnitudo 6.0. Il capo della Protezione civile Curcio ha affermato che rispetto al terremoto che ha colpito l'Aquila nel 2009, quello della scorsa notte ha coinvolto una più ampia area territoriale.

Questo, purtroppo, potrebbe non significare un minore numero di vittime. Dello stesso tenore sono le parole di Tertulliani, sismologo dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Una scossa di terremoto di questo genere, solitamente porta dietro di sè una scia di scosse più deboli, ma non si può escludere che possa ripetersi una nuova scossa di stessa intensità.

IL CORDOGLIO DEL CONSIGLIO REGIONALE PUGLIESE - Il Consiglio regionale della Puglia condivide lo sgomento delle comunità colpite dal terremoto che ha investito l’Italia centrale. “L’evento drammatico di questa notte addolora tutti e ricorda analoghe tragedie che hanno segnato la storia del nostro Paese”, dichiara il Presidente dell’Assemblea, Mario Loizzo, che ha indirizzato una nota di solidarietà ai presidenti dei Consigli regionali del Lazio, Daniele Leodori, delle Marche, Antonio Mastrovincenzo e dell’Umbria, Donatella Porzi.

“Profondamente scosso alla notizia del grave sisma che ha colpito le Vostre popolazioni, esprimo la partecipazione più sentita del Consiglio regionale della Puglia e mia strettamente personale. Nel momento del dolore, che ferisce tutti, Vi sia di conforto la vicinanza della Comunità pugliese, che assicura il suo sostegno e il contributo ai soccorsi”.


COR: E' MOMENTO SOLIDARIETA' - Nota del Gruppo regionale dei Conservatori e Riformisti (Zullo, Congedo, Manca, Perrini e Ventola) sul terribile terremoto di questa notte.
“Ancora una volta nel cuore della notte il Centro Italia viene scosso da un terribile terremoto. Piccoli centri completamenti distrutti. 

Preghiamo per le vittime e auspichiamo che la macchina dei soccorsi riesca a mettere in salvo il numero maggiore di persone ancora intrappolate nelle macerie. 

E’ il momento della solidarietà! Dalla Puglia sono immediatamente partite le unità della Protezione civile ed è scattata immediatamente quella catena umana straordinaria: dalle donazioni di sangue alla raccolta di beni di prima necessità l’Italia del volontariato è già in moto, a conferma dello straordinario spirito di condivisione che contraddistingue il popolo italiano in queste tragedie. Anche noi siamo pronti a fare la nostra parte”.

"AIUTIAMO LE POPOLAZIONI COLPITE ANCHE DOPO EMERGENZA" - Nota del capogruppo del Pd Michele Mazzarano. “Non ci sono parole per esprimere il dolore che si prova, ancora una volta, dinnanzi a una devastazione come quella che, questa notte, ha colpito le regioni del Centro Italia. Il bilancio ancora provvisorio delle vittime non può che darci un'idea parziale della gravità del sisma che ha coinvolto diverse cittadine di Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio. Per completare il quadro vanno elencati le famiglie rimaste senza casa, le aziende distrutte, palazzi, chiese e interi storici rasi al suolo o pesantemente danneggiati, con riverberi inevitabili anche sull'economia turistica. Ora occorre superare la fase dell'emergenza, con l'assistenza dei feriti e il salvataggio di quanti sono ancora dispersi, nonché la messa in sicurezza degli edifici pericolanti. In questo la Puglia si sta dimostrando ancora una volta in prima linea con la sua Protezione civile, messasi in moto sin dalle prime ore di oggi per portare aiuto alle popolazioni colpite. Ma non va dimenticato che la parte più difficile sarà subito dopo, per evitare di trasformare centri vivaci della nostra Italia in simboli di abbandono e desolazione. Il ricordo del sisma de L'Aquila, che sette anni fa ha distrutto il centro storico e causato 300 morti, è ancora vivo nella memoria di tutti noi. Cerchiamo di trarre esempio da quella devastazione per evitare di ripetere gli errori del passato”./comunicato
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Assisi, nessun danno a basiliche

ASSISI (PERUGIA) - Non si registrano danni alle Basiliche di Assisi per il forte terremoto avvertito anche nella città umbra. Così all'ANSA padre Enzo Fortunato, direttore della sala stampa del Sacro Convento. La scossa ha svegliato l'intera comunità francescana.

