Notte della Taranta, 800mila euro a terremotati

LECCE - È di 1.665.600 euro la somma totale raccolta sabato sera durante la Notte della Taranta a sostegno delle popolazioni colpite dal ...

martedì, agosto 30, 2016

INTERVISTA. Luigi De Magistris: "Al contrario di Higuain io non tradirò mai la città di Napoli"

di NICOLA RICCHITELLI — Referendum e Napoli, questi i temi su cui poggia la nostra chiacchierata con il primo cittadino della città di Napoli alla vigilia dell’autunno caldo che culminerà con il referendum costituzionale di ottobre: «Io sono convintamente schierato perché si vada a votare e si voti NO».

Netta e chiara la posizione di Luigi De Magistris, che sul tema della riforma costituzionale rimarca: «Non dobbiamo pensare di andare a votare per Renzi o contro Renzi, qua si va a votare per la difesa della Costituzione repubblicana nata dalla difesa dal nazifascismo, in cui sono garantiti gli equilibri democratici, oppure andare a votare per stravolgere tutto questo, creare una società più autoritaria, più oligarchica, con meno contrappesi…».

D: Dott. De Magistris, partiamo dai temi del referendum: il suo sarà un “Si” o un “No”?
R: «Io sono convintamente schierato perché si vada a votare e si voti NO. Ne siamo convinti, dico siamo perché abbiamo fatto una riflessione anche come giunta e maggioranza, ci siamo espressi in questa direzione. La Costituzione è sotto attacco, la Costituzione nasce dalla resistenza al nazifascismo, è la costituzione più bella del mondo, è una costituzione che invece di modificare bisognerebbe attuare perché ci sono ancora tanti principi fondamentali che non sono stati attuati, se pensiamo all’uguaglianza dei cittadini, se pensiamo alla tutela delle minoranze, se pensiamo alla tutela del paesaggio, alla democrazia intesa come sovranità popolare, noi quindi cercheremo nel nostro piccolo e con le capacità che abbiamo di spiegare le nostre ragioni e quindi le ragioni del No all’opinione pubblica e a chiunque ci voglia invitare alle varie manifestazioni pubbliche, in televisione, radio, dibattiti, in qualunque luogo cercheremo di mobilitare i cittadini del nostro paese a non rimanere indifferenti e a capire la posta gioco e soprattutto non si discute di soldi ai poveri e di lotta al terrorismo, questa è propaganda politica becera. Qui stiamo ragionando su altri temi».

D: Votare “No” al referendum non significa dire “No” a Renzi?
R: «Si, questa è una cosa che Renzi ha volutamente inteso personalizzare, noi non dobbiamo pensare di andare a votare per Renzi o contro Renzi, qua si va a votare per la difesa della costituzione repubblicana nata dalla difesa dal nazifascismo, in cui sono garantiti gli equilibri democratici, oppure andare a votare per stravolgere tutto questo, creare una società più autoritaria, più oligarchica, con meno contrappesi, e non c’entra nulla con la propaganda che Renzi sta facendo. Io ho sentito dire in questi giorni che se si vota Si, si danno più soldi ai poveri, addirittura il ministro Boschi va dicendo che si migliora la lotta al terrorismo, questo vuol dire trovarsi di fronte ad un fatto molto grave, perché il Governo entra a gamba tesa nella campagna elettorale addirittura sul referendum dove deve decidere il popolo liberamente».

D: Un rapporto quello tra lei e il Presidente del Consiglio che può dirsi ai minimi storici negli ultimi tempi. Come si è arrivato a questo?
R: «Il Presidente del Consiglio rifiuta – almeno negli ultimi due anni e mezzo – un dialogo istituzionale con il Sindaco di Napoli. Anche adesso con la mia rielezione, io ho scritto una lettera al Presidente del Consiglio chiedendo di poterlo incontrare. Si arriva a questo perché il Presidente del Consiglio ha ritenuto di fare un atto illegittimo, una forzatura istituzionale con il commissariamento di Bagnoli, che tra l’altro è stato giudicato in modo negativo dal popolo napoletano, perché non solo il Presidente del Consiglio e il Partito Democratico ha fatto campagna elettorale su questo tema e ha perso le elezioni al Comune di Napoli non andando nemmeno al ballottaggio, ma anche perso la decima municipalità Bagnoli-Fuorigrotta dove da trent’anni governava il Partito Democratico. Quindi il tema non è come dice qualcuno quello del Sindaco che si pone sull’Aventino, del Sindaco che fa barricate e che non vuole dialogare con il Governo. Noi dialoghiamo con il Governo, e dialoghiamo a tutti i livelli, parliamo con i ministri, segretari, certo io credo sia utile per il Presidente del Consiglio – credo sia un atto doveroso – incontrare il Sindaco della terza città d’Italia, la capitale del Mezzogiorno, nonché una delle città più significative del nostro paese, non può mettere d’avanti a mio parere il dissenso politico che è si il sale della democrazia ma che non deve influire sul dialogo istituzionale».

D: Anche perché non avere un dialogo con il Sindaco di Napoli significa non avere un dialogo con i napoletani?
R: «Io credo sia la cosa più minimale che il Presidente del Consiglio e il Sindaco di una grande città si incontrino, perché ci sono da discutere di tanti problemi, da Bagnoli ai tanti progetti. Io sono uomo del dialogo fermo restando che siamo un esperienza autonoma. Se qualcuno pensa che il dialogo ci debba essere solo se si dice “signor si”, o se c’è pensiero unico e quindi l’obbedienza al padrone allora questa è un'altra cosa che non ci appartiene. Oggi Napoli è una città forte, è una città che è stata governata con le mani pulite, è una città autonoma, è una città libertaria, che ha un progetto politico, che ha l’umiltà di pensare che le altre istituzioni sono assolutamente indispensabili per il progresso di una comunità, ma non ci facciamo mettere i piedi in testa da nessuno, nè il guinzaglio, nè tanto meno ricattare».

D: Dott. De Magistris, lei in passato ha definito Napoli città derenzizzata… 
R: «Questo è un post che ho scritto esattamente un anno fa e precisamente nel ferragosto del 2015 e fu un documento politico molto forte, sicuramente con contenuti radicali perché volevo appunto sottolineare il fatto che Napoli sta costruendo un modello politico, culturale, sociale ed economico alternativo alle politiche liberiste. Mentre Renzi costruisce un sistema autoritario, centralizzato, oligarchico fatto di commissioni opache tra pubblico e privato che va a strangolare finanziariamente gli enti locali, noi a Napoli stiamo cercando di costruire una società orizzontale con modelli economici in alternativa al liberismo, lavorando sulla giustizia sociale, lavorando dando peso e responsabilità e potere ai cittadini, agli abitanti con forme di autogoverno e partecipazione democratica. Noi non andiamo a privatizzare i servizi essenziali come si fa in altre parti e come vuole fare il governo Renzi, a cominciare dall’acqua pubblica, dai rifiuti, dalla scuola e dai servizi essenziali».

