Smog, Decaro: "I Comuni non possono affrontare il problema da soli"

ROMA – E' ancora l'allarme smog nei grandi centri urbani a tenere banco nell'agenda politica delle ultime settimane. Antoni...

domenica, ottobre 22, 2017

Catalogna, Puigdemont: "Articolo 155 è attacco di Madrid"

BARCELLONA - Carles Puigdemont definisce il via libera di queste ore all’articolo 155 “un attacco” del governo centrale che così “si pone fuori dallo Stato di diritto”, come lo è “agire impunemente con violenza contro cittadini pacifici” e “perseguitare idee e mezzi di comunicazione” o creare “instabilità económica”.

Il presidente catalano ha dichiarato di voler chiedere un dibattito in Parlamento nei prossimi giorni per rispondere al capo del governo centrale, Mariano Rajoy, sulla sua intenzione di “liquidare” l’autogoverno e la democrazia della Catalogna e la democrazia e per “agire di conseguenza”. Puigdemont ha affermato che il governo centrale, con l’appoggio del Psoe e Ciudadanos, ha inflitto il “più grave golpe” alla Catalogna da quando il “dittatore Francisco Franco” decise la soppressione della autonomia.

“Il governo spagnolo si è proclamato illegalmente rappresentante” dei catalani, ha affermato ancora Puigdemont, assicurando che Rajoy ha inflitto un “golpe” alle istituzioni catalane creando un “direttorio” per guidarle da Madrid. A Barcellona migliaia di persone hanno manifestato nel centro cittadino al grido di “indipendenza” o “TV3 sarà sempre nostra”.

Referendum: affluenza alle 12 in Lombardia al 10%, in Veneto a 21

MILANO – Al referendum per l’autonomia della Regione Veneto ha votato a mezzogiorno il 21,1% degli aventi diritto, in 575 enti dove si è votato. Il doppio della Lombardia, dove ha votato il 10,06% degli aventi diritto, pari a 791.938 elettori. E’ quanto comunica la stessa Regione sul sito dedicato alla consultazione che, però, non indica il numero relativo di seggi scrutinati ma il numero assoluto dei votanti.

In Lombardia, a differenza che in Veneto, non è stato fissato un quorum. In Veneto il quorum è del 50%. Seggi aperti fino alle 23.

SEGGI APERTI DALLE 7 ALLE 23 - Al via in Lombardia il voto per il referendum sull'autonomia. Seggi aperti dalle 7 alle 23 per la prima consultazione elettronica in Italia: la scheda cartacea è infatti sostituita da tablet sul quale si può votare sì, no o scheda bianca.

A norma e nel rispetto dell’articolo 116 della Costituzione agli elettori di lombardia e veneta viene chiesto in via consultiva se sono d’accordo a sollecitare “ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse”.

Per votare occorre recarsi presso il seggio indicato sulla propria tessera elettorale, con un documento d’identità valido. Gli elettori sprovvisti della tessera elettorale possono rivolgersi agli uffici del Comune di residenza per conoscere l’ubicazione del proprio seggio. Non è consentito il voto all’estero, previsto solo per le elezioni della Camera dei Deputati, del Senato e per i referendum nazionali. I lombardi e veneti residenti all’estero ma iscritti all’Aire possono però esercitare il diritto di voto presentandosi di persona al seggio della sezione elettorale in Italia in cui sono iscritti.

In Lombardia non è previsto il quorum. Ciò significa che, a prescindere dal numero dei votanti, quello che conta sarà la vittoria del Sì o del No. In Veneto invece, per essere valida, la consultazione avrà bisogno di un’affluenza di almeno il 50%. Alla chiusura dei seggi alle 23 gli occhi saranno puntati soprattutto sull’affluenza. Solo infatti con una significativa mobilitazione dei 15 milioni di italiani chiamati al voto i rispettivi governi regionali avranno un mandato forte, un potere contrattuale in grado di sostenerli, nell’eventuale trattativa con le istituzioni centrali per ottenere il diritto a gestire a livello regionale materie oggi di competenza statale. L’incognita politica riguarda dunque solo l’affluenza: comitati per il no non sono stati nemmeno costituiti, nessuna forza politica ha fatto campagna per il no. E solo Fratelli d’Italia si è dichiarata contraria.