I frati e il capo restauratore Sergio Fusetti si sono subito nella Basilica superiore e in quella Inferiore per verificare la situazione.

Le verifiche proseguiranno nelle prossime ore.
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Amatrice, sotto le macerie si sentono le voci

di PIERO CHIMENTI — In tanto dolore e distruzione, ci sono ancora segnali di vita. Si scava a mani nude, con mezzi di soccorso di vario tipo, spesso improvvisati, per aiutare tutti i feriti, che chiedono aiuto. Una ragazza, accorsa alla ricerca dei genitori, li ha potuti riabbracciare, accertandosi della loro buona condizioni di salute.

Ad Amatrice i primi testimoni raccontano di scene agghiaccianti. Hanno visto crollare parte del centro storico, tra cui la chiesa di Sant'Agostino. Un ragazzo si è miracolosamente salvato, mentre andava a lavoro. Nelle sue parole, si intuisce la forza della scossa, che in un attimo ha "sbriciolato" tutto.
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Terremoto in Centro Italia, attivata sezione di Protezione Civile pugliese

BARI - Terremoto in Centro Italia. Attivata fin dalle prime ore di stamane la sezione di Protezione Civile pugliese. Il vice Presidente con delega alla P.C., Antonio Nunziante, informa che ha già ricevuto l’ok alla partenza la colonna pugliese attrezzata, composta da 5 funzionari e 80 volontari , mezzi ed attrezzature.

Le operazioni sono coordinate nello specifico dalla Protezione Civile di Trento.
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Terremoto, Città metropolitana di Bari pronta all'invio di uomini e mezzi

(ANSA)
BARI - Il sindaco di Bari Antonio Decaro tramite l’interlocuzione con l’assessore regionale alla protezione civile dott. Antonio Nunziate, ha dato la disponibilità della Città Metropolitana di Bari all’invio di uomini e mezzi, se necessario, per fronteggiare l’emergenza che stanno vivendo i territori del centro – Italia colpiti dal sisma.  

Inoltre, grazie alla disponibilità della Puglia logistics, in queste ore si sta verificando la possibilità di allestire un centro di raccolta di generi di prima necessità.
“Una nazione spezzata in due dal dolore – commenta il sindaco Decaro - La città di Bari è vicina ai Comuni, ai territori e alle famiglie che stanotte sono state colpite dal terremoto. Siamo pronti a fare la nostra parte davanti ad ogni necessità o richieste che perverranno dalle strutture della Protezione civile e dai soccorsi regionali e nazionali impegnati sui luoghi della tragedia”.
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Terremoto, ritorna l'incubo del 2009

di PIERO CHIMENTI — La scossa di terremoto che ha sconvolto la notte del centro Italia è di magnitudo 6.0. Il capo della Protezione civile Curcio ha affermato che rispetto al terremoto che ha colpito l'Aquila nel 2009, quello della scorsa notte ha coinvolto una più ampia area territoriale.

Questo, purtroppo, potrebbe non significare un minore numero di vittime. Dello stesso tenore sono le parole di Tertulliani, sismologo dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Una scossa di terremoto di questo genere, solitamente porta dietro di sè una scia di scosse più deboli, ma non si può escludere che possa ripetersi una nuova scossa di stessa intensità.
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Papa Francesco, grande dolore e commozione

CDV - Papa Francesco si è espresso in merito al sisma che ha colpito il Centro Italia "devastando intere zone e lasciando morti e feriti non posso non esprimere il mio grande dolore e la mia vicinanza alle persone presenti in tutti i luoghi colpiti dalle scosse, a tutte le persone che hanno perso i loro cari e a quelle che ancora si sentono scosse dalla paura". Francesco si dice inoltre "fortemente commosso" al sentire che il Paese di Amatrice "non c'è più" e al pensiero che tra i morti ci sono bambini. Il Papa ha rimandato la catechesi del mercoledì per recitare il rosario.