D: Che Napoli ha trovato nel 2011, cos’è Napoli oggi e che Napoli intende lasciare a fine mandato?
R: «Noi abbiamo ereditato cinque anni fa una Napoli sommersa dai rifiuti, senza un turista, una città moralmente e culturalmente depressa. Oggi Napoli non ha più rifiuti già da cinque anni, è la città d’Italia che cresce in termini di turismo, in questi giorni appunto registriamo il tutto esaurito nelle strutture ricettive della nostra città, ed è una città che ha una vivacità culturale senza precedenti. Nei prossimi anni, quindi, lavoreremo per consolidare sempre di più Napoli a città internazionale, miglioreremo i servizi e quindi la qualità della vita, rafforzeremo la capacità di attrazione degli investimenti, cercheremo quindi di fare di Napoli una città capitale, una città rifugio, la città della solidarietà, la città dei giovani, la città che ha riscoperto il gusto del protagonismo dei cittadini che poi è la vera novità. Oggi a Napoli i cittadini non sono più depressi ma partecipano alla vita collettiva, alla vita democratica e sociale della nostra città».

D: Quali i motivi che nel 2011 spinsero Luigi De Magistris a mettersi al servizio della città di Napoli? R: «Il motivo determinate è stato l’amore per Napoli, l’amore per la città in cui sono nato e dove ho scelto di vivere, la voglia di cambiarla e perché anche un po’ di follia. Mettersi a fare campagna elettorale senza avere apparati alle spalle, senza avere nè partiti e nè movimenti, senza avere soldi e lobby, contro tutto e tutti così un po’ come è successo in questa seconda campagna elettorale diciamo che ci vuole gran coraggio, passione e devo dire che alla fine tutto questo ci ha premiato. Perche siamo stati premiati, perché abbiamo creato una forte connessione umana, una cementificazione di rapporti umani con i nostri concittadini che si sono tradotti in sensibilità politiche comuni. Vincere come abbiamo fatto noi in questa campagna elettorale avendo contro gli apparati mediatici forti, i poteri criminali della città, tutto il centrosinistra e quindi il Partito Democratico, il Governo che si schierato con lo stesso Partito Democratico, il centrodestra e il Movimento Cinquestelle e vincere quasi al primo turno, è un risultato che si ottiene se hai governato in modo positivo, fermo restando che i problemi restano ancora tanti per la nostra città. A Napoli, inoltre, sta nascendo un nuovo modo di fare politica, molto trasversale, che chiamerei Movimento popolare di liberazione».

D: Riuscirà il suo progetto politico a varcare i confini di Napoli?
R: «Questo lo vedremo. Noi abbiamo realizzato un associazione culturale – Dem.A. Democrazia Autonomia -  in cui crediamo molto. Ed è un associazione importante perché da lì è nata tutta la programmazione culturale, strategica e quindi un agorà dove le persone si sono incontrate ed hanno ragionato insieme. Napoli possiamo dire che non è solo un esperienza amministrativa ma è diventato anche un modo di fare politica alternativo alle politiche che si sono visto in Italia fino a questo momento. Chiaro che ciò che accade a Napoli può rappresentare un qualcosa da mettere in connessione con tutto ciò che accade in altri luoghi. Noi cerchiamo molto il rapporto con altre città italiane ma anche europee, cerchiamo connessioni con reti, movimenti e associazioni, con comitati che difendono e lottano per la difesa dei beni comuni e l’espropriazione della democrazia, contro le sopraffazioni e il saccheggio della natura e dei beni paesaggistici e monumentali. Napoli è una città che è diventata comunità dove si percepisce che c’è un progetto politico che va oltre la città di Napoli, una città rifugio di chi la pensa diversamente, una città dissenziente, una città ribelle».

D: Uscirei un po’ dai temi della politica e mi sposterei su un tema che sicuramente ha tenuto banco per tutta l’estate a Napoli, l’addio di Gonzalo Higuain. Lei che idea si è fatto?
R: «Beh, i napoletani hanno preso molto male l’andata via di Higuain, sia per come è maturata, senza spiegazione alcuna, senza un rapporto con la città. Poi il legame dei napoletani con Higuain è stato incredibile e sembrava reciproco. I napoletani lo hanno vissuto come la lesione di un rapporto forte. Ormai siamo proiettati a guardare avanti, ma possiamo benissimo parlare di amore tradito».

D: Possiamo dire con certezza che lei non tradirà mai i napoletani?
R: «Questo è certo. Anzi, diciamo che in questi cinque anni mi sono davvero immolato per la città. Io non lavoro mai meno 15-16 ore al giorno. Napoli è diventata la mia vita totale e mi ha completamente assorbito».
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Notte della Taranta, 800mila euro a terremotati

LECCE - È di 1.665.600 euro la somma totale raccolta sabato sera durante la Notte della Taranta a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto tramite il numero della protezione civile (45500).
In particolare i fondi devoluti dalla mezzanotte di sabato alle tre di domenica, con la sola diretta in corso di Rai5 da Melpignano, ammontano a ben 790.600 euro.

"Le somme raccolte dagli operatori telefonici, spiegano dalla Protezione Civile, saranno versate, senza alcun ricarico, su un conto infruttifero aperto presso la Tesoreria Centrale dello Stato in favore della Presidenza del Consiglio dei Ministri”.

Saranno invece consegnati alla Regione Puglia i 54.558 euro raccolti tra i salvadanai dislocati in 7 varchi d’accesso all’area concerto, i cachet degli artisti che hanno deciso di devolvere il compenso della serata,  gli introiti della vendita delle t-shirt ufficiali e di parte dei biglietti dei backstage.