In Veneto le spese per il referendum ammontano a circa 14 milioni di euro, mentre in Lombardia, dove si sperimenterà il voto elettronico su tablet, almeno 38 milioni di euro. I cittadini della Lombardia infatti al seggio non trovano schede, urne e matite copiative ma 24mila tablet acquistati per l’occasione. Una sperimentazione, la prima in Italia su larga scala, proposta al Consiglio regionale lombardo dal Movimento 5 Stelle che contestualmente ha dato il proprio via libera alla consultazione sull’autonomia. A gestire le “voting machine”, costate 23 milioni di euro, sarà la multinazionale britannica Smartmatic, fondata da un venezueleno, leader mondiale in questo campo.

Speranza apre al dialogo con Renzi: "Incontro subito per trattare"

ROMA - "Sono pronto a incontrare Renzi. Lo sfido, noi siamo disponibili già lunedì mattina. È l'ultima occasione per capire se è possibile riaprire una discussione". A dichiararlo il leader di Mdp, Roberto Speranza, intervistato da Repubblica, che apre al segretario del Pd. Per Speranza il terreno di confronto è duplice: legge elettorale e legge di bilancio.

"Sul Rosatellum - chiede - abbandonino la strada della fiducia. Modifichiamo la legge con le preferenze, oppure aumentando i collegi uninominali. E prevediamo il voto disgiunto". Il leader di Mdp chiede di invertire la rotta anche su Jobs act e scuola. E sulla necessità di un centrosinistra unito, dice: "La destra, ovunque, è fortissima. Nessuno di noi può fare finta di niente".

Speranza chiede di verificare "se il filo col Pd si è spezzato si può riannodare, senza fermarsi sui nomi". "Nel Rosatellum - spiega - due terzi di eletti sono decisi dai vertici dei partiti. Cambiamo: con le preferenze o più collegi uninomimali".

Smog, Decaro: "I Comuni non possono affrontare il problema da soli"

ROMA – E' ancora l'allarme smog nei grandi centri urbani a tenere banco nell'agenda politica delle ultime settimane. Antonio Decaro, presidente dell’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) ribadisce che le misure contro l’inquinamento ci sono, ma mancano sinergie e finanziamenti. “I comuni sanno che va incentivato il trasporto pubblico locale e la mobilità ciclopedonale, ma non hanno risorse, perché sono state tagliate. Non possiamo aumentare le tasse e vista la crisi c’è una maggiore domanda di spesa sociale, non sappiamo proprio dove recuperare gli investimenti per la mobilità sostenibile. Ben venga perciò l’iniziativa di Enzo Bianco che organizza a Catania un tavolo di confronto per parlare di mobilità proprio in un momento in cui l’emergenza smog è maggiore”, dichiara Decaro in un’intervista rilasciata a Repubblica.

In particolare il sindaco di Bari sottolinea il ruolo delle regioni, “perché il tema va affrontato nella globalità, non dai singoli comuni. Spetta alle regioni fare i piani per la qualità dell’aria e finanziarli, così come contribuire a creare reti per la mobilità sostenibile in prossimità dei capoluoghi”.