La Presidenza della Cei, la conferenza episcopale, ha disposto l'immediato stanziamento di un milione di euro dai fondi dell'otto per mille per far fronte alle prime urgenze e ai bisogni essenziali.
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Terremoto, geologi: “In Italia almeno 24 mln di persone in aree ad elevato rischio sismico”

(ANSA/AP)
ROMA - “Abbiamo comunicato alla Protezione Civile  Nazionale la messa a disposizione dei Geologi italiani per il terremoto dell’Italia Centrale. Comunichiamo che sono già allertati e pronti ad intervenire sui luoghi colpiti dal sisma i primi 30 geologi con abilitazione di 1° e 2° livello, per fornire un supporto tecnico al DPC ed ai Servizi Regionali di protezione civile, qualora dovesse essere richiesto il nostro intervento. Altri geologi stanno offrendo disponibilità anche da Regioni limitrofe”. Lo ha annunciato poco fa Francesco Peduto Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi .

“In Italia almeno 24 milioni di persone vivono in zone ad elevato rischio sismico . La zona dell’Italia centrale colpita è riconosciuta come ad alto rischio sismico  del resto come la quasi totalità della catena appenninica – ha proseguito Peduto -  da nord a sud. Questa notte si è mossa una faglia appenninica di tipo distensivo. Ma l’Italia intera - come è noto - è ad alto rischio, proprio perché è un paese geologicamente giovane e di frontiera”.

“In generale il rischio è più spinto lungo l’Appennino e poi meno eclatante man mano che ci si allontana da esso. Ma non ci sono territori totalmente esenti. Noi geologi da anni diciamo che in Italia siamo ben lontani da una cultura di prevenzione. Innanzitutto sarebbe necessaria una normativa più confacente alla situazione del territorio italiano. Noi – ha concluso Peduto -  proponiamo un fascicolo del fabbricato con una classificazione sismica degli edifici. Fondamentale anche un piano del Governo per mettere in sicurezza tutti gli edifici pubblici.

“Perché cresca la coscienza civica dei cittadini nell’ambito della prevenzione sismica bisognerebbe cominciare a fare anche una seria opera di educazione scolastica – ha concluso il Presidente -  che renda la popolazione piu’ cosciente dei rischi che pervadono il territorio che abitano . Non dimentichiamo che, secondo alcuni studi, una percentuale tra il 20 e il 50% dei decessi, in questi casi, è causata da comportamenti sbagliati dei cittadini durante l’evento sismico”.
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Taranto, pensava fosse una bomba e invece è droga

di PIERO CHIMENTI — Un'anziana accorsa nel cimitero per far visita al proprio marito ha trovato un pacco sospetto. Pensando che fosse una bomba, la donna di 75 anni ha dato l'allarme ai carabinieri che, giunti sul posto, hanno scoperto che in realtà si trattava di un involucro contenente mezzo chilo di eroina. I militari stanno cercando di risalire a chi fosse indirizzato il pacco con lo stupefacente.
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Ss Maglie-Leuca, Congedo: “Dopo 20 anni occorre girare pagina”

BARI - Dichiarazione del consigliere regionale dei Conservatori e Riformisti, Erio Congedo. “La storia a puntate della statale 275 è ormai una telenovela, solo che non vi è nulla per cui divertirsi. Dopo 20 anni di attese e dopo che è stata progettata e finanziata fin dal 2004 con 288 milioni (152,5 milioni di euro stanziati dal governo regionale Fitto più 135,4 milioni di euro dal Governo-Berlusconi) con l’approvazione da parte del CIPE del progetto definitivo di ammodernamento e allargamento della Maglie Leuca, sembra di essere ancora all’anno zero. La protesta eclatante degli operai del Gruppo Palumbo è emblematica in tal senso e fa capire come la singolare vicenda della SS 275 giochi non solo con la sicurezza di tantissimi automobilisti, ma anche con il futuro di tantissimi lavoratori e delle loro famiglie. Per non parlare poi delle prospettive di sviluppo del Sud Salento, troppo a lungo penalizzato da collegamenti difficili e fuori dal tempo. Accogliamo, quindi, con favore ed entusiasmo la mozione bipartisan, presentata ma non ancora discussa, in Consiglio regionale e ci auguriamo una svolta definitiva, affinché la telenovela nera della 275 possa finire dando vita ad una storia del tutto nuova e diversa”.
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Vernole, cade mentre smonta luminarie