Loredana Capone: (Assessore Industria turistica e culturale, gestione e valorizzazione dei Beni culturali della Regione Puglia) commenta:  "Insieme abbiamo fatto la scelta giusta così uno dei più importanti eventi di Puglia è diventato trampolino nazionale per una maratona di solidarietà che è iniziata lo scorso sabato con il concertone pizzicato ma continuerà con altre piccole e grandi iniziative che da questo hanno tratto stimolo e passione. "La Puglia, unita, per la ricostruzione". Tutti hanno dato una mano sabato, dalla maestra concertatrice Carmen Consoli e gli artisti tutti, al prefetto, al questore, alle forze dell'ordine, agli amministratori, all'esercito di volontari, ai cittadini. Siamo grati a ciascuno di loro perché hanno saputo interpretare con il cuore il vero spirito della pizzica salentina: un ritmo che libera dal dolore e genera speranza. D'altra parte il talento quand'è grande si manifesta così: va oltre la tecnica e produce calore umano".
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Sisma, funerali ad Amatrice. "Non uccide il sisma, ma le opere dell'uomo"

(ANSA)
"Il terremoto non uccide. Uccidono le opere dell'uomo!", così il vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili, nell'omelia della messa funebre ad Amatrice. La ricostruzione - ha proseguito - non dev'essere "una 'querelle politica' o una forma di sciacallaggio di varia natura, ma quel che deve: far rivivere una bellezza di cui siamo custodi".

"Questa gente è morta perché amava questa terra e noi vogliamo restare qui", ha detto il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, al termine dei funerali. Una frase accolta da un forte applauso da parte della folla che gremisce la tensostruttura. Il sindaco ha quindi abbracciato forte e a lungo il vescovo di Rieti, mons. Domenico Pompili, che ha celebrato il rito.

Oggi alle 18 ad Amatrice si sono tenuti i funerali delle vittime del terremoto che ha devastato il centro Italia. Ieri le proteste dei familiari delle vittime per l'ipotesi che fossero celebrati, invece, a Rieti. "Noi a Rieti non ci veniamo, ridateci i nostri morti", avevano detto gli sfollati. E dopo un colloquio tra il premier e il sindaco della cittadina laziale l'annuncio della decisione di tenerli ad Amatrice. Giusto tenerli lì ha twittato poco dopo Renzi.

I funerali delle vittime del  si terranno ad Amatrice come chiedono il sindaco e la comunità locale. E come è giusto!

Trentasette le vittime di cui si sono celebrati oggi i funerali. I volontari della Protezione Civile hanno predisposto, sotto una pioggia battente, due grosse tensostrutture nel cortile del complesso Don Minozzi, la struttura educativa per buona parte crollata con la scossa del 24 agosto. A celebrare le esequie funebri è il vescovo di Rieti Domenico Pompili, l'ex vescovo dell'Aquila Molinari e il vescovo di Ascoli Giovanni D'Ercole. Presenti anche il premier, Matteo Renzi, e il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, oltre ai presidenti della due Camere, Grasso e Boldrini.

"Questa era la cosa più giusta e logica da fare - ha detto il parroco del Paese don Fabio Gammarrota, tornando sulle polemiche di ieri - il popolo resterà qui e rappresenterà il pungolo per le istituzioni affinché mantengano le promesse fatte a questa gente".
Intanto proseguono le indagini dopo il disastro e si avvicina il momento dei sequestri e delle perizie sugli edifici crollati.

Dopo un colloquio telefonico con il premier il sindaco Sergio Pirozzi ha fatto sapere che non ci sarà la cerimonia a Rieti ma i funerali saranno ad Amatrice. Giusto tenerli lì ha twittato poco dopo Renzi. Sarebbe imminente il trasferimento ad Amatrice di 78 salme delle vittime del sisma di Amatrice e Accumoli. Le salme erano già state portate dai due paesi a Rieti proprio per le esequie che in un primo momento avrebbero dovuto svolgersi all'aeroporto Ciuffelli.

I vigili del fuoco, intanto, dopo tre giorni di lavoro ininterrotto, hanno recuperato uno dei tre corpi ancora sepolti dalla macerie dell'Hotel Roma di Amatrice. Si tratta di una donna che si trovava in una stanza al primo pinao dell'albergo e che, dopo il crollo, era finita sepolta sotto oltre 4 metri di macerie. I vigili del fuoco, dopo aver rimosso e tagliato le travi che impedivano il passaggio, sono riusciti ad estrarla poco fa. Sotto le macerie dell'hotel Roma ci sono sicuramente altri due corpi che sono stati gia' individuati.
Intanto è stata aperta un'inchiesta per disastro colposo anche dalla procura di Ascoli, dopo quella dei colleghi di Rieti.


GOVERNO: VIA DALLE TENDE, POI CASETTE DI LEGNO - Via dalle tende, prima possibile e non oltre un mese. Con un passaggio in hotel e residence nella zona per poter realizzare, in 3-4 mesi, le casette di legno in attesa che borghi e paesi vengano ricostruiti. E' l'input che Matteo Renzi, a quattro giorni dalla scossa delle 3.36, ha dato agli uomini della Protezione Civile come primo atto del piano del governo per dare una sistemazione adeguata agli sfollati e passare poi alla ricostruzione, a capo della quale il premier metterà a breve come commissario l'ex governatore dell'Emilia Vasco Errani. E per essere fatta nel migliore dei modi il governo chiama a raccolta le energie migliori del paese, come dimostra il 'consulto' avuto a Genova con l'archistar Renzo Piano.

I tecnici della Protezione Civile stanno già mettendo a punto il piano delle costruzioni in legno, stile Onna. Il primo passo, quello più immediato, sarà dunque togliere gli sfollati dalle tende, perché tutti sanno che entro un mese, da queste parti, arriveranno il freddo, la pioggia e, più avanti, anche la neve. Non è pensabile dunque lasciare chi ha perso amici, familiari e l'intera vita, in una tenda. Al massimo entro qualche settimana bisognerà quindi decidere se far arrivare i container nei paesi colpiti o trasferire la gente negli hotel e nei residence della zona. "La scelta va lasciata alla gente", si è premurato di dire Renzi parlando con i sindaci delle zone colpite e con i governatori. E lo ribadirà martedì quando sarà ad Amatrice per i funerali delle vittime, cogliendo l'occasione per una nuova riunione operativa. Nel frattempo verranno realizzati i Musp, i moduli di utilizzo provvisorio scolastico, che devono necessariamente essere pronti per l'inizio dell'anno scolastico. "Mercoledì incontrerò il ministro - ha confermato il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi - e dovremmo affrontare proprio questa situazione, in modo da garantire ai ragazzi di tornarne a scuola".