E’ “incredibile”, sottolinea il presidente dell’Anci, che la somma di tutte le linee metropolitane d’Italia sia inferiore a quella di singole capitali europee, come Madrid, per esempio. Quanto agli investimenti speriamo nel ‘piano Marshall’ sul trasporto pubblico locale presentato dal ministro Delrio che prevede 30 miliardi nei prossimi 20 anni si riesca a ottenere un risultato importante”. Quanto alla responsabilità dei sindaci, “Sono indispensabili le restrizioni al traffico attraverso aree pedonali, le zone a traffico limitato e i sistemi di tariffazione della sosta in modo che in centro non si vada più con l’auto privata”, afferma il primo cittadino di Bari. “Però insieme vanno migliorati trasporto pubblico e infrastrutture per la mobilità ciclistica”

Ospedale di Casarano, Manca: "Emiliano ascolti il territorio e attenda il Tar"

BARI - Il vicepresidente della Commissione Sanità e consigliere regionale di Direzione Italia, Luigi Manca, ha partecipato questa mattina alla manifestazione a sostegno del Comitato contro il declassamento del nosocomio. "Da medico - dichiara Manca - sono convinto che un riordino della nostra rete ospedaliera fosse necessario,  per questo quando ho deciso di candidarmi al Consiglio regionale pensavo di poter dare il mio contributo alle soluzioni migliori. Una speranza che si è infranta sul muro del decisionismo del presidente e assessore alla Sanità, Emiliano, che a parole predica la partecipazione e la condivisione, ma nei fatti questa legislatura è quella più monarca in assoluto".

"Per questo - prosegue Manca - , questa mattina sono stato a Casarano, accanto al Comitato di difesa dell’ospedale, per sostenere una battaglia che prima ancora che nel merito delle scelte di declassamento è nel metodo: questo piano di riordino è piovuto sulle comunità senza nessuna consultazione. Senza nessun  confronto con parlamentari e consiglieri regionali delle strutture interessate. E allora Emiliano ascolti per una volta i territori, abbia la bontà di aspettare il 10 febbraio quando il Tar si esprimerà nel merito del ricorso presentato dal sindaco di Casarano contro il declassamento. Sono passati due anni da quando è stato eletto senza produrre nulla… quattro mesi in più non cambieranno nulla", conclude.

L'ambientalista Usa Bill Becker vince il premio Maria Maugeri

BARI - La prima edizione del “Premio Maria Maugeri” è stata vinta da William Becker, direttore esecutivo del Presidential Climate Action e ospite d’onore dell’evento, e da Maria Panza del WWF.

Grande partecipazione alla cerimonia che si è tenuta oggi, nel padiglione della Regione Puglia in Fiera del Levante, a Bari, alla presenza dei familiari di Maria Maugeri, il marito Michele Buono e le tre figlie, del presidente Michele Emiliano, il sindaco di Bari Antonio Decaro, Filippo Caracciolo, assessore alla Qualità dell’Ambiente, Barbara Valenzano, direttore del Dipartimento Ecologia, Grazia Francescato, ambientalista e giornalista, Giuseppe D’Amato direttore U.O. procreazione assistita Asl/Ba. A coordinare i lavori il giornalista Corrado Minervini.

Il tema di quest’anno è stato “Cambiamenti climatici e strategia della decarbonizzazione”.

“Questo premio - ha detto Emiliano - ha il nome di Maria Maugeri, una delle personalità civili e politiche che si è battuta con maggiore intensità e con i migliori risultati nella difficile battaglia per l’ambiente. Lei ci ha insegnato come ragionare in maniera ambientale, a non pensare che un singolo politico possa essere l’alfa e l’omega delle politiche ambientali. Non a caso abbiamo scelto questo luogo, la Casa della partecipazione, per ricordare che il nostro programma – e quindi anche la proposta di decarbonizzazione della Puglia - è nata in campagna elettorale, nel corso di assemblee popolari composte da migliaia di pugliesi, prima ancora che io diventassi presidente”.