di PIERO CHIMENTI — La tragedia ha sconvolto la comunità di Strudà, frazione di Vernole, nel Leccese. Un uomo di 63 anni di Monteroni, in provincia di Lecce, sarebbe precipitato mentre era intento allo smontaggio delle luminarie dopo la festa per la Madonna della Neve. Ancora sotto shock il figlio, che impotente, ha visto morire il padre.

I carabinieri cercano di capire le cause dell'incidente. Non si esclude che possa essere stato provocato da un malore.
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Piano di riordino, Zullo: altri ospedali da chiudere? Piano Emiliano fa acqua da tutte le parti

BARI - "Quando si presentano piani di razionalizzazione non supportati da valutazioni e analisi oggettive del contesto, è inevitabile scontrarsi con la scure delle valutazioni del livello istituzionale superiore. Per questo, non ci sorprende che il governo nazionale chieda alla Puglia ulteriori chiusure di ospedali e di reparti, che si aggiungono alle 20 strutture sanitarie cancellate da Vendola e le altre 8 da Emiliano. Per la nostra Regione, si va incontro alla desertificazione ospedaliera". Così il capogruppo in Consiglio regionale dei Conservatori e Riformisti, Ignazio Zullo.

"Il Piano pugliese -prosegue- non è supportato da analisi demografiche, epidemiologiche, di sostenibilità economica e di efficienza organizzativa delle reti di emergenza urgenza, tempo dipendenti e di patologie. Ed è per questo che abbiamo detto, fin dall'inizio, che il piano di riordino fa acqua da tutte le parti ed è completamente da rifare. Non bastano emendamenti qua e là per tener contento qualcuno, ma occorre disegnare una rete ospedaliera efficiente e pienamente rispondente ai bisogni della popolazione e in continuità con la medicina territoriale. Peccato -conclude Zullo- perché abbiamo perso molto tempo per assistere alle performance da 'Mandrake' di Emiliano".
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Bari, distribuiti quasi 1000 materassi e 1000 cuscini donati da Msc Crociere ai senza fissa dimora

BARI - Il vicesindaco Vincenzo Brandi rende noto che sono stati consegnati 960 materassi e 940 cuscini donati qualche tempo fa dalla MSC Crociere. La compagnia di navigazione, infatti, aveva offerto circa 1000 materassi e oltre un migliaio di cuscini da distribuire alle sedi di accoglienza per persone senza fissa dimora, ai centri di recupero, alle comunità e alle associazioni sparse sul territorio, come concordato con le associazioni locali e l’assessorato al Welfare. Dopo essere stati depositati in un padiglione della Fiera del Levante, materassi e cuscini sono così stati consegnati a seconda delle necessità ai vari centri grazie al lavoro di coordinamento dell’associazione di volontariato InConTra.

“Voglio ringraziare ancora una volta la Msc Crociere per la donazione straordinaria che ha voluto fare nei confronti della città di Bari e, in particolare, di chi ha più bisogno - commenta Vincenzo Brandi -. Con la preziosa collaborazione di molte realtà, tra cui la Ladisa Ristorazioni e la Fiera del Levante, e il coordinamento di InConTra, sotto la professionale direzione di Gianni Macina, siamo riusciti a dotare diverse strutture, anche al di fuori di Bari, dei materassi necessari per accogliere un maggior numero di persone senza fissa dimora o per sostituirne altri più vecchi o usurati. Tanti altri pezzi sono stati consegnati in emergenza a famiglie seguite da InConTra e alle realtà che collaborano con l’associazione. Abbiamo ancora a disposizione molte centinaia di cuscini pronti per essere consegnati: per questo invito le associazioni interessate a contattare la mia segreteria o l’associazione Incontra per ricevere informazioni”.