VITTIME SALGONO A 292 - Sale intanto a 292 morti e 388 feriti il bilancio ufficiale delle vittime del sisma che ha devastato il centro Italia. Gran parte di essi sono passati per gli ospedali di Lazio, Umbria e Marche. Nel relativo conteggio, è stato rilevato che solo 218 sono le vittime in Amatrice ( Provincia di Rieti), 49 ad Arquata del Tronto (Ascoli Piceno, quì si terranno domattina alle 11.30 i Funerali di coloro che sono periti nelle Marche, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Premier Matteo Renzi) ed 11 ad Accumoli.

Nelle Marche "ai vigili del fuoco non risulta più alcun disperso"dopo il forte terremoto di mercoledì scorso. Lo ha detto il comandante regionale Ugo Bonessio, al campo base di Arquata del Tronto. Le ricerche in tutto il territorio colpito dal sisma vanno comunque avanti.

La terra continua a tremare. Dopo l'ultima forte scossa di magnitudo 4.8 alle 6:28 di questa mattina, è stato chiuso il Ponte a Tre Occhi sulla strada regionale 260, importante via di accesso verso il comune di Amatrice anche per i soccorsi.

Amatrice dopo la scossa
"Amatrice è da radere al suolo completamente", ha ammesso il sindaco della cittadina distrutta Sergio Pirozzi, che ha confermato all'ANSA come non ci sia più nessun edificio nel centro storico che sia possibile restaurare e salvare. A parte la chiesa romanica di S.Francesco, tutto il resto non c'è più. "Ma come ho già detto ieri - ha ammesso Pirozzi - vorremmo ricostruirlo nello stesso posto, magari con la stessa forma e con la stessa estetica".

All'arrivo alle porte di Amatrice, provenendo dall'Aquila sulla strada 260 Picente, il Ponte chiamato 'A tre occhi' sopra il torrente Castellano è pericolante, si è affossato dopo il crollo di un muro sottostante. Si passa in questo punto solo a piedi o in moto. Fino a un chilometro e mezzo da Amatrice sulla 260 Picente la strada è transitabile. Alla vista non ci sono frane o edifici crollati sulla strada. Già a 15 km da Amatrice nelle frazioni di Montereale (L'Aquila) la gente è in strada.

Situazione molto grave anche ad Accumoli dove c'è almeno una vittima, e una famiglia di quattro persone - due bambini piccoli e i loro genitori - è sotto le macerie e non da segni di vita. Lo ha detto a RaiNews24 il sindaco di Accumoli, Stefano Petrucci.

Amatrice: com'era prima del terremoto
PROCURA APRE INCHIESTA — L'inchiesta aperta dalla procura di Rieti, con l'ipotesi di reato di disastro colposo, dovrà fare luce anche sui crolli che hanno interessato edifici ristrutturati recentemente, come la scuola di Amatrice e il campanile crollato ad Accumoli. Mentre non si placano le polemiche, si invoca da più parti un cambio di rotta sulla prevenzione antisismica.

IL CORDOGLIO DEL CONSIGLIO REGIONALE PUGLIESE - Il Consiglio regionale della Puglia condivide lo sgomento delle comunità colpite dal terremoto che ha investito l’Italia centrale. “L’evento drammatico di questa notte addolora tutti e ricorda analoghe tragedie che hanno segnato la storia del nostro Paese”, dichiara il Presidente dell’Assemblea, Mario Loizzo, che ha indirizzato una nota di solidarietà ai presidenti dei Consigli regionali del Lazio, Daniele Leodori, delle Marche, Antonio Mastrovincenzo e dell’Umbria, Donatella Porzi.

“Profondamente scosso alla notizia del grave sisma che ha colpito le Vostre popolazioni, esprimo la partecipazione più sentita del Consiglio regionale della Puglia e mia strettamente personale. Nel momento del dolore, che ferisce tutti, Vi sia di conforto la vicinanza della Comunità pugliese, che assicura il suo sostegno e il contributo ai soccorsi”.



COR: E' MOMENTO SOLIDARIETA' - Nota del Gruppo regionale dei Conservatori e Riformisti (Zullo, Congedo, Manca, Perrini e Ventola) sul terribile terremoto di questa notte.
“Ancora una volta nel cuore della notte il Centro Italia viene scosso da un terribile terremoto. Piccoli centri completamenti distrutti. 

Preghiamo per le vittime e auspichiamo che la macchina dei soccorsi riesca a mettere in salvo il numero maggiore di persone ancora intrappolate nelle macerie. 

E’ il momento della solidarietà! Dalla Puglia sono immediatamente partite le unità della Protezione civile ed è scattata immediatamente quella catena umana straordinaria: dalle donazioni di sangue alla raccolta di beni di prima necessità l’Italia del volontariato è già in moto, a conferma dello straordinario spirito di condivisione che contraddistingue il popolo italiano in queste tragedie. Anche noi siamo pronti a fare la nostra parte”.

"AIUTIAMO LE POPOLAZIONI COLPITE ANCHE DOPO EMERGENZA" - Nota del capogruppo del Pd Michele Mazzarano. “Non ci sono parole per esprimere il dolore che si prova, ancora una volta, dinnanzi a una devastazione come quella che, questa notte, ha colpito le regioni del Centro Italia. Il bilancio ancora provvisorio delle vittime non può che darci un'idea parziale della gravità del sisma che ha coinvolto diverse cittadine di Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio. Per completare il quadro vanno elencati le famiglie rimaste senza casa, le aziende distrutte, palazzi, chiese e interi storici rasi al suolo o pesantemente danneggiati, con riverberi inevitabili anche sull'economia turistica. Ora occorre superare la fase dell'emergenza, con l'assistenza dei feriti e il salvataggio di quanti sono ancora dispersi, nonché la messa in sicurezza degli edifici pericolanti. In questo la Puglia si sta dimostrando ancora una volta in prima linea con la sua Protezione civile, messasi in moto sin dalle prime ore di oggi per portare aiuto alle popolazioni colpite. Ma non va dimenticato che la parte più difficile sarà subito dopo, per evitare di trasformare centri vivaci della nostra Italia in simboli di abbandono e desolazione. Il ricordo del sisma de L'Aquila, che sette anni fa ha distrutto il centro storico e causato 300 morti, è ancora vivo nella memoria di tutti noi. Cerchiamo di trarre esempio da quella devastazione per evitare di ripetere gli errori del passato”./comunicato
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Sisma, a Crispiano funerali suora morta

(ANSA)
CRISPIANO - Stamani sono stati celebrati nella chiesa di San Simone a Crispiano, in provincia di Taranto, i funerali di suor Anna Serio, la religiosa 74enne morta mercoledì scorso nel crollo del convento di Amatrice. Ad officiare la messa l'arcivescovo di Taranto, mons.Filippo Santoro.