Emiliano ha ricordato che la Puglia ospita le due principali fabbriche alimentate a carbone di Europa (Ilva di Taranto e centrale Enel di Cerano): “La nostre proposta – ha detto - non prevede l’abbattimento del numero dei posti di lavoro, anzi, ci sono tanti modi per creare diversa occupazione, specie se consideriamo che sono italiani i brevetti italiani per la produzione di acciaio senza carbone. Ci siamo accorti che la decarbonizzazione è un elemento che mette in moto un meccanismo di competitività, cioè è parte del capitalismo. Se l’Italia decidesse di investire sulla decarbonizzazione della più grande acciaieria di Europa sarebbe molto più facile pretendere la protezione fiscale dei nostri prodotti carbon free sui mercati europei. E probabilmente i proprietari delle acciaierie europee sarebbero indotti rapidamente a cambiare i loro sistemi produttivi. Ne deriverebbe per noi un vantaggio competitivo di lungo periodo, oltre all’abbassamento dei livelli di Co2 e inquinamento. Il carbone a Taranto porta le polveri sottili, che fanno più morte di ogni altra cosa. In tutta Italia sono centinaia le vittime a causa delle polveri sottili. Noi dobbiamo fare politica per convincere una larga fetta della popolazione che possiamo cambiare sistema produttivo riducendo l’uso del carbone. La legge inglese lo ha fatto, e prevede il superamento dell’uso del carbone nell’arco di 25 anni. La politica deve guidare i processi industriali non subirli”.

“Quando Maria Maugeri – ha aggiunto - cominciò le sue battaglia le dicevano non ci riuscirai mai, non riuscirai mai a demolire Punta Perotti, a lottare contro l’amianto. Lei in qualche modo c’è riuscita grazie a voi. Questo non dimenticatelo. Ci siamo riusciti tutti insieme, studiando, approfondendo le cose, non considerando nessuno un nemico. Anche con l’aiuto dei media, insomma, attraverso una spinta generale della comunità. Il cambiamento climatico lo fermiamo costruendo una comunità, condividendo le decisioni dal basso, coinvolgendo tutti”.

“E invece al tavolo Ilva non vogliono la Puglia, perché su questi temi sin dall’inizio abbiamo avuto un’idea chiara. L’unica compensazione sensata per l’arrivo dei gasdotti in Puglia è darci il gas a prezzo ridotto che consenta di decarbonizzare l’Ilva e la centrale Enel e di trovare un sistema di transizione che riduca polveri sottili, benzopirene e diossina. Possiamo farlo e innescare un cambiamento in Europa. Nel 2004 – ha concluso Emiliano - la prima cosa che facemmo insieme con Maria Maugeri fu cambiare il destino della ex Fibronit di Bari. Avevamo dei sogni e abbiamo lavorato per realizzarli. Oggi come allora vogliamo essere quel luogo che converte l’Italia e l’Europa a politiche giuste. Non ci arrenderemo, ma da solo da non posso farcela, c’è bisogno della partecipazione di tutti”.

La Regione Puglia ha deciso di intitolare a Maria Maugeri un premio destinato a chi si impegna nel quotidiano in difesa dell’ambiente. Il primo premio glocal italiano che si ispira al motto ambientalista “pensare globalmente, agire localmente, per cui verrà consegnato un anno a una figura di livello internazionale e l’anno dopo a una figura notevole sul piano locale (regionale o comunale).

Altra truffa online via email: ancora messaggi coi finti regali

LECCE - Non ci risparmiano neanche la domenica i truffatori della rete. Anche in data odierna lo “Sportello dei Diritti” segnala una delle tante procedure che i malintenzionati di internet utilizzano per spillarci denaro o appropriarsi fraudolentemente dei nostri dati bancari. Nel corso della prima mattinata la Polizia di Stato tramite un post sulla pagina Facebook “Commissariato di PS On Line – Italia” ha pubblicato l’invito a prestare attenzione ad uno dei messaggi che può pervenire sulle nostre caselle di posta elettronica riguardo alla consegna di una fantomatica caffettiera regalo da parte di Nespresso in occasione del suo anniversario. Questo il testo dell’allerta della Polizia Postale: “#NESPRESSO truffa al caffè. Nessuno regala nulla”.