Di seguito l’elenco completo delle strutture:
cooperativa sociale Artemide - Latiano: 20 materassi
cooperativa sociale Teseo - Conversano: 38 materassi
comunità Emmanuel - Triggiano: 42 materassi e 180 cuscini
centro sociale evangelico - Bari: 14 materassi
associazione NoixVoi onlus - Ruvo di Puglia: 105 materassi
istituto Figlie di Maria ausiliatrice - Bari: 27 materassi
cooperativa Oasi San Francesco - Bari: 8 materassi
istituto Caritas Santa Maria della Fonte - Bari: 4 materassi
azienda pubblica di servizio Maria Cristina - Bitonto: 25 materassi
istituto Caritas diocesana - Foggia: 30 materassi
istituto Caritas - Ferrandina: 10 materassi
comunità pachistana - Bari: 10 materassi
comunità mauriziana - Bari: 10 materassi
associazione prof. Damiani - Bari: 18 materassi e 20 cuscini
fondazione De Bellis - Castellana Grotte: 8 materassi e 30 cuscini
comunità Emmanuel - Lecce: 57 materassi e 60 cuscini
comunità Emmaus - Foggia: 85 materassi
convento dei frati cappuccini - Cerignola: 34 materassi e 20 cuscini
istituto Terz'ordine francescano - Salice Salentino: 40 materassi e 100 cuscini
istituto Sorriso francescano - Massafra: 5 materassi e 30 cuscini
parrocchia Cattedrale di Bari: 60 materassi
parrocchia Resurrezione - Bari: 70 materassi e 200 cuscini
centro di accoglienza notturna Andromeda - Bari: 100 materassi
centro di accoglienza notturna della Croce Rossa - Bari: 100 materassi 200 cuscini
comunità eritrea - Bari: 40 materassi e 100 cuscini.

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Rodolfo Valentino: la seduzione del mito

CASTELLANETA - Una nutrita platea, attenta e coinvolta, ha assistito ieri sera, martedì 23 agosto, alla proiezione di due delle pellicole che hanno reso celebre Rodolfo Valentino: «Lo sceicco» (1921), «Sangue e arena» (1922). L’iniziativa rientra nell’ambito delle manifestazioni collaterali organizzate per celebrare i 90 anni della scomparsa del grande divo, il 23 agosto 1926 a New York. Rudy aveva soltanto 31 anni: a stroncargli l’esistenza una banalissima peritonite.

Sponsor dell’evento, che si è tenuto in piazzetta Stella Maria a Castellaneta Marina, il brand Peroni che ha offerto a tutti i convenuti un assaggio di birra Nastro Azzurro, noto nel mondo del grande schermo per essere da anni partner di eventi importanti a partire dalla Mostra internazionale di Venezia.

Per ricordare la figura del Mito del cinema muto,è stata inaugurata lo scorso 21 agosto al Museo Valentino (MUV), nell’ex convento di Santa Chiara, la mostra Rodolfo Valentino: la seduzione del mito.  Ad organizzare la rassegna sono congiuntamente  l’Assessorato alla Cultura del Comune di Castellaneta, il Museo Nazionale del Cinema di Torino e la Fondazione Rodolfo Valentino di Castellaneta, con il patrocinio di Regione Puglia, Apulia Film Commission e Puglia Promozione.

Nella suggestiva sede espositiva accanto a riviste ed oggetti d’epoca, si possono ammirare alcune fra le più belle fotografie dell’attore fuori dal set, in una sorta di viaggio-racconto che ripercorre la carriera cinematografica di Rodolfo Valentino, dagli esordi fino alla consacrazione a divo. In esposizione ci saranno circa 200 riproduzioni di riviste, album di ritagli di giornali, libri, manifesti, materiali pubblicitari, fotografie, cineromanzi, spartiti musicali.