"Celebrare le esequie di suor Anna nel suo luogo natio - ha riferito durante l'omelia - ha una valenza fortemente simbolica in questi giorni nei quali abbiamo pieni gli occhi e il cuore della sciagura. Fra le centinaia di vittime falciate dal sisma vi è anche quindi una religiosa figlia di questa terra. Ciò ci rende vicini oltre che per il racconto di un cataclisma naturale riportato dai media, per un legame se vogliamo di parentela".
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Irlanda, Ue stanga Apple su agevolazioni fiscali

DUBLINO - Durissimo botta e risposta tra la Ue, l'Irlanda e Apple sui benefici fiscali all'azienda californiana. L'Antitrust europeo chiede a Dublino di 'stangare' Cupertino per 13 miliardi di euro, l'Irlanda risponde che ricorrerà in appello. Mentre Apple in una nota spiega che la decisione "avrà profonde conseguenze sugli investimenti e posti di lavoro in Europa".

L'Irlanda e' "in profondo disaccordo con la Commissione" europea sulla pesante penale inflitta a Apple per il trattamento fiscale ottenuto sull'isola. E' quanto dichiara il ministro delle Finanze di Dublino, Michael Noonan, in una nota ripresa dalla Bbc.

"Tale decisione - annuncia Noonan - non mi lascia altra scelta che cercare l'appoggio del governo per fare appello" dinanzi alla Corte europea affinché sia rovesciata".
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Dramma nella notte: deceduta una 24enne sulla ex sp 231

ANDRIA - E’ accaduto tutto in pochi istanti: una curva, l’uscita fuori strada e l’impossibilità di controllare il veicolo sino allo schianto finale. Il dramma si è consumato nella notte attorno alle 3 sulla ex Strada Provinciale 231 in territorio di Andria.

Nulla da fare per una ragazza 24enne andriese deceduta dopo l’impatto mentre per il conducente della Mercedes Slk di colore blu, sempre 24enne ed anch’egli andriese, le condizioni restano gravi e monitorate all’Ospedale di Andria dove è in prognosi riservata.

Sul posto l’immediato intervento di due ambulanze dell’equipe del 118 “Mike 8” ed “India 5” di Andria 1 ed Andria 2 oltre che di Carabinieri, Polizia e Vigili del Fuoco.
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Spagna, ritrovato un quadro della scuola di Tintoretto dall'inestimabile valore

MARBELLA - Quattro cittadini spagnoli tra i 45 e i 60 sono stati arrestati per aver rubato un’opera d'arte di valore da un ristorante a Marbella. Il dipinto non firmato che si ritiene essere della scuola del Tintoretto, il grande pittore veneziano del ‘500 (Venezia 1518-1594), sarebbe stato stimato in un valore di euro 300.000. L'opera è stato rubata in un ristorante a Marbella nel mese di giugno ed è stata ritrovata dalla polizia nazionale, in una casa nella comunità di Andújar, nella provincia di Jaen. Secondo un comunicato della polizia nazionale, i detenuti avrebbero fatto diversi tentativi per vendere il quadro sul mercato nero.

Il dipinto senza firma, ma è considerato come realizzato da un artista italiano nel 1500. Oltre al furto, i responsabili sono stati arrestati con l'accusa di minacce violente e coercizione. L'acquirente designato sarebbe infatti stato minacciato di firmare una liberatoria ad un altro acquirente. Gli esperti non sono unanimi circa la provenienza del dipinto e la sua autenticità come direttamente realizzato da Tintoretto o una copia fatta dallo stesso, o se realizzato da uno dei suoi allievi.

Durante la seconda guerra mondiale i nazisti avevano mostrato grande interesse verso il pittore veneziano. Molti dei suoi lavori sono stati saccheggiati e divennero parte della collezione privata di Hermann Goering.Un importante ritrovamento, quindi, per un’opera di origine italiana, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti", il cui inestimabile patrimonio storico artistico appare da sempre preda di attenzioni da parte di furfanti d’ogni dove ed è meritevole di tutela internazionale.
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Tassi usurari del 30%, arresti in Calabria

COSENZA - Ancora usura in Calabria. I carabinieri del Ros e quelli del Comando provinciale di Cosenza stanno eseguendo un'ordinanza di custodia cautelare a carico di 14 persone appartenenti ad un'organizzazione dedita a usura e estorsioni aggravate dalle finalità mafiose.

Al centro delle indagini del Ros un gruppo emanazione delle cosche Cicero-Lanzino e Rango-Zingari, egemoni su Cosenza che, utilizzando i capitali della 'ndrangheta, davano prestiti a tassi del 30% mensile.

Tra gli arrestati un calciatore professionista che ha militato in serie A e B.
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Taranto, presunto suicidio in hotel

di PIERO CHIMENTI - Il corpo di un uomo sui 60 anni è stato trovato in queste ore in camera d'albergo. Dovrebbe trattarsi di un ospite di un hotel.

Sul decesso l'ipotesi più accreditato è il suicidio, dato che sarebbe stato trovato impiccato. Sul caso indaga la Polizia che, insieme al medico legale, cercheranno di risalire all'ora della morte.
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“Ecomostro sul Chidro, un bando per la rigenerazione urbana potrà eliminarlo”

BARI - Nota del Consigliere regionale di Area Popolare, Luigi Morgante.
“La costruzione a ridosso del fiume Chidro - dichiara - rappresenta uno scempio non più tollerabile, dato che da decenni deturpa non solo il territorio circostante e l’area interessata - un patrimonio naturalistico che avrebbe meritato nel tempo e da tempo ben altre attenzioni e interventi per la sua valorizzazione e tutela - ma rappresenta una ferita aperta e una macchia per l’intera comunità di Manduria. Per questo, ho particolarmente apprezzato l’impegno e la sensibilità delle associazioni e dei cittadini che hanno costituito il comitato ‘Chidro Libero’, e avviato una campagna mirata a richiamare l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica per arrivare all’abbattimento di un ‘ecomostro’ sempre più invasivo e fatiscente, la cui presenza continua a rappresentare una sconfitta per tutti noi.
Ma siccome il mio ruolo politico di consigliere regionale - spiega Morgante - comporta precise responsabilità e non può essere limitato alla piena e convinta adesione a una iniziativa meritoria e alla firma di una petizione, e mi obbliga anche e soprattutto a cercare soluzioni concrete e immediate, mi sono attivato presso gli uffici preposti, e ho avuto rassicurazioni sulla prossima pubblicazione – entro la fine dell’anno – di un bando per interventi di rigenerazione e riqualificazione urbana: sarà allora quello il possibile e necessario strumento per intervenire e restituire all’ambiente il necessario equilibrio e il ritorno alla sua naturale bellezza. Continuerò ovviamente a seguire questa vicenda in ogni passaggio fino alla sua conclusione, e se ci saranno nel frattempo novità o possibili altre opzioni interverrò con altrettanta tempestività e con nuove, ripetute sollecitazioni nei confronti di un esecutivo regionale chiamato a dare risposte doverose alle comunità, a prescindere da colori e appartenenze politiche e partitiche”, conclude Morgante.
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Architettura del verde: “Vestire il paesaggio”