Il modo migliore per difendersi, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, come andiamo ripetendo, è quello di non rispondere mai a questi messaggi e quindi di non cliccare sui link cui solitamente conducono o rispondere alle richieste di pagamento o di dati bancari o sensibili. Il problema però è sempre lo stesso: molti utenti della rete continuano a cascarci perché troppo spesso non si riflette e si agisce d’istinto dando seguito alle allettanti proposte di ricezione di un bene.

Bisogna, quindi, solo prestare più attenzione e accertarsi sempre della provenienza del messaggio anche perché non ci risulta che Nespresso utilizzi mai questo tipo di procedure per le sue promozioni. Nel caso siate comunque incappati in frodi analoghe potrete rivolgervi agli esperti della nostra associazione tramite i nostri contatti email info@sportellodeidiritti.org o segnalazioni@sportellodeidiritti.org per valutare immediatamente tutte le soluzioni del caso per evitare pregiudizi.

L'importanza del folklore nel 2017


di MARIO CONTINO - Nel 2017 parlare di mistero e folklore non è facile come in realtà dovrebbe esserlo. Purtroppo alcune persone, vuoi per ignoranza vuoi per lecito timore dovuto ai troppi millantatori che infestano la nostra società, hanno sviluppato un atteggiamento che profuma più di pregiudizio che di sano scetticismo.

Il folklore cita figure quali: spiriti, fantasmi, mostri, maghi, streghe, ma anche tanto altro, come i piatti tipici della tradizione culinaria locale, i rimedi medicamentosi tradizionali e ben noti alle nostre nonne, ritmi e danze spesso associate a religiosità (si vedano la pizzica salentina, nata come rimedio per "esorcizzare" il male rappresentato dal veleno della tarantola).

Il termine folklore si compone di due differenti parole inglesi:

Folk: popolo
Lore: Sapere

Dunque fa diretto ed esplicito riferimento all'antico sapere popolare che da sempre è stato imbevuto di leggenda e mistero, e che è alla base di quell'affascinante cultura contadina che rappresenta i forti pilastri della nostra odierna società.

Il folklore, materia della quale mi occupo da circa 10 anni, è direttamente legato alla "Sociologia", materia universitaria di grande importanza.

Il dizionario Treccani definisce la sociologia in questi termini:

"Scienza che ha per oggetto i fenomeni sociali, indagati nelle loro cause, manifestazioni ed effetti, nei loro rapporti reciproci e in riferimento ad altri avvenimenti".

É dunque lecito studiare, conservare e tramandare, leggende che da sempre furono raccontate dai nonni ai nipoti, seduti accanto al focolare, momenti unici che solo i nostri genitori potrebbero ancora ricordare. Attimi di condivisione, di affetto, di unione, nei quali nessuno rideva, o derideva il prossimo per l'utilizzo di termini quali: "Fantasma o Folletto".

Certo oggi le cose sono mutate, oggi molti sono oppressi dal peso di una società menzognera e meschina che ha fatto del materialismo e del denaro gli unici dei ai quali inchinarsi e mostrare riverenza.

Oggi il mondo occidentale sembra allontanarsi dal folklore, dalle proprie radici culturali, ed un albero al quale vengono tagliate le radici, è destinato a perire.

Lo studioso del paranormale Mario Contino
Non è così ovunque: il Giappone è la culla del folklore, nel quale persino il mondo scientifico-accademico è aperto al mistero e al fascino di festività antiche e sentite come motivo di orgoglio, come colla che unisce un popolo e lo fortifica.

In occidente troppi santoni, maghi, fattucchiere e cartomanti hanno creato un clima di disprezzo, convincendo molti a fare "di tutta l'erba un fascio", nel disprezzo di una materia che fino a pochi anni fa era sui banchi di scuola nell'ora, probabilmente non più in vigore, dedicata alla lettura.