Inoltre, sono collocate all’interno e all’esterno del Palazzo comunale 30 immagini di grande formato che hanno messo in luce il forte potere seduttivo di Rodolfo Valentino: fotografie che lo ritraggono nelle pose, sguardi e movenze che lo hanno reso il primo latin lover della storia del cinema. Il materiale in esposizione è stato messo a disposizione e curato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino, arricchito dal Fondo David Robinson di recente acquisizione che, a sua volta, aveva raccolto e custodito i materiali della Valentino Association, un club di ammiratori fondato in Inghilterra negli Anni Venti.

La mostra resterà apertasino a fine 2016 dal martedì alla domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.30. Il prezzo del biglietto d’ingresso è di  4 euro, gratuito sino a 12 anni e dà diritto anche alla visita al Museo. Sono previste facilitazione per gruppi e comitive.
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Notte Taranta, Emiliano: serata magica

BARI - "La Notte della Taranta e' una serata assolutamente speciale, magica, nella quale l'intera Puglia si ritrova attorno al suo Salento, perche' la Puglia senza il Salento mancherebbe d'identita', di energia. Abbiamo tanti luoghi meravigliosi ma questa festa e' diventata un po' il segno della riscossa: i tamburelli della Taranta sono un po' le nostre musiche di battaglia, quelle dalle quali ci siamo risollevati dopo tanti problemi e dopo tante difficolta' e attraverso questo cammino lungo e faticoso nel quale nessuno ci ha regalato nulla siamo arrivati a serate magnifiche ospitando personalita' straordinarie". Lo dichiara il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano in un videomessaggio affidato ai social.

"Quest'anno - aggiunge il governatore - Carmen Consoli sara' la regina di questa serata meravigliosa: sono davvero curiosissimo di vedere il risultato finale. Ci sono ospiti strepitose e la guida serena, pacata e forte di Massimo Manera, uomo di grossa taglia oltre che di grande peso morale e grande amico, ha messo su qualcosa di veramente straordinario. Io vi ringrazio tutti e ringrazio veramente tutte le persone che stanno lavorando in questo momento e che sono certo realizzeranno l'ennesimo trionfo della Puglia ne La Notte della Taranta".
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Furti in appartamento, due denunciati a Bari

BARI - Proseguono i colpi in appartamento nel capoluogo pugliese. Due cittadini stranieri, un georgiano di 26 anni ed un lituano di 30, sono stati denunciati a Bari dai carabinieri con l'accusa di ricettazione, perche' trovati in possesso di argenteria probabilmente rubata in un'abitazione. I militari hanno intercettato i due in via Capruzzi, a bordo di un ciclomotore e sono stati fermati per un controllo.

La moto era sprovvista di assicurazione e quindi e' stata sottoposta a sequestro amministrativo, mentre i due sono stati trovati in possesso di una borsa da donna contenente argenteria, per un valore di 3mila euro, che e' stata sequestrata.

In corso le indagini per risalire ai legittimi proprietari.
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Ventura guarda agli Under 22 e 23

di NICOLA ZUCCARO — "Abbiamo solo 3 giorni per preparare questa gara". Nel ricordare i suoi trascorsi a Bari e, soprattutto, ammettendo con umiltà che dovrà imparare ad accettare questi ritmi, Giampiero Ventura nel "presentare" Italia-Francia, guarda già al futuro della "sua" Nazionale e senza fronzoli - come nel suo stile - parla già di linea verde: pur rimarcando che il 1 settembre ripartirà da quel gruppo "storico" che ha ben figurato negli ultimi Europei (perchè garanzia di compattezza e di esperienza), Ventura disegna da Bari l'Italia che verrà.

Una Nazionale che, beneficiando di qualche stage in più nel corso della stagione sportiva (il Ct ammette, dopo le visite effettuate presso i campi di allenamento delle big di Serie A, le difficoltà restano le stesse di quando allenava il Torino) potrà cambiare volto con l'innesto di giovani calciatori Under 22 e Under 23, da poco fuori per raggiunti limiti d'età, dal giro dell'Under 21.
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