di DONATO FORENZA - Il tema della sostenibilità del paesaggio e dell’ambiente si sta affermando con notevole intensità dopo il Summit sul Clima a Parigi. Il recente evento “Anteprima Vestire il paesaggio 2016” con il premio Great Trees Awards, svoltosi a Pistoia, ha riscosso particolare attenzione per le  interessanti  articolazioni tecnico - scientifiche sui temi della biodiversità, sulle funzioni ecologiche della filiera green e della cultura del verde / paesaggio. Sono stati trattati molti temi tra cui quelli concernenti la realizzazione di giardini polifunzionali a servizio di scuole e fruibili per la disabilità visiva, motoria, uditiva e alimentare, con percorsi caratteristici sensoriali (un percorso dell’acqua, un percorso della musicalità, etc.) ed altre attività per la salvaguardia della biodiversità.

Notevoli sono risultate le realizzazioni di varietà di verde a livello vivaistico e quelle frutto della ricerca scientifica: sono evidenziate differenti morfologie di piante, fiori, di colori di corteccia di alberi e sul loro portamento; della capacità di adattabilità climatica. Si è parlato di aspetti funzionali, di ruscellamento, fitodepurazione e dei fattori per lo sviluppo e la protezione del paesaggio.

Secondo il prof. Zagari  “gli spazi pubblici, in particolar modo, vivono momenti difficilissimi, poiché manca la cultura del privato, e spesso questo viene giustificato dalla grande crisi finanziaria che stiamo vivendo”. La prof. Maniglio ritiene che “si è cominciato a vedere il paesaggio in modo diverso e ad averne coscienza mediante l’uso delle nuove strategie di pianificazione”.

Molti operatori si domandano quanto possa costare realizzare un progetto verde; ma non facciamo mai il contrario, e cioè chiedersi quanto costerebbe non farlo: spesso non vengono calcolati gli immensi benefici del verde. Inoltre, è stato evidenziato che manca lo sviluppo di una normativa sulla produzione delle nuove varietà più belle esteticamente, più utili al sistema per creare nuove piante più adatte per l’inserimento nell’ambiente.
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Bari, al via il Puglia Wellness Festival

BARI - Sarà presentato domani, mercoledì 31 agosto, alle ore 11, nella sala giunta a Palazzo di Città, alla presenza degli assessori allo Sport e alle Culture, Pietro Petruzzelli e Silvio Maselli, “Puglia Wellness Festival”, la kermesse di eventi dedicati al benessere, alle discipline bionaturali ed olistiche, allo sport, alle attività formative, alla cultura ed allo spettacolo.

L’iniziativa, promossa dall’Accademia Italiana Discipline Bionaturali (A.I.DI.Bio) con il sostegno dell’assessorato allo Sport, si terrà sabato 3 e domenica 4 settembre al Fortino Sant’Antonio.

Il programma completo di “Puglia Wellness Festival” sarà illustrato da Alberto Scattarelli e Michele Giannuzzi, rispettivamente presidente e vicepresidente di A.I.DI.Bio.

Questo messaggio è stato controllato dai Sistemi di Sicurezza del Comune di Bari - Ripartizione Innovazione Tecnologica, Sistemi Informativi e Tlc.
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Italia-Francia a Bari, un precedente di B nel 1962

di NICOLA ZUCCARO - Sfogliando gli almanacchi del calcio italiano, si scopre che Bari ospitò già un confronto amichevole tra le Nazionali di Italia e Francia. Il 6 dicembre 1962, al Della Vittoria di Bari, a confrontarsi furono, però, le Selezioni B composte dai calciatori che militavano nei rispettivi campionati cadetti.

Fra questi il barese Biagio Catalano, tesserato all'epoca per l'As Bari. L'amichevole, che terminò a reti bianche (0-0), va ad aggiungersi ai 10 incontri che la Nazionale maggiore ha disputato nel capoluogo pugliese, chiusi dal triplice fischio con 9 vittorie ed 1 pareggio.
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Bari, "Via Paolo Lembo come la savana”

BARI - In via Paolo Lembo le proteste dei cittadini e dei commercianti aumentano sempre di più. Il malcontento e le tante orecchie sorde da parte di chi dovrebbe intervenire, hanno prodotto una situazione di degrado divenuta oramai insopportabile. L’erbaccia selvatica ha infatti ormai raggiunto i 30-40 cm di altezza diventando luogo ideale per la proliferazione di blatte e zanzare.

“E’ a dir poco sconcertante come, nonostante gli interventi in quella zona siano stati programmati per l’inizio del mese, ancora ad oggi nessuno è intervenuto” – lamenta il Presidente di Sos Città, Danilo Cancellaro – “Ma la cosa più assurda è che nonostante la situazione sia nota date le molteplici segnalazioni inoltrate sia da noi che dagli stessi commercianti e residenti, nessuno dell’amministrazione comunale, Decaro e Petruzzelli in primis, si è degnato di dare una risposta a questi cittadini costretti a subire una situazione di degrado e di completo stato d’abbandono” conclude

“Sulla nostra pagina Facebook (Sos Città) i cittadini lamentano di aver più volte segnalato tale problematica ai vigili urbani, alla stessa Amiu nonchè alla stessa amministrazione comunale senza però ricevere mai risposta” – continua il Vicepresidente di Sos Città, Dino Tartarino – “Pertanto, data l’evidente situazione, chiediamo a gran voce che il Comune, di concerto con l’Amiu, rimedi a tale problematica intervenendo d’urgenza, anche e soprattutto in vista della ripresa delle varie attività commerciali lì presenti, nonché dell’inizio dell’anno scolastico data la presenza della scuola San Filippo Neri”.
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LIBRI. “Cyber Intelligence”, un algoritmo vò cercando

di FRANCESCO GRECO - Attenti: questo saggio bello, nitido, incalzante, potrà cambiare la vostra vita. Se siete ipersensibili, ipocondriaci, facili alla depressione, non leggetelo: avete tutto da perdere. Potreste reagire male, chiamarvi fuori dal villaggio globale del cyber spazio (il “sesto continente”), le fauci in cui ormai siamo tutti, volenti o nolenti, fagocitati, cui abbiamo ceduto il nostro libero arbitrio, e magari – dopo aver rottamato tablet, smartphone e Android - finire i vostri giorni in una grotta dinanzi al mare, da eremiti cenciosi, in compagnia di una capra per un un po' di latte, a meditare sugli uomini, le cose, Dio, la felicità, la verità, la libertà, la democrazia, gli altri mondi possibili.