I bambini non sognano più, sono catapultati in un mondo che non dovrebbe essere di loro competenza, il mondo degli adulti, che scoprono troppo presto e che li ingabbia in meccanismi deleteri.

É più giusto insegnare ai nostri figli a contare le banconote o lasciargli sognare un mondo nel quale le streghe volano sulle loro scope ed i folletti curano le piante dei boschi?

Lasciamo i fanciulli a vivere la loro fanciullezza, purtroppo diventeranno adulti sui quali graverà la nefasta eredità lasciata da tutti noi: un mondo insicuro e un'economia pressoché inesistente.

Ma questi sono problemi dei grandi, ad ogni età il giusto peso di responsabilità. Il folklore può essere utile anche per migliorare il livello socio culturale ed economico del popolo.

Come? Attirando turismo destagionalizzato e diversificato, un turismo attento alle antiche tradizioni, capace quindi di radicarsi per interessi culturalmente rilevanti, e non per mero commercio e consumismo sfrenato.

Questo è il folklore, questo è il mio studio ed il tema che continuamente traina la mia produzione libraria e giornalistica. Rinnegare il nostro passato, la nostra storia, significa rinnegare noi stessi.

Brindisi: morì precipitando da chiesa, Procura chiede processo

di PIERO CHIMENTI - La Procura di Brindisi ha chiesto il rinvio a giudizio di don Francesco per la morte, avvenuta lo scorso anno, di un uomo di 44 anni salito sulla cupola della chiesa San Francesco di Paola di Oria, in provincia di Brindisi, per fotografare gli addobbi preparati per la festa religiosa. Insieme al prelato, anche lo zio della vittima è finito al centro delle indagini. Per entrambi il reato sarebbe l'omicidio colposo.

Secondo il pm che coordina le indagini, il sacerdote avrebbe dato alla vittima una scala non idonea, così come l'assistenza data dal secondo indagato.

Serie A: San Paolo pareggio a reti inviolate tra Napoli e Inter

(ANSA)
di LUIGI LAGUARAGNELLA - Il big match della nona giornata termina a reti inviolate. Il risultato di 0-0 tra Napoli e Inter è un’occasione persa da parte dei partenopei per allungare in classifica, mentre per i nerazzurri è un risultato positivo. Pareggiare al San Paolo va considerato un guadagno.

L’alta posizione in classifica dell’Inter subito dopo la capolista Napoli fa considerare la partita da scudetto: per gli azzurri è un sogno a portata di mano, per i milanesi è una corsa a migliorare di giornata in giornata.

Gli uomini di Spalletti non si fanno schiacciare dagli schemi di Sarri, anche se il trio Callejon, Mertens, Insigne è a lunghi tratti tamburellante. Come sempre tra i nerazzurri le mani di Handanovic sono miracolose: neutralizzano una doppia occasione con Callejon e Mertens, ribatte i tiri velenosi di Insigne e neutralizza una zampata di Mertens all’ultimo minuto. Il portiere sloveno è determinante, ma in difesa ben figura Skriniar puntuale nelle chiusure e Candreva sulla fascia è molto dinamico.

L’Inter riesce a rispondere alla trama di passaggi del Napoli. Un colpo di testa di Perisic va alto oltre la traversa e sempre nel primo tempo Borja Valero ha l’opportunità di cambiare il risultato. Il suo tiro potente è deviato da Reina. A centrocampo Vecino e Gagliardini riescono ad arginare le trame dei padroni di casa. L’uruguaiano nel secondo tempo taglia tutto il campo e dialogando con Icardi salta Reina, ma il suo tiro è impreciso con Albiol che spazza dalla linea di porta.

Il Napoli è frenato, ma rimane saldo in classifica seguita dall’Inter, che invece può continuare a seguire i suoi obiettivi d’alta classifica che a Milano non vogliono chiamare scudetto.