Ma, ammoniva Oscar Wilde, a tutto possiamo resistere ma non alle tentazioni, so che lascerete un attimino l'ombrellone e correrete a procurarvi “Cyber Intelligence” (Tra libertà e democrazia), di Mario Caligiuri, Donzelli Editore, Roma 2016 (Collana “Interventi”), pp. 100, euro 16.
La succosa prefazione di Umberto Gori (che la materia l'ha disossata di suo) già fa venire, come si dice, l'acquolina in bocca quando parla di “Humint”, “deep weeb”, “exabyte”, “cigno nero”, “open sourse”, di società “defattualizzata”, di “Whertfreiheit”, e poi quando cita Ulrich Beck, per il quale la “politica non è più l'unico luogo, e nemmeno quello centrale, dove si decide il futuro della società”. Buona notizia. Fra poco i politici finiranno come quel deputato ucraino: nella monnezza.

Sta arrivando la rivoluzione, serve qualcosa da metterci addosso. Solo un assaggio delle parole e le locuzioni, i concetti e le linee-guida che troveremo più avanti, e con cui dobbiamo prendere confidenza, se non si vuole essere ricacciati ai margini, ridotti a un misero account, ben “profilati”, se è vero che fra qualche anno gli abitanti virtuali saranno più numerosi di quelli reali e che probabilmente avremo due governi: uno reale (oggi in ritardo nel trattare la complessa questione) e un altro metafisico, oscuro, inquietante, che decide l'agenda delle cose da fare in rete, nelle sue viscere oscure.

E non sappiamo quale dei due sarà più potente, minaccioso per la nostra libertà (quel che ne rimarrà), chi garantirà i livelli di democrazia maturati senza azzerarli, che, giova ricordarlo, non è stata una gentile concessione nel Principe o di tiranni illuminati, ma una conquista dei popoli costata milioni di vite umane.

Per dare forza al suo pensiero, il prof. Caligiuri (Università della Calabria) ha interagito con una bibliografia e a una sitografia sconfinata, e quindi, giunti all'ultima pagina, resta la curiosità di approfondire il magma di materiali.
Qui si confermano i nostri sospetti: tu telefoni, clicchi “like” o condividi la foto della morosa su Facebook e racconti al mondo il tuo pensiero politico, la tendenza sessuale, la fede praticata, le amicizie. I big data si incaricano di registrare e archiviare il tutto: la loro memoria è sconfinata e benché si vorrebbe dare una normativa (l'Ue ci ha provato con “end the end” a difendere la nostra privacy ma non ci è riuscita).

Così siamo esposti al capriccio (“conseguenze inedite”, “rischi incalcolabili”) di chi accumula i dati e potrebbe danneggiarci anche in termini preventivi.

Questo saggio vi aprirà un mondo e vi invoglierà a ripercorrere la vastissima bibliografia cui Caligiuri ha attinto, dall'iconoclasta Zygmunt Bauman a Bene (“l'abuso di informazione dilata l'ignoranza con l'illusione di azzerarla”). Divino Carmelo!
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Ospedale Moscati Taranto, Perrini: interventi urgenti

BARI - Di seguito le dichiarazioni del consigliere regionale Renato Perrini. Le ultime notizie sull’inefficienza dei macchinari per la radioterapia dell’ospedale Moscati non fanno che confermare quanto in questi mesi ho più volte esposto: la struttura ha bisogno d’interventi urgenti, di finanziamenti che puntino a potenziare reparti e personale. Da quando mi sono insediato come consigliere regionale, è passato poco più di un anno, ho condotto battaglie per tutelare la salute dei tarantini, e in particolare mi sono espresso in maniera dura nei confronti di una politica che, in passato, non ha mai preso sul serio in considerazione, la necessità di tutelare i pazienti oncologici del tarantino. Eppure la strada da seguire è così chiara: investire su ciò che già abbiamo, come il polo ospedaliero del Moscati, dove quotidianamente, gli ammalati di cancro sono costretti a curarsi in una struttura sanitaria vecchia, che regge, e a fatica, il grande carico di lavoro, solo grazie al costante impegno di medici e infermieri, sebbene sotto organico.

Ho incontrato - prosegue - nei mesi invernali in professor Salvatore Pisconti, alla guida dell’Oncologico all’ospedale Nord, e con lui nelle settimane successive abbiamo sempre ragionato su come potenziare il suo reparto per rendere migliore l’accoglienza dei pazienti. Così come ho dialogato con il dottor Antonio Rinaldi, responsabile Oncologia ospedale di Castellaneta, per migliorare e qualificare il servizio. E ancora. Al direttore generale della Asl, Stefano Rossi, ho più volte espresso il mio parere sull’urgenza di investire sul nosocomio al quartiere Paolo VI, che ha un bacino di utenza enorme. Ho trovato tutti sempre disponibili. Ora spero, e sono fiducioso, che le notizie sui macchinari della Radioterpia dell’ospedale Nord, guasti due giorni e su cinque, possano essere l’ultimo tassello che porti, Regione Puglia e Asl di Taranto, a ragionare su un piano di investimenti serio e che metta Taranto e i sui malati di cancro, malati in costante aumento, al centro di un dibattito proficuo.

Ciò che infine voglio ribadire è la necessità di fare squadra su questo tema; la politica, il sindacato, e tutti i movimenti e associazioni che negli anni si sono battuti per migliorare la sanità pubblica tarantina devono seguire una rotta comune. Il punto di partenza, sono convinto, è lo stesso: la città e la provincia jonica, hanno già pagato un prezzo altissimo, a causa dell’inquinamento, ora è tempo che la politica, quella che ha il potere di decidere e legiferare, si prenda cura di una terra sofferente e malandata, conclude Perrini.
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Moda: assegnato il titolo Top Fashion Model 2016, vince una pugliese

GIOVINAZZO - Successo oltre le aspettative alla finale nazionale di Top Fashion Model 2016, il contest internazionale dedicato al fascino e alla sensualità femminile, svoltosi nella cornice della maestosa Fontana dei Tritoni nella centralissima piazza di Giovinazzo.

Tre i titoli assegnati e molti i riconoscimenti da parte della neo-costituita Camera della Moda Puglia-Basilicata-Campania-Molise per le personalità presenti.

È Ilaria Petruccelli, 15enne di Cerignola (Foggia), la vincitrice dell'edizione 2016 del fashion award diretto dalla pugliese Carmen Martorana sotto la direzione artistica dello stilista Roberto Guarducci. Occhi azzurri e sorriso raggiante, Ilaria ha colpito la giuria per la delicatezza dei tratti e l'eleganza del portamento in passerella. È stata premiata dal medico ufficiale di Miss Italia e direttore sanitario della S.S. Lazio, Ivo Pulcini, e ha vinto una borsa di studio del valore di 500 euro e una crociera offerta da Costa Crociere.

Insieme a lei hanno conquistato il titolo "Eleganza" la sua concittadina Anna Pia Masciaveo di 16 anni - nominata anche Top Hair Style per Salvo Binetti Parrucchieri -, e quello "Bellezza" Lucrezia Antonelli, 17enne di Roma. A ricevere il titolo di Top Fashion Shooting  per Art Photography è stata Oriana de Luca, 16enne di Bari, e quello di Top Face Make up Artist per Elisabetta Tansella, è stata Mariagrazia Partipilo, 20enne di Grumo Appula.

Tra i riconoscimenti assegnati ai presenti, il premio Top Fashion Model - Fontana dei Tritoni alla pugliese Mariella Milani, giornalista storica del Tg2, nominata primo socio onorario dalla Camera della Moda Puglia-Basilicata-Campania-Molise per il suo costante impegno nel promuovere la moda italiana; e una targa al medico Ivo Pulcini che, attraverso la sua onlus Un Cuore per Tutti… Tutti per un Cuore, sostiene missioni operatorie in favore di bambini cardiopatici.

L'evento, presentato da Daniela Mazzacane, giornalista del TGNorba24, è stato un vero e proprio spettacolo di stile, arte e bellezza che ha incantato il folto pubblico presente con gli abiti di: Roberto Guarducci, stilista per oltre un ventennio nella maison Fendi; Gianni Sapone con la Collezione Haute Couture 2016/17 luxury; Maria Pia Eramo che ha impreziosito i suoi lavori con tattoo, pizzi, sete e chiffon; e di Antonio Corposanto, giovane stilista pugliese emergente. Protagonisti dell'esibizione sono stati anche gli abiti da sposa dalle linee morbide Private Collection di Sposa Couture; e i gioielli firmati Gerardo Sacco - le cui creazioni vengono indossate da star mondiali del cinema come Glenn Close e Liz Taylor - e Rosa Ladisa, che sempre sperimenta nuove tecniche con materiali diversi. Durante lo show, Salvo Binetti Parrucchieri, stilista nazionale per il Club Wella by Toni Pellegrino, ha presentato un creativo defilé di acconciature.

La voce di Gabriella Aruanno, giovane cantante biscegliese venuta alla ribalta in occasione del programma televisivo Io Canto con Jerry Scotti nel 2010, l'esibizione di danza classica di Mattia Ignomiriello, talentuoso allievo della Scuola di danza del Teatro Opera di Roma, e lo show dei ballerini della scuola di danza Dance Team di Giovinazzo, hanno completato la serata.

«La moda - ha commentato Roberto Guarducci, stilista e direttore artistico di Top Fashion Model -  non porta soldi e basta. È, invece, un'immagine che noi vendiamo non solo in Italia ma soprattutto all'estero».

«Sono orgogliosa - ha dichiara Carmen Martorana, ideatrice e organizzatrice di Top Fashion Model - che anche questa edizione si è conclusa con successo. Auspico che questo award si consolidi come appuntamento annuale per contribuire a diffondere la cultura della moda e della bellezza, e diventi trampolino di lancio per giovani talenti del fashion. Al prossimo anno!».

Top Fashion Model 2016 si è concluso lunedì 29 agosto nel suggestivo porto turistico di Giovinazzo con la passerella delle giovani modelle  che hanno indossato linee di abbigliamento e accessori scelte dopo un'accurata selezione. Gli abiti sognanti per un look ricercato di Arianna Laterza, l'arte del cucito di Li Store, l'ispirazione agli ultimi trend di Twice, la linea di abbigliamento bambini del nuovo negozio Aiabù, l'esclusivo costume ufficiale Bonitalola in abbinamento agli occhiali di Ottica Eos, e i bijoux Jais fatti a mano con materiali di qualità. La serata, presentata da Maria Giovanna Labruna, volto televisivo e conduttrice di eventi dello spettacolo e della cultura, è stata allietata anche dall'esibizione della giovane cantante Annalisa Marella.

Le aperture di entrambe le giornate sono state curate dell'A.s.d. Dynamic Lab di Bari che ha conquistato i presenti con uno spettacolo di danza moderna.
Top Fashion Model 2016 è stato realizzato in collaborazione con il Comune di Giovinazzo, l'Alto Patrocinio della Camera Nazionale Giovani Fashion Designer e con il patrocinio di Camera della Moda Puglia-Basilicata-Campania-Molise, Città Metropolitana di Bari, Associazione Ristoratori Albergatori Commercianti di Giovinazzo e Accademia di Belle Arti di Bari.
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Taranto, sanzionati naturisti

TARANTO - Veementi proteste da parte dell'associazione naturisti italiani (Ass.Na.it) contro lo sgombero, avvenuto nei giorni scorsi da parte di guardia costiera, polizia locale e carabinieri, di un tratto di spiaggia di zona Commenda, in località Campomarino di Maruggio, nel tarantino, occupato da un gruppo di nudisti. Lo sgombero è avvenuto in seguito ad una serie di sollecitazioni da parte di alcuni bagnanti contrari al naturismo.
 
"Appare quantomeno esecrabile - commenta in una nota Francesco De Gennaro, presidente dell'associazione naturisti italiani - che in Puglia lo spirito ambientalista non accolga e tuteli la filosofia naturista e che la condanni come riprovevole ritenendo la nudità addirittura un'oscenità da cui preservare le famiglie di bagnanti. Eppure nel resto d'Europa il naturismo è insegnato nelle scuole ai bambini sin dalla più tenera età quale principio egualitario e rispettoso della natura".
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